BOICOTEARE L’EXPO MILANESE 2015,IL “DIGITAL VENEZIA” E L’ASEM

lunedì 29 aprile 2013

BOICOTEARE L’EXPO MILANESE 2015

-“PUBBLICAZIONE SOTTO PROTESTA”:

NO AL COLPO DI PALAZZO.NO AL GOVERNO DEL PRESIDENTE.NO AL NEOLIBERALISMO

ILLUSTRAZIONE ALLUSIVA: “EPPUR SI MUOVE”

Galileo di fronte al Sant’Uffizio, dipinto di Joseph Nicolas Robert Fleury

-NOTA SUL CORRIERE DELLA SERA:

l’evento 2015
L’impegno di Letta: «Nomineremo subito un commissario unico per Expo»

Il premier: «Presto sarò a Milano per presentare il decreto e lanciare l’ultimo miglio di questo evento strategico»

Enrico Letta (LaPresse)

Enrico Letta (LaPresse)

L’Expo milanese del 2015 al centro dell’attenzione del nuovo governo. Ne ha parlato il premier Enrico Letta nel suo discorso per la fiducia alla Camera. «L’Italia e il made in Italy sono le miglior carte per valorizzare il nostro Paese – ha detto Letta -. Perciò tra i primi atti nomineremo un commissario unico per l’Expo, una grande occasione che non dobbiamo mancare». «Nei prossimi giorni sarò a Milano per presentare il decreto e lanciare l’ultimo miglio di questo evento strategico», ha aggiunto Letta.

Padiglione Italia, i primi 5 classificati:FOTOGRAFIE CANCELLATE
SALA – In tutta probabilità il commissario unico sarà l’attuale ad di Expo, Giuseppe Sala, mentre a questo punto dovrebbe sostanzialmente uscire di scena l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che finora aveva ricoperto il ruolo di commissario straordinario.
PISAPIA – «Le parole su Expo del Premier Enrico Letta sono la migliore garanzia del suo impegno per favorire il successo di un evento decisivo e strategico, come è stato definito dallo stesso Letta, per l’intero Paese. Per questo lo ringrazio», ha scritto in una nota il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. «La presenza a Milano di Enrico Letta nei prossimi giorni sarà l’occasione per ribadire insieme la volontà di collaborazione tra le diverse istituzioni per la buona riuscita di Expo 2015», aggiunge il sindaco, che ha rivolto parole di elogio anche al riferimento del premier alla sobrietà della politica e alla necessità di un allentamento del patto di stabilità interno «che oggi mette i Comuni in una drammatica condizione di difficoltà di bilancio».
L’Infopoint per Expo:FOTOGRAFIE CANCELLATE
MARTINA – Il segretario e consigliere regionale del Pd Maurizio Martina plaude alla dichiarazioni del premier: «Gli impegni presi da Letta rappresentano una svolta necessaria per il futuro di Expo – dichiara Martina -. Accogliamo con grande soddisfazione la concretizzazione della scelta di nominare il Commissario unico. La volontà del nuovo governo di mettere tra i primi punti della sua agenda l’Expo ripropone la portata nazionale di questo evento quale grande strumento di rilancio per l’intero Paese».Redazione Milano online
29 aprile 2013 | 18:49© RIPRODUZIONE RISERVATA
CUA LEGGI DIRETTAMENTE LA NOTA;

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_29/expo-letta-governo-nomina-commissario-straordinario-sala-formigoni-212895122213.shtml
REAZIONE:ENRICO LETTA E QUESTO “GOVERNO” NON SONO “NUOVA ERA”,SONO NEMICI   PER TANTO IN NOME DELLA “NUOVA ERA”  E IN PROTESTA PER IL “GOLPE DI PALAZZO” IN ITALIA  INVITO A TUTTI I SUOI OPERATORI,ALLE AZIENDE DELLE TELECOMUNICAZIONI ,A BOICOTEARE QUESTO EVENTO.
D’ALTRONDE SE QUESTO E’ IL PRIMO PROVEDIMENTO DI QUESTO “GOVERNO” PARLA DI DUE COSE:DELLA PRIORITA CHE DA ALLA “INFILTRAZIONE” NELLA VISIONE DEL MONDO DELLA “NUOVA ERA”,E DELLO SCARSO VOLO DI QUESTI “GOVERNANTI”:UNA EXPO NON PUO ESSERE TUTTO  A QUANTO ASPIRA UN GOVERNO INSERITO CON GRANDE BOATO, DICENDOCI CHE ERA UNA SVOLTA EPOCALE E NON SO QUANTE ALTRE CLICHE PROPAGNADISITI. QUELLO DEL TITOLO.
NO AL NEOLIBERALISMO
VEDI PUBBLICAZIONE ORIGINALE DI QUESTO SCRITTO SUL BLOG:
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12067480.html
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6 MAGGIO 2013:BOICOTEARE L’EXPO MILANO 2015
-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:
IL PREMIER A MILANO PER RILANCIARE L’EVENTO
Letta: «L’Expo cuore della ripresa
Ci vuole un po’ di follia visionaria

https://i0.wp.com/images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2013/05/06/SALA99_b1.jpg
L’arrivo a Milano «ABBIAMO Una fortuna: C’E Una SCADENZA: l’Italia Così Lavora meglio»
Reportime – Expo, Perchè Nessuno dice il Che Formigoni E incompatibile? A. Nerazzini
IL Commento – Dalla Scala all’Expo le delusioni milanesi
di Giangiacomo Schiavi

-E COSI SUL TITOLARE “LA REPUBBLICA”:
Austerity e crescita, Letta da Rajoy
“Non è match contro Germania”
“A giugno scelte decisive per la ripresa”
https://i2.wp.com/cdn.download.repubblica.it/images/2013/05/06/200219053-ec38fe9b-7056-4347-8f58-71b06357ca31.jpg
Il premier dal suo omologo spagnolo per discutere dei piani di rilancio dell’economia: “Onoreremo gli impegni, ma Ue sia operativa o perde credibilità”. “Task force contro disoccupazione”.  Stamane incontro con i vertici dell’Expo 2015:”Mafia non entrerà”Il governo ideale per gli italiani di ILVO DIAMANTI
E Bologna aumenta Imu
BLOG Professionalità all’Ambiente di V.GUALERZI

REAZIONE:QUESTA NOTA DA CONTO DELL’IMPORTANZA CHE I SUOI NEMICI NEOLIBERALI ASSEGNANO ALLA NUOVA ERA:LA TECNOLOGIA DELLE TELECOMUNICAZIONI DELLA NUOVA ERA NON DA DA MANGIARE AI CORVI,DOMANI TI SCIPERANNO GLI OCCHI.
ESSORTO NUOVAMENTE A TUTTI GLI OPERATORI AZIENDALI E AL PUBBLICO A BOICOTEARE QUESTA EXPO FIN CHE NON SI RSTITUISCA LA VOLONTA POPOLARE ESPRESSA NELL’ULTIMO VOTO UNIVERSALE E DEMOCRATICO CHE HA SANCITO IL TRIONFO DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA E  PORTATO A LIVELLO NAZIONALE L’ESSITO DEL VOTO DELL’AUTONIMIA SICILIANA CHE IL COLPO DI PALAZZO(CON LA COMPLICITA DEI TRANSFUGA ISOLANI NON ELETTI,E “IN ODORE DI MAFIA”) HA STRONCATO.
PD:LA MIA SQUALIFICAZIONE DELLA FIERA DI BARCELLONA HA AVUTO EFETTI DEVASTANTI MALGRADO SIA STATA SPONSORIZZATA DAL PRESIDENTE USCENTE DI GOOGLE(NON DA GOOGLE),FIGURIMOCI QUESTA VOLTA:SPERO QUESTO APELLO ABBIA EFETTI PROPORZIONALMENTE ALL’ALTEZZA IN GRADO DI SCORAGGIARE I GOLPISTI.
VORREI AGGIUNGERE INOLTRE CHE GLI ACCORDI FATTI DAL COMUNE DI MILANO CON IL GOVERNO LETTA E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDA,IL LEGHISTA MARONI CON LA NOMINA DI SALA COMISSARIO DELLA EXPO HANNO SNATURALIZZATO ASSOLUTAMENTE IL GRANDE TRIONFO DELLA NUOVA ERA A MILANO METTENDOLA IN MANO AL NEOLIBERALISMO.DA OGGI IN AVANTI DICHIARO IL COMUNE DI MILANO NON PIU RAPRESENTATIVO DELLA NUOVA ERA.


