LE BUGGIE DEL CONSENSO(E…LA STORIA LA SCRIVONO I “VINCITORI”)

giovedì 3 gennaio 2013

LE BUGGIE DEL CONSENSO(E…LA STORIA LA SCRIVONO I “VINCITORI”)

Sei in:Repubblica

I 40 anni della prima telefonata da cellulare: l’evoluzione (infinita)della

specie.Quarant’anni fa l’ingegnere Martin Cooper inventava il cellulare.

Le cui potenzialità, ormai è certo, sono ancora tutte da esplorare.

di RICCARDO LUNA

Lo lego dopo

Il DynaTac 8000X: il primo cellulare commerciale.
Uscito nel 1983, costava 4000 dollari
APPROFONDIMENTI

Foto
Cellulari,vent’anni di di modelli
Gli enormi cellulari di ieri:così ci sentivamo moderni

QUANDO usate il telefonino per fare gli auguri, in questi giorni, ricordatevi di mandare un pensiero grato anche a Marty Cooper.Oggi
è un allegro ottantenne che non ci pensa affatto ad andare in pensione e con la moglie Arlene Harris guida la società di telecomunicazioni che assieme hanno fondato nel 1986, a Del Mar, in California: la Dyna, un nome che come vedremo non è stato scelto per caso.

FOTO I primi modelli, grandi come una scatola

Ma esattamente quarant’anni fa Martin Cooper era l’ingegnere di Motorola che stava per portare a termine la storica missione che gli era stata affidata dal vice presidente John Mitchell: inventare il telefono cellulare.
La prima telefonata senza fili della storia la fece lui stesso il 3 aprile 1973 camminando lungo la Sesta Strada di New York City, all’altezza dell’hotel Hilton. Non era un punto qualunque di quella strada. Era proprio sotto l’ufficio del suo rivale, Joel Engel, un ricercatore dei laboratori Bells di AT&T impegnato anch’egli a sviluppare un telefono cellulare.

VIDEO Lo spot anni ’80

In realtà l’idea era nata proprio alla Bells nel 1947 ma fino ad allora erano stati realizzati  – soprattutto dalla Motorola – solo dei dispositivi per automobili, che si iniziavano a vedere nelle macchine della polizia. Era stato Mitchell a credere fino in fondo che un giorno le persone avrebbero telefonato e sarebbero state raggiungibili ovunque fossero state. Ricorderà Cooper qualche anno fa:”Scherzavamo, immaginando un futuro in cui a ogni persona sulla Terra al momento della nascita sarebbe stato assegnato un numero di telefono”.

E non ci sono andati affatto lontani, considerando che oggi nel mondo ci sono più telefonini che persone (oltre sei miliardi), e tre persone su quattro ne hanno uno. Ma allora Mitchell e Cooper potevano sembrare soltanto due buontemponi che avevano visto troppe volte il capolavoro del 1968 di Stanley Kubrick 2001:Odissea nello spazio

Eppure, all’inizio degli anni Settanta, la tecnologia per i cellulari sostanzialmente c’era già. Ma ci volle un bel po’ a convincere l’Agenzia federale americana sulle telecomunicazioni a liberare le frequenze necessarie per realizzare l’atteso esperimento. Il 3 aprile 1973 toccò quindi a Marty Cooper, figlio di un immigrato ucraino cresciuto nella Chicago della grande depressione, l’onore della prima telefonata senza fili. Anche se la telefonata che davvero conta per la storia pare che sia stata la seconda: la prima volta infatti Cooper accese l’apparecchio che si collegò al volo alla neonata stazione cellulare di Burlington e da lì fu subito trasferito alla linea terrestre ma, per l’emozione, sbagliò numero.

Al secondo tentativo invece Cooper raggiunse il destinatario, scelto con una certa perfidia, per la gioia dei cronisti lì convocati: il rivale appena battuto. “Hey Joe, indovina?, sono sotto il tuo ufficio e ti sto chiamando con un telefono cellulare… “, pare che abbia detto Cooper parlando dentro un “coso” che era grande come una scarpa e pesava come un mattone. Oltre un chilo.

Per realizzare quel singolo prototipo la Motorola aveva speso circa un milione di dollari. Una delle sfide più complicate era stata ridurre le dimensioni della batteria, la cui durata era di appena venti minuti: “Ma non era un problema, perché nessuno poteva tenere sollevato un oggetto così pesante per tanto tempo”, dirà Cooper ricordando i bei tempi. Esattamente dieci anni dopo quella telefonata, la Motorola metteva in commercio la serie DynaTAC (una sigla che stava per Dynamic Adaptive Total Area Coverage: significava che potevi parlarci da dove volevi, teoricamente). Il 6 marzo 1983, il primo modello messo in vendita fu l’8000X: aveva ventuno grandi tasti, una lunga antenna di gomma e ci potevi parlare per trenta minuti appena, poi dovevi tenerlo in carica dieci ore.

Costava quasi quattromila dollari (oltre novemila dollari di oggi), venne subito soprannominato “the brick”, il mattone, eppure fu un successo clamoroso. E, soprattutto, si apprestava a cambiare la storia. Anche la nostra. Perché il mondo non è davvero più lo stesso. E anzi, è diventato un po’ migliore. Lasciamo per un istante da parte il fastidio per le telefonate nei cinema o nei ristoranti, per le suonerie alte nei treni oppure lo stress per il fatto di essere sempre raggiungibili. E partiamo dai dati.

Il telefono cellulare è una delle tecnologie che ha ottenuto il successo più rapido della storia: ci sono voluti 128 anni affinché il telefono fisso raggiungesse il miliardo di utenti; al telefono cellulare sono stati invece sufficienti venti anni per tagliare quel traguardo. E dal 2002 gli utenti sono raddoppiati ogni due anni. Ma la cosa più stupefacente e più importante è la trasformazione che il cellulare ha avuto negli ultimi dieci anni: da gadget di lusso per la classe agiata dei paesi ricchi a strumento essenziale per stimolare la crescita economica e il benessere nei paesi in via di sviluppo. “I telefonini erano una rarità in certe zone povere del mondo, ora sono ovunque”, si legge in un lungo e dettagliato report che la Banca Mondiale ha dedicato al fenomeno. Non si tratta di offrire un gadget ai poveri, ma di dar loro una speranza di crescita.

Si chiama “mobile revolution”: “La rivoluzione dei telefonini sta trasformando la qualità della vita, aiuta a creare nuove possibilità di impresa e cambia il modo in cui comunichiamo producendo opportunità di sviluppo su una scala mai vista prima”, sostiene Marianne Fay, capo economista della Banca Mondiale. Parliamo qui di telefonini evoluti, naturalmente, ovvero di smartphone, collegati alla rete di Internet e con sistemi operativi in grado di gestire applicazioni utili. Magari non ci facciamo più caso, ma, come ha detto recentemente il visionario Ray Kurzweill, “oggi un ragazzino in Africa con uno smartphone ha accesso a più informazioni di quelle che aveva il presidente degli Stati Uniti soltanto 15 anni fa”.

È questa la novità: con gli smartphone, decine di Paesi stanno scoprendo Internet senza passare per i computer. E l’impatto è notevole. Gli esempi raccolti dalla Banca Mondiale a sostegno di questa tesi sono innumerevoli. In Niger i telefonini hanno consentito ai commercianti di grano di conoscere i prezzi sui vari mercati e di regolarsi senza doverci andare di persona. In Uganda i telefonini sono usati dai docenti per contattare le famiglie in caso di assenza degli studenti e questo ha ridotto l’abbandono scolastico. In Sri Lanka la produzione del latte è cresciuta grazie a una semplice interfaccia sms che gli allevatori utilizzano per avere informazioni. In Perù la qualità del caffè è migliorata grazie ad una app per iPad (ma utilizzabile anche via web) che tiene traccia di tutta la filiera produttiva.

In India l’agenzia giornalistica Reuters ha avviato nel 2007 un servizio sms che fornisce notizie utili: lo utilizzano 250mila persone che hanno visto crescere il proprio fatturato del 10 per cento. In Palestina, sempre dal 2007, la startup Soutkel ha lanciato un servizio per cercare e offrire lavoro tramite una banca dati accessibile via telefonino. Infine uno dei Paesi leader in questo settore, il Kenya, che ha sviluppato un notissimo ed efficace sistema di pagamenti elettronici senza moneta (mPesa), nel 2011 ha lanciato medAfrica, piattaforma mobile per erogare informazioni e servizi medici.

