SPAZIO REALE:DOTT CIANCIMINO/27

26 MAGGIO 2016:IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI LA NUOVA ERA DETTA LA LINEA E LA FORTUNA DEI BIG

-VEDIAMO DUE NOTE SU LA STAMPA:

1-LUMIA BOICOTTEATO

-SU LA STAMPA,tecnologia:

Microsoft, vendite in calo per i Lumia ma crescono i Surface

Il papà di Windows perde terreno nel mercato degli smartphone. Giù le entrate, ma crescono tablet e portatili
AP
22/04/2016

Tracollo per gli smartphone Lumia, ma risultato positivo sulle vendite dei tablet e pc portatili Surface . Per i primi, risultati in calo del 73% rispetto all’anno scorso: 2,3 milioni di cellulari venduti, a fronte degli 8,3 dell’annata precedente. Tablet e pc portatili sono invece in crescita con 1,1 miliardi di entrate dalle vendite, un aumento del 61% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il futuro di Microsoft, potrebbe essere proprio l’universo Surface: un mix tra laptop e tablet, con pennino e tastiera, che piace al mercato, tanto da indurre la rivale Apple a seguire l’azienda di Redmond con la linea di ibridi Ipad Pro.

A parlare sono i dati pubblicati nel Q3 report di Microsoft (del terzo trimestre dell’anno finanziario 2016) in cui sono pubblicate le entrate e i pagamenti dei dividendi agli investitori del colosso di Redmond. Il documento certifica il declino dell’azienda nel mercato degli smartphone, con un calo del 46% rispetto all’anno scorso.

Insomma, nonostante il successo della linea Surface e dei servizi online e di cloud computing, le entrate e gli utili di questo trimestre (20,5 e 3,8 miliardi di dollari rispetto i 4,98 miliardi di utili e 21,7 miliardi di entrate dello stesso periodo del 2015) parlano chiaro: Microsoft perde terreno, e questo a Wall Street non piacerà.

Alcuni diritti riservati
http:lastampa.it/2016/04/22/tecnologia/news/microsoft-perde-terreno-nel-mercato-degli-smartphone-vendite-in-calo-per-i-lumia-UxI5ZfkQuXVBS87PtZ9NMM/pagina.html
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REAZIONE:TAGS
-LUMIA BOICOTTEATO:HO CHIESTO IL BOICOT PER NOKIA LUMIA E IL MERCATO,L’UTENTE,HA SEGUITO LE MIE RACCOMANDAZIONI.GRAZIE A TUTTI
-TABLET,PC PORTATILI E SURFACE(UN MIX FRA LAPTOP E TABLET):TUTTI SONO UNA MIA CREAZIONE,UNA CREAZIONE DERIVATA DEL MIO CONCETTO DI INTEGRAZIONE DI VARIE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAAZIONI IN UN SOLO SUPPORTO,PERSONALE MOBILE E SENZA FILI……….
-Ipad Pro:IDEM
-MICROSOFT E I SUOI SMARTPHONE PERDE TERRENO:E’ LA NUOVA ERA A FARE IL SUCCESSO O IL FALLIMENTO DELLE AZIENDE DELLE TELECOMUNICAZIONI TUTTE,E NON SOLO PER LA PARTE SCIENTIFICO-CREATIVA INSPIRATA AL MIO CONCETTO AL DI FUORI DI QUI NULLA SI CREA,SI FABRICA O SI VENDE,MA NACHE PER LE MIE OPINIONI E RACCOMANDAZIONI RELIGIOSAMENTE SEGUITE DALL’UTENTE E IL MERCATO CIO CHE CONFIRMA CHE LE MIE PUBBLICAZIONI SONO LE PIU INFLUENTE AL MONDO  IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI…E NON SOLO.
INOLTRE STIAMO ASSISTENDO AL DECLINO DI UN PERIODO STORICO DELLA NUOVA ERA AL DI LA DEL DECLINO DI MICROSOFT.POTEVA SALVARLA L’INGRESSO  NEL MOBILE PERO E’ STATO TIEPIDO E TIMORATO,HA SBAGLIATO SU LUMIA E SULLA SCELTA DI NADELLA A GUIDA DI MICROSOFT,LA NUOVA ERA VOLEVA LA FORD NEL PACHETTO AZIONARIO MAGGIORITARIO,IL PROTAGONISTA DELL’ALTRA ERA DEL MOBILE,QUELLA DELL’AUTOMOBILE APPUNTO,MA BILL GATES NO LO HA PERMESSO.VEDI PIU NELLA PROSSIMA NOTA.
2-SMARTPHONE MICROSOFT E NADELLA IN DECLINO
-SU LA STAMPA,tecnologia:

Microsoft annuncia 1850 esuberi nel settore della telefonia mobile: è l’addio agli smartphone?

Previsti 1350 licenziamenti solo in Finlandia, ex dipendenti Nokia. Redmond non conferma l’uscita dal mercato mobile, ma risulta difficile giustificare altri investimenti a fronte di una quota di mercato sotto l’uno per cento
AP
25/05/2016
bruno ruffilli

Lo scorsa settimana i telefonini, oggi gli smartphone. Microsoft prosegue con la strategia per rendere più efficienti le attività legate alla telefonia mobile. Da Redmond è appena arrivato l’annuncio del taglio di 1.850 posti di lavoro, di cui 1.350 in Finlandia, dove il gigante di Redmond due anni fa aveva acquistato la Nokia per circa 7,2 miliardi di dollari. Gli oneri straordinari dell’operazione ammontano a 950 milioni di dollari, che saranno contabilizzati nel trimestre in corso per la divisione More Personal Computing.

Microsoft l’estate scorsa aveva riportato oneri per 7,6 miliardi di dollari legati agli asset mobile e aveva lasciato a casa 7.800 persone delle divisioni che se ne occupano su un totale di 110 mila dipendenti. In una e-mail ai dipendenti, Terry Myerson, vicedirettore generale Windows and Devices Group, ha sottolineato che la società non sta abbandonando le attività legate alla telefonia mobile, che produce tre telefoni della linea Lumia, ma «sta riducendo, non sta uscendo dal mercato» e «continuerà a sviluppare nuovi e grandi dispositivi».

Come ogni smentita non richiesta, anche questa però suona assai simile a una conferma: la decisione dei tagli è legata alle difficoltà del settore della telefonia mobile di Microsoft con le vendite che non sono mai riuscite a decollare veramente. In una mail ai dipendenti l’azienda parla di una decisione «incredibilmente difficile» e della necessità di essere più concentrati sullo sviluppo della componente hardware. Ma proprio ieri, Gartner stimava che la quota di mercato di Windows Phone è scesa nell’ultimo trimestre al di sotto dell’uno per cento, una percentuale evidentemente troppo bassa per giustificare ulteriori investimenti.

Microsoft è arrivata tardi sul mercato, e non è mai veramente riuscita a rendere competitivi i dispositivi che adottavano il suo sistema operativo. Prodotti prima quasi solo da Nokia, poi anche (sporadicamente) da altri marchi, hanno pagato lo scotto di un’offerta di app non all’altezza dei concorrenti iPhone e Android e di scelte di marketing a volte discutibili. Con l’acquisizione di Nokia, Microsoft ha cercato di riproporre l’integrazione verticale di software e hardware che ha fatto il successo di Apple, ma l’annuncio di oggi sembra la conferma di una svolta iniziata con l’avvento di Satya Nadella, che dal febbraio 2014 ha preso il comando dell’azienda sostituendo Steve Ballmer. Il nuovo Ceo ha subito puntato sul cloud e sul mobile e sta cercando di dare a Microsoft l’impronta di un’azienda di servizi che funzionano indipendentemente dai dispositivi e dalle piattaforme dove sono utilizzati. Anche per questo di recente si è impegnata in una battaglia legale contro il Governo Usa in nome della privacy.
Alcuni diritti riservati.

http:lastampa.it/2016/05/25/tecnologia/news/microsoft-annuncia-esuberi-nel-settore-della-telefonia-mobile-laddio-agli-smartphone-D59j9i5KQshvHkCkIyRocK/pagina.html

REAZIONE:BHE HO DETTO QUASI TUTTO SOPRA.IN FONDO MICROSOFT,CHE NON SOLO E’ ARRIVATO TARDI SULLA TELEFONIA MOBILE MA ANCHE SBAGLIATO LE SCELTE AZIENDALI GIA SEGNALATI,NON E’ MAI STATA UNA AZIENDA NUOVA ERA MA SOLO DI SOFTWARE,IL SUO WINDOWS E’ INSTALLATO NEL 95 PER CENTO DEI COMPUTER MONDIALI(NON E’ POCO).L’ANDROID E’ STATO IL PRIMO SISTEMA OPERATIVO PER TELEFONIA MOBILE CREATO DA GOOGLE CHE HA SEGUITO LA MIA PREDICA E APPLICATO I MIEI CONCETTI INTEGRATIVI PER IL MOBILE,APPLE LO STESSO,E MICROSOFT HA CERCATO DI ENTRARE ANCHE NELLA NUOVA ERA,PRIMO CON IL WINDOWS MOBILE E POI CON NOKIA LUMIA PERO NON CI E’ RIUSCITO,HA SBAGLIATO SCELTE FONDAMENTALI PER L’ESSENZA DELLA ERA DEL MOBILE,QUELLE GIA SEGNALATI ALTRE COME QUELLA DI NON SBARAZZARSI PRIMA E COMPLETAMENTE DEL MERCATO DEL PC FISSO E CABLATO,E IL MERCATO LO HA PENALIZZATO,LO HA BOICOTTEATO.

PECCATO,BILL NON PASSERA ALLA STORIA COME IL BELL DELLE COMUNCAZIONI A DISTANZA.

MA NON SARA SOLO BILL GATES HA SUBIRE DECLINO,STIAMO ASSITENDO AGLI ULTIMI ATTI  DI UN PERIODO DELLA NUOVA ERA,JOBS GIA NON ESSISTE,MICROSOFT,BILL E NADELLA SONO IN DECLINO E PROSSIMAMENTE USCIRANNO DI SCENA ANCHE ALTRI PROTAGONISTI POLITICI CHE DELLA NUOVA ERA HANNO FATTO USO COME OBAMA E RENZI.

-APPENDICE:UN “DIPENDENTE” “DEUS EX-MACHINA”,SMASCHERANDO BUGGIE

-SU LA STAMPA,economia:

Tablet e iPhone, il confronto perdente con Apple

Un paradosso: il gruppo di Gates ha avuto per primo le idee vincenti però non ci ha creduto

Da sinistra Steve Jobs, scomparso nel 2011, con Bill Gates

 
25/08/2013
bruno ruffilli

«Diventerà il computer più diffuso nel mondo», disse Bill Gates presentando il tablet Pc nel 2001. Ma non immaginava che a far diventare realtà la sua profezia sarebbe stata Apple, allora appena sfuggita alla bancarotta. Di più: fu proprio da un dipendente Microsoft che Steve Jobs ebbe l’idea dell’iPad («Sbagliano tutto, noi lo faremo meglio», disse il guru della Mela con la consueta modestia). Dai primi prototipi però non nacque un tablet, ma uno smartphone, l’iPhone. Il concetto era lo stesso, solo in un formato ridotto. Così, per una bizzarra ironia, fu Gates ad aprire la strada a due dei successi più grandi di Apple.

Non basta avere buone idee, bisogna saper scegliere il momento e il modo giusto per lanciarle. Certo, l’ottobre 2001 con le Torri Gemelle ancora in fumo, non pareva indicato per lanciare un riproduttore di musica portatile: e invece l’iPod ha venduto nelle sue varie incarnazioni oltre 400 milioni di esemplari. È diventato un’icona culturale perché lega tecnologia e sentimento, una piccola cassaforte da tenere in tasca per musica, foto, video. Senza, Apple sarebbe ancora un produttore di computer di nicchia, oggi è un marchio globale di intrattenimento digitale, con il più grande negozio di musica del Pianeta, gli ecosistemi di app che ruotano intorno all’iPhone e all’iPad, i prodotti in arrivo come l’orologio e la televisione che probabilmente cambieranno ancora le regole del mercato.

Bill Gates non seppe intuire il successo dell’iPod, e la risposta fu tardiva e debole, con lo Zune, un lettore Mp3 venduto solo negli Usa. Un flop: eppure quelle scritte grandi e quell’interfaccia minimalista sono le stesse di Windows 8, il più recente sistema operativo di Redmond, che gira su computer, tablet e smartphone. Anche qui, non proprio un successo: i tablet Microsoft non si vendono, i prezzi calano costantemente, e l’alleato di ferro Nokia confessa di avere un “piano alternativo” a Windows Phone. La quota di mercato negli smartphone rimane bassa, anche se in un anno è passata dall’1,5 a quasi il 4 per cento.

Il computer non è più lo scatolone grigio di vent’anni fa e nemmeno il goffo portatile degli Anni Zero, ma Microsoft non ha saputo cogliere questo passaggio cruciale della tecnologia, e da lì è iniziata la sua parabola discendente. Accelerata anche da qualche passo falso, come Vista, uscito nel 2007 con grandi ambizioni: era lento, farraginoso, pieno di difetti, così al nuovo sistema gli utenti preferirono il vecchio Xp, e Microsoft fu costretta a rimetterlo in vendita.

Sono arrivate delusioni anche dai servizi: se il motore di ricerca Bing cresce, la mail Outlook.com questa settimana ha funzionato a intermittenza per tre giorni, mentre Skype, acquistata nel 2011, cede lentamente terreno ai concorrenti. È andata meglio con i videogiochi, dove nell’era Ballmer la Xbox ha scardinato il monopolio della Playstation e l’ha pure superata (negli Usa). Ma nella prossima stagione natalizia la Xbox One dovrà combattere contro la PS4, e Don Mattrick, che ha inventato la nuova console Microsoft, ha appena lasciato l’azienda.

Twitter@BrunoRuffilli

http:lastampa.it/2013/08/25/economia/tablet-e-iphone-il-confronto-perdente-con-apple-m6Df4TF0IO1HBpl9MjMBLI/pagina.html

REAZIONE:

-“il gruppo di Gates ha avuto per primo le idee vincenti però non ci ha creduto”:SI E’ VERO E QUESTE IDEE VINCENTI LI SONO STATE PORTATE DA ME IN UN CONCORSO DI MICROSOFT NEGLI ANNI ‘9O MA L’AZIENDA NON LI HA PRESO NE MENO IN CONSIDERAZIONE.LI HO PUBBLICATO E GOOGLE E APPLE SI LE HANNO ADOTTATE E I RISULTATI SONO ALLA VISTA,UNA NUOVA ERA DELLE TELECOMUNICAZIONI.NON PIU QUELLA DEGLI AGEGGI(WINDOWS)ISTALLATI IN UN PC FISSO E CABLATO PER L’USO ELLITTISTA DI RAGAZZOTTI PERBENISTI CHE NE FACEVANO UN SETTARIO DISTINTIVO SOCIO-CULTURALE,MA UN TELFONO MOBILE CON ALTRI MEZZI DI COMUNICAZIONE A DISTANZA INTEGRATI PER USO  DELL’UTENTE DELLE ETEROGENEE MASSE MODERNE CHE SI SPOSTANO DINAMICAMENTE IN UN MODO SEMPRE PIU INTERCONNESSO,INTERATTIVO E GLOBALIZZATO.

-UN “DEUS EX-MACHINA”  “DIPENDENTE”?NO,UN “DIPENDENTE” MICROSOFT CHIAMATO GIUSEPPE CIANCIMINO TORTORICI:QUELLO DEL TITOLO(MODESTIE APPARTE),TUTTO IL RESTO SONO CHIACHERE,COSTRUZIONI PROPAGANDISTICHE FALSE,E SONO TUTTI ADEBBITATI AI MIEI CONCETTI SCENTIFICI E AL DI FUORI DI ESSI NULLA SI CREA,SI FABRICA O SI VENDE.