7 MAGGIO 2013:ATTUALIZAZZIONE
VEDI ANCHE CUA:
:http://spaziorealedottciancimino.over-blog.com/-nova-era-europa-europa

-APPENDICE(25 MAGGIO 2013):EXPO-MILANO,QUALCOSA SI MUOVE
-SU GOOGLE NEWS:
https://i1.wp.com/www.loccidentale.it/sites/all/themes/elastic/images/logo-inn.gif
Giornale on-line della Fondazione Magna Carta
Sabato 25 Maggio 2013
Tutte le News

Scala di Milano senza finanziamenti. Pisapia: “Eccellenza per Expo”

24 Maggio 2013

La crisi colpisce anche la Scala di Milano. Ieri i vertici dell’ente lirico milanese se la sono presa con il Governo, chiedendo fonti, finanziamenti, altrimenti le attività sono a rischio. Attualmente, i fondi pubblici stanziati sono 43 milioni, su 116. A fronte di una stagione lirica di successo, la crisi morde anche La Scala che annuncia una riduzione delle opere in cartellone per il 2013. Da 13 a 10. Intanto, il direttore musicale, Barenboim, dice che nell’interregno del nuovo sovrintendente destinato a sostituire Lissner, la programmazione del teatro rischia la paralisi. Lissner intanto si congeda con un “Sostenere la Scala è sostenere il Paese”, dicendo di aver mostrato come si fa teatro pubblico. Il sindaco di Milano ha comunque confermato il cambio della guardia e, nel suo ruolo di presidente del Cda, ha promesso che per luglio il nuovo sovrintendente sarà in azione. Secondo Pisapia, La Scala è una “eccellenza preziosissima in vista di Expo”. Il prossimo dicembre, La Scala metterà in scena la Traviata di Verdi diretta da Daniele Gatti, nel bicentenario dalla nascita del grande musicista che fece l’Unità d’Italia. L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva.REAZIONE:LA SCALA PRESENTE(HO BUONI RICORDI DELLA GENTE DELLA SCALA,SONO STATI GENTILI CON ME,IL MIO SALUTO ONLINE)
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-VEDI PUBBLICAZIONE ORIGINALE DI QUESTO SCRITTO SUL BLOG:
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12077864.html 7 LUGLIO 2013:NUOVA ERA PROVOCATA
-TITOLARI SUL CORRIERE DELLA SERA:
-TITOLARE 1:ALLA VILLA REALE DI MONZA L’AVVIO DEL «WORLD EXPO TOUR
Letta: obiettivo ripresa legato all’Expo

Napolitano: occasione per tutta l’Italia
Expo 2015, Milano presenta la sua sfida
Il Capo dello Stato e il premier Letta alla Villa Reale di Monza: mappa e orari
La rinascita di Villa Realedi Riccardo Rosa
Corteo di antagonisti e «No Tav» di Federico Berni
Multimedia: video e foto
-TITOLARE 2:PAPA FRANCESCO AI SEMINARISTI
“Portiamo gioia in periferia della vita”
Viaggio povero a Lampedusa|guarda
'Portiamo gioia in periferia della vita'Viaggio povero a Lampedusa|guarda L’artigiano «Un calice per il Papa con il legno delle barche degli immigrati» di A. Sciacca
Attesi in 15 mila sull’isola
La Chiesa dei poveri guarda a Sud A. Riccardi
La «papamobile povera»
I preparativi per l’accoglienza
La visita:infografica
«No ai preti con l’auto di lusso»Video

La sindaca di Lampedusa: «Vogli i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato» di P.Pica
Video

REAZIONE:QUESTI DUE TITOLARI DEL NUOVO CORRIERE DELLA SERA SONO UNA PROVOCAZIONE ALLA NUOVA ERA E LA NUOVA ERA RACOGLIE IL GUANTO:
C’E’ LA PALESE INTENZIONE DI AGGIUDICARE ALLA NUOVA ERA INTENZIONI PROSELITE :NON LE HA.LA NUOVA ERA,EGEMONICA IN TUTTO IL MONDO,SI SVILUPPA SU UNA REALTA CONCRETA E HA UNA SUA VISIONE DEL MONDO CHE ANCHE HA ESPRESSIONI POLITICHE SI,MA NON FA NESSUN PROSELITISMO NE AZIONE POLITICA O RELIGIOSA DA PARTE.NON OSTANTE NON RIFIUTA LE SUE RISPONSABILITA E IN QUESTO SENSO SUBITO VA DETTO CHE LA NUOVA ERA NON TRANSIGE CON CHI NEGA LA SUA ESSENZA E DISTRUGGE I SUOI FONDAMENTI SCINETIFICI,LA NUOVA ERA NON ENTRA IN PATTI CON IL NEOLIBERALIMO O ALTRE ORIENTAZIONI IDEOLOGICHE,FILOSOFICI,RELIGIOSI,ECC INCOMPATIBILI CON LA SUA ESSISTENZA,NON E’ POSSIBILE E SAREBBE SUICIDA.
LA NUOVA ERA RIBADISCE IL SUO APELLO A BLOCCARE L’EXPO DI MILANO E NON SOLO,APELLA ANCHE HA BOICOTEARE OGNI IMPRENDIMENTO CHE NON SI ADEGUE ALLA SUA ESSENZA PER PARTE DEI PERSONERI DEL NEOLIBRALISMNO O LO STALINISMO COME SONO LETTA,NAPOLITANO E IL PAPATO.
RIBADISCO INOLTRE CHE SAREBBE UNA INESCUSABILE MOROSITA POLITCA PRETENDERE CHE IL SUCCESSO DI UN GOVERNO PUO DIPENDERE DI UNA EXPO.QUESTO GOVERNO E’ ILLEGITIMO,E’ UN GOVERNO DI PALAZZO VARATO FRA GALLI E MEZZE NOTTI A SPALLE DELLA VOLONTA POPOLARE LIBERRIMAMENTE ESPRESSA NEL VOTO POPOLARE DEMOCRATICO CHE NON E’ STATO RISPETTATO,UN GOLPE NEOLIBERALE ANTI-NUOVA ERA INSOMMMA.E LA NUOVA ERA NON PUO ESSERE TRANSIGENTE CON TALE DETERMINATEZZA E FANATISMO DEI SUOI NEMICI.
IN QUESTO SENSO QUESTI TITOLARI DEL CORRIERE DELLA SERA SIGNIFICANO ANCHE UN CORRERE AI RIPARI,UN APRIRE L’OMBRELLO DI FRONTI AI FATTI DELLA TURCHIA IL BRASILE,LA GRECIA E L’EGITTO(MA ANCHE AL RIGUARDO DELL’EUROPA):SI PRENDA ATTO CHE NESSUNO PUO GOVERNARE CONTRO LA VOLONTA POPOLARE.RISPONDEREI CON UN DETTO SPAGNOLO:”QUANDO VEAS LAS BARBAS DE TU VECINO ARDER PON LAS TUYAS EN REMOJO”.
E NON VORREI FINIRE SENZA FARLI PRESENTE A QUESTO GOVERNO ANCHE LE SUE RISPONSABILITA INTERNAZIONALI,PRIMA DI TUTTO CON LA ENORME COLETTIVITA ITALIANA ALL’ESTERO DA CUI DESSERTANDO A DIFENDERE  LE SUE ISTITUZIONI ESTERI HA VENUITO A MENO NELLA DIFESA DELLA NOSTRA SOVRANITA E LI HA GETTATO NELLE ZAMPE DELLO STRANIERO DOVE RESTANO COME OSTAGGI:NON ESSISTE NESSUN MOTIVO NE POLITICO NE ECONOMICO O DI ALTRO SPAZIO PER LASCIARE GLI ITALIANI NEL DESTERRO LONTANI DELLA PATRIA SOTTOMESSI A REGIMI A  VOLTE SELVAGGI E DESPOTE.
MA ANCHE LE SUE RISPONSABILITA NEI CONFRONTI DELLA COMUNITA DI PAESI CIVILIAZZATI,OCCIDENTALI E ALLEATI DOVE NON SEMPRE LO SI HA VISTO AGIRE “DALLA PARTE DELLA SOLUZIONE” DEI PROBLEMI.
AL PAPA:SE DAVERO VUOLE PORTARE GIOIA ALLE PERIFERIE E AI POVERI RINNUNCI SUBITO ALLE SUE AMBIZIONI DI POTERE E SE NE TORNI ALLA DIOCESI DEL VIRREINATO DEL RIO DE LA PLATA.HA LAVORO DA FARE, E COME.
AL CORRIERE DELLA SERA:E’ STATO SEMPRE UN GIORNALE UFFICILISTA DI TUTTI I TEMPI E ADESSO HA CONSEGNATO IL PACHETTO AZIONARIO MAGGIORITARIO E A QUANTO SI VEDE L’ORIENTAMENTO GIORNALITICO AL NELIBERALISSIMO CLAN ELKAMAN CHE INOLTRE IN COMPLICITA CON GLI ESPONENTI NEOLIBERALI TRANSATLANTICI DELL’AMMINISTRAZIONE OBAMA HA PRESO ANCHE IL CONTROLLO DELLA FIAT SPIAZZANDO IL VECCHIO CLAN TORINESE DEGLI AGNELLI:ANCHE A LORO SONO INDIRIZZATE LE PAROLE DI SOPRA.
LA NUOVA ERA SI PRENDE LE SUE RISPONSABILITA E NON LI MANDA A DIRE. E LA NUOVA ERA PUO PRESCINDERE DI QUESTO GOVERNO “ITALIANO”,DATO NON TRANSCURABILE.
APPENDICE:FENOMENOLOGIA DELLE PERIFERIE
“ALLE PERIFERIE E AI POVERI” HO DETTO SOPRA.NON SONO COSE IDENTICI.VEDI IO HO LA MIA RESIDENZA A CREBBIO,ABBADIA LARIANA IN PROVINCIA DI LECCO,LOMBARDIA DOVE PRESTO TORNERO PERO ADESSO MI TROVO MOMENTANEAMENTE IN MONTEVIDEO,URUGUAY SUDAMERICA NELLE CASE PATERNE E IO ABITO IN PERIFERIA.A PRESCIDERE DI  4 STRADE ALL’INTORNO,CIO’E’ 400 METRI CUADRI DOVE VERSO GLI ANNI ’50 SI HA FRAZIONATO UN TERRENO PER DARE POSTO ALL’IMMMIGRAZIONE ITALIANA CON LA PROMESSA DI UNA CITTA GIARDINO DOPO FRUSTRATA PER L’INCURIA DI TUTTE LE AUTORITA DI QUESTO PAESE,QUESTA E’ UNA PERIFERIA RICCA IN SUDAMERICA,E NON SOLO.QUI RISIEDONO LE RICHE E ANTICHE FAMIGLIE DI QUESTO PAESE,I COSI DETTE OLIGARCHIE,CUI ABITABNO DA TEMPI IMMEMORIALI E ANCHE GLI IMMIGRANTI ITALIANI ED EUROPEI CHE HANNO FATTO FORTUNA.BASTA FARE UN GIRO A PIEDE O IN MACHINA PER COLON,LEZICA,MELILLA,AGUAS CORRIENTES,CERRILLOS,BARRA DE SANTA LUCIA,RINCON DEL COLORADO,LA BRUJAS,ECC PER FARSI UNA IDEA DI QUESTA VERITA:VEDRAI UNO STILE COLONIA EUROPEA CON STUPENDI CASA-GRANJA,STUPENDI CHALETS,MACHINE LUSSOSI,DONNE BELLE BEN VESTITE E DI ESSUBERANTE SALUTE FISICA.VEDRAI L’ARIA ESCLUSIVA DEL POSTO DOVE LE MASSE NON PASSEGGIANO PER STRADA NE DISTURBA IL FRASTUONO DEI CENTRI URBANI E SI RESPIRA UN SILENZIO,UN ORDINE E UN BENESSERE “ELITTISTA”.VEDRAI PARCHI E GIARDINI DELIZIOSI,VEDRAI UN AEROPORTO PER PICCOLI VELIVOLI QUASI UN CLUB PRIVATO ED ESCLUSSIVO,INSOMMA VEDRAI L’ABBONDANZA E LA GIOIA DI VIVERE.PERO INSIEME VEDRA DEI TUGURI CHIAMATI CANTEGRIL,O FAVELAS IN BRASILE E VILLA MISERIA IN ARGENTINA DOVE LA VITA NON VALE NIENTE E NE ANCHE I MAIALI CI ABITEREBBERO.CASE DI LEGNO  E CARTONE SENZA NESSUN SERVIZIO DI AQUA,LUCE E IGIENE SANITARIA.
LA  PAROLA PERIFERIA IN SUDAMERICA HA UNA CATTIVISSIMA STAMPA PERCHE HA PASSATO A ESSERE SINONIMO DI POVERTA ED ESCLUSSIONE PERO CI SONO PERIFERIE E PERIFERIE E COSI INSIEME AL LUSSO E L’ABBONDANZA TROVERAI QUELLI POVERI EMIGRANTI INTERNI DELLE ZONE RURALI DEL “PROFONDO NORD” DELLE PAMPE CHE APRODANO IN CITTA ATTIRATI DEL BAGLIORI LUCICANTI DEI MIRAGGI URBANI IN CERCA DI OPPORTUNITA E FINISCONO INTRAPOLATI NELLA MISERIA INDEGNA DI QUESTE PERIFERIE:IN CITTA,NEL BORGO, NON CI ENTRERANNO MAI.
MA PERIFERIA SONO ANCHE NON SOLO QUESTA MA TUTTI I RICHI QUARTIERI ESCLUSSIVI DI QUESTI PAESI:CARRASCO,SHANGRILA,SOLIMAR,PIEDRAS BLANCAS,PEGNAROL VIEJO PER MENZIONARNI ALCUNI IN URUGUAY.
MA VEDI ANCHE  QUELLI CHE IL PAPA SUDAMERICANO SI AZZARDA A CHIAMARE PERIFERIE COME SONO LE REGIONI DEL SUD DI ITALIA SONO I POSTI DOVE ROMA,LA LEGA NORD,IL PDL E TUTTI GLI ALTRI ATTINGONO PER NUTRIRE LE SUE “ARCHE DI NOE”.
INSOMMA A QUALI PERIFERIE RIFERISCE IL PAPA?:L’ITALIA NON E’ IL SUDAMERICA,COSI COME BUENOS AIRES NON E’ IL GRAN BUENOS AIRES.(1)UN PAPA INADEGUATO E AMBIZIOSO.MISURE LE SUE PAROLE,E’ DA BUON FORASTIERO.