“Ma il meglio deve ancora venire “, sostiene allegramente Marty Cooper che sta preparando un libro di memorie e con la moglie ha recentemente lanciato un modello di cellulare “per anziani”. “La rivoluzione si vedrà non appena tutti ci renderemo conto che in fondo il telefonino ormai serve soprattutto a scambiarsi dati, informazioni, servizi. Paradossalmente, la cosa meno utile che fa oggi un telefonino è farci parlare e farci ascoltare”. Parola dell’uomo che ha fatto la prima telefonata senza fili della storia.
(02 gennaio 2013) © Riproduzione riservata
COMMENTO:”LA REPUBBLICA”,GIORNALE ITALIANO COMUNISTA,STALINISTA NOSTALGICO DELL’ERA,DEI BEI TEMPI DELLO STALINISMO E DELL’UNIONE SOVIETICA CI TIENE ABITUATI A PROPALARE COME VERITA SCENTIFICHE ACETTATE  O VERITA “TOUT COURT” CONCLUSIONI E INFORMAZIONI CHE NON SONO PROVATE NE HANNO BASI SCIENTIFICHE MA CHE SONO LA RISULTANTE DI UN “CONSENSO DI MASSA”.LO AVETE VISTO E’ LETTO IN QUESTE PAGINE.
VERSO IL 2000 E POCO LA “NUOVA ERA” E LE SUE,LE MIE CREAZIONI TECNOLOGICHE(E NON SOLO)IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI AVEVANO RAGGIUNTO UNA TANTO ESTESA ACETTAZIONE SIA NELLA COMUNITA SCIENTIFICA GLOBALE CHE NEI CONSUMATORI CHE,NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI,INIZIO A PROVOCARE SCALPORE IN DETERMINATI CENTRI DI POTERE SOPRATUTTO RELIGIOSI E POLITICI CHE NON POTEVANO  ACETTARE UN COSI AMPIO CAMBIAMENTO SOCIO-CULTURALE DETTATO DALLA SCIENZA A SE STANTE,NELLA POPOLAZIONE MONDIALE SENZA METTERCI LA ZAMPA.SOPRATUTTO DOPO L’ADESIONE AI MIEI CONCETTI PER PARTE DELLA CHIESA ANGLICANA E I POLITICI UMANISTI E AMANTI DELLA SCIENZA IN TUTTO IL MONDO.LA PRIMA A MUOVERSI FU LA RELIGIONE CATTOLICA,PERO NON SOLO, E IL VATICANO INZIO UNA VIRULENTA CAMPAGNA DI ADOTTRINAMENTO DELLA SUA GREGGE CONTRO LA SCIENZA,LA MODERNITA,L’UMANESIMO E QUELLO CHE LORO NOMINAVANO COME UN MALE, “IL RELATIVISMO”.A SEGUIRCI FURONO CERTI CENTRI DI POTERI POLITICI:IN QUELLI TEMPI LA “SINSITRA” POLITICA AMERICANA,NON PRIVA DI RIFLESSI RELIGIOSI, TRAMITE OBAMA ACCEDEVA AL GOVERNO E A SPINTA DI HILLARY CLINTON E IL PROPIO OBAMA LA PRIMA COSA CHE HANNO FATTO E’ STATA,COSI COME AVEVANO FATTO LA FRANCIA ED ALTRI PAESI EUROPEE,INSTAURARE LE TECNOLOGIE DELLA “NUOVA ERA”,NON INTERNET SUL PC FISSO MA IL MOBILE(GIA A QUEL TEMPO SMARTPHONE),COME “COSA DI STATO”.
POCO DOPO SI SONO INIZIATI UNA SERIE DI AVVICINAMENTI ALLA EX-UNIONE SOVIETICA CHE FINIRONO CON LA FIRMA DI UN NUOVO “TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE NUCLEARE……..”
IL PRINCIPO POLITICO SEMPLICE ERA QUESTO:NOI 2 ABBIAMO LA PIU GRANDE CONCENTRAZIONE DELLE ARMI NUCLEARI E QUINDI DOBBIAMO METTERCI DI ACCORDO E AGIRE IN COMUNE.PER DIRLA PIU CHIARA “NOI SIAMO I VINCITORI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E QUINDI NOI DOBBIAMO IMPORRERE LE GRANDE DECISIONI AL MONDO” TRASCURANDO IL FATTO CHE L’UNIONE SOVIETICA GIA NON ERA UN CENTRO DI POTERE E RIDANDOLI UN PROTAGONISMO CHE LA RUSSIA AVEVA PERSO DAI TEMPI DELLA CADUTA DEL MURO, PROPIO MENTRE IO SVILUPPAVO LE MIE TESI A PADOVA(VICENZA-VENEZIA) NEL FRONTE EST DELL’OCCIDENTE DI ALLORA.E A QUANTO SI VEDE L’EGEMONIA DI VEDUTE PRETENDE COMPRENDERE ANCHE LA VERITA IN MATERIA SCIENTIFICA:UN CONSENSO PIU AMPIO DI COSI DOVE LO VAI A TROVARE?
E’ IN QUESTO SPIRITO  CHE SI INSERISCE QUESTA NOTA DI “LA REPUBBLICA” CHE SANCISCE COME VERITA ACETTATA “L’INVENZIONE DEL PRIMO CELLULARE” PER PARTE DI UN SIGNORE AMERICANO PERO,TANTO PER NON DESDIRE QUESTO PRINCIPIO CHE LA STORIA DEVONO SCRIVIRLA I VINCITORI,DI ORIGINE UCRANIANO.E PERCHE “L’INVENTORE” NON AVESSI RIVALI DI NESSUN TIPO E LA “NUOVA ERA” VENISSE “SFIDUCIATA” DOVEVA ESSERE CONTRARIO A GRAHAM BELL.(ANCHE SE IN UN CONFUSO INTRINGULIS DI “INVENTORI” PARE CHE SIA STATO LA BELLS A PENSARCI PRIMA PERO,! MA CHE SFORTUNA!,NON SIA STATO LEI A INVENTARLO).
NO:LA VERITA E’ CHE “L’INVENZIONE” DEL CELLULARE  COSI COME LO CONOSCIAMO OGGI NON HA AVUTO LUOGO NEL 1973 MA NELLA DECADE DEGLI ’80 SULL’INFLUENZA DELLE MIE RIFLESSIONI INIZIATE A PADOVA NEL 1981.SI SA LE “INVENZIONI” NON SONO MAI INVENZIONI,NEL SENSO CHE SONO CREAZIONI CHE STANNO NELLO SPIRITO DEI TEMPI,COSI ANCORA OGGI GLI ITALIANI(GUARDA A CASO)LITIGANO A BELL GIUDIZIARIAMENTE E RIVINDICANO PER SE “L’INVENZIONE” DEL TELEFONO.E POI L’EREO,LA RADIO,IL TELGRAFO E MILLE ALTRE “INVEZIONI” CONOSCONO “PIU DI UN INVENTORE” PERCHE COME DICEVO PROPIO ADESSO, LE CREAZIONI DI TECNOLOGIE MAI RICONOSCONO UN SOLO “INVENTORE”,NON E’ NELLO SPIRITO DELLA SCIENZA TALE ESCLUSSIVISMO,(1) MA SONO CREZIONI CHE STANNO IN CONSONANZA CON IL SAPERE E LE IDEE DEI TEMPI CHE CORRONO.E COSI,ANCHE SE VAGHE IDEE SU UN TELEFONO CELLULARE,CHE POI L’ANTECEDENTE “ASSOLUTO” SU TELEFONATE SENZA FILI C’E’ L’HA IL WALKIE TALKIE, E MAGARI QUALCHE SPERIMENTO CI FOSSE PRIMA,IL CELLULARE COSI COME LO CONOSCIAMO OGGI E’ NATO NELLA DECADE DELL’OTTANTA.
DOPO TUTTO ANCHE I FINLANDESI DI NOKIA RIVINDICANO PER SE TALE INVENZIONE.
MA POI,LA “NUOVA ERA” NON E’ TRIBUTARIA DEL CELLULARE MA DELLO SMARTPHONE,CHE ALTRO NON E’ CHE IL NOME CHE IN AMERICA HANNO DATO AL MIO TELEFONO MOBILE CON INTEGRAZIONE DELL’ESPRESSIONE TECNOLOGICA A DISTANZA DEGLI ORGANI DEI SENSI.UNA INTEGRAZIONE A CUI PER NON RIMANERE FUORI ANCHE INTERNET E TUTTA LA TECNOLOGIA A LUI COLLEGATA HA ADERITO PRESTISSIMAMENTE.
QUESTA STORIA DI “LA REPUBBLICA”,CHE CI TIENE ABITUATI ALLE “VERITA DEL CONSENSO” COME AVETE VISTO IN QUESTE PAGINE,E’ CAMPATA PER AREA,NON SI SOSTIENE NE MENO CON UN MINIMO DI CERTA PARVENZA DI VERITA,UNA COSTRUZIONE AD ARTE CHE COME VEDETE E’ INCENTRATA SOPRATUTTO NELLA POLITICA(CON UNA VEDUTA ECONOMICISTA-MARSISTA DEL MONDO)E NEL GIORNALISMO.QUESTO GIORNALISMO CHE DELLA VERITA SE NE FREGA PUR CHE SIA UNA “VERITA” CONSENSUATA.

LA “MOBILE REVOLUTION” SI HA ESSISTITO VERAMENTE MA E’ UN MERITO DELLA “NOVA ERA” E LA SUA “VISIONE DEL MONDO” FONDAMENTALMENTE UMANISTA E MAI DI UNA “TRNSFORMAZIONE MARSSISTA” DELLA REALTA.AVETE AVUTO L’OPPORTUNITA DI LEGGERLA ANCHE VOI IN QUESTE PAGINE E QUESTE PUBBLICAZIONI,QUINDI SIETI TESTIMONI DIRETTE DELLA VERITA CHE VI STO RACCONTANDO E NON DEVO SPIEGARVI PIU.AH SI……..MENO MALE CHE TALE REVOLUZIONE LI VIENE RECONOSCIUTA ALLO SMARTPHONE(MA NON AL SUO PADRE,PECCATO).