VEDI QUA:

http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2014/10/nokiamicrosoft-e-nokia-lumiarivoluzione.html

http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2006/12/le-mie-opere-scritte.html

http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2010/06/oooo.html

https://docs.google.com/document/d/1aKXwZxLJOfUlVefwVRzQNWTV6mElR3hwo_flBTcd_wI/pub

http://cianciminotortoici.blogspot.com


domenica 22 maggio 2016

NO AL PROGETTO ARA DI GOOGLE

21 MAGGIO 2016(ORA ITALIANA 11:00):LA NUOVA ERA NON AUTORIZZA A GOOGLE LA CREAZIONE E COMMERCIALIZAZZIONE DI ARA COPIATO SUL MIO LIBRO.
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-SU LE MONDE:Entreprises
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Google veut commercialiser son smartphone en kit dès 2017
Le Monde.fr avec AFP | 21.05.2016 à 03h45
image: http:s2.lemde.fr/image/2016/05/21/534×0/4923631_6_9900_prototype-du-telephone-modulaire-de-google_4e8f370008e3cb1b2cf111d5194c7b97.jpg.
Prototype du téléphone modulaire de Google, Ara.
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Débuté il y a trois ans, le projet se faisait attendre. Au dernier jour de sa conférence annuelle pour les développeurs, vendredi 20 mai, le géant américain Google a annoncé le lancement en 2017 sur le marché grand public de son smartphone en kit, qui a été présenté début 2015 sous le nom de code « projet Ara ».Encore au stade de prototype, Ara est un téléphone modulaire de 5,3 pouces, avec une structure de base personnalisable. Comme avec des Lego, l’utilisateur assemble avec des électro-aimants des modules de différentes couleurs et fonctionnalités : appareil photo grand angle, capteurs, haut-parleur ou même une boîte pour ranger les médicaments.

Une durée de vie potentielle de cinq ans

À terme, Google veut offrir la possibilité aux développeurs de proposer de nouveaux composants, comme par exemple une béquille pour tenir le smartphone. Certaines start-up pourront le tester dès l’automne 2016, afin de commencer à créer des applications.
« L’objectif d’Ara est de faire pour les appareils mobiles ce que les applications ont fait pour les logiciels », explique le groupe. L’autre enjeu est la durabilité de ce téléphone sur-mesure, qui serait de 5 ans.
Hérité du rachat de Motorola, ce projet a été intégré au centre de recherche avancée de Google. Lorsque le premier prototype a été dévoilé début mars 2015, lors du Congrès mondial de la téléphonie mobile à Barcelone, Google a dit espérer créer une véritable industrie autour de ce nouveau modèle, qui offrirait selon lui un accès plus facile à Internet aux habitants des pays émergents.

Lire le post de blog : Ara : le téléphone en kit durable, libre et co-créé

Le prix de vente n’est pas encore connu, mais le groupe avait évoqué à l’époque un coût de production démarrant à 50 dollars pour un modèle d’entrée de gamme. Il avait aussi promis un test grandeur nature avant la fin 2015 à Porto Rico, mais cela ne s’était jamais concrétisé.

En savoir plus sur http:lemonde.fr/entreprises/article/2016/05/21/google-veut-commercialiser-son-smartphone-en-kit-des-2017_4923634_1656994.html
REAZIONE:
1-LA TELEMEDICINA DA ME CREATA E LO SMARTPHONE SONO INTIMAMENTE LEGATI DALLA NASCITA DEL  PRIMO SMARTPHONE, CHE APPUNTO ERA A MODO DI KITS PER APPLICAZIONI DI DIVERSI MODULI DELLA PRATTICA MEDICA A DISTANZA,PRSENTATO ALLA FIERA SMAU DI MILANO NELL’ANNO ’98.QUINDI QUESTO PROGETTO ARA DI UNO SMARTPHONE IN KIT PER PAESI SOTOSVILUPATTI IN PREPARAZIONE DA GOOGLE E’ COPIA DEL PRIMO SMARTPHONE DA ME INSPIRATO E IDEATO,E CIO’E’ ESSISTE GIA.CLICCA E VEDI:


http://dottcianciminotortorici.blogspot.com.uy/?mkt=it-it

2-QUINDI TENENDO CONTO CHE E’ UNA COPPIA QUAL’ORA SI CONCRETASSI LA SUA CREAZIONE E COMMERCIALIZAZZIONE,CHE ANCORA NON E’ DETTO ACCADA, POTREBBE VEDERSI IN PROBLEMI DI BREVETTI, POICHE COME HO DETTO SOPRA NON SI AUTORIZZA LA SUA CREAZIONE.
3-QUESTO PROGETTO COME LA PARTECIPAZIONE IN BARCELLONA E’ FRUTTO DELLA MALANDATA POLITICA IMPRENDITORIALE DEL SIGNOR ERIC SMICHDT,IL “PRESIDENTE OFF SHORE” DI GOOGLE(NON SI OCCUPA DI ASPETTI TECNICI E CRETIVI MA DI POLITICA IMPRENDITORIALE APPUNTO E, OVVIAMENTE,ECONOMICA),QUINDI OPERA DEL NEOLIBERALISMO.
4-C’E’ ANCHE CERTA SOMMIGLIANZA DALLA POLITICA DI MICROSOFT VERSO NOKIA CHE QUELLA DI GOOGLE VERSO MOTOROLA,ENTRAMBE MARCHI COMPERATE E POI SGOMBERATI DAI 2 BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI RISPETTIVAMENTE: ENTRAMBI BIG SI SONO NEGATI A FIRMARE LA SCOMPARSA DEFINITIVA DI NOKIA E MOTOROLA LASCIANDO IN PIEDI UN SUO “PICCOLO FANTASMA”,NOKIA LUMIA NEL CASO DI MICROSOFT E QUESTO ARA NEL CASO DI GOOGLE.ENTRAMBE CORRERANNO LA STESSA SORTE.
INSOMMA NO A QUESTA COPIA PER PAESI POVERI DI ERIC SMISCHDT.COME  NEL CASO NOKIA LUMIA SI INVITA AGLI OPERATORI E SIMPATIZZANTI DELLA NUOVA ERA A BOICOTTEARE LA NASCITA DI ARA.
-E qulcosa ti perderai se non vedi questo scritto sulla pubblicazione originale nel mio blog dei “fatti interni”,clicca:

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mercoledì 18 maggio 2016

LA NUOVA ERA GODE DI BUONA SALUTE

17 MAGGIO 2017

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

NUOVA CONFERMA

Tumori al cervello, non c’è legame con i telefoni cellulari
Uno studio australiano cerca ha verificato che dal 1987 (quando sono arrivati i cellulari nel Paese) al 2013 non c’è stato un aumento dei casi di cancro
di Vera Martinella
Non ci sono dimostrazioni certe dell’esistenza di un «legame pericoloso» tra telefoni cellulari e tumore al cervello. E’ questa la conclusione a cui giunge un vasto studio australiano che ha analizzato i dati di oltre 34mila persone alle quali, tra il 1982 e il 2012, è stata diagnosticata una neoplasia cerebrale.I telefonini erano già stati «assolti per mancanza di prove» nel 2010 da un’ampia indagine condotta dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (lo Iarc di Lione) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che un anno dopo aveva però fatto un parziale dietrofront, quando un gruppo di 34 esperti al termine di una revisione degli studi sul tema aveva definito i campi elettromagnetici come «possibilmente carcinogeni», concludendo che la radiofrequenze dei telefonini e di altri apparati di comunicazioni wireless «potrebbero causare il cancro negli essere umani».
Lo studio australiano: in 30 anni nessun aumento dei casi di cancro
In questo nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology  gli scienziati australiani sono andati a verificare se, con l’introduzione dei cellulari iniziata nel Paese nel 1987 (oggi utilizzati da oltre il 94 per cento dei cittadini), fosse cresciuto il numero di persone che si sono ammalate di cancro al cervello. «Basandoci sui dati riportati nei registri nazionali relativi alle diagnosi oncologiche effettuate tra il 1982 e il 2013, abbiamo verificato che in questo arco temporale si sono ammalati di una neoplasia del sistema nervoso oltre 14mila donne e quasi 20mila uomini australiani – scrivono gli autori della ricerca -. Non abbiamo verificato quanto i pazienti abbiano utilizzato il cellulare, ma dai numeri emerge che non c’è stato un incremento dei casi tumori cerebrali, con la sola eccezione della fascia d’età tra i 70 e gli 84 anni. In questo gruppo di pazienti, però, si può ipotizzare che l’aumento sia dovuto a un miglioramento della diagnosi (grazie all’introduzione di nuove tecnologie più efficaci) più che all’uso dei telefonini».
L’esperto: «Non ci sono prove, ma usate il buonsenso»
Nel dibattito che ferve da anni sulla pericolosità dei cellulari, si alternano non di rado studi che periodicamente gettano sospetti sul fatto che un loro uso diffuso ed esteso possa favorire il cancro e ricerche che invece non trovano riscontro pratico a questi timori. Non di rado è stata chiamata in causa anche l’affidabilità delle indagini, spesso finanziati (in modo più o meo chiaro) dalle industrie produttrici di tecnologia. «Resta il fatto – conclude Francesco DiMeco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e docente alla Johns Hopkins Medical School di Baltimora negli Stati Uniti – che ad oggi mancano le prove che ci sia un legame fra telefonini, wifi e tumori al cervello. Dev’essere chiaro che i cellulari non emettono radiazioni ionizzanti come quelle usate ad esempio per le radiografie, capaci di provocare mutazioni del DNA, ma solo onde radio che (per quanto appurato finora) non inducono nelle cellule e nei tessuti trasformazioni pericolose. Gli unici effetti sanitari avversi delle onde a radiofrequenza ad oggi accertati sono quelli di natura termica: ovvero, in pratica, l’energia assorbita viene trasformata in calore all’interno dell’organismo. Ma questi effetti si verificano solo a livelli di esposizione molto elevati, parecchio superiori a quanto avviene con un telefono mobile. Ciò detto, è sempre consigliabile utilizzare il buon senso: evitare gli eccessi, come per ogni cosa del resto; utilizzare auricolari e sistemi viva-voce quando possibile; e, chi fa uso di determinate apparecchiature elettromedicali (come i portatori di pace-maker), non deve tenere il telefono in prossimità o a contatto con l’impianto (ad esempio nel taschino della giacca) così da prevenire eventuali interferenze sul corretto funzionamento del dispositivo medico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

http:corriere.it/salute/sportello_cancro/16_maggio_12/tumori-cervello-non-c-legame-telefoni-cellulari-d564b886-184f-11e6-a1e6-27507766f8b3.shtml

REAZIONE:I NEMICI DELLA SCIENZA SMENTITI.QUESTE COSE LE VENGO DICENDO SIN DALL’INIZIO,ANCHE QUANDO IL TEMPO NON SI ERA ANCORA FATTO,OGGI I 10 ANNI SONO ARRIVATI E PASSA SENZA CHE SI SIA VERIFICATO NE UN SOLO CASO DI MALATTIE TUMORALI.PER CHIUNCHE ABBIA ELEMENTARI CONOSCENZE SCIENTIFICHE MEDICHE L’INOCUITA DELLE ONDE RADIO DEI CELLULARI E’ EVIDENTE MA………..LE FORZE DELL’OSCURANTISMO NON DORMONO MAI.
PER ONESTA INTELLETTUALE VEDIAMO DI SEGUITO LE DUE CAMPANE,A FAVORE E CONTRO, DI QUI SI PARLA SOPRA ANCHE SE BISOGNO NON C’E NE SAREBBE,QUESTA FONDAZIONE VERONESE NON LA CONOSCO E L’ARTICOLISTA NON E’ PROPIO OGETTIVO MA TENDENZIOSO:

1-“ASSOLTI PER MANCANZA DI PROVE” NEL 2010

corriere.it

Tumori: cellulari assolti (per ora)

Donatella Barus (Fondazione Veronesi)
LA RICERCA
I risultati del più ampio studio mai condotto: «Nessun legame accertato fra telefonini e tumori cerebrali, ma è prematuro dire che il rischio non c’è»

MILANO – Assolti per mancanza di prove. Questo è il verdetto della più estesa indagine mai condotta sui telefoni cellulari e i tumori cerebrali. «I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini, ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è» ha dichiarato Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (larc) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha finanziato la ricerca.

FUMATA GRIGIA – L’attesa per i risultati dello studio, chiamato Interphone, era quella delle grandi occasioni. Dieci anni di lavoro, 13 Paesi coinvolti (Italia compresa), oltre 10mila interviste e 19 milioni di euro investiti facevano sperare in una parola definitiva sul dilemma che ha accompagnato sin dai suoi inizi il boom planetario della telefonia mobile: accostare ogni giorno il cellulare all’orecchio è pericoloso o no? E invece il responso, apparso con un lungo articolo sull’International Journal of Epidemiology, è stato: «non si può dire, per ora».

LO STUDIO – Da tempo si cerca di capire quale effetto abbiano le radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefonini. Le ricerche di laboratorio non hanno dato risposte chiare sui possibili danni a cellule e tessuti, dunque ci si è concentrati sull’epidemiologia, andando a verificare cosa succede in grandi numeri di persone. Lo studio Interphone si è basato su interviste a circa 5mila uomini e donne fra i 30 e i 59 anni che, fra il 2000 e il 2004, hanno avuto una diagnosi di tumore cerebrale, glioma o meningioma, due forme che si ritengono potenzialmente legate rischio-telefonino. A ciascuno è stato chiesto quanto e come avesse usato cellulari negli anni precedenti, e le loro risposte sono poi state confrontate con quelle di oltre 7mila soggetti non colpiti da tumore.
I RISULTATI – Alla fine del lavoro, i numeri non hanno mostrato una correlazione fra l’uso del telefonino e questi due tumori, fatta eccezione per un certo aumento del rischio di glioma nei forti utilizzatori, che però desta qualche sospetto negli autori. Una cinquantina di pazienti, ad esempio, hanno riferito di aver usato cellulari per più di cinque ore al giorno, alcuni perfino 12 ore al giorno. «Questo risultato è probabilmente falsato da motivi psicologici: probabilmente i malati hanno esagerato involontariamente il tempo passato al telefonino – ha spiegato spiega Paolo Vecchia, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità (che ha diretto lo studio italiano) -. La prova è che questo aumento si ha solo nell’ultimo gruppo di utilizzatori, e non è graduale. Inoltre solo fra i malati c’è chi ha dichiarato utilizzi di oltre 12 ore al giorno, o addirittura in anni in cui il telefonino non era ancora stato inventato».
I TEMPI SONO CAMBIATI – Un secondo problema della ricerca evidenziato dagli stessi autori è che in questi anni le abitudini degli utenti sono molto cambiate. Oggi nel mondo ci sono oltre quattro miliardi e mezzo di sottoscrizioni ai servizi di telefonia mobile, le ore trascorse al cellulare sono aumentate rispetto a quelle registrate in Interphone, secondo cui i più accaniti dichiaravano una mezz’ora al giorno.
NON CI SI FERMA QUI – Mai come in questo caso, hanno commentato gli osservatori, è calzante il vecchio ritornello «servono ulteriori studi», specie sui più giovani, che fra chiamate e messaggini ora sono al cellulare in media un’ora al giorno, su periodi di tempo più lunghi e su altre malattie, come i tumori delle ghiandole salivari e i neurinomi dell’acustico. Fra le ipotesi sollevate c’è anche quella di utilizzare i dati delle compagnie telefoniche per avere informazioni oggettive sui consumi. Al di là delle tante proposte di metodo, il nodo che tutti riconoscono è che indagini di questo tipo richiedono sforzi colossali e costi enormi. Comunque si va avanti: il mese scorso è già stato lanciato uno studio che recluterà 250mila partecipanti e li seguirà per 30 anni.