(1)BUENOS AIRES E’ IL CONO URBANO,LA CAPITALE FEDERALE,LA BUENOS AIRES PROPIAMENTE DETTA CHE TUTTI VOI CONOSCETE.IL COSI DETTO “GRAN BUENOS AIRES” E’ LA CITTA DI BUENOS AIRES “ALLARGATA”,L’ENORME PERIFERIA ABITATA DI MISERI SPOSIEDUTI,DI SOLITO INDIANI VENUTI DALLA CAMPAGNA(I COSI DETTI “CABECITAS NEGRAS”),CHE CIRCONDA IL CONO URBANO E LO RADOPPIA O TRIPLICA IN DIMENSIONE.CONOSCO BENE IL POSTO PERCHE NELLA ZONA “3 DE FEBRERO” HO LAVORATO COME MEDICO IN UNA CLINICA PSICHIATRICA(OSPIZIO GERIATRICO)PER UN ANNO.SO DI COSA PARLO

.VEDI LA PUBBLICAZIONE ORIGINALE DI QUESTO SCRITTO SUL BLOG:
-E LEGGE IL MIO SCRITTO SULLA CUA LA NOTA DELLA BBC “LE PERIFERIE DEL REGNO UNITO”:
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18 LUGLIO 2013:ATTUALIZAZIONE

-LA NUOVA ERA E’ SULLA VIA GIUSTA

-NOTA “LA REPUBBLICA”:

La Finanza perquisisce l’associazione di Enrico Letta

Le Fiamme Gialle nella sede di VeDro, il thonk tank fondato dal premier per verificare la correttezza di una serie di finanziamenti effettuati dal Consorzio Venezia Nuova al centro di un’inchiesta della procura di Venezia
Lo lego dopo

VENEZIA – Ammonterebbero a diverse decine di migliaia di euro i finanziamenti che il Consorzio Venezia Nuova – al centro di un’inchiesta della Procura di Venezia – ha dato come sponsorizzazione al think tank ‘VeDro’ fondato da Enrico Letta. Lo si apprende da fonti vicine all’inchiesta. Gli uomini della Gdf stanno ora passando al setaccio conti e fatture per vedere se vi siano o meno irregolarità. Le sponsorizzazioni erano per il meeting estivo che l’associazione ha organizzato negli ultimi anni nella cittadina trentina di Dro.

APPROFONDIMENTI
Perquisito Capecchi, il tesoriere di VeDrò
Espresso Ecco chi finanzia l’associazione

(17 luglio 2013)                                                            © Riproduzione riservata

REAZIONE:IL CONSORCIO VENEZIA NUOVA E’ UNA FONDAZIONE VARATA DAL DUO BERLUSCONI-PRODI ANNI FA.FINANZIA DIVERSI PROGETTI IN VENEZIA E NEL NORD EST IN GENERE.FINO AL MOMENTO ERA INDAGATO IN RAPPORTO AL FINANZIAMENTO DEL PROGETTO “MOSE” CHE SI ADOPERA PER LAVORI SULLA LAGUNA,ADESSO LO E’ ANCHE PER LA CREAZIONE POLITICO-IMPRENDITORIALE DI LETTA PER CUI SIAMO AL PROCESSO DELLA “SANTISSIMA TRINITA ” CHE HA MANAGERIATO NEGLI ANNI PRECEDENTI  L’ITALIA.INFATTI COME HO SPIEGATO IN QUESTE PAGINE “I LETTA”,PRIMA IL PADRE E ORA IL FIGLIO,SONO STATI PERSONAGGI “DIETRO LE QUINTE” COME SGRETARIO DEI GOVERNI SIA DI BERLUSCONI CHE DI PRODI SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA.
ANCHE IL SINDACO DI MILANO,PISAPIA,HA AVUTO DEI GUAI POICHE AL SUO SEGRETARIO LI E’ STATA RIFIUTATA LA VISA AL PASSAPORTO PER VIAGGIARE IN USA
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VEDI ALCUNE NOTE CHIRIFICANTI DI SEGUITO:

1-IL MOSE E IL VEDRO DI LETTA

Inchiesta sul Mose: perquisito anche Capecchi, tesoriere di «VeDrò»

Prosegue l’inchiesta che ha portato agli arresti Mazzacurati. Nel mirino degli investigatori anche le sponsorizzazioni del Consorzio Venezia Nuova, tra cui quella alla fondazione vicina al premier Enrico Letta. Il direttivo del Consorzio: “Estranei ai fatti, bisogna completare il Mose”
Ombre sul Mose, arrestato Mazzacurati
Tutti i nomi dei 14 coinvolti nell’inchiesta
Chi è Mazzacurati L’ingegnere padre del progetto Mose
L’intervista Cacciari: “Ora tocca ai politici”
Mazzacurati e il Mose: il progetto di una vita