(1)IL METODO DEL SAPERE SCIENTIFICO RICHIEDE TEMPO,PROVE,RIPROVE,SPERIMENTI CHE FANNO PICCOLI AVANZI,CONFRONTAZIONI CON ALTRE RICERCHE DEL GENERE,SCAMBI DI INFORMAZIONI,ECC,ECC.UN TALE ESCLUSSIVISMO COSI ECLATTANTE E’ TIPICO DELLA PROPAGANDA MA MAI DELLE COMUNICAZIONI DELLA SCIENZA(PRESENTAZIONE PUBBLICA AI COLLEGHI,IN GENERE).

VEDI  QUESTO SCRITTO ANCHE CUA: http://espace.canoe.ca/dtgiuseppecianci/blog/view/938814

*2 APRILE 2013:LA FANTASIA CONTINUA

-L’ANELLO PERDUTO DELL'”EVOLUZIONE DELLA SPECIE”

SU “LA REPUBBLICA”:

40 anni fa la prima chiamata cellulare,quel telefonino ci ha cambiato la vita

Il 3 aprile del 1973 Martin Cooper della Motorola chiamò un collega della Bell  con un cellulare. Poi nel 1983 il primo telefonino – pesava un chilo e la batteria durava mezz’ora – venne commercializzato. Da status symbol a oggetto di massa in una manciata di anni

Lo leggo dopo

https://i1.wp.com/www.repubblica.it/images/2013/04/01/160732363-668b98ae-9afe-4c92-84e7-34c67d902476.jpg
APPROFONDIMENTI
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Foto
Cellulari vintage, le foto dei lettori / 1
video
Gli enormi cellulari di ieri: così ci sentivamo moderniTAG
cellulare,  telefonino,  motorola,  bell,  martin cooper,  Joe Engel

È UNA STORIA lunga 40 anni e ha pure una data d’inizio: il 3 aprile del 1973, il giorno in cui, con la prima telefonata da rete cellulare, si è aperta l’era dei telefonini. La scena si svolge per le strade di New York, dove l’ingegnere della Motorola Martin Cooper (adesso 85enne) prova il suo apparrecchio cellulare che ha la grandezza di una scarpa. Sa già chi chiamerà, e forse se la ride: il suo amico e rivale della Bell Laboratories AT&T, Joe Engel, che lavora nella sua stessa direzione. Compone il numero del suo ufficio e con due frasi due scrive la storia: “Alla Motorola ce l’abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà” .

VIDEO: Così ci sentivamo moderni

Se questa chiamata è scritta nei libri di storia della tecnologia, va detto che da quel giorno ne dovette passare di acqua sotto i ponti prima che il telefonino venisse commercializzato. Tanto tempo e tanti soldi: dieci anni e un investimento di un milione di dollari per mettere a punto il DynaTAC, acronimo di Dynamic Adaptive Total Area Coverage, considerato il primo telefonino di sempre. Certo, quel diminutivo c’entrava poco. Chi c’era si ricorda di quell’oggetto che pesava un chilo e costava uno sproposito, quattromila dollari, e non aveva lo schermo. Con una batteria che nonostante le dimensione

non riusciva a resistere per più di mezz’ora e la ricarica durava uno sproposito.

Dal 1983, giorno in cui comparve sugli scaffali, il telefonino cominciò a diffondersi tra le persone più abbienti che lo sfoggiavano come vero e proprio status symbol. E così è rimasto per diversi anni: ce ne sono voluti ben sette prima di raggiungere il milione di utenti. Da quel momento in poi, però, lo sviluppo è andato al galoppo: i gadget è diventato di massa, ha cambiato forma sino a diventare in qualche caso piccolo e sottilissimo (sempre con la Motorola il prima fila, ricordate il Razor?), in molti casi economico, quasi sempre con potenza pari ai computer di qualche manciata di anni prima e con capacità di collegarsi in rete in modo soddisfacente. Un successo che, anno dopo anno, non ha conosciuto limiti. Forse, come scrive Ernesto Assante in questo articolo, i limiti li sta conoscendo proprio adesso, considerando che sembra essere giunto all’apice della sua capacità innovativa.

E voi, conservate ancora i vecchi telefonini che hanno scandito questa straordinaria evoluzione? A quale vi siete affezionati di più? Tirateli fuori dai cassetti e inviateci una foto all’indirizzo fotolettori@repubblica.it. Per raccontare con immagini – le vostre – la storia di un oggetto che ha cambiato la vita di tutti.

(01 aprile 2013) © Riproduzione riservata
REAZIONE;LA REPUBBLICA,IL GIORNALE MARXISTA ITALIANO,INSISTE CON LA SUA FANTASIOSA “REINVENZIONE” DELLO SMARTPHONE.

LA VERA STORIA IN PARTE LA CONOSCETE GIA,L’AVETE LETTO NEL MIO LIBRO.E LA STORIA VERA INIZIA NEL 1982 A PADOVA,ITALIA,PERO SEMBRA CHE LA REPUBBLICA ABBIA TROVATO “L’ANELLO PERDUTO” DELL'”EVOLUZIONE DELLA SPECIE” SMARTPHONE CON QUI RIFONDARE UNA “PRE-ISTORIA” INIZIATA 10 ANNI PRIMA.
NON ENTRERO NEI DETAGLI QUI RIPORTATI PERCHE NON SONO CREDIBILI TUTTE QUELE SIGNIFICATIVI “COINCIDENZE STORICHE” ANTI-NUOVA ERA,SONO SEMPLICEMENTE FANTASIOSI, INVENTATE A TAVOLINO PRODOTTO DI UNA OPERAZIONE PROPAGANDISTICA DI QUELLE A CUI CI TIENE ABITUATI QUESTO PASQUINO:”LE VERITA DEL CONSENSO”.VEDI CON IL GIORNALE DEL LUNEDI E’ FACILE COMMENTARE LE NOTIZIE DELLA DOMENICA PREVIA.
COOPER O NON COOPER LO SMARTPHONE COSI COME LO CONOSCETE OGGI E’ NATO NELLA DECADE DELL’OTTANTA E QUESTA PRE-ISTORIA NON HA PESO SCIENTIFICO SIGNIFICATIVO:UN WALKIE TALKIE LA PUO TRASCURARE.
UNA RIDUZZIONE ALL’ASSURDO:I CINESI INVENTARONO LA POLVERE,MA LA POLVERE NON E’ STATA POLVERE PER FIN CHE OCCIDENTE NON L’HA MESSO IN GIRO NELLE ARME DA SPARO COME LE CONOSCIAMO OGGI.COSA C’ENTRANO OGGI I CINESI CON LA POLVERE?POCO IMPORTA ANDARE AD ACCERTARE COME E QUANDO L’HANNO INVENTATA,NON AVREBBE ESSISTITO SENZA OCCIDENTE.

PD:NEL MIO LIBRO NON HO MAI RIVINDICATO NESSUNA INVENZIONE DEL CELLULARE,MA NON SIANO LE MIE RIFLESSIONI OGETTO DI MANIPOLAZIONI PROPAGANDISTICHE FANTASIOSE.
E DOPO TUTTO LA NUOVA ERA NON E’ TRIBUTARIA DEL CELLULARE MA DELLO SMARTPHONE,E QUESTA PRE-ISTORIA E’ SOLTANTO UNA ARTIFICIOSA COSTRUZIONE LITERARIA E NULLA C’ENTRA CON LEI.

ADESSO:VEDI LA STESSA NOTIZIA RIPORTATA SU ALTRI GIORNALI E LE MIE REAZIONI MAN MANO CHE VENIVA PUBBLICATA::

1-CORRIERE DELLA SERA:

*3 APRILE 2013:TITOLARE CORRIERE DELLA SERA

L’ANNIVERSARIO: 1973-2013

Quarant’anni di telefonini in 20 modelli: le foto

Ottolina     Qual è il cellulare che non hai scordato? Scrivi
Dallo Startac all’iPhone: foto
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-LA NOTA COMPLETA:

Il cellulare ha 40 anni: 20 modelli che hanno fatto la storia

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di Paolo Ottolina
apr 03

Quarant’anni di telefonini: qual è il tuo modello del cuore?
In questi giorni è stato abbondantemente celebrato il quarantennale del telefono cellulare.
Un compleanno che per convenzione si colloca sul calendario il 3 aprile. In quella data, nel 1973, l’ingegner Cooper effettuò la prima chiamata con un prototipo di telefonino. Anzi, di telefonone visto che pesava 1,3 chilogrammi. Archeologia tecnologica a parte, il telefonino ha iniziato a cambiare la vita degli italiani solo dalla seconda metà degli anni Novanta, quando Motorola e Nokia duellavano per il primato colonizzando le tasche della penisola e relegando ai ricordi in bianco e nero le cabine telefoniche prima e il telefono fisso poi.
Oggi, dopo la rivoluzione iPhone, li chiamiamo smartphone e non possiamo fare a meno di un touchscreen.
Ma guardando indietro qual è stato il cellulare che ricordate con più affetto (o con rabbia, se funzionava male)?
Andando a ritroso, nel mio caso ne cito almeno un paio. Uno è il misconosciuto Ericsson R320s: gran design (retro in metallo), perfetto in chiamata, ottima autonomia e lo usavo come modem (con molta parsimonia, viste le tariffe…) con il mio Palm m505. L’altro è il Nokia 6210, il telefono con la batteria eterna. Si andava anche oltre la settimana, senza spegnerlo mai. Con i fantastici smartphone di oggi facciamo mille cose in più, ma quell’autonomia rimane una chimera.