Donatella Barus
(Fondazione Veronesi)
20 maggio 2010 (modifica il 25 aprile 2012)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

http:corriere.it/salute/sportello_cancro/10_maggio_20/tumori-cervello-telefonini-assolti-con-riserva_1b670bf0-63f6-11df-ae00-00144f02aabe.shtml

2-“POSSIBILMENTE CARCINOGENI”

-CORRIERE DELLA SERA:

SALUTE

Allarme dell’Oms su cellulari e wi-fi,«Rischio tumori del sistema nervoso»

La ricerca di un’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma sono necessari altri approfondimenti
di Redazione Online Salute

MILANO- La radiofrequenze dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless «potrebbero causare il cancro negli essere umani». Lo ha deciso un gruppo di 34 esperti dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancrodell’Organizzazione Mondiale della Sanità che al termine di una review degli studi sul tema ha definito i campi elettromagnetici come «possibilmente carcinogeni».
TEST SUGLI ANIMALI –La valutazione del panel di esperti, che sarà contenuta in una monografia di prossima pubblicazione, si basa sia sui test sugli animali effettuati finora che sui dati degli studi epidemiologici sull’uomo: «In entrambi i casi le evidenze sono state giudicate limitate per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo ndr) – ha spiegato Jonathan Samet, che ha coordinato il gruppo di lavoro – mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti».
ALTRI STUDI – Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive: «La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio – ha aggiunto l’esperto – e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il legame tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l’esposizione, come l’uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile». Anche dall’Istituto Superiore di Sanità si sottolinea la necessità di studi ulteriori: «Quello più importante si chiama Cosmos, e coinvolge 250mila persone in tutta Europa – conferma Susanna Lagorio epidemiologa dell’Istituto scientifico del Ministero della Salute – e dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo le raccomandazioni di limitare l’uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perchè solo l’Oms può dare indicazioni di salute pubblica, e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze».
IL SIGNIFICATO – Sul rapporto tra cellulari e tumori la scienza in questi anni si è divisa: alcuni studi hanno ritenuti i telefonini potenzialmente cancerogeni, altri li hanno assolti e altri ancora, come la ricerca Interphone, finanziata dall’Organizzazione mondiale della sanità e i cui risultati erano stati diffusi lo scorso dicembre, non erano arrivati ad alcuna certezza che l’utilizzo dei cellulari, anche prolungato, potesse aumentare il rischio di tumori al cervello. Oggi l’Oms, grazie al suo gruppo di 34 esperti che ha definito i campi elettromagnetici come «possibly carcinogenic», cerca di aggiungere un tassello alle attuali conoscenze. Rimangono perplessità che lo studio Interphone , il più grande mai effettuato sulla pericolosità dei telefoni cellulari, non era riuscito a dissipare nonostante 10 anni di lavoro, più di 19 milioni di euro e 10mila interviste condotte in 13 Paesi. Le cifre uscite dalla ricerca parlavano di un’assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i più assidui, anche se erano gli stessi autori a mettere le mani avanti. «I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini – afferma va Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’Oms, che ha finanziato lo studio – ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è». I risultati dello studio avevano mostrato una minore probabilità di sviluppare i tumori in chi utilizzava poco il telefonino rispetto anche ai soggetti sani, mentre per gli utilizzatori più assidui, che comunque non superavano la mezz’ora al giorno, è risultato un maggior rischio per il glioma pari quasi a un terzo. In questi ultimi mesi non sono mancati altri studi sull’argomento, spesso con risultati contraddittori. Secondo una ricerca pubblicata lo scorso febbraio le telefonate lunghe modificano l’attività del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell’antenna, ma non è chiaro se questo cambiamento di attività abbia dei significati dal punto di vista della salute, e anzi per un’altra ricerca l’uso del telefonino aumenterebbe la memoria. Un’altro studio aveva messo in luce invece alcuni effetti negativi sulla fertilità. Tuttavia, nonostante le poche certezze, lo scorso 27 maggio il Consiglio d’Europa di dire no ai telefonini nelle scuole e far utilizzare nelle classi i collegamenti fissi per internet invece del wi-fi per ridurre i pericoli derivanti dell’esposizione ai campi elettromagnetici, sulla base del principio di precauzione.
ASSOTEL: «COME IL CAFFÈ» – «La IARC (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato – si legge in una nota di Assotelecomunicazioni (Asstel) l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di telecomunicazioni – l’esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B in riferimento all’uso del telefono cellulare. Secondo la IARC questo significa che “ci potrebbe essere qualche rischio” e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici. La classe 2B la terza classe di classificazione su cinque e contiene altre sostanze di uso comune come ad esempio il caffè e i sottoaceti». La IARC, ricorda anche Assotelecomunicazioni, «ha valutato anche tutti gli studi sull’esposizione ambientale e occupazionale ai campi elettromagnetici, come quella delle antenne per telecomunicazioni, e li ha considerati, invece, inadeguati a evidenziare un aumento dei rischi per la salute. La decisione della IARC verrà ora esaminata dagli altri enti scientifici e sanitari, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per la valutazione complessiva dei rischi per la salute associati all’uso del telefono cellulare».
CODACONS: «PRONTI A CLASS ACTION» – «Già da tempo il nostro ufficio legale, sulla base delle conoscenze finora acquisite ha avviato un studio sulla fattibilità di un class action in favore di tutti coloro che utilizzano telefonini cellulari in relazione ai danni alla salute da questi prodotti. Dopo l’allarme lanciato dall’Oms la nostra azione collettiva prende sempre più forma ed è destinata ad approdare a breve in tribunale». Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Lo scopo della nostra class action è quello di far ottenere un risarcimento agli utilizzatori di cellulari per i gravi rischi corsi legati alla possibile insorgenza di tumori. Dopo la notizia diffusa oggi – prosegue Rienzi – chiediamo al Ministero della Salute di obbligare i produttori di apparecchi telefonici ad apporre sui cellulari avvertenze circa possibili pericoli per la salute al pari di quanto già avviene per i pacchetti di sigarette».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

http:corriere.it/salute/sportello_cancro/11_maggio_31/oms-cellulare-wireless-cancerogeni_a5ba3960-8ba2-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml

-VEDI QUESTO SCRITTO ANCHE SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
https://dotciancimino.wordpress.com/2016/05/16/faites-internes-1continuation-288/

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SALVARE HP E L’APOTEOSI DELLA NUOVA ERA

23 FEBRAIO 2016:HP E L’APOTEOSI DELLA NUOVA ERA
-SU LE MONDE:

23 février 2016,par Jérôme Marin

En difficulté, HP retente sa chance sur le marché des smartphones

hpelite

HP ne baisse pas les bras. Après plusieurs échecs commerciaux, le fabricant américain d’ordinateurs retente sa chance sur le marché des smartphones. Ce retour s’accompagne cependant d’un changement radical de stratégie: son dernier terminal, l’Elite x3, présenté dimanche 21 février, vise le marché professionnel, et non plus le grand public. Un choix qui se répercute sur le système d’exploitation retenu: Windows 10 Mobile, développé par Microsoft, au détriment d’Android de Google, qui équipe plus de 80% des smartphones dans le monde.

Le pari est osé. Malgré les efforts du géant de Redmond, Windows Mobile ne parvient en effet pas à s’imposer. Selon le cabinet Gartner, sa part de marché mondiale est tombée à 1,1% fin 2015. La plate-forme souffre notamment de la relative pauvreté de son catalogue d’applications, ce qui restreint son potentiel auprès du grand public. Ces dernières années, les fabricants de smartphones ont ainsi abandonné le navire. Seul Microsoft, qui a racheté les activités mobiles de Nokia en 2014, continue de régulièrement sortir de nouveaux modèles.

APPAREIL 3 EN 1

Pour séduire les entreprises, HP mise sur un appareil haut de gamme, ultra-sécurisé et surtout 3 en 1. L’Elite x3 pourra en effet se transformer en ordinateur de bureau (par l’intermédiaire une station d’accueil reliée à un écran, un clavier et une souris) ou en ordinateur portable (avec un accessoire combinant écran et clavier). La société promet ainsi une expérience “sans friction”, permettant aux employés d’utiliser les mêmes applications sur tous les écrans et de passer instantanément de l’un à l’autre.

Le smartphone repose sur la technologie Continuum, présentée l’an passé et considérée par Microsoft comme un argument de vente massue sur le marché professionnel. Mais le nombre d’applications compatibles reste encore dérisoire, ce qui limite grandement l’intérêt de cette fonctionnalité. HP espère dépasser ce problème en proposant de faire tourner certains logiciels professionnels de manière virtuelle. L’appareil sera par ailleurs livré avec la plate-forme de relation client de Salesforce.

SIX AN APRÈS PALM

Avec l’Elite x3, dont le prix et la date de sortie restent encore inconnus, le groupe californien espère enfin trouver la bonne formule. Ses précédentes tentatives se sont toutes soldées par des échecs. Le plus retentissant: le rachat en 2010 du fabricant américain Palm pour 1,2 milliard de dollars. Les modèles commercialisés l’année suivante ont été de véritables flops commerciaux. En 2013, HP avait essayé de revenir sur le marché des smartphones, avec le lancement de plusieurs appareils Android d’entrée de gamme.

Cette nouvelle offensive intervient trois mois après la scission de Hewlett-Packard, l’entreprise autour de laquelle s’est bâtie la Silicon Valley. Les activités de services aux entreprises et dans le cloud ont été regroupées dans Hewlett Packard Entreprise. HP Inc n’a conservé que les ordinateurs et les imprimantes. La nouvelle société doit faire face au ralentissement des ventes d’ordinateurs: son chiffre d’affaires a chuté de 8% l’an passé. Elle cherche donc de nouveaux relais de croissance.

http:siliconvalley.blog.lemonde.fr/2016/02/23/en-difficulte-hp-retente-sa-chance-sur-le-marche-des-smartphones/

REAZIONE:LA NUOVA ERA,LA ERA DEL MOBILE DOVEBBE SALVARE HP?

NON LO MERITA,QUESTA FIRMA CHE ERA STATA COCCOLATA DA QUESTE PAGINE PER L’APLICAZIONE DEI MIEI CONCETTI SULLE “STAMPANTI MOBILI”,E PER LA SUA SCOMESSA CALIFORNIANA A SUPERARE LA PARTITOCRAZIA PROMOVENDO I SUOI MANAGER ALLA GOVERNAZIONE,HA POI TRADITO QUESTA FIDUCIA CAMBIANDO MANAGER E PUNTANDO AD UNA RINASCITA DEL PC.NON HA AVUTO RAGIONE E HA DOVUTO GETTARE LA SPUGNA TORNANDO SULLO SMARTPHONE PER TENTARE UNA SUA REDENZIONE.

COMUNQUE QUESTO PENTIMENTO E RITORNO SUI MIEI CONCETTI E’ UNA PROVA IN PIU DELLA MARCIA INARRESTABILE,APOTEOSICA,GLOBALMENTE DOMINANTE DELLA NUOVA ERA,QUELLA DEL MOBILE.

APRENDIAMO INOLTRE DA QUESTA NOTA CHE:

MICROSOFT,ALTRO RESISTENTE ALLA NUOVA ERA DA SEMPRE PUNTANDO AL PC,FISSO E CABLATO,HA FALLITO NEL SUO TENTATIVO DI SBARCARE SUL MERCATO DELLO SMARTPHONE TRAMITE IL SO WINDOW MOBILE,E QUELLO PER PC FISSO WINDOWS 10.IL SOLO ASPETTO DOVE MICROSOFT STA AVENDO SUCCESSO E SUL EX-NOKIA,CIO”E PROPIO LI DOVE HA SEGUITO GLI INSEGNAMENTI DELLA NUOVA ERA:DURA COSA LI E’ A MICROSOFT E NADELLA DARE CALCI SUL CHIODO.

GOOGLE RESTA L’AVANGUARDIA,E ANDROID,IL PRIMO SISTEMA OPERATIVO PER MOBILI ISPIRANDOSI AI MIEI CONCETTI,RESTA IL SISTEMA OPERATIVO SIMBOLO DELLA NUOVA ERA,IL PIONIERE,DOMINANTE QUASI ASSOLUTO.

 -VEDI QUESTO SCRITTO NELLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE SUL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:

martedì 15 marzo 2016

NUOVA ERA E MEDICINA,SCHIZOFRENIA

7 MARZO 2016:BASI GENETICHE DELLA SCHIZOFRENIA

-SU IL FATTO QUOTIDIANO
Scienza
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Salute mentale: le basi genetiche della schizofrenia
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di Andrea Bellelli | 29 luglio 2016

Più informazioni su: Genetica, Salute Mentale
Profilo blogger
Andrea Bellelli,Professore Ordinario di Biochimica, Università di Roma La Sapienza
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La schizofrenia è la più grave delle malattie psichiatriche ed ha una frequenza di circa l’1%della popolazione. Questa frequenza è altissima: per dare un’idea, se i malati fossero distribuiti in modo del tutto casuale nella popolazione, quando prendiamo un autobus nell’ora di punta dovremmo avere almeno uno schizofrenico tra i nostri compagni di viaggio. Le cause della malattia sono sempre state oscure anche se è noto da oltre trent’anni che la costituzione genetica dell’individuo è il fattore principale. Un articolo molto recente apparso sulla rivista Nature identifica 108 loci genetici associati con la malattia. Un locus è una certa regione di un cromosoma, e non corrisponde esattamente ad un gene, però in prima approssimazione si può dire che l’articolo individua almeno un centinaio di geni. Un commento della stessa rivista definisce “enorme” questo risultato per due ragioni: razionalizza una serie disparata di risultati pubblicati nel corso degli ultimi quarant’anni di ricerca e trova associazioni nuove ed inattese.
Tra i risultati attesi che questo studio conferma, c’è l’associazione tra la schizofrenia e alcuni geni connessi con il funzionamento del neuromediatore dopamina (ad esempio uno dei geni identificati codifica per un recettore della dopamina). Tra i risultati inattesi c’è la correlazione tra la malattia e alcuni geni del sistema di istocompatibilità, quello responsabile del rigetto dei trapianti e di altre reazioni immunitarie, che richiama una ipotesi spesso riproposta sulla correlazione tra schizofrenia e infezioni o malattie autoimmuni. Ovviamente i risultati pubblicati non danno alcun supporto alle ipotesi psicologiche o psicoanalitiche sull’origine psicogena della malattia: fattori psicodinamici (una volta si parlava del rapporto precoce con la madre) potrebbero forse esistere, ma il loro peso viene sempre più ridimensionato. Se pensiamo alla congerie di stravaganti ipotesi psico-sociodinamiche formulate a partire dagli anni ’60 e al carico di sofferenze e responsabilità riversato sulle famiglie dei malati ci rendiamo conto di quanto sia importante questo risultato anche dal punto di vista culturale e sociale.
E’ interessante anche considerare come un risultato importante come questo, sebbene abbia una data di pubblicazione precisa, sia difficile da isolare nel contesto di storia della scienza. Infatti, l’importanza dei fattori genetici nella schizofrenia era stata ipotizzata fin dagli anni ’20 del secolo scorso e studi su gemelli mono- e dizigoti ne avevano dato prove certe fin dal 1960. Geni associati alla schizofrenia erano stati ipoteticamente identificati in precedenza, ma solo alcuni erano stati confermati negli studi successivi. La novità dello studio attuale sta nell’alto grado di verosimiglianza e solidità delle identificazioni, grazie anche al fatto che il genoma umano è stato interamente sequenziato (nel 2000). Non solo non è facile isolare questo risultato nel tempo, rispetto a risultati precedenti, ma non è neppure facile assegnarne il merito ad uno specifico autore. Gli autori della pubblicazione citata non sono infatti individualmente nominati: la firma collettiva è in quella dello “Schizophrenia Working Group of the Psychiatric Genomics Consortium“.
L’idea che una scoperta scientifica sia il prodotto di uno scienziato solo che in un certo momento compie un esperimento rivoluzionario e capisce una grande legge della natura, se è mai stata vera, appartiene al passato; più probabilmente è una fantasia del romanticismo di primo ottocento. Ed è ovvio che l’idea di poter finanziare i “top researchers“, in voga in molti circoli elitistici a partire dallo European Research Council è puerile: la ricerca moderna è una impresa corale di molti.
Infine, una parola sull’artificiosa distinzione tra la scienza pura ed applicata. Non può sfuggire a nessuno che identificare i geni responsabili della schizofrenia sia prima di tutto un progetto di ricerca di base, tanto più che valide terapie sono già disponibili. Ciononostante le ricadute sociali di questo tipo di scoperte sono molto grandi a partire dalla rivalutazione dell’idea stessa della malattia.
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http:ilfattoquotidiano.it/2014/07/29/salute-mentale-le-basi-genetiche-della-schizofrenia/1075601/
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REAZIONE:LA SCHIZOFRENIA E’ UNA MALATTIA CHE SI EREDA DA GENITORI E/O  NONNI A FIGLI.
“la ricerca moderna è una impresa corale di molti”,QUESTO E’ IL MIO CONCETTO ESPRESSO NEL LIBRO SULLA NUOVA ERA DA QUI SONO AUTORE: “NON ESSITONO “INVENZIONI” MA CREAZIONI SCIENTIFICI SU IDEE CHE SONO NELLO SPIRITO DEI TEMPI”,DICEVO IO.
E VEDILO ANCHE CUA:

http://dottciancimino.bloog.it/le-buggie-del-consensoe-la-storia-la-scrivono-i-vincitori.html
QUINDI LA MIA OPERA E’ IMPORTANTE NON SOLO PER LE TELECOMUNICAZIONI E LA NUOVA ERA MA ANCHE PER LA MEDICINA,LA PSICHIATRIA,LA SCIENZA IN GENERE E PER IL CONCETTO DI  RICERCA SCIENTIFICA.
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VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuatio-270.html