VENEZIA. È stato perquisito anche Riccardo Capecchi tra gli oltre cento controlli effettuati dalla Guardia di Finanza in occasione dell’operazione che ha portato agli arresti domiciliari Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, e altre sei persone. Nel mirino degli investigatori infatti ci sono le sponsorizzazioni effettuate dal Consorzio, concessionario unico dei lavori dello stato in Laguna (in primis quelli del Mose), in questi anni. Un’opera di «finanziamento» del territorio che è andata bel oltre i confini veneziani.
Tra le sponsorizzazioni del Consorzio Venezia Nuova infatti c’è anche quella della fondazione «VeDrò», il think tank creato da Enrico Letta, che ogni anno organizza incontri politici nella cittadina di Drò, in Trentino. C’è da dire che la fondazione vicina all’attuale presidente del consiglio ha ricevuto finanziamenti da diverse aziende (come ricostruito da L’Espresso) e che il finanziamento del Consorzio non sarebbe rilevante ma ammonterebbe a diverse decine di migliaia di euro.
Capecchi non risulta indagato. I finanzieri, su decreto di perquisizione del pm Paola Tonini, si sono recati nell’abitazione di Capecchi, a Perugia, e nella sede dell’associazione politico-culturale, a Roma. Qui hanno acquisito documenti contabili e fatture sulle sponsorizzazioni che il Consorzio Venezia Nuova ha dato negli anni a “VeDrò”, al pari di molte altre società, per l’organizzazione del meeting estivo nella cittadina trentina, iniziativa partita nel 2005 e interrottasi quest’anno, con la nomina di Letta a presidente del Consiglio.
Perquisito anche un finanziere, sospettato di essere una talpa. Nel corso dell’operazione della Finanza è stato perquisito anche un ufficiale della Guardia di Finanza legato al Reparto Aeronavale. Il pm Paola Tonini sta dando la caccia alle “talpe” che passavano informazioni, agli indagati, sugli sviluppi delle indagini. Un aspetto già emerso dall’inchiesta del pm Stefano Ancilotto che aveva portato in carcere Piergiorgio Baita, un altro “pezzo da novanta” del mondo dell’imprenditoria veneta legata alle grandi opere. C’è il sospetto che questo ufficiale abbia passato qualche informazione agli indagati poi finiti agli arresti domiciliari. L’ufficiale, comunque, non è indagato. Lunedì alcuni finanzieri si sono presentati a casa dell’ufficiale e poi sono andati anche nel suo ufficio. Cercavano le prove che fosse lui una delle “talpe” e se magari avesse pure degli atti del procedimento.
Il Consorzio Venezia Nuova: “Il Mose va terminato”. Intanto si è riunito anche il consiglio direttivo del Consorzio Venezia Nuova, dopo il rinnovamento dei dirigenti dello scorso 28 giugno che ha visto l’addio di Giovanni Mazzacurati (pochi giorni prima dell’arresto) e la nuova presidenza di Mauro Fabris con Hermes Redi direttore generale. In una nota il Consorzio ha voluto sottolineare “l’estraneità della società nell’inchiesta della magistratura veneziana”, e ha ribadito che il Mose «va terminato nei tempi previsti».
«Dopo un’attenta e vasta disanima delle vicende in cui si vorrebbe vedere coinvolto il Consorzio
Venezia Nuova, emerse nei giorni scorsi, – precisa la nota – il direttivo ha ritenuto di confermare allo stato la totale estraneità del Cvn ai fatti oggetto delle indagini in corso e ha ribadito la propria completa disponibilità e il proprio interesse a collaborare pienamente con la Magistratura». Il direttivo ha quindi «dato ampio mandato a Redi, che già aveva ricevuto i necessari poteri, di procedere a una complessiva riorganizzazione del Consorzio. Quale primo atto, il direttore ha proceduto al ritiro delle deleghe, in precedenza attribuite ad altri, per esercitarle direttamente». La nota si conclude sottolineando «la determinazione del Cvn e delle imprese che lo costituiscono ad onorare l’impegno assunto con lo Stato del completamento delle opere del Mose, oggi realizzate per oltre il 75%, entro il 2016».17 luglio 2013

COMMENTO DEI LETTORI

Elise Rodar · Top Commentator · Lione

Coinvolti un po’ tutti, tutti hanno preso soldi. Bel nord-est, pieno di gente con le mani lunghe e appiccicaticce.
Poveri veneti, e si,siete peggio dei vostri maestri ma non volete ammetterlo. Non siate modesti. Ormai siete i primi in Italia in fatto di corruzione e appropriazione con il benestare della lega ( ormai estinta ).
Rispondi · 1 ·20 ore fa

CUA DIRETTAMENTE:   http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/07/17/news/inchiesta-sul-mose-perquisito-anche-capecchi-tesoriere-di-vedro-1.7434637

2-CHI C’E’ DIETRO DI LETTA

-NOTA SULL’ESPRESSO:

Inchiesta             Ecco chi paga Enrichino   di Luca Sappino
Enel, soprattutto. Ma anche Eni, Telecom, Vodafone, Sky, Lottomatica, Sisal, Autostrade per l’Italia, Nestlé, Farmindustria e il gruppo Cremonini. Sono i generosi sponsor della fondazione VeDrò, da cui nasce la rete di potere del premier incaricato. Chissà se avranno qualcosa in cambio (25 aprile 2013)
Chi finanzia VeDrò, il think-tank bipartisan che ha fatto di Enrico Letta l’uomo giusto per un governo di larghe intese?

Sponsor privati, ovviamente. Dall’Enel al gruppo dell’industria alimentare Cremonini, fino all’Eni e ad Autostrade per l’Italia. Il motivo? Ritorno di visibilità, loghi su brochure e siti internet. E la politica? La politica non c’entra, dicono: «Noi non negoziamo la nostra posizione intellettuale», dice subito il tesoriere Riccarco Capecchi.

Vedrò, anzi vedremo: «Dobbiamo lavorare molto sul tema delle privatizzazioni», è la posizione nota di Enrico Letta: «Il patrimonio pubblico è ancora enorme: bisogna cominciare a mettere nel mirino nuove privatizzazioni pezzi di Eni, Enel e Finmeccanica». E poi: «Sarà uno dei temi del nostro governo, quando gli elettori ci faranno governare», conclude il prossimo Presidente del Consiglio.

Sul tema dei finaziamenti privati ai think-tank, Mattia Diletti, docente e ricercatore di scienza politica all’Università La Sapienza di Roma, ha fatto un lavoro molto articolato: «Questo tipo di fondazioni politiche hanno bilanci molto simili e possono contare su budget medi di 800 mila euro». E Vedrò? «E’ poco sopra la media», dice Diletti. «Quello che colpisce però del sistema di finanziamento riguarda soprattutto i finanziatori piuttosto che i finanziati», spiega: «Sono prevalentemente ex monopoli pubblici, che hanno un rapporto ancora stretto con la politica e che finanziano un po’ tutti, con cifre ridotte, a pioggia, sia la destra che la sinistra.

Funziona un po’ «all’americana», dice Diletti. E come si riempie, in America, un bilancio da 800 mila euro? Lo si capisce prendendo in mano una qualunque brochure delle attività di Vedrò. Enel, Eni, Edison, Telecom Italia, Vodafone, Sky, Lottomatica, Sisal, Autostrade per l’Italia, Nestlé, Farmindustria, il gruppo Cremonini (la carne Montana): sono tante le aziende che concorrono al fabbisogno del pensatoio.

Quello che non sappiamo è quanto sia il contributo specifico di questi sponsor, quali sono economici e quali invece in servizi. Quello che sappiamo è che gli sponsor hanno spesso un ruolo attivo, all’interno del dibattito, contribuendo al contenitore ma anche al contenuto.

Enel, ad esempio, promuove così l’appuntamento estivo di Vedrò, sul proprio sito: «Un think-net aperto e dedicato anche alla mobilità elettrica e alle smart cities», dove «Enel, sponsor della manifestazione, è protagonista del working group ‘Vedrò Energie’».

Vedrò vive tutto l’anno, organizza convegni, aperitivi e presentazioni. L’evento centrale è però la tre giorni che si svolge a fine agosto a Dro’, paese trentino di 4.500 abitanti, una quindicina di chilometri a nord del del lago di Garda, in un’ex centrale idroelettrica.

Nonostante la chilometrica lista di sponsor, l’evento non è gratuito. Anzi. Gli hotel della zona costano cari, e tutti gli ospiti – o quasi – pagano di tasca propria. In più, ovviamente, c’è una quota di iscrizione: 150 euro per gli under trenta, 300 euro o più per tutti gli altri.

Avarizia degli organizzatori? Piuttosto, ricerca dell’esclusività. Già così – per la prossima edizione – sono previste oltre mille persone: ben più di quelle arrivate l’anno scorso, che erano 800. «Le loro quote», ci spega il tesoriere Riccardo Capecchi, «servono a coprire i costi vivi della manifestazione, l’allestimento della centrale, le navette con gli alberghi, il catering per i tre giorni».