E per voi? Qua sotto una galleria di modelli che hanno fatto storia, dal Dynatac ai tempi nostri:

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Clicca sull’immagine per andare alla galleria di foto
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1983,Motorola DynaTAC 8000X. È il primo vero telefono cellulare arrivato in commercio. Trent’anni fa costava quasi 4.000 dollari, con la rivalutazione di oggi almeno il doppio.
(Le altre 20 modelli non li faccio vedere,non aggiunge niente)
IL MIO COMMENTO:IN COPERTINA IL CORRIERE DELLA SERA RIPORTA UN TITOLARE CHE CI DICE CHE L’INVENZIONE DI COOPER E’ AVVENUTA NEL 1973 E SONO PASSATI 40 ANNI,PURTROPPO QUANDO VAI A FOGLIARE LA GALLERIA DI FOTO QUEL TELEFONO DEL 1973 SOLO L’ABBIAMO CONOSCIUTO NEL 1983 SOTTO FORMATO COMMERCIALE:ECCO IL VUOTO PRE-STORICO DI 10 ANNI.
QUESTO NON LO POSSO CREDERE,QUESTA STORIA NON E’ CREDIBILE. MI  PIACEREBBE VEDERE I TESTIMONI GRAFICI DEI PARTICOLARI SCIENTIFICI DELLA “SCOPERTA” DEL “RUSSO-AMERICANO” COOPER.
SECONDO QUESTO ARTICOLISTA LA FISSAZIONE DELL’INVENZIONE NEL 1973 E’ SOLO UNA “CONVENZIONE”:IO DIREI CHE SI TRATTA PIU TOSTO DI UNA “INVENZIONE”,UNA STORIA INVENTATA,LA PREISTORIA MAI ACCADUTA DELLA NUOVA ERA.
VEDI CHE NE ANCHE “LA REPUBBLICA” CI DA PARTICOLARI GRAFICI SUL TELEFONO DEL 1973 DI COOPER.E NE MENO LA BBC CHE ANCHE IN QUESTI GIORNI RIPORTA NELLE SUE PAGINE  “LA CONMEMORAZIONE”.
INSOMMA PER IL MOMENTO NON ABBIAMO PROVE,MA RIPETO COOPER O NON COOPER IL TELEFONO MOBILE,PERSONALE SENZA FILI COSI COME LO CONOSCIAMO OGGI NON NAQUE NEL 1973 MA NEL 1980 E FRAZIONE.E SU QUESTO TUTTI SONO D’ACCORDO.QUINDI CREDO POTERE CHIUDERE QUESTA VICENDA DELL’INVENTORE RUSSO-AMERICANO E LA SUA PRE-ISTORIA COSI.
PRIMA VEDE COME LA RACCONTA QUESTO ARTICOLISTA IN QUESTA STESSA NOTA:

Questo invece il pezzo di Alessandra Farkas uscito sul Corriere due giorni fa:

Quarant’anni fa inventò il cellulare e chiamò il rivale

Chi allora era già nato ricorda bene un mondo in cui, se uscivi tardi la sera, i tuoi genitori non potevano raggiungerti, se bucavi la gomma di notte in una strada deserta erano guai e se al concerto live dei Rolling Stones scattavi qualche foto da brivido dovevi aspettare giorni per condividerle con gli amici.Se la nostra vita era incredibilmente diversa prima dell’avvento del telefono cellulare, a cambiarla ci ha pensato l’allora 44enne Martin Cooper, ingegnere americano di origine ucraina.

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Il 3 aprile del 1973, di fronte a giornalisti e passanti, Cooper ha effettuato la prima chiamata con un prototipo di telefono cellulare in una via di New York, chiamando il ricercatore della Bell Labs, Joel Engel, suo diretto rivale. «Noi alla Motorola ce l’abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà», esclamò Cooper, ponendo fine alla rivalità tra Motorola e Bell Labs iniziata nel lontano ’47, quando anche dai laboratori di quest’ultima iniziava a prendere forma l’idea di un apparecchio da usare senza bisogno di collegarsi a un filo. Quella prima telefonata ha segnato lo spartiacque tecnologico che ci ha permesso di raggiungere una persona invece di un luogo.
Il precursore dei Google Glass e degli iPhone si chiamava Dyna-Tac, pesava 1,3 chili e aveva una batteria che durava 30 minuti, ma che impiegava 10 ore a ricaricarsi. «L’idea ispiratrice mi è venuta dal telefilm Star Trek ? ha rivelato poi Cooper ? dove il capitano Kirk usa un congegno analogo»
.
Alessandra Farkas
Tags: anniversari, DynaTac, Motorola Razr, Nokia 3310, Nokia 5310, StarTac, telefonino 1973-2013, telefonino 40 anni
-COSA DIRE?QUESTA STORIA DELLA CONCORRENZA MOTOROLA-BELL CHE VINCE COOPER NON MI VA GIU:DOVE SONO I NASTRI DELLA TELEFONATA?MA SI BELL NON L’HANNO AVUTO PRESENTE FIN CHE IO NE HO FATTO MENZIONE NEI MIEI SCRITTI……

INSOMMA……STORIE “CINEMATOGRAFICHE” DELLA DOMENICA INVENTATE CON IL GIORNALE DEL LUNEDI  IN MANO,STORIE DELLE “VERITA DEL CONSENSO”  CHE NON MODIFICANO IN ASSOLUTO LA MIA OPERA,ANZI,LA “REINVENTANO” A IMMAGINE E SOMMIGLIANZA,

-INCOLLA CUA NEL TUO MOTORE PER VEDERE LA PAGINA COMPLETA:

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2-VEDI SU BBC:

*3 April 2013 Last updated at 09:58 GMT
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Mobile phone celebrates 40t anniversary
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Speaking to BBC Click’s Richard Taylor, Marty Cooper recalls making the first mobile phone call

Martin Cooper, a senior engineer at Motorola, called a rival colleague at another telecoms company and announced he was speaking from “a ‘real’ cellular telephone”.
In 2012 a report carried out by the International Telecommunication Union found that there were six billion mobile phone subscriptions worldwide.
At the time the global population was seven billion.
“In 40 years we’ve moved rapidly from the mobile phone as a businessman’s tool, through consumerisation and internet access to everything being connected,” Dr Mike Short CBE, former president of the Institute of Engineering and Technology and Vice President of Telefonica Europe, told the BBC.
“In the future we will see a much wider range of devices – many of which will be wearable,” he added.
“We will work more fully with all the senses. The move to glasses has begun – how can we use eye control to change and look at pages?
“Wearables, in terms of (smartphone) watches, are coming. We’ll also see health measurement body vests that can communicate with your phone and then your doctor,” said Dr Short.

Phone father

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The DynaTAC 8000X, Motorola’s first commercial handheld cellular phone, was launched in 1983
The first mobile phone call was made 40 years ago today, on 3 April 1973.
Martin Cooper, now aged 85, is renowned as the “father” of the mobile phone.
In a previous interview with the BBC he admitted he thought the initial cost of the devices (in 1983 the first models cost $3,500, or £2,300) might be prohibitive to the mobile phone becoming a mass-market product, but he did recognise that the hefty handsets would probably shrink.
“We did envision that some day the phone would be so small that you could hang it on your ear or even have it embedded under your skin,” he said.
Mr Cooper said his vision for a mobile phone was first conceived in the late 1960s when the car telephone was invented by AT&T.
He wanted to create “something that would represent an individual so you could assign a number not to a place, not to a desk, not to a home but to a person,” he said.
“It pleases me no end to have had some small impact on people’s lives because these phones do make people’s lives better. They promote productivity, they make people more comfortable, they make them feel safe and all of those things,” Mr Cooper added.
He was also pleased to have been one step ahead of the competition.
“When you are a competitive entity like we were, it’s one of the great satisfactions in life,” he said.
Do you remember your first mobile phone call or have a picture of your first handset? Send us your comments using the form below
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REAZIONE:STESSA ROBA,CIO’E’ UNA STORIA CHE,NEL RACCONTO DELL’ARTICOLISTA E LE RISPOSTE DAL PROTAGONISTA RAMMENTA LA MIA,INIZIATA NEL 1983(COME LA MIA.).
E QUESTA E’ LA DATA CHE CI IMPORTA,IL RESTO,CIO’E’ UNA PREISTORIA SCONOSCIUTA E UN ANELLO PERDUTO NEL 1973,E’ FANTASIA,COSTRUZIONE DOMENICALE LITERARIA CON IL GIORNALE DEL LUNEDI IN MANO.
FINE:CREDO CHE CON QUESTO TESTIMONIO RIMANE SUFFICENTEMENTE SMONTATO QUESTO TENTATIVO PROPAGANDISTICO DI ALTERARE LA MIA OPERA.VI MANTERRO INFORMATI DI PROSSIME NOVITA SE CI FOSSERO.

———————
3-SU “LE FIGARO”:
http://www.lefigaro.fr/

Le téléphone portable fête ses 40 ans

Home ECONOMIE High-Tech

Par Benjamin Benoit

Publié le 03/04/2013 à 19:26, Mise à jour 19:27 Eco

https://i2.wp.com/www.lefigaro.fr/medias/2013/04/03/PHO8387c050-9c72-11e2-955a-12ea83535912-805x453.jpg

Le premier appel téléphonique a été passé le 3 avril 1973. Retour sur quelques grandes dates de la téléphonie mobile en France et dans le monde

«Je t’appelle d’un téléphone cellulaire, un véritable téléphone portatif.» Dans les rues de New York devant des passants médusés, Martin Cooper, ingénieur chez Motorola, passe le premier appel téléphonique de l’Histoire à Joel Engel, son rival de Bell Labs. C’était il y a exactement quarante ans, le 3 avril 1973. Dix ans plus tard, Motorola sort le DynaTAC, une brique beige de presque un kilo, pour 3500 dollars d’époque. Ce premier modèle va donner le coup d’envoi de la lente évolution du téléphone portable.