DAI NUMERI ALLE LETTERE:”DECLINE AND FALL OF GOOGLE”

15 AGOSTO 2015:IL PERCHE DELLA DECADENZA DI GOOGLE
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lettera43.it

Alphabet, la rivoluzione di Google in 5 punti

Claudia La Via
Google è morta. Lunga vita ad Alphabet.
Inizialmente era “solo” il motore di ricerca più importante del web, ma
in pochi anni è diventato un gigante capace di trasformare in un
business qualsiasi settore sfiorasse.
L’ANNUNCIO CON UN POST. È bastato un post sul blog ufficiale della società per mano del suo amministratore delegato Larry Page (leggi qui) per annunciare una rivoluzione che promette di cambiare in pochissimo tempo il volto del colosso del web.
E, probabilmente, l’intero ecosistema della Rete.
SOSTITUZIONE IN BORSA. Il motore di ricerca diventerà
parte di una nuova società contenitore, Alphabet, da cui sarà
controllato al 100% e che lo sostituirà in Borsa.
L’obiettivo, come ha sottolineato anche il New York Times, è mettere ordine all’interno di un agglomerato di attività diventato ormai troppo ampio.
Ecco cosa cambia nella struttura del colosso di Mountain View e nel suo rapporto con l’esterno.
 
*Il co-fondatore di Google Larry Page.

1. La struttura societaria: Google diventa controllata

Google ha annunciato questa ristrutturazione aziendale con l’intento di
trasformare il gruppo da società del motore di ricerca e della
pubblicità su internet a conglomerato tecnologico con azioni nei più
promettenti mercati hi-tech.
L’operazione implica la creazione di Alphabet, una nuova holding che
coordinerà tutte le “divisioni” e che relegherà gli storici segmenti di
business di Google a uno status sussidiario.
FOCUS SU RICERCA, YOUTUBE E ANDROID. Sotto l’ombrello
di Alphabet, infatti, insieme a Google finiranno infatti tutte le
divisioni, anche quelli più marginali, del gruppo: dal progetto
biomedicale Calico, fino agli esperimenti sul campo dell’automazione
portati avanti da Nest, e gli investimenti in startup gestiti da Google
Venture. Ognuna avrà una dirigenza propria.
Sotto il controllo diretto di Google resterà invece il nucleo di
attività legate al motore di ricerca e alla pubblicità, compresi YouTube
e Android.

2. Il rinnovo dei manager: Brin e Page passano ad Alphabet

Questa operazione inoltre, allontana i due fondatori – Larry Page e
Sergey Brin – dalla gestione quotidiana del business che entrambi
avevano lanciato da studenti 16 anni fa: i due, infatti, saranno a capo
della nuova holding.
A questo si aggiungono nuovi giri di poltrona e cambi al vertice.
SCHMIDT DIVENTA EXECUTIVE CHAIRMAN. Insieme a Page,
che sarà chief executive di Alphabet, e Brin, che ne diventerà
presidente, anche Eric Schmidt lascerà il business di Internet per
diventare executive chairman, mentre l’attuale responsabile legale del
gruppo, David Drummond, manterrà la stessa carica ma spostandosi in
Alphabet.
L’ASCESA DELLA ‘STELLA’ SUNDAR PICHAI. Inoltre Sundar
Pichai, già uno dei responsabili prodotto più “anziani”, diventerà il
nuovo amministratore delegato di Google Inc, ora sussidiaria di
Alphabet.
Pichai è il secondo manager indiano, dopo Satya Nadella in Microsoft,
che nell’ultimo periodo ha raggiunto una posizione di leadership in un
colosso hi-tech

3. Le risposte agli investitori: il mercato chiede chiarezza

La ristrutturazione segue anche le numerose pressioni di Wall Street
sugli importanti costi e gli investimenti di capitale che Google aveva
intrapreso negli ultimi tempi per diversificare le proprie attività dal
core business iniziale, scommettendo su nuovi mercati come quello delle
auto che si guidano da sole, delle “smart home” (le case intelligenti
frutto della domotica e dell’Internet of things, ndr) e della salute.
«Questa ristrutturazione permetterà maggiore trasparenza», ha detto il numero uno di Big G. Larry Page.
RENDERE TRASPARENTI GLI INVESTIMENTI. Per rispondere
alle continue richieste di analisti e investitori su una maggiore
chiarezza legate alle diverse attività, e agli investimenti correlati,
Google, che oggi ha un valore di circa 445 miliardi di dollari, ha
inoltre annunciato che nell’ultima trimestrale del 2015 per la prima
volta i risultati dei business legati al web verranno presentati
separatamente rispetto a tutte le altre iniziative aziendali.
LE AZIONI RESTERANNO AL NASDAQ. Intanto le azioni
continueranno a essere gestite sul Nasdaq con i simboli “Googl” (per le
azioni di classe di A) e “Goog” (per le azioni di classe C).
Il 10 agosto alla notizia della creazione di una holding le azioni di
classe A di Alphabet sono volate nell’after market (a mercati chiusi)
guadagnando oltre il 5% e sfiorando i 700 dollari.
Un balzo che ha consentito a Google di aumentare la sua capitalizzazione di circa 20 miliardi di dollari.

4. L’esempio di Buffett: cambiare per continuare a generare profitto 

«Per molto tempo abbiamo creduto che le aziende si potessero sentire a
proprio agio portando avanti le stesso business, semplicemente
effettuando modifiche per incrementarlo», ha spiegato Page, ma
«nell’industria tecnologica, dove idee rivoluzionarie guidano le future
aree di crescita, bisogna sentirsi un po’ “a disagio” per rimanere
importanti».
GOOGLE COME LA BERKSHIRE HATHAWAY. Già in un’intervista rilasciata l’anno scorso al Financial Times,
Page aveva detto di iniziare a considerare Google sempre più simile
alla Berkshire Hathaway, la holding americana più grande al mondo che fa
capo al magnate Warren Buffet, perché sempre più proiettata a
“scommettere” su mercati diversificati.
BRIN CONCENTRATO SUL PROGETTO GLASS. Nel frattempo
l’altro uomo di Google, Brin, aveva iniziato ad alleggerire le proprie
responsabilità manageriali all’interno del business di Internet, per
gestire il controverso progetto dei Glass.

5. Lo scetticismo degli esperti: nel mirino finisce il naming

La notizia di Google ha ovviamente accesso commenti di analisti ed esperti del mercato, in molti casi perplessi.
Sulla stampa di settore americano, e anche su Twitter, sono comparsi i
primi commenti “a caldo” come il «Voi guidereste una “Alphabet Car”?»
pubblicato su Tech Insider.
IL CONFRONTO CON LA SCELTA ‘ALTA’ DEL PASSATO. Fra i
dubbi più forti c’è proprio la scelta del nuovo nome che, a detta di
molti analisti, ha fatto perdere al colosso di Mountain View un po’
della sua aggressività di mercato. Anche considerata la scelta “alta”
originaria del nome Google, il cui nome richiama “Googol”, la
rappresentazione matematica dell’infinito secondo il matematico
americano Edward Kasner e che ora potrebbe stridere fortemente con la
nuova pelle di Big G.
IL COMMENTO SARCASTICO DI PAGE. «Non vi preoccupate,
anche noi ci dobbiamo ancora abituare al nuovo nome». Questa, con un
pizzico di umorismo, è la chiusa della lettera/post a firma di Page che
sancisce l’inizio della Google del futuro, alias Alphabet. Tutto il
resto è ancora da vedere.

http://www.lettera43.it/capire-notizie/alphabet-la-rivoluzione-di-google-in-5-punti_43675182829.htm

EAZIONE:QUESTA RISTRUTTURA DI GOOGLE NON HA NIENTE DI
RIVOLUZIONARIO,E’ SOLTANTO UNA RISTRUTTURAZIONE AMMINISTRATIVA PER
CERCARE DI METTERSI PARI PASSI DELLE NUOVE E VERAMENTE RIVOLUZIONARIE
NOVITA DEI MIEI CONCETTI SCIENTIFICI RIGUARDANTE ALLA TELECOMUNICAZIONI
DELLA NUOVA ERA,INTERNET DA INDOSSARE E,PRIMO DI TUTTI,QUELLO DELLA
INTERNET SU TUTTE LE COSE,IL COSIDETTO TUTTO CONNESSO, PRINCIPALMENTE SU
AUTOMOBILI E LE CASE INTELLIGENTI.
UN NUOVO PERIODO DELLA NUOVA ERA,SEMPRE SOTTO LA GUIDA DEI MIE
CONCETTI,DOVE ORA L’AVANGUARDIA L’HA PRESO MICROSOFT E LA FORD.PERCHE IN
FIN DEI CONTI LA NUOVA ERA DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ UNA SECONDA
RIVOLUZIONE DEL MOBILE,LA PRIMA FU QUELLA DEL SOGNO AMERICANO “UNA
FAMIGLIA UN AUTOMOBILE” NEGLI ANNI ’50, LA SECONDA E’ QUELLA DEL MOBILE
NELLE TELECOMUNICAZIONI,LA MIA NUOVA ERA INSOMMA(1).
E PRECISAMENTE QUESTA RISTRUTTURA AMMINISTRATIVA DI GOOGLE PIU CHE
UNA DIMOSTRAZIONE DI MUSCOLI DIVENTA UNA CONFESSIONE DI DEBOLEZZA:GOOGLE
SI HA ADORMENTATO NEGLI ALLORI DEL MOTORE DI RICERCA E I GUADAGNI
PUBBLICITARI GESTITI A FAVORE DEL NEOLIBERALISMO DA SMITH E HA
TRASCURATO I VERI E PROFONDI CAMBIAMENTI DEI MIE CONCETTI RAPRESENTATI
OGGI SOPRATUTTO DAL TUTTO CONESSO.ECCO IL PERCHE DEL TITOLO.
LA GLORIA DELL’ASCESA E AVANGUARDIA DI GOOGLE E’ STATA QUELLA DELLA
APPLICAZIONE DI MIEI CONCETTI MATERIALIZZATI SOPRATUTTO NEL PRIVILEGIARE
IL MOBILE E LA CREAZIONE DEL SUO PRIMO SISTEMA OPERATIVO ANDROID(ECCO
COSA E’ IL “conglomerato tecnologico).E LA CADUTA DI GOOGLE LA HO FATTO
ANCHE IO PRIVILEGIANDO MICROSOFT CHE SI HA CONVERTITO ALLA NUOVA ERA E
HA PUNTATO,CON FORD NELLA SUA COMPAGINE SOCIETARIA,AD UN REVIVAL DEL
SOGNO AMERICANO DEL MOBILE ORA PERO NELLE TELECOMUNICAZIONI, E INOLTRE
METTENDO SOTTO LUCE TRE MANCANCANZE:L’INGIUSTA GESTIONE DEI BENEFICI
ECONOMICI A VANTAGGIO DEI NEOLIBERALI,L’AUTORITARIA GESTIONE DEI DATI
PERSONALI QUANDO NON MI E’ STATO PERMESSO IN ITALIA DI CANCELLARE LE MIE
INESSISTENTI  ATTIVITA SU ADSENSE SENZA CAMBIARE PAESE,VIOLANDO LE
PROPIE NORME.
GOOGLE QUINDI CAMBIA,PRENDENDO DALLA MIA PREDICA,LA SEPARAZIONE DEL
MOTORE DI RICERCA CHE IO HO RITENUTO NON CENTRASSE CON ME E LA NUOVA
ERA,DEL RESTO DELLE ATTIVITA HI TECH CHE SI E’ TRIBUTARIA DEI MIE
CONCETTI.

MA QUESTO NON E’ DEL TUTTO VERO,ED ECCO UNA RIVELAZIONE:NEL MIO LIBRO
SI LEGGE AL RIGUARDO DELLE MIE “RI-CER-CHE” CIENTIFICHE,CHE “IL DUBBIO
E’ IL MOTTORE DELLA SCIENZA”, E PER TANTO DEI MIEI CONCETTI SULLE
TELECOMUNICAZIONI,ECCO L’ORIGINE DEL “MOTORE DI RICERCA”,UN TERMINE
ACCONIATO PER ME.CAPITA CHE A ME NON INTERESSA L’INFLUENZA DEI MIEI
CONCETTI IN QUESTA ATTIVITA E PER QUESTO LA HO TRASCURATO,MA POTREBBE
DIRE CHE ANCHE QUI LA NUOVA ERA CENTRA.
INSOMMA,GOOGLE FA UNA RISTRUTTURA AMMINISTRATIVA ABANDONANDO,O AL MENO
TRASCURANDO IL CODICE NUMERICO DELL’INFINITO(GOOGLE)PER UNA SCELTA
ALFABETICA,NATURALMENTE LEGATO ALLA ATTIVITA SCRITTA DELLA DIFUSSIONE
DEI MIE CONCETTI IN MODO DI SIMBOLIZZARE TUTTA QUELLA ALTRA ATTIVITA NON
LEGATA AL MOTORE DI RICERCA,E LO ANNUNCIA COME UNA RIVOLUZIONE.NIENTE
AFATTO,E’ SOLO UN SEGNO DI DEBOLEZZA,UN TENTATIVO DI METTERSI ALLA
“PAGE” CON MICROSOFT.GOOGLE STA DECLINADO.
PIACIA O NO IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI NIENTE SI CREA SI FABRICA O
SI VENDE AL DI FUORI DEI DEI MIE CONCETTI.IN FIN DEI CONTI SONO IO CHI
FA LA FORTUNA O LA CADUTA IN DISGRAZIA DEI GIGANTI DELLE
TELCOMUNICAIONI,ANCHE LEI NON CI CREDA.

(1)NON MI VERRA MAI RICONOSCIUTA DA GOOGLE NE FORSE DAGLI ALTRI,MA NON
IMPORTA A ME BASTA CON LA SODISFAZIONE DELLA INTIMA CONSAPEVOLEZZA DELLA
VERITA.E’ “RAGION SUFFICENTE”.