Ma non bastano. A Vedrò lavora una decina di persone («ma io come altri sono volontario», dice sempre Capecchi) e sono le sponsorizzazioni a tenere in piedi il tutto. Con quanto? Quanto basta per coprire tutti i costi, ma di più non si può sapere: «Noi – dice Capecchi – per ovvie ragioni di privacy non diffondiamo l’entità delle contribuzioni». Ma bisogna stare tranquilli, assicura, perché ««gli accordi che prevalentemente sono sulla visibilità, rispettano i parametri standard».

«Quello che posso dire», continua Capecchi, «è che la contribuzione media è di circa 30 mila euro. Anche se poi, ovviamente c’è chi dà meno e chi dà molto di più».
C’è poi chi è proprio affezionato: il premio di più fedele supporter va proprio all’Enel che a Vedrò ci va dalla prima edizione. «Con loro, così come con tutti gli altri», spiega il tesoriere, «c’è la condivisione di un progetto». Basta la condivisione a coprire tutti i costi? Pare di sì. «Anzi», si vanta Capecchi, «siccome io sono un gestore oculato, riusciamo anche ad avere un lieve avanzo di bilancio». Bilancio che però non aiuta a scoprire le cifre precise, perché le voci sono accorpate: «La nostra volontà di trasparenza è però certificata dal fatto che abbiamo fatto una società, al 100 per cento partecipata da Vedrò, che ha l’obbligo di presentare un bilancio pubblico, invece di fare tutto come associazione».
Resta da capire se le sponsorizzazioni diano o meno i loro frutti. Politicamente parlando., s’intende.
CUA DIRETTAMENTE:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecco-chi-paga-enrichino/2205723//0
3-COSA DICONO I POLITICI: Cacciari: «Un mostro creato dai politici e adesso tocca a loro»

L’ex sindaco: colpa di chi ha difeso il regime di monopolio. Ne denunciai i pericoli alla Corte dei conti, fu tutto archiviato,di Alberto Vitucci

VENEZIA. «Adesso tocca alla politica. Devono emergere le responsabilità di chi ha creato questo mostro giuridico che si chiama Consorzio Venezia Nuova. E di chi ha sempre difeso in questi anni il suo regime di monopolio nei lavori di salvaguardia in laguna. Non si poteva che arrivare a questo punto. E adesso non si può dare ogni colpa alle strutture tecniche del Consorzio».
Massimo Cacciari è stato sindaco di Venezia per la terza volta dal 2005 al 2010. Periodo in cui, con il voto contrario del Comune e dello stesso Cacciari, il governo Prodi aveva dato il via libera al proseguimento dei lavori del Mose, avviati nel 2003 dal governo Berlusconi con la benedizione del patriarca Scola e dell’allora sindaco Paolo Costa. Non erano state nemmeno considerate le proposte alternative che venivano dal territorio. Bocciate senza nemmeno analizzarle le idee che il Comune e Cacciari avevano proposto in alternativa alle dighe mobili del Consorzio. Le paratoie a gravità, le barriere provvisorie e rimovibili, gli interventi alternativi. In Consiglio dei ministri Prodi aveva detto «no» al Comune e anche a due suoi ministri (Mussi e Pecoraro Scanio) che avevano presentato le relazioni negative dei loro uffici. L’allora governatore Giancarlo Galan aveva applaudito.
Cacciari, se li aspettava questi arresti eccellenti?
«Era chiaro che prima o poi qualcosa sarebbe successo. Questa indagine mette in evidenza un vizio originario, che è stato per anni denunciato da pochi. La madre, anzi il padre di tutti i problemi: la situazione di assoluto monopolio in cui il Consorzio ha operato in questi trent’anni».
La politica ha assecondato?
«Beh… Abbiamo perso la memoria? E le voci critiche, non molte per la verità, sono state sempre inascoltate. Si dà il caso che tra i critici ci fosse anche il sottoscritto, che all’epoca era sindaco della città interessata ai lavori del Mose».
Il governo vi aveva convocato per decidere.
«Abbiamo scritto migliaia di pagine sull’argomento, critici ed esperti di fama che mettevano in luce proprio queste cose: il rischio del monopolio e delle turbative, i prezzi aumentati, la mancanza di studi su alternative meno costose e più efficaci per difendere Venezia dal’acqua alta. Siamo stati quasi derisi allora. E allora il governo Prodi decise di andare avanti comunque con la grande opera».
Qui però stiamo parlando di turbativa d’asta e prezzi lievitati.
«Anche questo sta scritto da anni, ad esempio nelle ordinanze della Corte dei Conti. Il regime di monopolio ha portato a questa situazione. Ricordo che dopo la denuncia ero stato convocato e ascoltato da un gruppo di togati sonnacchiosi. Tre minuti in tutto, poi avevano deciso l’archiviazione».
Significa che questa storia dei prezzi e dei lavori «gonfiati» non è una novità?
«Io dico che in quell’indagine della Corte dei Conti c’era già scritto tutto».
Non che le gare d’appalto venivano truccate come emerge adesso.
«Voglio dire chiaramente che io stimo l’ingegner Mazzacurati. È stato un avversario sulla questione del Mose ma con me si è sempre comportato con grande correttezza. Aspettiamo che la magistratura finisca il suo lavoro, ma mi sembra un po’ facile scaricare tutto su di lui e sulla struttura tecnica del Consorzio».
Che significa?
«Che bisogna cercare le responsabilità di chi ha creato questo mostro. Una responsabilità politica, bypartisan».
Facciamo nomi?
«Beh, Prodi e Berlusconi, prima di tutto. E qualcuno che non ha mai voluto sentir ragione a mettere in discussione quel progetto. E soprattutto procedure di concessione unica e mancanze di controlli che hanno dato l’input a effetti come questi».
Il vizio dunque sta nella Legge speciale.
«In alcune parti della legge del 1984. Quando si decise di costituire un concessionario unico per le opere di salvaguardia in laguna e di puntare tutto su un’unica grande opera, il Mose, senza badare alle alternative e dirottando tutti i fondi della salvaguardia di Venezia su quell’opera. Un potere enorme, che poi si è esteso anche a tutti gli altri grandi lavori in laguna. Con quel sistema monopolistico di gestione dei lavori e dei pochi appalti era inevitabile, quasi fisiologico che si arrivasse a questo punto».
Ci sono delle responsabilità individuali di chi, sembra, ha fatto fatture false e truccato le gare.
«Su questo i giudici indagano, fanno bene. Ripeto, io e pochi altri queste cose le denunciamo inascoltati da anni. Ma al di là dei singoli episodi c’è un sistema mostruoso che ha creato tutto questo. Lavori affidati sempre alle stesse imprese, piccole aziende locali soffocate dalla mancanza di fondi e dal monopolio delle grandi imprese che si spartivano tutto».
Vuol dire che non crede alla colpevolezza di Mazzacurati?
«Rispetto il lavoro della magistratura. Voglio solo dire che il mandante di questa situazione è la politica. Si è creato un sistema che ha dato questi frutti. E oggi, dopo tanti anni si scopre che alcune imprese erano favorite rispetto ad altre. Quando queste cose le denunciava il sindaco di Venezia, a Roma non ho trovato ascolto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA                                                         13 luglio 2013

CUA DIRETTAMENTE: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/07/13/news/cacciari-un-mostro-creato-dai-politici-e-adesso-tocca-a-loro-1.7413207

REAZIONE:OVVIAMENTE DIETRO LETTA C’E’ BERLUSCONI-PRODI.NON SCOPRO NIENTE.PENSO PERO CHE CACCIARI SU MAZZACURATI DOVRA FARCI UN PENSIERINO.E ANCHE LA SERRACHINI SU LETTA  OLTRE AL RIFIUTO DI BERLUSCONI.ENTRAMBI RISCHIANO ESSERE TRAVOLTI DAL PARTITO.

23 LUGLIO 2013:IMBERBE

-TITOLARE SUL CORRIERE DELLA SERA:

IN ARRIVO 18.500 VOLONTARI PER L’ASSISTENZA AI VISITATORI
Expo, accordo sui contratti flessibili Letta: «Può essere modello nazionale»
Siglata l’intesa con i sindacati in vista dell’esposizione universale del 2015 a Milano.
Il premier: «Un laboratorio per il Paese e un volano
per l’economia» Ecco il nuovo apprendistato: arriva l’operatore Grandi Eventi