«Je te reçois cinq sur cinq»

Les premières expérimentation du téléphone sans fil en France ont été menées à Valence, en 1990. Le téléphone, au design proche d’une calculatrice, ne peut s’utiliser que dans un rayon de 200 mètres autour d’une borne téléphonique. Une trentaine d’utilisateurs testent alors ce procédé.
Ce système de borne va lancer la technologie du portable en France et en Europe: la même année, la borne est présentée à Villepinte et se dote d’un nom: le Pointel. La technologie est d’origine anglaise. «Plus rapides que pour construire un tunnel», ironise ce reportage de 1990. Le téléphone y est décrit comme «réservé à une élite, cher». Les utilisateurs doivent déployer une petite antenne pour pouvoir téléphoner chez eux.

18 mars 1990 Science-fiction ou réalité ? Un nouveau téléphone, pas plus grand

http://www.ina.fr/video/CAB90011963

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Les modèles de portables commencent à s’affiner. En 1993, France Télécom commercialise le Bi-Bop, après une année de test à Strasbourg. Le «radio-téléphone», qui inaugure le clapet à déplier, coûte 1890 francs plus la tarification rehaussée et un abonnement de 54,50 francs par mois. Le modèle subit un échec commercial et ne compte que 46.000 abonnés en 1997, le dixième du chiffre prévu.

*25 janvier 1993 Le premier téléphone portable de France Télécom arrive sur le

http://www.ina.fr/video/CAB93004475

-VEDI VIDEO ANCHE CUA:

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De 1995 à 1998, c’est Itineris qui acquiert la mainmise sur le réseau français. L’opérateur de France Télécom couvre alors 97% de la France en proposant des forfaits phares, dont Ola. Le Nokia 3310 est le téléphone portable emblématique du début des années 2000. Ecran, jeux, possibilité d’envoyer de longs SMS, bonne autonomie et une coque quasi-incassable, ce modèle est un succès mondial, estimé à 136 millions de modèles vendus en 2005. Le Razr de Motorola, réputé pour son design et sa finesse, est l’autre carton du début des années 2000. Le fabricant américain le décline en une dizaine de modèles entre 2004 et 2007 et en vend plus de 130 millions d’exemplaires au total. En janvier 2007, la sortie de l’iPhone fait démarrer le marché du smartphone, alors balbutiant. Le modèle d’Apple évolue chaque année et fait face à une concurrence toujours plus féroce. Aujourd’hui, Samsung est le leader du marché mondial du mobile avec ses variantes du Galaxy. En France, il y a plus de forfaits téléphoniques que d’habitants. L’Arcep recense 70,5 millions d’abonnements pour 65,3 millions de français, fin 2012. Martin Cooper, dans une interview donnée à The Verge , déclare posséder aujourd’hui un Droid RAZR, un smartphone Motorola. L’idée même de «poste de poche» ne date pas de 1973. Ce film de 1941 anticipe la création des smartphones et décrit, non sans humour, des situations du quotidien que tous peuvent retrouver aujourd’hui. Un véritable petit film d’anticipation.

http://www.ina.fr/video/I10257139/la-television-oeil-de-demain-video.html The

http://www.ina.fr/video/I10257139

-VEDI VIDEO ANCHE CUA:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2013/01/le-buggie-del-consensoe.html
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Benjamin Benoit
Journaliste high-tech/JV.

Bla bla et pavés sur @LaDebauche.
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-VEDI ALCUNI COMMENTI DEI LETTORI A QUESTO ARTICOLO DI “LE FIGARO”:
15 commentaires
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Arado E 555
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Abonné
papi744
l’article ne mentionne pas un seul tel portable français,à part les ancêtres de France Telecom;or ,dans les années 90, Sagem était tout à fait au niveau mondial;mais il se trouve que le politique(ah! le “meccano industriel”) a marié de force Sagem à SNECMA (réacteurs d’avion) au prétexte qu’ils avaient tous deux des activités de défense,et Sagem,qui ne pouvait pas tout faire ,a dû laisser tomber les tel portables;
quel est aujourd’hui le déficit de la balance commerciale de la France dans le secteur des mobiles ?

Le 04/04/2013 à 17:37

Alerter Répondre
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entrammes53
Le telephone portable est presque aussi vieux que moi donc joyeu anniversaire vieille branche d’electronique : des milliards de communications plus tard il d’autant plus à la mode et pas près d’être mis à la retraite !!
Motorola avait fait un sacré coup de pub à l’époque pour son concurrent des Bell Labs americains !!

Le 04/04/2013 à 15:53

Alerter Répondre
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PhilUSA
Je me souviens d’une conférence où Michel Bon (ex P-DG de France Télécoms) disait en gros :
“Le portable nous permettra de rendre utile nos temps d’attente (attendre le bus, attendre au feu rouge…)”.
Il avait raison ! Aujourd’hui nous n’avons plus de temps “inutile”…
Récemment ici nous avons eu les premières jonquilles. PERSONNE ne les a vues ! Ils étaient tous sur leur smartphone…

Le 04/04/2013 à 14:46

Alerter Répondre
https://i1.wp.com/plus.lefigaro.fr/sites/default/files/imagecache/Petite/pictures/picture-5657-5lalt1m.jpg
malateste
Peut etre 70 ans . Des vues d’un film tourné en 1938 font pas mal buzzer. Elles representent une femme ,dans la rue, portant à son oreille ce qui ressemble à un écouteur d’un ancien téléphone noir.
En fait, en 1938, il existait déjà un prototype de radio militaire portative.
Portative ? A condition d’etre à deux

Le 04/04/2013 à 12:26

Alerter Répondre
https://i2.wp.com/plus.lefigaro.fr/sites/default/files/imagecache/Petite/pictures/picture-984228.jpg
Olivier Bleu
N’importe quoi cet historique..
Pas un mot sur le radiocom 2000…
Et quand le Bi-bop est apparu le mobile commençait déjà à se démocratiser…
Et on oublie aussi que notre industrie française a acquis un important savoir faire (Sagem, Alcatel, Matra)…
Comme d’habitudes, les historiques de journalistes donnent toujours la priorité aux évènements, même mineurs récent…

Le 04/04/2013 à 12:15

Lire la réponse à ce commentaire Alerter Répondre
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Abonné
Jean-Paul des Flandres
Manquent quelques étapes dans cet article trop concis :
les pagers ou bips, ancêtres des SMS et surtout Radiocom 2000. J’ai utilisé un engin de ce type aux JO d’Albertville en 1992, assez folklorique en montagne et surtout d’un poids considérable. Mais bon an mal an, ça fonctionnait. Quant aux bips, ils ont je pense retardé la popularisation du GSM. Le BiBop était un essai intéressant mais assez confidentiel eu égard à son utilisation dans un premier temps à sens unique : cet outil a permis ensuite une meilleure diffusion des mobiles GSM.

Le 04/04/2013 à 12:06

Alerter Répondre
https://i0.wp.com/plus.lefigaro.fr/sites/default/files/imagecache/Petite/avatar_selection/avatar-09.jpg
Serge001001
J’ai été frustré à la lecture de cet article que je trouve confus et mal documenté. J’ai pour ma part acheté mon premier téléphone Gsm en 1993, c’était un Nokia. Au début du Gsm (année 1990), on pensait que le gros du marché serait pour le terminal de voiture de 7W de puissance et que le portable de 2W ne serait qu’un appareil d’appoint. C’est tout le contraire qui s’est produit. Le 7W n’a pas vécu et on connait le succès du 2W. Comme quoi, les “experts”…

Le 04/04/2013 à 10:48

Alerter Répondre
https://i0.wp.com/plus.lefigaro.fr/sites/default/files/imagecache/Petite/avatar_selection/avatar-18.jpg

verdun

Alors qu’en 1973 en France nous avions du mal à posséder une ligne de téléphone fixe il fallait trois ans après une demande pour en obtenir une , ce qui m’est arrivé à Boulogne (92100)……..nous étions en avance….

Le 04/04/2013 à 08:17

Alerter Répondre
https://i0.wp.com/plus.lefigaro.fr/sites/default/files/imagecache/Petite/images/252022.jpg
Jfred33

Encore du blabla et un titre racoleur et archi faux !