-APPENDICE:SIAMO NOI,GLI UMANI,CHI DETERMINIAMO IL DESTINO DEI GIGANTI DELLE TECNOLOGIE
-SU LE MONDE:

lemonde.fr

Le jour où Google est devenu cyberpunk

LE MONDE | 17.08.2015 à 06h42, Mis à jour le 17.08.2015 à 07h23 | Par Damien Leloup

Une recherche à l'aide de Google le 11 août 2015.
Une recherche à l’aide de Google le 11 août 2015.
PAWEL KOPCZYNSKI / REUTERS

 
 Ce 10 août, Google est devenu Alphabet. Une opération stratégique en
forme de changement de nom : Google va continuer d’exister, mais ne sera
plus qu’une filiale d’Alphabet, une holding qui chapeautera le moteur
de recherche et tous ses produits liés, mais aussi une myriade d’autres
sociétés travaillant à des projets futuristes. On le savait déjà, la
mise en place d’Alphabet le montre plus clairement : Google est devenu
un conglomérat, avec de multiples filiales et prises d’intérêt dans des
domaines variés : publicité, logiciels, systèmes d’exploitation,
biotechnologie, intelligence artificielle, automobile.
Dans les années 1980, l’auteur de science-fiction William Gibson a
remis au goût du jour un vieux mot japonais pour désigner de
gigantesques conglomérats dont les produits envahissent la vie
quotidienne et dominent le monde : zaibatsu. William Gibson est
l’influent fondateur d’un courant entier de la science-fiction, le
mouvement cyberpunk, qui se projetait dans un futur résolument proche
dominé par des multinationales.
Google – pardon, Alphabet – incarne ces zaibatsu. Comme eux,
il semble être devenu incontournable dans des secteurs entiers de
l’économie de dizaines de pays. Comme les Sense/Net et Maas Biolabs de Neuromancien,
le roman fondateur du genre, ses projets les plus révolutionnaires – et
dont le succès pourrait littéralement changer le monde – touchent à
l’humain, à son esprit, à son corps : prothèses, capteurs…
Comme certains zaibatsu cyberpunks, Google a aussi sa vision
du monde. Fondée dans le but fou d’organiser « toute l’information de
la planète », doublée de la promesse de ne jamais « être mauvais »,
l’entreprise se tourne désormais vers des recherches ayant un impact sur
le monde physique. Et c’est ce qui fait peur. Peur du syndrome de
l’apprenti sorcier ; peur d’un géant qui sait presque tout de nos vies
privées ; peur, enfin, de voir une société accusée de pratiques
anticoncurrentielles et maniant trop efficacement l’optimisation fiscale
devenir encore plus incontournable. Il y a aussi, dans ces peurs, une
part de fantasmes qui flirte parfois avec la théorie du complot : Google
aurait un dessein secret, voudrait remplacer l’humanité par des
intelligences artificielles, ou encore « tuer la mort ». Les desseins de
Google ne sont pas vraiment secrets, à défaut d’être forcément
recommandables : entreprise cotée, elle cherche avant tout à gagner de
l’argent, à court ou à moyen terme – la restructuration en Alphabet est
d’ailleurs, avant tout, une décision boursière et financière.
Reste le cas particulier des deux fondateurs de Google, Sergey Brin
et Larry Page, qui ne cachent pas leur volonté d’aller bien plus loin
que la « simple » accumulation de milliards de dollars. Comme la famille
Tessier-Ashpool, dirigeant la multinationale du même nom dans Neuromancien,
ils veulent changer le monde. En bien ? Dans leur idée, certainement.
En pratique ? Difficile à dire. Les technologies sur lesquelles
travaille Google ont le potentiel, sinon de « tuer la mort », de
permettre des progrès spectaculaires dans la médecine et les énergies
renouvelables.
Mais si ces progrès sont prisonniers de brevets les rendant
inaccessibles aux plus pauvres, ou que leur utilisation est soumise à
l’utilisation de produits Google, le risque est grand qu’ils accentuent
les fractures Nord-Sud et les inégalités. Ce dont Google est déjà accusé
à San Francisco, la ville la plus cyberpunk des Etats-Unis, théâtre de
la « trilogie du pont » de William Gibson, et où l’entreprise a
contribué à la hausse des loyers.
Une autre entreprise a incarné dans les années 1980 et 1990 à la fois
les craintes du grand public et la révolution technologique :
Microsoft, bête noire des libertaires de la technologie, était elle
aussi dirigée par un fondateur qui voulait changer le monde. Bill Gates
l’a finalement fait « à l’américaine », par le mécénat, pour lutter, à
grand renfort de chèques, contre les maladies tropicales. Sergey Brin et
Larry Page prendront peut-être le même chemin – mais ces mécènes
montrent surtout que la recherche fondamentale, dans des domaines aussi
cruciaux que les énergies renouvelables ou la santé, est de plus en plus
le fait de gigantesques entreprises privées.
La démission des Etats face aux multinationales, c’est justement un thème récurrent de tout le mouvement cyberpunk – dans Le Samouraï virtuel,
Neal Stephenson décrit même des Etats-Unis morcelés, fragmentés en une
myriade d’Etats fantoches, chacun contrôlé par une grande entreprise.
Faut-il avoir peur d’Alphabet ? Seulement si nous n’avons pas, ou plus,
confiance dans la capacité des Etats à fixer les limites de ce qui est
acceptable, et d’investir eux-mêmes dans les recherches qui rendront
peut-être, demain, nos vies meilleures.
Se méfier de Google ou d’Alphabet est une chose, rejeter en bloc le
progrès technologique en est une autre. Dans l’histoire de la
science-fiction, le mouvement cyberpunk marque d’ailleurs une étape
cruciale à ce sujet. Après le techno-optimisme béat de l’avant-guerre,
après la technophobie de la SF contestataire des années 1960, le
cyberpunk marquait le moment où la technologie n’était plus considérée
comme une force du bien ou du mal, mais comme neutre. Aux humains de
déterminer son usage.
.

REAZIONE:MI FA PIACERE VEDERE CONFERMATO DAGLI INTELLETUALI LE MIE
CONSIDERAZIONI SU QUESTO CAMBIAMENTO DI GOOGLE.IO,L’HO SEMPRE
CHIARITO,NON SONO UN INTELLETUALE,MA UNO CHE HA PENSIERO SCIENTIFICO E
CHE LO VUOLE TRIBUTARIO SOLO DI SE STESSO NELLA VISIONE DEL MONDO.

QUESTA CONFERMAZIONE LA METTEREI IN POCHE SEMPLICI ITEMS:

1-PER L’ARTICOLISTA QUESTO CAMBIAMENTO DI GOOGLE ALTRO NON E’ CHE UN OPERAZIONE BORSISTICA.

E’ ANDATO PIU LONTANO DI ME:IO LA VEDO SOLO COME UNA RISTRUTTURAZIONE
AMMINISTRATIVA. ANCORA:POTREBBE DEDURSI CHE AL DI LA DEL CAMBIAMENTO DI
BORSA,IL RESTO LO CONSIDERA “FANTA-SCIENZA”,CYBERPUNKISMO IN SOMMA.

2-PER L’ARTICOLISTA L’EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA,IN QUESTO CASO
DELLE TELECOMUNICAZIONI,HA SMESSO DI ESSERE UN QUALCOSA DI MORALE
MANICHEISTA,E’ NEUTRA E QUESTO E’ ANCHE UN MERITO DELLA MIA OPERA,DELLE
MIE IDEE E DELL’EGEMONIA DELLA MIA VISIONE DEL MONDO,DELLA NUOVA ERA
INSOMMA:PENSIERO SCIENTIFICO A SE STANTE,NEUTRO E SENZA CONSIDERAZIONI
ETICO-MORALE.PER ME QUESTA DICHIARAZIONE DI NEUTRALITA E’ SUFFICENTE:MI
DA RAGIONE.

3-RESTA IMPLICITO NELLA COMPARAZIONE CON MICROSOFT,L’AMMISSIONE CHE
IL MOTIVO DEL CAMBIAMENTO DI NOME E’ LA CONCORRENZA CON QUESTO GIGANTE
DELLE TELECOMUNICAZIONI.ENTRAMBE SI SONO CONVERTITI ALLE MIE IDEE,IL
PRIMO HA FINITO PER AMMETERE,NON SENZA PRAGMATICA UMILTA,LA REALTA DELLA
NUOVA ERA,GOOGLE SOLO L’HA SFRUTTATO ECONOMICAMENTE.

4-QUELLO DEL TITOLO:POICHE LA TECNOLOGIA,IN QUESTO CASO DELLE
TELECOMUNICAZIONI E’ DIVENTATA CYBERPUNK,CIO’E’ NEUTRALE,NON MANICHEA(E
QUESTO,RIPETO,E’ MERITO DELLA NUOVA ERA) SIAMO NOI GLI UMANI CHI
FACCIAMO LA FORTUNA O LA CADUTA IN DISGRAZIA DELLE TECNOLOGIE(ANCHE SE
SONO GIGANTI MULTINAZIONALI),E NON SOLO NELLE TELECOMUNICAZIONI.

SPAZIO REALE:DOTT.CIANCIMINO/26

-DALLO SCHERZO AL DRAMMA IN 3 PUNTI:
.
-PUNTO 1:HO INIZIATO A INTERESSARMI SU QUESTO ARGOMENTO QUASI CHE PER CASO E IN MODO PIU TOSTO SCHERZOSO CON UNO SCRITTO SUL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI” CON MOTIVO DI UNA NOTA SU SESSISMO NELLA SILICON VALLEY.VEDI LO SCRITTO:

*28 MARZO 2015:FEMMINISMO NELLA SILICON VALLEY,LA ELLEN PAO NON E’ STATA MIRACOLATA
.
BBCNEWS
Ellen Pao perde caso sessismo contro Silicon Valley azienda

8 marzo 2015

Dalla sezione USA e Canada
Una giuria della California ha scoperto che una società di venture
capital non discriminare un partner di sesso femminile in un caso
strettamente sorvegliati in Silicon Valley.Ellen Pao ha sostenuto che
perso su promozioni a Kleiner Perkins Caufield e Byers a causa del suo
genere.Ms Pao, ora un esecutivo con il sito web Reddit, dice che è stato
respinto dopo aver accusato.L’azienda ha detto che le sue decisioni
erano basate sulla sua performance.Il caso ha attirato l’attenzione di
una mancanza di diversità di genere nel settore della tecnologia –
soprattutto tra i suoi top manager.Società di venture capital sono una
fonte principale di finanziamento per molte start-up della Silicon
Valley. Kleiner Perkins – come è comunemente noto – ha investito in
aziende tra cui Snapchat, Spotify, Uber, Twitter, e Google.Oltre ai
danni punitivi, la signora Pao è stato anche cercando $ 16m (£ 10.7m) a
titolo di risarcimento per la perdita del salario.Durante gli argomenti
di chiusura, giurati sentito storie in conflitto di mandato della sig.ra
Pao presso lo studio.
John Doerr, uno dei venture capitalist dell'impresa, sul palco con Steve Jobs di Apple nel 2008

John Doerr (a destra), uno dei venture capitalist dell’impresa, sul palco con Steve Jobs di Apple nel 2008

.
I suoi avvocati suo ritratto come un partner minore di successo che è
stato discriminato perché la società giudica gli uomini e le donne in
modo diverso.
L’avvocato della sig.ra Pao, Alan Exelrod, ha detto che due dei suoi
colleghi maschi era stato promosso, nonostante il fatto che uno si
chiamava conflittuale e l’altro è stato accusato di avere “gomiti
appuntiti” – un apparente riferimento al suo atteggiamento verso gli
altri lavoratori.
Team legale della società ha detto la sig.ra Pao è stato un
investitore fallito e citato in giudizio per ottenere un grande vincita
mentre veniva spinto fuori.
Dicevano che era una persona difficile con cui lavorare e aveva una
storia di conflitti con i colleghi, i quali hanno contribuito alla
decisione di licenziarla.
Uno studio dato come prova durante il processo, ha detto che le donne
sono largamente sottorappresentate nelle migliori ruoli nel settore del
venture capital.
Investitore e imprenditore californiano Eric Ries ha detto alla BBC
il più ampio problema della discriminazione tra i sessi in Silicon
Valley è ben documentato, ma può essere involontaria.
“Silicon Valley aspira ad essere una meritocrazia in modo da avere
una cultura che valorizza outsider e le prospettive che ne derivano, e
c’è questa idea che le buone idee possono provenire da qualsiasi parte …
questa è la nostra aspirazione, ma la realtà è per molti versi cadiamo
breve , “ha detto.
-APPENDICE:RIVOLTA FEMMINISTA NEL GALLINARO HIGH TECH,FUOCO AMICO
.
-SU LE MONDE,Amériques:
Ellen Pao n’a pas été victime de discrimination sexuelle, selon le verdict des jurés
Le Monde.fr | 28.03.2015 à 06h01,Mis à jour le 28.03.2015 à 16h19 | Par Corine Lesnes

image:
http://s2.lemde.fr/image/2015/03/28/534×0/4603127_6_5f7d_ellen-pao-et-son-avocate-therese-lawless-le-27_7e8895acca2682210eabd2b9fea37b1d.jEllen Pao et son avocate Therese Lawless, le 27 mars.

Après 24 jours d’audience, et une vingtaine d’heures de délibération
les jurés de la Cour supérieure de San Francisco ont décidé qu’Ellen
Pao, associée chez Kleiner Perkins Caufield and Byers, l’une des
principales firmes américaines de capital-risque, n’avait pas été
victime de discrimination sexuelle lorsqu’elle s’est vue refuser une
promotion, puis a été licenciée en 2012.
Le verdict a représenté une déception pour les féministes, qui
avaient fait du procès un emblème du sexisme de la Silicon Valley. Mais
Ellen Pao qui, au fil des audiences, s’était posée en porte-drapeau de
la cause des minorités dans la high-tech, a estimé que son histoire
avait été entendue : « Si j’ai contribué à aplanir le terrain pour les femmes et les minorités dans le capital-risque, a-t-elle estimé, la bataille en valait la peine. »
Les jurés – six hommes et six femmes – n’ont pas adhéré à la lecture sexiste de la plainte de Mme
Pao, 45 ans, la fille d’immigrants chinois, diplômée d’ingénierie et
titulaire d’un MBA de Harvard. Celle-ci avait décrit comment, chez
Kleiner Perkins, les femmes étaient reléguées en bout de table dans les
réunions, exclues de certains événements avec les clients, et comment
elle avait été ignorée au profit de collègues masculins lorsqu’il
s’était agi de promotion.
Le jury ne s’est pas estimé comptable des préjugés sexistes. Il a
considéré qu’Ellen Pao n’était elle-même pas exempte d’ambiguïtés.
L’avocate de Kleiner Perkins, Lynne Hermle, a stigmatisé l’« esprit de vengeance » de l’ex-associée, notant qu’elle n’avait porté ses accusations qu’après avoir été écartée des promotions au poste de « senior partner ». Elle a affirmé que Mme
Pao surestimait beaucoup ses capacités et que les femmes représentent
20 % chez Kleiner Perkins, soit trois fois plus que la moyenne dans le
secteur du capital-risque. Un rattrapage qui ne trompe pas, a rétorqué
l’avocate de la plaignante, Therese Lawless. Avant 2011, il n’y avait eu
qu’une seule femme promue au rang de « partenaire senior » dans la compagnie en 42 ans d’existence.