REAZIONE:POTREBBE DILUNGARMI SUL PERCHE QUESTO “MODELLO NAZIONALE” PER LA EXPO PRENDENDO COME SCUSA I SINDACATI E’ DESTINATO A FALLIRE,PERO SAREBBE POCO SERIO SPIEGARE AL LAVORO ITALIANO PERCHE NON DEVONO LASCIARSI ILLUDERE,NON E’ QUESTO IL PUNTO.IL PUNTO E’ CHE LA STRATEGGIA DI TROVARE UN NEMICO “ESTERNO” PER AMMUCHIARE TUTTI DIETRO UNA CAUSA COMUNE E’ UNA STRATEGGIA POLITICA TANTO VECCHIA COME IL MONDO CHE NON HA MAI PORTATO A BUON PORTO ANCHE SE A RISPOLVERARLA E’ IL “GIOVANE” LETTA.ESSEMPI CE NE SONO TANTI PERO PENSATE SOLO ALL’ARGENTINA DI LEOPOLDO FORTUNATO GALTIERI E LE FAULKLAND.QUALCUNO CREDE SUL SERIO CHE IL COLPEVOLE DEI GUAI DEGLI IATLIANI VENGA DALL’ESTERNO(COME SUGERISCE ANCHE BERLUSCONI PROPIO OGGI)E SIA LA NUOVA ERA?
VEDI IL NUOVO PAPA HA VOLUTO RISPOLVERARE LA FIGURA DEL “DEMONIO” E LE PAURE MEDIAVALI DEL SATANISMO,MA IL DEMONIO LO HA TROVATO DENTRO(SIA A CASA CHE ALL’ESTERO)PORTA SOTTANA E SI CHIAMA “RICCA”,IL SUO VICINISSIMO CO-RELIGIONARIO “RINNOVATORE” DELLO IOR.
NO,LA NUOVA ERA E’ CONSOLIDATA ANCHE IN ITALIA,MA IL NEOLIBERALISMO NON E’ INVITATO ALLA “NOSTRA EXPO”(1):TUTTO CUA.
(1)”LA “EXPO”‘,COME LA NUOVA ERA CHE LA HA PROPIZIATO PER NON DIRE CREATO, E’ UN EVENTO TANTO GLOBALE COME ITALIANISSSIMO.IO STESSO IN QUESTE PAGINE HO LODATO A LUNGHO CON SUCCESO QUELLA DI SHANGAI.
VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE DEL BLOG:
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12221033.html

 

26 LUGLIO 2013:ATTUALIZAZZIONEBAVAGLIO,”LARGHE VERGOGNE”:IL GOVERNO DI PALAZZO ATACCA LA NUOVA ERA
-NOTA SU “LA REPUBBLICA”
Sei in:Repubblica;Pubblico
Diffamazione, stop al carcere primo ok
Salvi i blog, rettifica per testate on line
La commissione giustizia alla Camera ha terminato l’esame degli emendamenti al testo base e ora si attende il parere delle commissioni competenti. Passa l’emendamento riformulato dai relatori. M5s vota ‘No’, mentre Sel si è astenuta. A favore Pd, Pdl, Scelta civica e Lega
Lo leggo dopo

Diffamazione, stop al carcere primo ok  Salvi i blog, rettifica per testate _n line ROMA – Primo via libera sulle nuove norme sulla diffamazione. La commissione giustizia alla Camera ha terminato l’esame degli emendamenti al testo base e ora si attende il parere delle commissioni competenti, tra cui la affari costituzionali e la cultura. Viene dunque eliminato il carcere, restano le multe per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

Viene dunque eliminato il carcere, restano le multe per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
Tra le novità introdotte, l’obbligo di rettifica anche per i siti giornalistici on line registrati in base all’articolo 5 della legge sulla stampa. La rettifica, per tutte le testate (quindi anche quelle cartacee), dovrà avvenire entro 48 ore e “senza commento”. La rettifica tempestiva e completa, dopo una valutazione del magistrato, eviterà anche le sanzioni pecuniarie.

E’ stato inoltre sciolto in Commissione giustizia alla Camera, grazie a un accordo maggioranza-governo, il nodo dei siti internet  per quanto riguarda le norme sulla diffamazione a mezzo stampa. L’obbligo di rettifica, e le sanzioni in caso di pubblicazione di notizie diffamatorie, varranno solo per i siti on line giornalistici: ossia, le testate web registrate e con un direttore responsabile. Salvi quindi i blog.

Su proposta dei relatori Enrico Costa (Pdl) e Walter Verini (Pd), e con il parere favorevole del governo, è stata infatti approvata una riformulazione agli emendamenti Chiarelli (Pdl) e Ferranti (Pd) che proponevano di estendere le norme della legge sulla stampa del 1948 anche ai siti internet. Una proposta che prevedeva l’arresto in caso di mancato pagamento della multa per diffamazione e la chiusura dei siti Internet, blog compresi. M5s ha votato contro. Sel si è astenuta, mentre hanno votato a favore Pd, Pdl, Scelta civica e Lega. “Abbiamo votato no perché riteniamo che si tratti di un ‘grimaldello’ per colpire anche i blog”, ha spiegato Alfonso Bonafede, deputato M5s e vice presidente della Commissione giustizia della camera, spiegando il voto contrario del suo gruppo.

E’ incognita adesso sull’approdo del testo in aula, dove la discussione generale sarebbe dovuta iniziare già oggi. Dopo il parere delle altre commissioni, la commissione giustizia dovrà dare mandato ai relatori. Il testo sulla diffamazione potrebbe essere inserito nel calendario dell’ultima settimana di lavori prima della pausa estiva. (26 luglio 2013) © Riproduzione riservata

REAZIONE:QUESTO GOVERNO DI PALAZZO CHE ALTRO NON E’ CHE IL VECCHIO CETO POLITICO CHE NON SE NE HA VOLUTO ANDARE E HA FATTO UN COLPO PALAZZERILE,CHE NON HA VARATO UNA SOLA MISURA DI GOVERNO TRASCENDENTE CHE NON HA TIRATO L’ITALIA FUORI DELLA STAGNAZIONE ECONOMICA,CHE SI TROVA ISOLATO INTERNAZIONALMENTE E SOLO TIRA A CAMPARE,CONTEMPOREGGIA,SI DEDICA PERO A VARARE MISURE CHE CONSENTANO LA LORO CONTUINITA ANCORA.E’ IN QUESTO SENSO CHE DEVONO VEDERSE LE POCHE MISURE CHE LI VEDE DI ACCORDO COME SONO QUELLI DI ASSICURARSI IL CONTROLLO DEI MEZZI DI DIFUSSIONE E LE LEGGE E RIFORME AL RIGUARDO DEL SISTEMA ELETTORALE.
INSOMMA QUESTO “GOVERNO” DELLE LARGHE VERGOGNE ALTRO NON FA COME TUTTI I GOLPISTI CHE ABBAVAGLIARE IL DISSENSO E GESTIRE A CONVENIENZA SUA LO STATO DI DIRITTO.
QUESTO E QUELLO CHE SI VEDE SOPRA IN QUESTA LEGGE BAVAGLIO CHE SI STA VARANDO PROPIO ADESSO E CHE TROVA TUTTI DI ACCORDO SINISTRA E NEOLIBERALISMO,PD E PDL,BERLUSCONI E “LA REPUBBLICA,ECC.
LA CORTINA DI FUMO DI “LA REPUBBLICA” CI DICE CHE NON CI SARA CARCERE MA MULTE:PER LA SINISTRA,SEMPRE MATERIALISTA,MULTA E’ MEGLIO DEL CARCERE,QUINDI NESSUNA CONCESSIONE AL BAVAGLIO.
MA VEDIAMO PIU IN PARTICOLARE:L’ATTACO DI QUESTA LEGGE A INIZIATIVA DI BERLUSCONI E’ VERSO LA INTERNET ,LE SOCIAL NETWORK E QUINDI LA NUOVA ERA,FORSE TRA LE ALTRE MOTIVI GIA ELENCATE NEGLI SCRITTI ANTERIORI,COME PUNIZIONE PER IL MANCATO APOGGIO ALLA EXPO DI MILANO.UNA LEGGE CHE VEDE IN PRIMA LINEA DI ATTACO ANCHE “GOOGLE NEWS” UN’ALTRA VOLTA,VEDI:
L’obbligo di rettifica, e le sanzioni in caso di pubblicazione di notizie diffamatorie, varranno solo per i siti on line giornalistici: ossia, le testate web registrate e con un direttore responsabile.
UN ATACCO CHE TROVA D’ACCORDO TUTTA LA STAMPA:UNA PUNIZIONE PER LE MIE CRITICHE AL CORRIERE DELLA SERA E LA REPUBBLICA ?UN ATTACO PORTATO AVANTI DA LORO?
INSOMMA COME AI VECCHI  TEMPI DELLA COMUNA MILANESE DELLA MORATTI-DELLA VALLE BERLUSCONI,LE SUE TV E IL SUO OSSOLETO MODO DI COMUNICARE CON LA GENTE TORNA ALL’ATACCO DEI NUOVI MEZZI MA ORA CON IL CONSENSO DELLA SINISTRA NEL “GOVERNO” GOLPISTA DELLE “LARGE VERGOGNE”.(TANTO PISAPIA L’HO CACCIATO DELLA NUOVA ERA PER VENIRE A PATTI COL NEOLIBERALISMO).
ATTENZIONE L’ITALIA,SIAMO NEL CAMMINO DEL PAKISTAN.
PD:NESSUNO SI CONFONDA GOOGLE Eì AVANGUARDIA DELLA NUOVA ERA E CHI ATACCA GOOGLE ATACCA LA NUOVA ERA.
DIVERSO E’ IL DISCORSO SULL’OPERATO DEL SIGNOR ERIC SMICHDT CHE HA VARATO LE MISURE SUL SISTEMA IMPOSITIVO EUROPA,PRESO MISURE IMPRENDITORIALI CONTRARIE ALLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA ANCHE SE REDITUABILI ECONOMICAMENTE,E ALTRE PROVEDIMENTI MOROSI PER QUELLA.MA LUI  ANCHE SE ANCORA DENTRO GOOGLE ORMAI OCCUPA SOLO UN POSTO PIU TOSTO SIMBOLICO E LONTANO DEGLI ASPETTI “TECNICI” DELL’AZIENDA.
AH….LA SOLA STAMPA CHE IO LEGO E’ QUELLA INTERNET,NON QUELLA CARTACCIA.
APPENDICE:LA NUOVA ERA SI DIFFENDE
.TITOLARE “LA REPUBBLICA”:Google ci riprova con la televisione e la mette in una “chiavetta” hdmi – video
Google ci riprova con la televisione  e la mette in una
Si chiama Chromecast e va collegata alle moderne tv piatte. Costa poco più di un terzo della Apple tv e porta nel salotto di casa ciò che vediamo su computer, tablet e smartphone. Ecco come.condividi
LA NOTA COMPLETA:Google ci riprova con la televisione e la racchiude in uno stick hdmi