On nous dit que le téléphone portable a 40 ans et on nous cite une expérience de 1973, qui, nous dit-on aussitôt, a mis DIX ANS pour passer en phase commerciale (et que signifiait-elle à cette époque, alors que l’on avait des talkies walkies depuis belle lurette) et encore DIX ANS pour commencer à être opérationnelle en France, et ce, précisons-le pour une infime minorité d’hommes d’affaire.
En réalité, pour le vulgum pecus, le téléphone portable a tout juste une quinzaine d’années, et encore pour une minorité, même si l’envol a ensuite été spectaculaire ! Voilà la vérité !
Le 04/04/2013 à 01:36
Lire les 3 réponses à ce commentaire Alerter Répondre
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-CLICCA CUA PER VEDERE LA TRADUZIONE ITALIANA:
https://docs.google.com/document/d/1y_R6GFLe5nAP-x2WnFfFxrUmufxRCKmFs7zLV3ItNf0/pub

REAZIONE:BENE ORMAI CREDO CHE NON CI SIANO DUBBI SUI “VUOTI INTERPRETATIVI” DI QUESTA NOTIZIA:
-LA DATA DEL 1973 SECONDO ME E’ INVENTATA.E I PARTICOLARI SPETTACOLARI E SIGNIFICATIVI DI QUELLA PRIMA CHIAMATA INVENTATI NELLO SPECHIO “A IMMAGINE E SOMMIGLIANZA” DELLA NUOVA ERA.
-IL PERIODO DI 10 ANNI FINO AL 1983 CONTINUA NEL MISTERO.
-IO NON HO MAI RIVINDICATO L’INVENZIONE DEL CELLULARE,NE NESSUNA INVENZIONE DIRE,MA LE “INVENZIONI” NON ESSISTONO SONO “IDEE CHE STANNO NELLO SPIRITO SCIENTIFICO,E NON SOLO,DEI TEMPI” E QUESTA STORIA DEL NONNO COOPER NEL 1973 E’ CAMPATA PER ARIA, E’ SEMPLICEMENTE FASULLA,QUINDI UNA PRE-STORIA DELLA NUOVA ERA NON HA MAI ESSISTITO.

*27 APRILE 2013: CI SONO NOVITA,TROVATA LA REGISTRAZIONE..

-NOTA SU “LA REPUBBLICA”:

“Ecco la mia voce, sono Alexander Bell”

Ritrovata registrazione del 1885

Spunta dagli archivi del National Museum of American History una disco di cera con impressa la voce dell’uomo che ha utilizzato il brevetto di Meucci per commercializzare il telefono. “Una scoperta storica”, gioiscono gli esperti di ALESSIO SGHERZA

Lo leggo dopo

https://i2.wp.com/video.repubblica.it/photo/2013/04/26/131027/131027-bell1.jpg

“Pronto, sono Alexander Bell’: ritrovata registrazione del 1885

WASHINGTON – Più che “dalle nebbie del tempo”, come si dice solitamente, stavolta bisognerebbe dire “dalla cera del tempo”. Negli archivi del National Museum of American History, registrata su un disco di cera, gli studiosi hanno recuperato la voce di Alexander Graham Bell, l’uomo che ha sfruttato il brevetto di Antonio Meucci e ha commercializzato per primo il telefono.

ASCOLTA “Sono Alexander Graham Bell

Il suono non ha certo la qualità del cd o di un mp3, ovviamente. Il rumore di fondo è quasi più forte della voce stessa. Ma le parole (o meglio i numeri, visto che gran parte della registrazione sono cifre lette a caso) si distinguono e fa un certo effetto sentire una voce incisa il 15 aprile 1885, quasi 130 anni fa.

Dopo la lettura dei numeri, arriva la firma: “Questa registrazione è stata fatta da Alexander Graham Bell, alla presenza del dottor Chichester A. Bell, il 15 aprile 1885 al Volta Laboratory, 1221 Connecticut Avenue, Washington D.C.. Ascoltate la mia voce, Alexander Graham Bell”. Altre registrazioni di quel periodo fatte da Bell includono anche poesie di Shakespeare e in un audio del 1881 si sente anche la voce del padre dell’inventore, Alexander Melville Bell.

Il National Museum – che appartiene allo Smithsonian Institute, istituto di ricerca amministrato e finanziato dal governo degli Stati Uniti – ha trovato il disco tra le 200 registrazioni della collezione Bell, alcune tra le più antiche incisioni di suono mai fatte. La voce di Bell, diventato famoso per il telefono ma precursore delle tecniche di registrazione audio, è stata individuata grazie ai tecnici della Biblioteca del Congresso  e del Lawrence Berkely National Laboratory, in California.

“Identificare la voce di Alexander Graham Bell, l’uomo che ci ha portato la voce di tutti gli altri, è un grande momento nello studio della storia”, ha detto John Gray, direttore del museo. Ascoltare gli audio registrati in quei dischi di cera è stato possibile solo grazie e a una nuova tecnica, messa a punto nel 2011, che fa uso di una telecamera 3D. Dischi inutili fino a quel momento perché non c’era modo di ascoltarli.(26 aprile 2013) © Riproduzione riservata

-VEDI LA NOTA DIRETTAMENTE CUI:

http://www.repubblica.it/scienze/2013/04/26/news/ecco_la_mia_voce_sono_alexander_bell_ritrovata_registrazione_del_1885_ascolta-57468284/?ref=HREC2-17

-E COSI SU “YOU TUBE”:  http://youtu.be/afyRRGEn6Bo

Alexander Graham Bell’s voice recovered with Optical Scanning of wax disc

REAZIONE:AH….SE AVESSIMO QUALCOSA DI SIMILE DI QUELLA PRIMA TELEFONATA FRA COOPER E IL SUO RIVALE DELLA BELL……..
MA DICO  IO-.SE SI HA POTUTO FARE UNA REGISTRAZIONE NEL 1885 COME MAI NON NE ABBIAMO UNA DEL 1973?
BE C’E’ UN’ALTRO DATO IMPORTANTE IN QUESTA NOTA:LA REPUBBLICA NON RICONOSCE A BELL L’INVENZIONE DEL TELEFONO MA LA CONFERISCE AD UN TALE “MEUCCI”(MAI SENTITO PARLARE)IL CUI BREVETTO SAREBBE STATO “TRUFFATO”(O COMPERATO)DA BELL CHE SAREBBE STATO SOLTANTO IL PRIMO COMMERCIALIZZATORE.
SECONDO ME QUESTO ALTRO NON E’ CHE L’AMMISSIONE TACITA CHE UNA DISPUTA,UNA GUERRA DI BREVETTI FRA L’ITALIA E GLI USA C’E’ E PER TANTO QUESTA STORIA DEL NONNO COOPER  POTREBBE BENISSIMO ESSERE UNA RIVINCITA STORICA O PER DIRLA MEGLIO QUESTA E’ UNA CONFESSIONE DI PARTE SU CHE QUESTA STORIA DI COOPER SIA STATA INVENTATA A TAVOLINO(1)
FORSE COOPER E’ STATO SOLTANTO,COME MEUCCI,IL PRIMO COMMERCIALIZZATORE DI UN CELLULARE?
COMUNQUE,SIA INVENTORE O NO,QUELLA DATA DEL 1973 E’ FASSULLA E PER TANTO NON ESSITE “UNA PRE-STORIA” DELLA MIA NUOVA ERA.

(1)COME ANCHE INVENTATA A TAVOLINO E’ UNA STORIA SIMILE ALLA MIA DI UNA COMPAGNIA ITALIANA CHIAMATA “MARCONI” OGGI GESTITA DAI DISCENDENTI DELL’INVENTORE DELLA RADIO.MA QUESTA E’ “UN’ALTRA SORIA”,PERMETTETEMI LA  RIPETIZIONE, SU QUI NON PARLERO ADESSO.

*2 GIUGNO 2013:ATTUALIZAZZIONE

-NOTA SU “LE MONDE”:

Motorola, le pionnier du mobile que Google veut relancer

Le Monde.fr | 31.05.2013 à 10h55 ,Mis à jour le 31.05.2013 à 10h56

Par Jérôme Marin (San Francisco, correspondance)
Avec le lancement annoncé pour cet été du Moto X, Motorola espère renaître de ses cendres. L’enjeu est de taille pour le fabricant américain de téléphones, incapable de rivaliser avec Samsung et Apple. Depuis 2006, ses ventes de portables ont été divisées par plus de six. Et sa part de marché est tombée l’an passé sous les 2 %.Ce smartphone, le premier à être fabriqué sur le sol américain, sera aussi le premier à être développé avec le soutien de Google, qui a racheté la société en 2012 pour 12,5 milliards de dollars (9,6 milliards d’euros). Il devrait inclure des “technologies jamais vues auparavant”.
“C’est un nouveau départ, explique une porte-parole de Motorola. C’est le symbole d’une société nouvelle avec des ambitions retrouvées et une volonté de prendre des risques pour innover.” Autrement dit : renouer avec l’esprit qui a fait de cet octogénaire un des pionniers des télécommunications.
L’histoire de Motorola, fondée en 1928 par deux ingénieurs de Chicago, est, en effet, marquée par les innovations, des premiers autoradios aux premiers talkies-walkies. En 1969, lorsque Neil Armstrong pose le pied sur la lune, c’est une technologie maison qui fait résonner les quelques mots prononcés par l’astronaute.
Quatre ans plus, le groupe dévoile le premier prototype de téléphone portable, qui débouche, en 1983, sur un premier modèle commercial. Dépassé sur ce marché par le finlandais Nokia à la fin des années 1990, il demeure un acteur incontournable. Et rencontre un succès phénoménal, surtout aux Etats-Unis, avec le Razr (2004). En quatre ans, il écoule 130 millions d’exemplaires de ce mobile à clapet.
RESTRUCTURATION
Motorola est alors à son apogée. En 2006, il vend 217 millions de téléphones, pour un chiffre d’affaires record de 43 milliard de dollars. Mais sa chute va être rapide. Car les attentes des consommateurs évoluent, avec l’arrivée de l’iPhone et la démocratisation des BlackBerry. “Nous n’avons pas vu arriver la percée des smartphones et de la 3G”, reconnaissait, en 2009, Greg Brown, le co-PDG de l’époque.
Les conséquences sont sans appel : en trois ans, sa part de marché passe de plus de 22 % à moins de 5 %. Le chiffre d’affaires de la branche mobile est divisé par quatre, provoquant d’importantes pertes (4,4 milliards de dollars entre 2007 et 2009) et restructurations.
Pour se relancer, la société met alors en œuvre, au début de 2011, une scission. Les activités mobiles sont conservées au sein de Motorola Mobility puis rachetées par Google.
“Nous avons effectué un travail en profondeur sur la chaîne industrielle afin de concevoir nos terminaux plus rapidement et ainsi mieux s’adapter à la demande”, assure la porte-parole. Mais la renaissance de Motorola demeure encore bien incertaine, surtout en dehors de ses frontières.
Le Moto X est toutefois attendu à l’aune de la rivalité entre Google, Apple et Samsung. Leader en matière de services, le moteur de recherche entend concurrencer ses rivaux sur le front des terminaux, après plusieurs tentatives non couronnées de succès sous la marque Nexus.
Avec le Moto X, qui sera fabriqué au Texas, Google pourrait attaquer le marché avec un prix plus bas que celui de l’iPhone 5 et du S4 de Samsung, dans l’espoir de modifier l’équilibre actuel, qui garantit à Apple et Samsung de considérables marges financières.
Jérôme Marin (San Francisco, correspondance)
Téléphonie
Le “roaming”, surcoût des mobiles à l’étranger, bientôt aboli en Europe ?
Téléphonie mobile : le marché bascule de plus en plus vers le low cost
Le cas de conscience de VodafonePost de blog
LEGGERE DIRETTAMENTE CUA(INCOLLA LA DIREZZIONE SUL TUO BROWSER):
http://www.lemonde.fr/technologies/article/2013/05/31/motorola-le-pionnier-du-mobile-que-google-veut-relancer_3421565_651865.html
COMMENTO:ECCO L’ENESIMA OPERAZIONE PROPAGANDISTICA CERCANDO DI FARE PASSARE QUESTO NUOVO ENGENDRO DELLE “VERITA DEL CONSENSO” RIGUARDANTE A QUESTA PRESUNTA “PRE-ISTORIA-PRE-1983” DELLE INVENZIONI DI MOTOROLA.ADESSO E LA VOLTA DI “LE MONDE”,TOCCA AL GIORNALE FRANCESE PROVARCI.E IN QUESTA NOTA,SCRITTA OVVIAMENTE DOPO TUTTO QUELLO CHE AVETE LETTO SOPRA ,ABBIAMO DEI NUOVI ADITTAMENTI PER INSISTERE IN QUESTA PRE ISTORIA E TUTTI COINCIDONO CON I DATI DA ME ADOPERATI NEL MIO LIBRO E LE MIE PUBBLICAZZIONI ONLINE:VENIAMO A SAPERE ORA DUNQUE, CHE ANCHE I PRIMI WALKIE-TALKIE E AUTORADIO SAREBBERO FABRICATI PER  MOTOROLA.NON SOLO,MOTOROLA CON QUESTE APPARECCHI,AGGIUIDICATI ALLA DITTA INESPECIFICAMENTE(“I PRIMI” E NON “IL PRIMO”)EBBE ANCHE UN RUOLO DI PIONIERE DELLE TELECOMUNICAZIONI SPAZIALI DURANTE LO SBARCO SULLA LUNA,CHE E’ UN PASSO DA ME PRIVILEGGIATO NELLA STORIA DELLE TELECOMUNICAZIONI, “PRVATI” PERO,NON PUBBLICHE E DI MASSA.LE MONDE IN QUESTA COSTRUZIONE PROPAGANDISTICA SI MANIFESTA PERO UN PO’ PIU CAUTO E DUBBITANTE DI “LA REPUBBLICA”: PARLA DI UN MARCHIO CHE GOOGLE “VORREBE RILANCIARE”.VA DI SUO ALLORA CHE NON E’ DETTO CHE CI RIESCA.DEFINISCE INOLTRE MOTOROLA COME PIONERE E NON COME INVENTORE.E QUESTO CENTRA CON  ALTRO “ADITTAMENTO,LA CORSA CON NOKIA CHE ANCHE SE LA NOTA NON NE FA MENZIONE,VANTA ANCHE PER SE L’INVENZIONE DEL PRIMO CELLULARE.IN QUESTO SENSO LE MONDE,PUR AGGIUNGENDO NUOVI FASTI IN FAVORE DI MOTOROLA SU UN CERTO RUOLO PREVIO AL 1983,LASCIA APERTO IL DUBBIO SUL FATTO CHE FOSSE STATA QUESTA DITTA A CREARE IL PRIMO CELLULARE:INFATTI SOLO AGGIUDICA A MOTOROLA LA “FABRICAZIONE” DEL PRIMO SMARTPHONE,E “SU SUOLO AMERICANO”,QUINDI POTREBBE ESSERCI ALTRO SMARTPHONE CREATO PRIMA “FUORI DEL SUOLO AMERICANO?LA RISPOSTA E’ OVVIAMENTE “SI”.ANCORA, SI POTREBBE AZZARDARE A DIRE CHE LASCIA APERTO IL DUBBIO SU SE  IL PRIMO SMARTPHONE NON SAREBBE  STATO CREATO IN SUOLO EUROPEO PER PARTE DI NOKIA.NON OSTANTE QUESTO RIPETE LA DATA DEL 1973 ANCHE SE SOLO AGGIUDICA  IN QUELLA DATA A MOTOROLA LO SVILUPPO DEL PRIMO “PROTOTIPO”,QUINDI NON UN PRIMO SMARTPHONE.(QUELLO LASCIAMOLO A NOKIA?)TUTTO SOMMATO SECONDO QUESTA NOTA MOTOROLA SAREBBE SOLO UN PIONERE DELLE TELECOMUNICAZIONI,NESSUNA “AVANT-PREMIER”,SAREBBE INOLTRE SOLO IL CREATORE DEL PRIMO “PROTOTIPO” DI SMARTPHONE,E SAREBBE IN FINE SOLO IL FABRICANTE DEL PRIMO SMARTPHONE IN SUOLO AMERICANO CHE HA COMMERCIALIZZATO NEL 1983.PERO COMUNQUE SIA UNA PREISTORIA ALLA MIA NUOVA ERA,CIO’E’ UNA PREISTORIA AL 1983 CI SAREBBE(LA “PREMIER” PERO LA LASCIAMO A NOKIA?)PER ME RISULTA CHIARO  CHE MOTOROLA SAREBBE SOLO IL PRIMO COMMECIALIZZATORE DI UNO SMARTPHONE IN SUOLO AMERICANO NEL 1983 E NON ESSISTE ANCORA NESSUNA PROVA DI QUESTO PROTOTIPO DEL 1973.LA NUOVA ERA NON RIVINDICA PER SE STESSA NESSUNA INVENZIONE PERO RISULTA CHIARO CHE QUESTE TECNOLOGIE SI SONO ISPIRATI AI MIEI CONCETTI.POTREBBE CONSIDERARE QUESTE TACITE AMMISIONI DI LE MONDE SUL RUOLO NON PRIMIGENIO DI MOTOROLA NELL’INVENZIONE DELLO SMARTPHONE COME UNA MIA VITTORIA DELLA VERITA,TUTTAVIA VA DETTO CHE QUESTA VALE ANCHE PER NOKIA.
E QUANDO FINITE DI LEGGERE QUESTA NOTA DI LE MONDE NON DIMENTICATI CHE E’ STATA SCRITTA DOPO TUTTO QUANTO AVETE LETTO SOPRA SULL’ARGOMENTO.