Procès emblématique

Le procès a divisé la Silicon Valley. Certains, dont nombre de femmes, ont estimé que Mme
Pao avait commis la faute numéro un dans sa position : sortir avec un
de ses collègues, marié qui plus est. L’ex-associée, qui est aujourd’hui
la PDG par interim du site participatif Reddit, n’a pas nié qu’elle
avait eu une brève liaison avec ce cadre, qui, a-t-elle affirmé, lui
avait annoncé avoir quitté son épouse (il a été ensuite congédié pour
avoir poursuivi une autre employée).
Mme Pao s’est, elle, mariée ensuite à un manager de hedge
fund new-yorkais, Buddy Fletcher, un Afro-Américain dont la personnalité
– et la déroute financière – ont plané au-dessus des audiences.
Fletcher n’a pas hésité en 2011 à poursuivre pour discrimination raciale
la copropriété du Dakota, l’un des immeubles-symbole de New York (et
ex-résidence de John Lennon), affirmant qu’elle lui avait refusé l’achat
d’un appartement.
Ellen Pao semble en tout cas avoir fait école. Deux nouvelles
plaintes ont été enregistrées contre des entreprises de la tech,
impliquant deux autres femmes d’origine asiatique. Une ancienne manager
de Facebook, Chia Hong, a porté plainte pour discrimination sexuelle et
raciale. Mais c’est surtout le cas de l’ancienne ingénieur en logiciels
de Twitter Tina Huang qui paraît prometteur aux féministes. Dans sa
plainte, Mme Huang affirme que l’approche de la compagnie créée de fait « un plafond de verre »
auquel se heurtent les femmes. En effet, il n’existe ni critères
publics de promotion ni publicité autour des postes disponibles ou
politique de recrutement interne explicite. Chez Twitter, seuls 10 % des
postes techniques sont occupés par des femmes (contre une moyenne de 20
% dans les firmes technologiques). Selon la plainte, sept seulement des
164 ingénieurs de haut niveau étaient des femmes en 2014, lorsqu’elle a
quitté l’entreprise après cinq ans. Twitter a démenti l’avoir licenciée
lorsqu’elle s’est plainte au PDG Dick Costolo.
Une anecdote a montré la sensibilité qui entoure actuellement le
sujet des femmes dans la tech. Intervenant mi-mars au forum South by
Southwest d’Austin, en compagnie de Megan Smith, la responsable des
technologies de l’administration Obama, le PDG de Google, Eric Schmidt, a
été pris à partie par une femme qui se trouvait dans l’assistance. «
Etant donné que les recherches sur les préjugés inconscients ont révélé
que les femmes sont beaucoup plus souvent interrompues que les hommes,
je me demande si vous êtes conscient du nombre de fois où vous avez
interrompu Megan »
, a-t-elle lancé. Les applaudissements ont été
nourris. Et la séquence a vite pris rang de morceau d’anthologie sur les
réseaux sociaux quand l’identité de la redresseuse de torts a été
connue. C’était Judith Williams, la responsable du programme de
sensibilisation aux préjugés chez… Google.
 Corine Lesnes
Correspondante du Monde aux Etats-Unis basée à San Francisco

http://www.lemonde.fr/ameriques/article/2015/03/28/ellen-pao-n-a-pas-ete-victime-de-discrimination-sexuelle-selon-le-verdict-des-jures_4603126_3222.html

.
REAZIONE:MA QUALE SESSISMO?SESSISMO CAMPATO PER ARIA.
POSIZIONI INCROCIATI,FUOCO AMICO:LA RINGRAZIO A JUDITH WILLIAMS
PERO IO CREDO ALLA PARITA DI SESSO E NON ALLA DISCRIMINAZIONE POSITIVA.
——————-
-PUNTO 2:PERO ILGIORNO DOPO MI SONO TROVATO SUL THE WASHINGTON TIMES CON UNA NOTA SULL’ARGOMENTO DEL TITOLO CHE SE ANCHE ERA UN POCO SCHERZOSA NON AVEVA NULA DA SCHERZARE POICHE ACUSAVA GOOGLE DI ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE PER VIA DEI RAPPPORTI POLITICI FRA SMITH E OBAMA.E HO SCRITTO SU QUELLA NOTA IL MIO PARERE IN FORMA DI “APPENDICE” ALLA NOTA SUL FEMMINISMO NEL HIGH TECH DI SOPRA.VEDI:

-APPENDICE:QUESTO NON E’ NUOVA ERA

-SU THE WASHINGTON TIMES:Lifting sulle coopertine di ‘Obamoogle’

Una inchiesta antitrust e’ andata via mentre Google si rannicchiava con Obama

By Tammy Bruce – – Lunedi, March 30, 2015

Durante questa settimana passata mentre siamo stati sommersi con le
cattive notizie che uscivano da ogni angolo del globo, non sarebbe
sorprendente se vi siete persi una delle rivelazioni più sconvolgenti
sulle azioni della Casa Bianca che avrebbero fatto arosire anche Richard
Nixon.
Il Wall Street Journal ha rivelato che aveva ottenuto un rapporto
dettagliato del 2012 della Federal Trade Commissionla sulla vicinanza di
Google e l’amministrazione Obama, mentre la FTC è stata impegnata in
una indagine antitrust del gigante di Internet.
Di solito è il caso che si ottiengono le informazioni più
interessanti quando i dettagli dovevano rimanere segrete, e questo è il
caso qui. La FTC , rispondendo a una richiesta open-record,
accidentalmente ha inviato 160 pagine di una relazione privata 2.012 al
The Wall Street Journal , specificando le indagini antitrust in Google .
Ciò che è stato divulgato dipinge un quadro di attività insolite tra
la Casa Bianca , Google e la FTC mentre l’indagine antitrust è stata
condotta. In ultima analisi lo staff del la FTC consiglia portare una
causa contro Google per motivi di antitrust. Nonostante questo, la
commissione ha votato 5-0 contro le accuse.
La maggior parte dei titoli si concentrano sul numero di visite dei
dirigenti e lobbisti di Google alla Casa Bianca durante l’inchiesta.
Anche il giornale nella sua copertura ha catalogato gli eventi come un
“segno della portata del gigante di Internet a Washington” che implica
che l’accesso a Obama alla Casa Bianca è una sorta di un sottoprodotto
di influenza globale.
Ma in questo caso si sta ponendo il carrello ben prima del cavallo.
Da quando il presidente Obama è entrato in carica, The Wall Street
Journal riporta, dipendenti di Google “hanno visitato la Casa Bianca per
le riunioni con alti funzionari circa 230 volte, o una media di circa
una volta alla settimana. “Dei Top lobbisti di Google hanno avuto più di
60 incontri alla Casa Bianca . Questo è più incontri che la maggior
parte di Mr. Obama con i membri del Gabinetto.
Per gli osservatori della Casa Bianca  niente di tutto questo
dovrebbe essere una sorpresa. Una delle persone in piedi accanto a Mr.
Obama nella sua prima conferenza stampa dopo aver vinto le elezioni
presidenziali del 2008 è stato Eric Schmidt, il presidente esecutivo di
Google . Mentre il signor Schmidt non è registrato come donante alla
campagna di Obama , riporta la National Public Radio, “la moglie di Eric
Schmidt, Wendy, ha dato alla campagne di Obama 47,600 dollari. E Wendy
Schmidt e’ dietro la precoce carriera politica di Obama donando 2.000
dollari a la sua corsa al Senato nel 2004. ”
Ma alcuni contributi sono inestimabili e sottolineano la natura
dell’impegno verso Mr. Obama da qualcuna compaagnia. La notte delle
elezioni di novembre 2012, il signor Schmidt ha gestito personalmente il
software elettore-partecipazione personalizzato per Mr. Obama . Entro
la fine del mese elettorale, il Wall Street Journal riporta, la FTC ha
deciso di non sporgere denuncia contro Google .
Durante la campagna del 2012 per la
rielezione,i dipendenti di  Google erano la seconda più grande fonte di
donazioni per la campagna di Obama, riporta il visitatore quotidiano.
Forse Google dovrebbe solo cambiare il suo nome in Obamoogle, ma non
sarebbe la prima volta che una società corre in favore di
un’amministrazione. Tra lobbisti e donazioni politiche, e anche rapporti
di lunga data, gli americani hanno visto come alcune aziende riescono a
garantire più favoriti rapporti di Stato con i presidenti e le loro
amministrazioni.
Chi può dimenticare le crisi isteriche della sinistra, lamentando il
rapporto tra Halliburton e George W. Bush alla Casa Bianca ? Eppure, non
ci sono lamentele da sinistra sulla crescente dipendenza di Mr. Obama
con  Google e la sua straordinaria facilita di accesso alla sua
amministrazione. In realtà, alcuni liberali, tra cui quello con cui
apparso Fox News su questo argomento,hanno spiegate questo come nulla di
nuovo, succede tutto il tempo, ed è solo il modo in cui Washington
lavora.
Beh, non proprio. Questo è del tutto diverso. Relazioni speciali sono
una cosa, e lavorare direttamente nella campagna per la rielezione del
presidente solo per avere un ente federale a mano per una causa federale
nello stesso mese è un’altra.
Tutte le parti, naturalmente, negano che una delle attività tra
Google e la Casa Bianca aveva nulla a che fare con la decisione della
FTC di non citare in giudizio l’azienda. Allo stesso tempo, l’agenzia
rifiuta di rilasciare il resto del rapporto che è stato accidentalmente
inviato al Wall Street Journal . Anche con questo quadro incompleto, gli
americani dovrebbero essere estremamente preoccupati per l’aspetto che
se si aiuta Barack Obama con ciò che vuole, lo Stato di diritto si
piega, o anche crolla per voi.
Questa rivelazione circa l’intensità della Obama- Google fusione
aiuta anche a spiegare la determinazione della Federal Communications
Commission per regolamentare Internet con il pretesto di “neutralità
della rete”. I grandi vincitori di questa azione? I sostenitori Google
di Obama(tramite YouTube) e Netflix, che ora consumano almeno il 50 per
cento della larghezza di banda Internet.
Google è stato letteralmente accanto a  Mr. Obama dall’inizio della
sua presidenza. Ora sono i beneficiari della politica
dell’amministrazione. In questi giorni sul fronte interno e
internazionale, sta diventando sempre più difficile da determinare per
quali Mr. Obama lavora.
* Tammy Bruce è un talk-show radiofonico, autore e Fox News collaboratore.
.
REAZIONE:APPARTHEID
CREDO CHE NON C’E’ BISOGNO PER CHI HA LETTO QUESTE MIE
PUBBLICAZIONI DI CHIARIRE CHE QUESTO NULLA C’ENTRA CON LA NUOVA ERA MA
SOLO CON LO SFRUTTAMENTO DEI SUOI BENEFICI CHE HO COMBATTUTO
ACCANITAMENTE.
IL SIGNOR SMITH DALTRONDE COME SI SA E’ STATO SEPARATO DELLA PARTE
SCIENTIFICO-TECNICO-CONCETTUALE DI GOOGLE E E LO SI HA NOMINATO IN UNA
CARICA “POLITICO-ECONOMICA”.LE MIE DIFFERENZE CON LUI E CON OBAMA SONO
PIU CHE NOTE,UN VERO MURO FRA DI LORO E LA NUOVA ERA,E E MI RISPARMIA
ABBONDARE SU QUESTO.E CI TENGO A SOTTOLINEARLO.
——————————-
-PUNTO 3:E POI,IL GIORNO DOPO QUESTO SCRITTO MI SONO TROVATO SUL GIORNALE FRANCESE “LE MONDE” CON DUE NOTE CHE,ORA SI,LONTANO DALLO SCHERZO AVEVANO PER ME TONI ASSAI DRAMATICI E HO FATTO UN’ALTRO SCRITTO AL RIGUARDO.VEDILO:

5 APRILE 2015:IO VITTIMA DI PRESSIONI PER PARTE DELLA PPUBBLICITA DI GOOGLE,PORTATO A PROCESSO IN FRANCIA E USA
.
INTRODUZIONE:VEDI DI SEGUITO DUE NOTE STAMPA SU LE MONDE E DOPO IL MIO COMMENTO:
.
1-SU LE MONDE,Pixels
Un nouveau front s’ouvre contre Google en France
LE MONDE ECONOMIE | 04.04.2015 à 10h26, Mis à jour le 04.04.2015 à 10h28 | Par Anne Eveno

De l'autre côté de l'Atlantique, un sénateur américain a annoncé vouloir entendre l’agence fédérale américaine chargée de faire respecter le droit de la consommation  sur l’abandon d’une enquête pour anticoncurrence qui visait Google en 2012.

Les feux se concentrent sur Google. Cette fois, l’offensive part du
Palais du Luxembourg. Plusieurs sénateurs ont déposé, jeudi 2 avril, un
amendement au projet de loi Macron pour la croissance, l’activité et
l’égalité des chances économiques, dont l’examen aura lieu la semaine
prochaine. Les auteurs, tous élus de l’opposition – Catherine
Morin-Desailly (UDI-UC, Seine-Maritime), Bruno Retailleau (UMP, Vendée),
Jean Bizet (UMP, Manche), Jean-Claude Lenoir (UMP, Orne) et Chantal
Jouanno (UDI-UC, Paris) –, estiment urgent de se donner les moyens d’encadrer les pratiques des moteurs de recherche : « Cet objectif passe par la mise en place d’une régulation ex ante [au préalable] », expliquent-ils dans l’exposé des motifs de l’amendement.
S’ils ne nomment pas Google explicitement dans le texte, c’est bien
le géant américain qui est dans le collimateur des parlementaires. « Nous
avons la conviction que Google favorise ses propres services et nous
estimons qu’il faut réguler cette situation, sinon les autres
entreprises ne peuvent se développer »,
explique au Monde Catherine Morin-Desailly.
L’initiative sénatoriale – qualifiée de « première mondiale »
par ses promoteurs – intervient dans un moment particulier pour Google,
qui détient sur le marché de la recherche sur Internet une part
ultra-dominante, 77 % aux Etats-Unis et plus de 90 % en Europe. De
l’autre côté de l’Atlantique, un sénateur américain a annoncé vouloir
entendre l’agence fédérale américaine chargée de faire respecter le
droit de la consommation…

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image:
http://s1.lemde.fr/image/2015/04/04/92×61/4609718_7_c72b_de-l-autre-cote-de-l-atlantique-un-senateur_c1bba49bc0ac76608bafd725d18d2e7b.jpg
De l'autre côté de l'Atlantique, un sénateur américain a annoncé vouloir entendre l’agence fédérale américaine chargée de faire respecter le droit de la consommation  sur l’abandon d’une enquête pour anticoncurrence qui visait Google en 2012.