Si chiama Chromecast e va collegata alle moderne tv piatte. Costa poco più di un terzo della Apple tv e porta nel salotto di casa ciò che vediamo su computer, tablet e smartphone. Ecco come
Lo leggo dopo

Google ci riprova con la televisione  e la racchiude in uno stick hdmi

ROMA – Google s’incammina sulla strada già tracciata da Apple. E lo fa con Chromecast, un dongle che assomiglia a una “chiavetta” usb (anche se l’attacco è hdmi) che si collega ai moderni tv piatti e fa una cosa semplice semplice che ricorda non poco l’airplay di Cupertino. E’ un ricevitore wi-fi in grado di rendere “intelligente ” la nostra tv ad alta definizione: permette di portare sullo schermo di casa tutti i contenuti televisivi che normalmente vediamo sui nostri dispositivi mobili e sui nostri computer. Poi è low cost: costa 35 dollari e il primo riscontro è stato molto positivo, visto che le scorte di Amazon sono evaporate in poche ore (l’app che lo gestisce è in vendita su Play Store). Insomma, Chromecast è un tramite, ha una delle funzioni della Apple Tv (che costa 99 dollari) ma non le altre come la possibilità di noleggiare film. Ma è già un passo.

Chromecast – che si basa su una versione ridotta del già di suo leggero sistema operativo Chrome sviluppato da Mountain View – mette in discussione l’intera politica di Big G nella Google TV, che in realtà non ha mai convinto del tutto. Anzi suona come un azzeramento e una ripartenza. Sì, perché qui cambia molto rispetto alle ambizioni del passato, si semplifica assai il modo di fiuizione dei contenuti rendendo il tutto pià snello. Il dispositivo è compatibile anche con i contenuti di Netflix, YouTube, Google Play Movies & Tv e Google Play Music. Altre applicazioni, come Pandora per la radio in streaming, promette Mountain View, arriveranno presto. Anche il telecomando sarà sostituito visto che, una volta inserita la chiavetta, i contenuti saranno “comandati” direttamente dalla fonte, telefono, tablet o pc portatile, che simultaneamente potranno anche essere usati per svolgere altre funzioni, dalla lettura della posta elettronica alla navigazione online.

Per ora Chromecast è disponibile negli Usa ma promette di dare del filo da torcere a prodotti già ben piazzati ssul mercato. A partire dalla Apple Tv, il cui apparecchio costa poco più di cento euro ed è più voluminoso, molto più simile a un decoder. Tanto più che la chiavetta firmata Google non è compatibile solo con i dispositivi Android ma anche con iPhone, iPad, e con le versioni di Chrome per Mac e Windows. Il mercato del resto fa gola, tanto che pure Amazon, il gigante dell’eCommerce, starebbe lavorando a una analoga “Kindle Tv”. (26 luglio 2013) © Riproduzione riservata

CUA DIRETTAMENTE:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/07/26/news/google_tv_stick-63759089/?ref=HREC2-11
REAZIONE:A CHI NON PIACE LA ZUPPA DUE PIATTI:I NUOVI MEZZI SARANO OPERATIVI  ANCHE SULLE TV(ANCHE SU QUELLI DI BERLUSCONI).

13 DICEMBRE 2013:ATTUALIZAZZIONE

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

ASSESSORE ALLA PROVINCIA DI MILANO
Firme false per i referendum
Indagata la nipote di Daniela SantanchèL’inchiesta su Silvia Garnero, delegata alla Moda, è nata dalla segnalazione di un funzionario del Comune
Silvia Garnero (Newpress)

Silvia Garnero (Newpress)
L’assessore alla Provincia di Milano Silvia Garnero è indagata per falso in atto pubblico in un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini. Secondo l’accusa la Garnero, nipote di Daniela Santanchè, avrebbe certificato come regolari alcune decine di firme invece risultate fasulle per la presentazione dei referendum sulla giustizia promossi nei mesi scorsi dai Radicali. L’inchiesta in cui è indagata l’assessore con delega alla Moda e agli Eventi, tra cui Expo, è nata dalla segnalazione di un funzionario del Comune di Milano.
13 dicembre 2013   © RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGGI DIRETTAMENTE CUA: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_dicembre_13/firme-false-il-referendum-giustizia-indagata-l-assessore-nipote-daniela-santanche-86ad880c-642a-11e3-aa0f-2ef156041c19.shtml
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VEDI ANCHE CUA:
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12067480.html
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12064668.html
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12063061.html
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12060721.html
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12059070.html
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12055239.html
E VEDI LO STESO SCRITTO CUA: http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12077864.htm
VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE SUL BLOG.
http://blog.libero.it/CIANCIMINO/12247549.html

11 MAGGIO 2014:ATTUALIZAZZIONE
5 MAGGIO 2014:EXPO MILANO 2015 “AUTO-BOICOTTEATA”
-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:
Expo, sette arresti a Milano anche Greganti, Frigerio e Paris
Inchiesta divide procura: Robledo non firma
Rep Tv Pm: “Una cupola” Foto Protagonisti
In carte nomi di Berlusconi, Previti e G. Letta
Merlo Il compagno G, un disonesto perbene

di PIERO COLAPRICO ED EMILIO RANDACIO
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Duecento uomini della guardia di finanza impegnati all’alba nel blitz coordinato dalla Procura di Milano. Con il manager di Infrastutture fermati anche due personaggi eccellenti di Mani Pulite. In cella anche l’ex parlamentare pdl Grillo. “Cene da Berlusconi e contatti con Previti”,di PIERO COLAPRICO e EMILIO RANDACI
Expo, nuova Tangentopoli a Milano: sette arresti. In carcere Greganti, Frigerio e ParisPrimo Greganti in una foto di due anni fa quando presentò il suo libro su Mani pulite (fotogramma)
Milano torna ai tempi di Tangentopoli. Angelo Paris, direttore pianificazione acquisti della Expo 2015, e Primo Greganti, storico esponente del Pci coinvolto in Mani Pulite, sono stati arrestati con altre cinque persone per un’inchiesta della Procura milanese su presunti episodi di turbativa d’asta e corruzione legati a Expo. Ordinanze di custodia in carcere anche per l’ex parlamentare dc Gianstefano Frigerio, l’ex parlamentare pdl Luigi Grillo, per l’intermediario Sergio Catozzo e l’imprenditore Enrico Maltauro. Ai domiciliari Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde.

“La cupola degli appalti lombardi”. Nelle carte dell’inchiesta compaiono anche i nomi di Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta, che non risultano comunque indagati. Le intercettazioni, che vengono definite «clamorose», dagli inquirenti, arrivano fino alle ultime settimane del 2014. In Lombardia sarebbe esistita una vera e propria “cupola per condizionare gli appalti”, alcuni dei quali relativi a Expo, hanno spiegato i pm titolari dell’inchiesta nel corso di una conferenza stampa, chiarendo che la ‘cupola’ prometteva “avanzamenti di carriera” grazie a “protezioni politiche” a manager e pubblici ufficiali.

Gli incontri al circolo Tommaso Moro. Era nella sede sociale del circolo culturale Tommaso Moro che l’organizzazione si sarebbe riunita. “Neppure con la più fervida immaginazione si poteva immaginare tanto”, è il commento del procuratore capo Edmondo Bruti Liberati riferendosi al filosofo. In questo centro culturale, “riferibile alla famiglia di Frigerio”, ha spiegato il pm Claudio Gittardi, “si tenevano riunioni giornaliere a cui partecipavano direttori generali di aziende ospedaliere, imprenditori, personaggi di rilievo politico”. Se il centro dell’organizzazione “è Milano”, gli esponenti non disdegnano la capitale: “E’ a Roma, ogni mercoledì, che si svolgeva parte dell’attività associativa”, aggiunge il pm Antonio D’Alessio.
La Tangentopoli di Expo: ecco i personaggi coinvolti
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“Vi do tutti gli appalti che volete”. Paris, 48 anni, è il top manager di Expo – con la qualifica di direttore pianificazione e acquisti – raggiunto da uno dei sette ordini di custodia cautelare con l’accusa di associazione per delinquere e turbativa d’asta. Uno degli appalti pilotati riguarda le case per le delegazioni straniere in arrivo all’Esposizione universale che Milano ospiterà nel 2015. Un altro è il famoso e discusso progetto sulle ‘Vie d’acqua’. Si parla anche del progetto sulla ‘Città della salute’. “Io vi do tutti gli appalti che volete, se favorite la mia carriera”, ha detto Paris in un’intercettazione agli atti parlando con alcuni componenti dell’associazione per delinquere. Da una telefonata intercettata fra e un’altra persona emergerebbe “la circostanza per la quale Frigerio ha effettuato, a dire degli stessi sodali, un ulteriore intervento presso Roberto Maroni e presso Berlusconi per raccomandare la nomina di Paris presso Infrastutture Lombarde spa” dopo l’arresto di Antonio.