.
*5 LUGLIO 2013:ATTUALIZAZZIONE
-NOTA SU “LA REPUBBLICA”:
Martin Cooper, inventò il cellulare:”Non lo immaginavamo di massa”
L’ingegnere americano si racconta. Ha 85 anni, ma non ha smesso di essere in prima linea nel mondo delle tecnologie, dato che è il fondatore e amministratore delegato della ArrayComm, un’azienda della Silicon Valley che si lavora per aiutare le compagnie telefoniche a consentire un maggior traffico sui loro network. “Abbiamo perso la privacy, ma non è detto che sia un male. E vi spiego perché…” dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
Lo leggo dopo
Martin Cooper, inventò il cellulare:
CANNES – Era il 3 aprile del  1973 quando Martin Cooper, da una strada del centro di New York fece la sua prima telefonata pubblica attraverso un telefono cellulare portatile. La prima in assoluto. Perché Martin Cooper è il padre del telefono mobile. Cooper era direttore della sezione Ricerca e sviluppo della Motorola, l’apparecchio che aveva inventato si chiamava Dyna-Tac, era decisamente più ingombrante e pesante di quelli odierni, quasi un chilo e mezzo. La batteria aveva una durata già sostanziosa, circa 30 minuti, ma il problema è che c’era bisogno di 10 ore per ricaricarla. Ma quella chiamata telefonica fu l’inizio di una rivoluzione. Nata, come ricorda Cooper, vedendo un telefilm, una puntata di Star Trek, nella quale il capitano Kirk per comunicare con i suoi compagni, usa un aggeggio simile, piccolo e senza fili. Oggi Martin Cooper ha 85 anni, ma non ha smesso di essere in prima linea nel mondo delle tecnologie, dato che è il fondatore e amministratore delegato della ArrayComm, un’azienda della Silicon Valley che si lavora per aiutare le compagnie telefoniche a consentire un maggior traffico sui loro network.Signor Cooper, a parte la visione di Star Trek, cosa l’ha spinta a cercare di realizzare un telefono portatile?
“Era la fine degli anni Sessanta e la AT&T. la più grande compagnia telefonica del mondo, aveva appena inventato la rete cellulare. Loro avevanopensato a questa rete per rendere possibile la nascita dei telefoni per automobili, degli apparati che sarebbero stati inseriti nello chassis delle auto. Io lavoravo alla Motorola e tutti noi, in quella piccola azienda, pensavamo che la gente non volesse i telefoni nelle automobili, volesse invece dei telefoni portatili, da usare ovunque, un oggetto personale, Per dimostrare che avevamo ragione dovevamo realizzare questo telefono. E battere il gigante AT&T. Nel novembre del 1972 chiamai i ragazzi del nostro industrial design, gli dissi che dovevamo fare un telefono cellulare portatile, gli spiegai il concetto e quattro mesi dopo facemmo la nostra prima presentazione.”Erano analogici e decisamente più ingombranti di quelli odierni.
“Tra il 1973, quando mostrammo i primi modelli, e il 1983, quando partì il primo servizio commerciale, costruimmo cinque telefoni differenti e ognuno era più piccolo e portatile del precedente. Quello del 1973 pesava più di un chilo e mezzo, quello del 1983 pesava circa 450 grammi, oggi quello che ho in tasca oggi pesa 85 grammi”.Capì subito che si trattava di una macchina che avrebbe contribuito a cambiare le abitudini della gente?
“Capivamo che il potenziale era enorme. Ma era difficile immaginare la diffusione odierna se si pensa che quelle macchine, nel 1983, costavano circa 3500 dollari, l’equivalente di 7000 dollari di oggi. Ma già pensavamo a un futuro in cui i cellulari sarebbero stati così piccoli da essere appesi direttamente all’orecchio o impiantati sotto la pelle. Sapevamo che la chiave del successo del telefono mobile erano peso e dimensioni. Ed era chiaro che la comunicazione senza fili avrebbe dato alle persone una straordinaria libertà, la possibilità di parlare con chiunque ovunque tu sia. Ed è evidente che ha avuto un impatto positivo sulla vita della gente, Sapevano che se ognuno avesse avuto un cellulare  il mondo avrebbe cambiato il suo modo di comunicare. Scherzavamo dicendo che l’assegnazione del numero telefonico avrebbe segnato la nostra esistenza: quando nasci hai un numero telefonico, quando non lo hai più vorrà dire che sei morto. Scherzi a parte il concetto fondamentale era che il numero telefonico non avrebbe più dovuto indicare un luogo, o una scrivania, ma una persona”.Come si sente ad essere l’inventore del telefono cellulare?
“Io ho pensato il concetto, ma il risultato è stato ottenuto da un grande lavoro di squadra, centinaia di persone che hanno fatto in modo di dar corpo a una visione. Che non è ancora completa, stiamo ancora lavorando e cercando di migliorarlo. Mi è stato possibile arrivare a un simile risultato perché la Motorola di allora era un grande ambiente di lavoro, un posto in cui ho imparato l’oggettività, il pensare al business e non a me stesso, il mettersi sempre nei panni del consumatore e non dell’uomo di affari. Sono contento di aver potuto dare il mio piccolo contributo”.Oggi siamo nell’era degli smartphone. E’ possibile che evolvano ancora? Cosa ci riserva il futuro?
“L’evoluzione ci sarà, gli smartphone sono tecnologia meccanica che è ancora ad uno stadio molto iniziale, sono difficili da usare e mote cose che possono essere fatte con macchine simili non si possono ancora fare con questi smartphone. Che c’è di rivoluzionario nel leggere le mail o guardare la tv? La collaborazione è rivoluzionaria, essere disponibile, poter studiare o lavorare in qualsiasi momento  dovunque sei, questo è rivoluzionario. Gli smartphone evolveranno in questa direzione e la rivoluzione che potranno portare sarà incalcolabilmente più grande, perché potrebbe cancellare l’idea di povertà, potrebbe portare l’educazione e la cultura li dove oggi non arrivano. L’altro cambiamento radicale credo avrà a che fare con la medicina  Il sistema sanitario oggi è basato sulle cure che si ottengono una volta che una persona si ammala. E’ un sistema inefficiente. La comunicazione wireless ci potrà consentire di avere dei sensori che saranno in grado di comunicare le nostre condizioni di salute in maniera costante, e far in modo di evitare di ammalarci”.Tutto questo a scapito della nostra privacy.
“Abbiamo guadagnato un tipo di libertà per perderne un’altra. Possiamo comunicare e avere informazioni ma abbiamo perso la privacy. Il che, per alcuni versi, non è detto sia un male: basta guardare quello che è accaduto a Boston, in poco tempo sono stati trovati gli attentatori perché c’erano non solo le camere di sicurezza, ma le foto e i filmati delle persone che avevano i loro cellulari. L’importante è poter decidere a quale libertà rinunciamo e sapere bene quale libertà veniamo a guadagnare”.(26 giugno 2013) © Riproduzione riservata

LEGGE CUA DIRETTAMENTE:http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/06/24/news/martin_cooper_inventore_telefonino-61763721/?ref=NRCT-61828556-2

REAZIONE:LA REPUBBLICA E IL SIGNOR COOPER INSISTONO CON LA SUA CAMPAGNA PROPAGANDISTICA PER ADULTERARE E RISCRIVERE LA STORIA DELLA NUOVA ERA.C’E’ POCO D’AGGIUNGERE A QUANTO GIA DETTO:PERSISTE IL “VUOTO INFORMATIVO” FRA IL 1973 E 1983 TRANNE CHE CI SONO STATI 5 FANTOMATICI ESSEMPLARI DA QUI SOLO CONOSCIAMO IL PESO E LE DIMENSIONI MA SOLO A PAROLE DEL SIGNOR COOPER.LA VERITA E’ CHE IL CELLULARE,CHE IO NON HO CHIAMATO COSI MA “TELEFONO PERSONALE PORTATILE E SENZA FILI”,COSI COME LO CONOSCIAMO OGGI E’ STATO ISPIRATO DAI MIEI CONECETTI ESPRESSI DALL’ANNO 1982 IN AVANTI E TUTTO IL RESTO ALTRO NON E’ CHE UN TENTATIVO DI RISCRIVERE LA MIA STORIA.MOTOROLA E’ STATO,FORSE,SOLO IL PRIMO COMMERCIALIZZATORE NELL’ANNO 1983.NON ESSISTE QUESTA “PRE-ISTORIA” DI DIECI ANNI. VEDI IN QUESTA NOTA CI SONO TUTTI GLI INGREDIENTI MANCANTI DELLA MIA STORIA RISCRITTA IN CHIAVE RUSSO-AMERICANA PERO:

1-LA STORIA DELL’ISPIRAZIONE:OGGI VENIAMO A SAPERE CHE ANCHE LUI HA PENSATO A UN TELEFONO “PERSONALE”.BALLE(LE CELLULE A QUANTO  A ME RISULTA ERANO STATE COSTRUITI PER COORDINARE LE COMUNICAZIONI DEI POMPIERI E LA POLIZIA MICA PER UNA FABRICA DI AUTOMOBILI)

2-IL SIGNOR COOPER AVREBBE ANCHE GIA PENSATO ALLORA ALLA TECNOLOGIA “INDOSSABILE”:BHE CI MANCHEREBBE ALTRO,PURE QUESTA DOVEVA INVENTARE SE NON CHE INVENTORE DI MOBILI E’?SI,NE ANCHE QUESTA LI DEVE SFUGGIRE.

3-CHE RIVOLUZIONARIO SCIENTIFICO SAREBBE SE NON AVESSI CAPITO SUBITO CHE QUEL AGEGGIO AVREBBE CAMBIATO LA VITA DELLA GENTE?MA SI E’ STATO LUI A RAGGIRARE IL MONDO MICA LA NUOVA ERA.
4-LA QUINTA ESSENZIA DEL COPPIONE:LUI SAREBBE OLTRE AL PADRE DEL “PERSONALE” E DELL’INDOSSABILE QUELLO DELLA TELEMEDICINA.VOI UNA PIU STRAFALARIA FALSIFICAZIONE DI QUESTA?
5-PERO ABBIAMO A CHE FARE ANCHE CON IL COOPER FILOSOFO:NEL BILANCIO FRA LIBERTA E SICUREZZA SU SCHIERA CON QUESTA ULTIMA,ALLA PRIVACY E LA LIBERTA TANTO NON CI TIENE.BHE DEVO DIRE CHE IL SIGNOR COOPER E’ NON SOLO UN FALSIFICATORE DELLA VERITA SCIENTIFICA MA ANCHE UN NEOLIBERALE DI “BUSHONIANA” MEMORIA.
INSOMMA NON TORNERO A COMMENTARE ALTRE POCO SERIE NOTE DI LA REPUBBLICA E IL SIGNOR COOPER:FIN CHE NON CI VENGANO DATE PROVE SERIE SUL PERIODO 1973-83 PER RISPETTO AI MIEI LETTORI NON DIFFONDERO PIU QUESTA PRESA IN GIRO

*7 MAGGIO 2013:ATTUALIZAZZIONE,”EUROPA EUROPA”

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