Un nouveau front s’ouvre contre Google en France

Il vous reste 74% de l’article à lire

http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/04/04/un-nouveau-front-s-ouvre-pour-google_4609720_4408996.html

——-
-NOTA 2:
Économie
Le Sénat américain va enquêter sur Google
Le Monde.fr | 31.03.2015 à 08h21,Mis à jour le 31.03.2015 à 10h10 | Par Corine Lesnes (San Francisco, correspondante)
La commission sénatoriale veut en savoir plus sur les contacts entre Google et l’administration Obama pour établir si celle-ci a aidé la firme à éviter les sanctions en faisant pression sur la FTC, l’agence fédérale chargée de la défense des consommateurs.
Le Sénat américain va se pencher sur les pratiques de Google, et sur
les conditions dans lesquelles le moteur de recherche a été blanchi,
en 2013, des accusations d’abus de position dominante par la FTC,
l’agence fédérale chargée de la défense des consommateurs.
Le 20 mars, le Wall Street Journal avait révélé que les
commissaires de la FTC avaient décidé de classer le dossier, alors que
les experts de sa division de la concurrence avaient recommandé
d’engager des poursuites. Le quotidien avait eu accès à un rapport
préliminaire, qui n’aurait pas dû être rendu public mais qu’il avait
obtenu dans le cadre d’une requête invoquant la loi sur la liberté de
l’information.
Lire aussi : Révélations sur les drôles de pratiques de Google
Ce rapport, daté de 2012, concluait que le géant de Mountain View
favorisait ses propres services dans ses référencements, qu’il copiait
les données de ses concurrents, comme Yelp ou Tripadvisor, et exerçait
des pressions sur les annonceurs pour qu’ils choisissent sa propre régie
publicitaire, AdWords.
Le sénateur républicain de l’Utah, Mike Lee, qui préside le comité
anti-trust de la commission des lois du Sénat, a indiqué, lundi 30 mars,
au National Journal, qu’il s’intéresse aux différents aspects du dossier : « Comment
la FTC a-t-elle pu laisser filtrer un rapport confidentiel, et quelles
conversations, le cas échéant, la FTC ou Google ont-ils eues avec la
Maison Blanche sur les investigations en cours ? »

230 visites à la Maison Blanche

Il ne s’agit pas, dans l’immédiat, d’enquêter sur le fond de
l’affaire elle-même, à savoir la plainte pour abus de position dominante
portée par Microsoft et d’autres concurrents de Google, a précisé le
sénateur. L’élu républicain souhaite en savoir plus sur les contacts
entre Google et l’administration Obama pour établir si celle-ci a aidé
la firme à éviter les sanctions en faisant pression sur la FTC, agence
statutairement indépendante.
La semaine dernière, le Wall Street Journal a révélé que des
employés de Google avaient été reçus quelque 230 fois à la Maison
Blanche depuis l’élection de Barack Obama en 2008, soit une fois par
semaine en moyenne. Le PDG de Google, Eric Schmidt a soutenu M. Obama
depuis les débuts et il a joué le rôle de conseiller informel auprès du
président.
Google a réagi au décompte du Wall Street Journal par la
voix de sa vice-présidente pour les communications, Rachel Whetstone.
Celle-ci a affirmé qu’il n’avait en aucun cas été question de la plainte
portée devant la FTC dans les conversations des employés de la firme à
la Maison Blanche.
 Corine Lesnes (San Francisco, correspondante)
Correspondante du Monde aux Etats-Unis basée à San Francisco
.

http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/03/31/le-senat-americain-va-enqueter-sur-google_4606211_3234.html
.
COMMENTO:IO HO SUBITO UNA GRAVE PRESSIONE PER PARTE DI GOOGLE A SCOPO
DI NON SMETTERE DI FARE PUBBLICITA IN ADSENSE E ADWORD.MI E’ STATO
IMPEDITO DI CANCELLARE IL MIO ACCOUNT,INATTIVO INOLTRE DA MOLTI
ANNI,MALGRADO LA PROCEDURA SIA PREVISTA NEL CONTRATTO AL MOMENTO DI
APRIRE L’ACCOUNT.CONCRETAMENTE IL MIO ACOUNT E’ STATO APERTO IN
URUGUAY,SUDAMERICA,DOPO NEL 2012 MI SONO TRANSFERITO IN ITALIA E AL
MOMENTO DI CAMBIARE LA SEDE DELL’ACCOUNT MO E’ STATO IMPEDITO:COSA
DOVEVO FARE,RITORNARE IN URUGUAY?SI,QUESTO HO DOVUTO FARE E PURTROPPO
ANCORA NON MI E’ STATO CANCELLATO L’ACCOUNT.TALMENTE GRAVE E’
L’INFRAZIONE E VIOLAZIONE DI GOOGLE DELLE SUE PROPIE NORMATIVE.
DI SEGUITO VI FACCIO VEDERE LA DENUNCIA PUBBLICATA DAL 2012 IN UN DOCUMENTO PUBBLICO RIPORTATO IN UN LINK DI UN MIO BLOG:
A-CLICCA PER VEDERE IL BLOG:
http://cianciminotortorici.blogspot.com/?mkt=it-it
-DOPO CLICCA SUL LINK INTITOLATO:
EPILOGO:RIASSUNTO DI EBAY E MERCADO LIBRE(PIU ANEXO PUBBLICITA)
-O CLICCA QUI L’INDIRIZZO PER VEDERE DIRETTAMENTE IL DOCUMENTO PUBBLICO:

VORREI DISTACCARE CHE L’ACCUSA NULLA TOGLIE ALL’AVANGUARDIA DI GOOGLE
DELLA NUOVA ERA IN QUANTO E’ INDIRIZZATA AL MOTORE DI RICERCA DI QUI
QUELLA NON FA PARTE.L’ACCUSA INSOMMA NON E’ ALLA PARTE
TECNICA,SCIENTIFICA E CONCETTUALE DELLA NUOVA ERA ADOTATTA DA GOOGLE MA
AL SUO MOTORE DI RICERCA E ALLA GESTIONE IMPRESARIALE ED ECONOMICA
PRESIEDUTA DA ERIC SMITH.

-VEDI TUTTI QUESTI SCRITTI DIRETTAMENTE SUL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI”:

http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-198.html

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-E COSI SU “LA STAMPA” DI ITALIA:
https://i2.wp.com/www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

tecnologia
Google e Antitrust Usa: tattiche monopoliste denunciate nel 2012, spunta il rapporto

Ma la Federal Trade Commission decise di non procedere. L’azienda:
“Le speculazioni su potenziali danni a concorrenti e consumatori si sono
rivelate totalmente sbagliate”
WASHINGTON
La Federal Trade Commission degli Stati Uniti aveva concluso nel
2012 che Google usava tattiche anticompetitive e abusava dei suo status
di monopolio, ad esempio privilegiando nei risultati delle ricerche link
e indicazioni che portassero ai suoi stessi servizi. È uno dei giudizi
più duri finora espresso sul comportamento di Google, rivela il

Wall Street Journal,
sottolineando tuttavia che la Commissione decise all’unanimità
di non procedere oltre dopo che Google aveva acconsentito a operare
alcuni cambiamenti. L’indagine ha richiesto 19 mesi e analizzato 9
milioni di pagine di documenti, oltre a svariate ore di testimonianze.

Si tratta comunque, scrive il giornale, di uno dei documenti più
severi sull’argomento e che avrebbe potuto innescare un caso legale di
alto profilo, paragonabile alla causa lanciata dal dipartimento di
Giustizia contro Microsoft negli anni ’90.

Dalla documentazione della FTC emergerebbe che il comportamento di
Google era dannoso sia per gli utenti online, sia sul piano
dell’innovazione per quanto riguarda i mercati della ricerca del
marketing online.
Google replica così: “Speculazioni su potenziali danni a concorrenti e
consumatori si sono rivelate totalmente sbagliate. Da quando l’indagine
si è conclusa due anni fa, le modalità in cui le persone accedono
all’informazione online sono cresciute in maniera sostanziale, offrendo
ai consumatori una possibilità di scelta più ampia che mai. E i nostri
concorrenti stanno prosperando. Per esempio, Yelp si definisce il motore
de facto per le ricerche locali e ha fatto registrare una crescita dei
ricavi del 350% negli ultimi 4 anni. TripAdvisor dichiara di essere il
più grande marchio travel del mondo web e ha quasi raddoppiato i suoi
ricavi negli ultimi 4 anni”.

http://www.lastampa.it/2015/03/25/tecnologia/google-e-antitrust-usa-tattiche-dannose-denunciate-nel-spunta-il-rapporto-voXbPZGNyu4ml3kJs9EksI/pagina.html

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-ATTUALIZAZZIONI CHE COMPLETANO IL PANORAMA INFORMATIVO:

SULL’ARGOMENO OLTRE A USA E FRANCIA SI OCCUPA ANCHE  L’UNIONE EUROPEA.C’E’ MOLTISSIMA LETTERATURA GIORNALISTICA AL RIGUARDO.IO HO SCELTO ALCUNE NOTE SU “LA STAMPA”  SOLTANTO PERCHE SONO QUELLE CHE MI SONO CAPITATE PER PRIMA:
-NOTA A:
 https://i2.wp.com/www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

tecnologia

“L’Antitrust Ue pronta ad aprire una procedura contro Google”

La notizia è stata pubblicata sul Wall Street Journal. Sulla questione era intervenuto anche il presidente americano Obama
francesco zaffarano
Tra poche settimane l’antitrust europea potrebbe aprire una
procedura contro Google. È la notizia con cui questa mattina apre il
Wall Street Journal, citando alcune fonti secondo le quali la
Commissione europea avrebbe chiesto alle aziende che hanno denunciato
Google il permesso di pubblicare alcune informazioni depositate
inizialmente in via confidenziale.

Il provvedimento contro Google sarebbe il più grosso da quello
intentato ai danni di Microsoft, che enl 2012 ha pagato all’Unione
Europea 1,7 miliardi di euro di multe.

La notizia riportata dal Wall Street Journal, però, potrebbe
diventare un caso anche a livello politico. Neanche un mese fa, infatti,
il presidente americano Barack Obama era intervenuto sulla questione
(su cui in Europa si dibatte da anni), accusando il vecchio continente
di non saper stare alle regole del mercato: «Gli Stati Uniti hanno
creato e perfezionato Internet – aveva detto Obama – mentre voi sapete
solo tassare».

http://www.lastampa.it/2015/04/02/tecnologia/lantitrust-ue-pronta-ad-aprire-una-procedura-contro-google-fMtfiZV70JfjW8DSVGnDbK/pagina.html

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-NOTA B: 

https://i2.wp.com/www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

economia

L’Antitrust europea pronta a multare Google

La decisione il 15 aprile. Facebook nel mirino per violazioni della privacy

Mountain View (California), il quartier generale di Google

marco zatterin
corrispondente da bruxelles
Gli uomini dell’Antitrust europeo non commentano e non è una
sorpresa. Davanti alla notizia rimbalzata dall’America secondo cui la
Commissione Ue sarebbe entrata nell’ultima fase dell’inchiesta per abuso
di posizione dominante contro Google, i portavoce rispondono che
«l’indagine è in corso e non c’è nulla da dire». Il Wall Street Journal ha scritto che il contenzioso sarebbe sul punto di maturare e
una decisione, con possibile multa annessa, sarebbe prossima. «È la
foto attuale del caso», conferma una fonte Ue. Il collegio, aggiunge,
potrebbe esaminare il dossier in aprile: «Forse già nella riunione del
15, ma dipende come procederanno i contatti nei prossimi giorni».

La multinazionale di Mountain View rischia grosso. Tre anni fa
Microsoft si è guadagnata una sanzione da 1,8 miliardi di dollari per
non aver dato agli utenti di Windows una reale libertà di scelta sul
browser per Internet. La presunta colpa che vede Google sotto inchiesta
da 5 anni sarebbe in questo caso triplice: avrebbe utilizzato contenuti
di aziende concorrenti e no spacciandoli per propri; avrebbe fatto
apparire nelle ricerche le cose di casa rispetto alle altre; avrebbe
tratto vantaggi sfruttando la sue posizione dominante. Gli interessati,
naturalmente, negano. L’approssimarsi della fine, secondo le
indiscrezioni, sarebbe segnalata dal fatto che la Commissione Ue avrebbe
chiesto alle aziende che hanno denunciato Google il permesso di
pubblicare le informazioni depositate, dati e prove che inizialmente
avevano un carattere confidenziale. Secondo fonti industriali, alle
società sarebbe stato domandato di rispondere «in qualche giorno»,
indice dell’urgenza con cui Bruxelles intenderebbe avanzare.

Google ha un contenzioso aperto anche sul diritto all’oblio che una
sentenza della Corte Ue del maggio scorso vuole sia garantito a chi lo
desidera. Lo scorso novembre l’Europarlamento ha approvato un parere non
vincolante secondo cui i motori di ricerca dovrebbero essere separati
dall’industria dei servizi, il che comporterebbe lo spezzatino di
Mountain View. «Per la questione Antitrust – spiegano comunque a
Bruxelles -, la Commissione cercherà un accomodamento, prima di agire in
modo punitivo». A metà mese la questione potrebbe essere chiarita.

Nel frattempo, si scopre dal Financial Times che anche la Apple
sarebbe finita sotto i riflettori dell’Ue che starebbe esaminando gli
accordi di Cupertino con le case discografiche finalizzati alla
diffusione dei brani sulla piattaforma iTunes: i colloqui avverrebbero
nell’ambito dell’inchiesta dei servizi musicali in streaming.
Rischia pure Facebook, sospettata di violare la privacy degli utenti.
Sei Paesi hanno lanciato un’inchiesta sulla regina dei social media,
con Francia, Spagna e Italia che si sarebbero unite all’azione già
avviata da Germania, Olanda e Belgio. Si vuole fare luce sulla gestione
dei dati personali di oltre 300 milioni di utenti continentali che
sarebbero intrecciati con quelli di Instagram e WhatsApp per affinare
l’invio di pubblicità. Galeotto sarebbe il «like» che si decreta per le
cose di proprio gusto. I garanti della Privacy pensano che possa non
essere solo un click fine a se stesso.
 http://www.lastampa.it/2015/04/03/economia/lue-pronta-a-multare-google-pHwlThO70CxKqio8bcHx1I/pagina.html

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-NOTA C:
 https://i2.wp.com/www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif

tecnologia

Obama e l’economia del web: “L’Europa ci combatte con le leggi perché non può competere sul mercato”

Il presidente americano attacca le proposte comunitarie su privacy e
trasparenza fiscale, ma Bruxelles puntualizza: le regole sono uguali
per tutte le imprese, sia nazionali che globali

Il presidente americano Barack Obama
marco zatterin
Corrispondente da Bruxelles
Barack Obama non crede alla buona fede dell’Antitrust a dodici
stelle che, da anni, tiene sotto osservazione i giganti americani del
pianeta Internet, Google, Facebook e Amazon. Bruxelles si muove per
comprendere le dinamiche che sovrintendono alla gestione dei miliardi e
miliardi di dati che i colossi della grande rete tengono nei loro
computer. È uno duello intenso, senza esclusione di colpi. La casa di
Mountain View si è persino rifiutata di dire alla Corte di Giustizia Ue
dove sono situati fisicamente i centri in cui immagazzina numeri,
indirizzi, gusti e ricerche. C’è chi dice che il coinvolgimento di
Google, insieme con Amazon, nell’inchiesta sui possibili aiuti di stati
ottenuti dal Fisco in Irlanda e Lussemburgo non sia casuale, ma solo
l’ennesima battaglia nella grande quella per il controllo del web.

Il presidente degli Stati Uniti ha qualche dubbio e non ha problemi
ad ammetterlo. «Talvolta la risposta europea è guidata più da intenti
commerciali che ad altro», ha affermato in una intervista concessa a Re/code
, una delle principali testate tecnologiche del globo terracqueo.
«Ci sono paesi come la Germania – ha spiegato – che alla luce del
passato con la Stasi (la polizia segreta della Germania Est, ndr) sono
molto sensibili alla questione della riservatezza». Tuttavia, ha
insistito, «qualche volta le loro aziende che non riescono a competere
con le nostre cercano semplicemente di alzare degli ostacoli per
impedirci di essere ben presenti sul mercati».

Un’azione ispirata dalla politica, dunque, una politica commerciale
di contenimento, cosa che viene seccamente negata dai portavoce della
Commissione. A Bruxelles si risponde che «l’idea che l’Ue cerchi di
proteggere le sue aziende non riflette la realtà», perché l’Europa si
batte per fare in modo che «tutti possano stare sul mercato con le
medesime regole». Il tutto, non senza qualche evidente fastidio e
difficoltà. Soprattutto per la dote straordinaria delle multinazionali
di profittare i buchi nei sistemi fiscali e usare l’Europa quasi come
fosse un paradiso fiscale. Colpa degli stati, certo. Perché le
istituzioni, potendo, sarebbero liete di archiviare le anomalie.

Il clima è cambiato. La «Google tax» antielusione da applicare sui
maggiori protagonisti del web annunciata in dicembre nel Regno Unito lo
conferma. Potrebbe essere un esempio per tutti. La Commissione europea
investiga da anni la possibilità che Google usi e abusi della sua
potenza per fare accordi di ricerca con le imprese. Ora il colosso si è
impegnato a modificare alcuni meccanismi. E’ un passo avanti che, però,
non ha ancora convinto del tutto i critici della motore di ricerca più
amato. Il parlamento europeo ha anche approvato un testo non vincolante
che suggerisce la possibilità che Google sia spacchettata, da un lato le
ricerche e dall’altro i servizi. Agli americani non è piaciuto.