Duecento finanzieri in campo. Il blitz ha coinvolto 200 agenti della guardia di finanza. L’inchiesta è condotta dai pubblici ministeri Gittardi (pool antimafia) e D’Alessio (anticorruzione) e coordinata da Ilda Boccassini e dallo stesso procuratore capo Bruti Liberati. Che ha spiegato: “Abbiamo reciso nel più breve tempo possibile i rami malati, proprio per consentire a Expo di ripartire al più presto”. E l’amministratore delegato di Expo 2015, Giuseppe Sala, non è coinvolto in alcun modo nell’inchiesta, ha rimarcato il pm Claudio Gittardi, il quale ha aggiunto che non sono stati sequestrati “atti dei procedimenti amministrativi in corso e quindi Expo può tranquillamente procedere e operare”.

I faccendieri di Tangentopoli. La grande sorpresa è nel nome dei due faccendieri principali, che risalgono all’epoca di Tangentopoli. Greganti è il ‘Compagno G’, l’ex cassiere di Pci e Pds che rifiutò ogni collaborazione con i magistrati ai tempi di Mani Pulite. E Gianstefano Frigerio, ex segretario regionale della Democrazia cristiana, finito in carcere, poi fatto eleggere in Forza Italia e poi cacciato dal parlamento quando le condanne sono passate in giudicato. Era lui ad avere contatti anche con Berlusconi: spesso non per telefono, bensì con messaggi scritti e recapitati a mano. Ed è Berlusconi, in una cena collettiva su Expo, ad avere al tavolo lo stesso Paris, che si era «messo a disposizione» dei faccendieri. Greganti “copriva e proteggeva le cooperative”, hanno spiegato i pm rimarcando anche che la “saldatura” fra lui e Frigerio “proteggeva le imprese riconducibili a tutti gli schieramenti politici”.
VIDEO
La ‘tangente ridotta’. Cosa ci facevano assieme l’ex comunista, ormai settantenne, e l’ex dc di 75 anni? Di certo trafficavano sul fronte degli appalti e si dividevano una parcentuale di tangenti. I due hanno a che fare con appalti su ospedali lombardi e sul nucleare, ma arrivano anche dentro Expo e le tangenti venivano pagate sotto forma di contratti di consulenza (a Greganti) e in contanti (a Frigerio, il quale non vuole lasciare tracce scritte del denaro che prende). Pare che la tangente sia stata ridotta rispetto ai tempi di Tangentopoli: allora era il 5 per cento, adesso lo 0,80.

I contatti con Previti. Il costruttore di riferimento è Enrico Maltauro, che ha in effetti vinto una gara d’appalto: i faccendieri, avvertiti per tempo da Paris, ne rivendicano i meriti e quindi gli introiti illeciti. Insieme con questi quattro finiscono nei guai Sergio Cattozzo, una sorta di longa manus di Frigerio, e Luigi Grillo, ex parlamentare pdl, il cui nome è comparso anche in altre inchieste. E’ Grillo che porta un altro manager (che non è finito in carcere) a casa di Cesare Previti: c’è anche l’avvocato romano, condannato per corruzione dei giudici a favore di Berlusconi, nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza di custodia. Non risulta comunque indagato, così come Gianni Letta (anche il suo nome compare nelle carte dell’inchiesta).

Rognoni e infrastrutture Lombarde. Il settimo arresto riguarda Antonio Rognoni, di Infrastrutture Lombarde (la stazione appaltante voluta da Roberto Formigoni): è agli arresti domiciliari per un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Il monitoraggio degli affari loschi da parte della Procura essere stato capillare anche su Expo. Bisogna ricordare che a dar vita al blitz sono stati i rapporti occulti tra uomini della ‘ndrangheta e la sanità lombarda. Da lì un troncone d’indagine aveva portato all’arresto di Massimo Guarischi, molto vicino all’ex governatore Formigoni. E un altro a questa retata.

“Robledo non ha vistato gli atti”. L’inchiesta è una di quelle citate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo nel suo esposto al Csm, il Consiglio superiore della magistratura, contro il procuratore Edmondo Bruti Liberati per lamentare una serie di irregolarità nell’assegnazione dei fascicoli. Il procuratore ha spiegato oggi infatti che il suo aggiunto “non ha condiviso l’impostazione e non ha vistato” gli atti dell’inchiesta.

Le reazioni dei politici. “La politica non metta becco su indagini”, è stato il primo commento del premier Matteo Renzi a proposito dell’inchiesta. “L’immagine del Paese non è legata alla indagini giudiziarie”. E il ministro Dario Franceschini: “L’Expo non è a rischio e va avanti”. Sulla vicenda interviene anche il governatore lombardo Roberto Maroni:  “Sono convinto dell’assoluta necessità di assicurare assoluta pulizia. Per quanto mi senta addolorato da quanto successo, spero si possa procedere rapidamente nella realizzazione del crono-programma previsto” per Expo.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/05/08/news/expo-85539313/?ref=HRER3-1
REAZIONE:A QUESTO PUNTO MI SEMBRA CHE NON CI SARA BISOGNO DI BOICOTT VERO E PROPIO.
ALTAMENTE SODISFATTO,PERO C’E’ DA DIRE CHE QUESTA E’ UNA STRANNA AZIONE GIUDIZIARIA:
1-QUANDO I PREGIUDICATI SONO QUELLI DELLA LEGA NORD(E I FORMIGONIANI FRA ALTRI LO SONO)E’ ANCHE “TANGENTOPOLI”?:SI SA CHE QUESTA PAROLA HA UNA FORTE CARICA EMOTIVO-POLITICA PER QUI VIENE ASSOCIATA A QUEL PROCESSO ALLA MAFIA E ALLA SICILIA.QUINDI ANCORA COLPEVOLE,A PRESCINDERE DEL NOME E LA FILIAZIONE DEI DELINQUENTI E’ QUELLO LA POPOLAZIONE SICILIANA CHE VIENE COSI STIMMATIZZATA ANCHE QUANDO NON C’ENTRA.STRANNA AZIONE GIUDIZIARIA.
-2-BERLUSCONI,GIANNI LETTA,CESARE PREVITI E MARONI SONO COINVOLTI MA NON VENGONO INDAGATI….”STRANNA AZIONE GIUDIZIARIA.
3-GLI ATTI DELLA GIUSTIZZIA NON C’ENTRANO CON IL GOVERNO E L’IMMAGINE DEL PAESE?CERTO,RENZI VUOLE SALVARE IL PATTO MA BERLUSCONI,IL SUO PRINCIPALE SOCIO E’ COINVOLTO ANCHE CUA.
4-LA EXPO NON E’ A RISCHIO?BEL OTTIMISMO CI VUOLE PER CREDERE QUESTE PAROLE DI FRANCESCHINI UNO DEI RESPONSABILI PRINCIPALI DELLE LARGHE INTESE,E DI MARONI FORTEMENTE COINVOLTO.
5-A QUESTO PUNTO QUESTA AZIONE COSI IMPOSTATA SEMBRA UNA AZIONE MEDIATICO-GIUDIZIARIA CHE IN QUALCHE MODO FAVORISCE ALLA LEGA.E CI VOLEVA  DOPO LE ULTIMI CLAMOROSI PROCESSI A QUESTA ORGANIZAZZIONE VIOLENTISTA TERRORISTA NEMICA DELLO STATO ITALIANO,
MANTENERE IN ATTO LA RETORICA “TANGENTOPOLI” QUANDO TANTI DI  QUELLI PROTAGONISTI SONO STATE O PROCESSATE PER GLI STESSI DELITTI CHE IMPUTAVANO A I SUOI ACCUSATI,E/O POLITICAMENTE SCONFITTI NELLE URNE(DI PIETRO E COSI VIA),E GLI ACUSATI MASSIMI DI QUESTA INCHIESTA SONO ANCHE LEGHISTI,AD ALTRI NON PUO GIOVARE CHE ALLA PROPIA LEGA,OVVIAMENTE.E MARONI NE PRENDE L’OCCASIONE.
INSOMMA IL PATTO SEMBRA REGGERE NON SOLO IN POLITICA

 

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5 LUGLIO 2014:ATTUALIZAZZIONE
VISTO IL SENSO CHE HANNO PRESO I FATTI SEMBRA CHE LA EXPO 2015 FALLIRA MISERAMENTE PER “IMPLOSIONE” DOVUTO ALLA CORRUZIONE “INTERNA” DEGLI ADETTI AI LVORI.I FATTI SONO TANTI E SI SUSEGUENO CON UNA VELICITA COSI IMPRESSIONANTE CHE PER IL MOMENTO SI PREGA DI LEGGERLI DIRETTAMENTE SUI MIEI POST DEI “FATTI INTERNI”,CLICCA:
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