Nel programma della nuova Commissione uscito prima di Natale si legge
che l’Europa intende rinegoziare le regole secondo le quali le
compagnie americane possono esportare i dati riservati e no dei
cittadini europei, ipotesi che sembra essere molto gradita dai
consumatori e clienti che vivono dalle nostre aperti. I governativi
americani assicurano che non ci sono rischi di irregolarità, ma è un
argomento che raccoglie relativi consensi. A Bruxelles si studia con
metodo come e quando intervenire.

Nel frattempo, si tende la mano. «Il nostro ruolo è quello di
garantire che le imprese che lavorano nel nostro continente giochino con
le stesse regole – ha spiegato un portavoce Ue -, non se ne può fare a
meno se si intende tutelare gli interessi dei cittadini». Al contempo,
si punta a incoraggiare le imprese a investire in un mercata da 500
milioni di consumatori, piuttosto che in ventotto paesi guidati da
regole diverse. Insomma, è la teoria, si lavora perché tutti siano
uguali come dice la Costituzione americana. Anche se, si scopre spesso,
certe multinazionali sono più uguali di altre.

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-NOTA D:
https://i2.wp.com/www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif
tecnologia
Google ci fa credere di essere più intelligenti di quello che siamo

Gli strumenti di ricerca via web causano confusione “tra ciò che
effettivamente si sa e ciò che si crede di sapere”. Lo afferma uno
studio della Yale University

carlo lavalle
Google fa credere alle persone di essere più intelligenti di
quanto non siano realmente. Sono le conclusioni cui giunge un’accurata indagine
condotta da tre ricercatori in psicologia della Yale University, pubblicata sul Journal of Experimental Psychology.

Avere a portata di mano Internet e i motori di ricerca può
determinare negli individui un’errata percezione della propria
conoscenza, sopravvalutando le proprie capacità – sostengono nel loro
studio Matthew Fisher, Mariel K. Goddu, e Frank C. Keil che hanno
sottoposto ad una serie di test con domande, diverse centinaia di
adulti, divisi in gruppi.

Di norma, il soggetto riesce a distinguere abbastanza chiaramente
quando un’informazione è presa da una fonte esterna, come un libro e un
esperto, o, invece, è frutto del suo sapere memorizzato.
Internet, che amplia in maniera potenzialmente infinita l’accesso
alla conoscenza, tende però a causare un effetto sistematico di
confusione “tra ciò che effettivamente si sa e ciò che si crede di
sapere”.

Nell’individuo, che si avvale di Google o Yahoo, si crea un’illusione
di sapere che lo porta a non essere più in grado di rendersi conto di
quanto il proprio conoscere derivi da sé stesso o dalla tecnologia
online. D’altro canto, tra chi ricorre agli strumenti via web è stata
anche riscontrata l’attitudine a pensare che i loro cervelli siano più
attivi rispetto ad altri che utilizzano metodi differenti.

La diffusione di smartphone e tablet può aggravare questo problema
mettendo a disposizione, ovunque e continuamente, la connessione a
Internet. A rischiare di più sono i bambini che crescono immersi in un
ambiente in cui è sempre possibile reperire informazioni online.

Ma, sovrastimare la propria conoscenza, secondo i ricercatori, può
comportare pericoli anche in campo politico e, in generale, in quei
settori dove si assumono decisioni ad alto livello. “In questi ambiti, –
sottolinea Matthew Fisher
– è importante essere consapevoli delle proprie conoscenze e non
presumere di sapere qualcosa che non si sa. Internet implica grandi
benefici ma può rendere ancora più difficile raggiungere l’obiettivo di
una conoscenza personale”. Risultato già di per sé non facile da
ottenere nella vita.

http://www.lastampa.it/2015/04/06/tecnologia/lillusione-di-essere-pi-intelligenti-grazie-a-google-ZazTPZRBVxQwHyw8KR7Q3J/pagina.html

COMMENTO FINALE:

IN PRINCIPIO IO HO VISTO LE PROCEDURE DELL’UNIONE EUROPEA CONTRO LE NUOVE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAZIONI COME UN ATTACO ALLA NUOVA ERA CHE NEL MEDESIMO TEMPO CERCAVA DI SFRUTTARE POLITICAMENTE A VANTAGGIO DI CERTE FIGURE POLITICHE E MI SONO NEGATO A DARE IL MIO CONSENSO A TALE PROCEDURE.COSI E’ STATO NEL CASO MICROSOFT NEI TEMPI CHE MONTI ERA IL COMMISARIO DELL’ANTITRUT EUROPEO,O NEL PROPIO CASO GOOGLE CON LO SPAGNOLO ALMUDIA AL SUO POSTO.
.
OGGI LA SITUAZIONE E’ CAMBIATA:DA UNA PARTE SONO VENUTI FUORI LE MANIPULAZIONI INTERNAZIONALI,E PARTICOLARMENTE IN EUROPA,DEL SISTEMA IMPOSTIVO CIO CHE EVIDENTEMENTE SIGNIFICA UNO SFRUTTAMENTO DEI BENEFICI ECONOMICI,E NON SOLO,A FAVORE DEL NEOLIBERALIMO PER PARTE DEL SIGNOR SMITH;DA UN’ALTRO CANTO CON IL PASSO DEL TEMPO E IL MUTAMENTO DELLE SITUAZIONI POLITICI IN DIVERSI STATI,A FAVORE DI CONTROLLARE QUESTA SITUAZIONE SI SONO SOMMATTO ALTRI PAESI E LA PROTESTA E DIVENTATA GENERALIZZATA IN EUROPA,E PER FINIRE PER ME LA COSA IMPORTANTE E’ STATA CHE NELLE INTENZIONI PUNITIVI DEI DIVERSI PAESI HA SPUNTATO LA SEPARAZIONE DELLA COSA AMMINISTRATIVA ED ECONOMICA DALLA PARTE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA,E IN QUESTO SENSO ANCORA MEGLIO,LA SEPARAZIONE DEL MOTORE DI RICERCA SU QUI LA NUOVA ERA NON HA PARTE,DAGLI ASPETTI SCIENTIFICO-TECNICI E CONCETTUALI(FRA QUI LA VISIONE DEL MONDO SENZA LA QUALE OGGI GLOBALMENTE NULLA SI CREA,SI FABRICA O SI VENDE),NON TOCCANDO ALLORA IL MIDOLLO DELLA NUOVA ERA PRESENTE NEI GIGANTI DELLE TELECOMUNICAZIONI.E ALLORA SI,PURE MANTENENDOMI SCETTICO SULLE PROCEDURE ANTITRUST DELL’UNIONE EUROPEA,E CONTRARIO AD UNO SCONTRO USA-EUROPA IN QUESTO SENSO(1)HO DECISO SOMMARMI ALLA PROTESTA.

E CHIEDO RISPETTO E RICONOSCIMENTO PER L’EUROPA(NON MI RIFERISCO ADESSO ALL’UE):NON SI DIMENTICHI CHE IL WEB E’ UNA CREAZIONE INGLESE E CHE IL SUCCESSO DELLE GRANDI AZIENDE DELLE TELECOMUNICAZIONI E’ DOVUTO IN GRAN PARTE SE NON TUTTO,ALLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA E I SUOI CONTRIBUTI SCIENTIFICI-TECNOLOGICI.LA NUOVA ERA NON VENGA SFRUTTTA NE POLITICAMENTE NE ECONOMICAMENTE DAI SUOI AVVERSARI SIA IN EUROPA CHE NEGLI STATI UNITI INSOMMA.
A MODO DI RIASSUNTO FINALE DIRO CHE NESSUNE DI QUESTE PROCEDURE CONTRO GOOGLE RIPORTATI SOPRA NUOCIONO NE L’ESSENZA DELLA NUOVA ERA NE LA AVANGUARDIA DI GOOGLE.

(1)MI SONO NEGATO ANCHE SIA AD UNA LOTTA DI MERCATI USA-EUROPA CHE AI TRATTATI DI LIBERO SCAMBIO PERCHE CONSIDERO CHE ESSISTE GIA UNA COLABORAZIONE USA-EUROPA,E NON SOLO IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI, E PER TANTO QUELLI ACCORDI SOLO AVREBBERO COME RISULTATO SNATURALIZZARE E MINIMIZZARE L’INCIDENZA DELLA NUOVA ERA SIA NELLA SUA ESSENZA CHE NEI SUOI BENEFICI.

-PER CAPIRE TUTTO VEDI CUA,CLICCA:
http://cianciminotortoici.blogspot.com

 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/05/ex-googleora-vi-racconto-la-nuova-era.html

http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/08/e-se-sta-cosa-la-dice-luigoogle.html

19 APRILE 2015:ATTUALIZAZIONE

15 APRILE 2015:L’UNIONE EUROPEA ATTACA LA NUOVA ERA
Économie
Bruxelles accuse Google d’abus de position dominante
LE MONDE ECONOMIE | 15.04.2015 à 07h54 ,Mis à jour le 15.04.2015 à 16h26 | Par Cécile Ducourtieux (Bruxelles, bureau européen)
Aux Etats-Unis, la Federal and Trade Commission a blanchi Google d’abus de position dominante, en 2013.
Aux  Etats-Units la Federal and Trade commision a blanchi Google d’abus de position dominante en 2013.AP/MARCIO JOSE SANCHEZ

Pour Google, c’est un coup dur. Après près de cinq ans d’enquête sur
un éventuel abus de position dominante, la Commission européenne a
finalement décidé, mercredi 15 avril, d’envoyer au groupe Internet
américain ce que l’on appelle dans le jargon bruxellois une
« communication de griefs », c’est-à-dire un acte d’accusation en bonne
et due forme. Est tout particulièrement visé le service « Google
shopping » et le fait que Google privilégie systématiquement ce service
par rapport aux autres services/comparateurs de prix en ligne
« Je crains que l’entreprise n’ait injustement avantagé son
propre service de comparaison de prix, en violation des règles de
l’Union européenne en matière d’ententes et d’abus de position
dominante »
, a déclaré, mercredi à mi-journée, la commissaire européenne en charge de la concurrence, la Danoise Margrete Vestager.
La Commission craint que les utilisateurs de Google « ne voient pas nécessairement les résultats les plus pertinents en réponse à leurs requêtes ».
La direction de Google a déclaré qu’elle a « hâte de discuter avec la Commission européenne ».
Si cette décision ne préjuge pas d’une sanction ultérieure contre
Google, c’est la première fois dans son histoire que le groupe américain
est reconnu coupable d’avoir enfreint la loi antitrust. De quoi écorner
un peu l’image de ce géant, fondé en 1998, dont la domination, sur la
recherche en ligne, le mobile, le traitement des données personnelles de
manière générale inquiète de plus en plus, surtout en Europe.
Aux Etats-Unis, la Federal Trade Commission (FTC), responsable des
questions de concurrence et de protection du consommateur, avait
finalement blanchi Google d’abus de position dominante, en 2013.
Lire aussi : Le Sénat américain va enquêter sur Google
Par ailleurs, Bruxelles a aussi annoncé, mercredi, avoir décidé de
lancer une enquête formelle sur d’éventuelles infractions à la loi
antitrust concernant Android, le système d’exploitation du groupe
américain. Une enquête informelle était en cours depuis des dépôts de
plainte, en 2013.

Deux mois pour se défendre

La trentaine de plaignants (dont Microsoft) qui accusent la
multinationale de mettre davantage en avant ses services que les leurs
dans les résultats de recherche des internautes sur son moteur et
réclamaient depuis longtemps la « manière forte » contre Google se
réjouit, logiquement, de cette décision.
« Cette notification des griefs représente un pas
significatif pour faire stopper les pratiques anticoncurrentielles de
Google, qui ont nui à l’innovation et au choix des consommateurs »,
avaient
d’ailleurs réagi, par avance, mardi 14 avril, une des associations de
plaignants, FairSearch Europe, dans l’attente de la confirmation de la
décision de Bruxelles.
A dater de l’envoi de cette notification, Google dispose de deux mois
(pouvant être prolongés d’un mois) pour préparer sa défense. Puis
pourrait suivre une audition organisée par la Commission. Cette dernière
ne rendra sa décision qu’à l’issue de ces étapes, c’est-à-dire au plus
tôt fin 2015.

Un accord négocié n’est pas à exclure

Le géant de l’Internet risque une amende pouvant aller jusqu’à 10 %
de son chiffre d’affaires mondial (soit plus de 6 milliards d’euros).
Mais ce ne serait pas le pire pour un groupe aussi riche (66 milliards
de dollars de chiffre d’affaires en 2014, soit 62 milliards d’euros,
pour 14 milliards de dollars de profits).
La Commission pourrait surtout lui imposer des actions « correctives » de nature à transformer son modèle économique. « Peut-être
une séparation radicale, dans le résultat des recherches, entre les
liens sponsorisés et les autres résultats de recherche »
, suggère un bon connaisseur bruxellois du dossier.
Bruxelles ira-t-elle jusqu’à recommander un démantèlement du géant
américain, comme l’ont demandé les eurodéputés, qui ont voté,
symboliquement, en novembre 2014, en faveur d’une scission entre le
moteur de recherche et les autres services commerciaux du groupe ? C’est
très peu probable, estime une source proche du dossier.
Mais il n’est pas non plus exclu que, malgré l’envoi de la
notification de griefs, Google et la Commission parviennent quand même à
un accord négocié, dans les mois qui viennent, sans sanction ni
imposition d’actions correctives, Google s’engageant à prendre des
mesures de son propre chef. Le groupe américain étant très soucieux de
préserver sa réputation en Europe, cette voie est tout à fait possible.
Lire aussi : Un nouveau front s’ouvre contre Google en France
David Wood, l’avocat d’Icomp, un syndicat de sociétés Web regroupant
des plaignants contre Google (dont la britannique Foundem et Microsoft),
reconnaît que cette option est plausible. Mais, estime-t-il, « le
fait d’envoyer une notification de griefs à Google donne quand même à la
Commission une bien meilleure position de négociation pour parvenir à
un accord sur des mesures correctives ».

Rupture dans l’approche européenne

La décision prise par Mme Vestager et les services de la
puissante « direction générale à la concurrence » de la Commission
européenne marque une rupture complète avec la politique suivie ces
quatre dernières années par Bruxelles vis-à-vis de Google.
Depuis l’ouverture formelle de l’enquête, en novembre 2010, à la
suite de trois plaintes initiales de petites sociétés (l’allemande Ciao,
la britannique Foundem et la française Ejustice.fr), Joaquin Almunia,
le prédécesseur de Mme Vestager, n’a jamais voulu en arriver à un acte d’accusation et a cherché, par trois fois, la voie de la conciliation.
Mais il a fini par renoncer à cette stratégie, sous la pression des
plaignants, de quelques politiques (notamment le ministre de l’économie
allemand Sigmar Gabriel et son homologue français Arnaud Montebourg,
montés en première ligne mi-2014) et d’autres commissaires au sein de la
précédente Commission Manuel Barroso (dont l’allemand Gunther
Oettinger, actuel commissaire chargé du numérique, très remonté alors
contre Google).
Tous estimaient que les améliorations proposées par le géant de
l’Internet à la Commission ne corrigeraient qu’à la marge, voire, au
contraire, aggraveraient la situation dominante de son moteur sur le
Web. Aujourd’hui, en Europe, plus de 80 % des recherches en ligne sont
toujours effectuées en utilisant Google.
Lire aussi : Opération séduction de Google France
La décision de Bruxelles concernant Google est sans précédent, depuis
les jugements européens concernant Microsoft, au début des années 2000,
qui a dû au total verser plus de 2 milliards d’euros d’amendes. Cela va
donner de l’eau au moulin de ceux qui disent que l’Europe « en veut » à
Google et plus généralement au high-tech américain.
L’acte d’accusation de la Commission s’ajoute en effet à une série,
ces dernières années, de réactions des Européens contre de nouveaux
« modèles économiques » : interdiction d’Uber dans certains pays,
instauration de taxes « anti-Google » en Allemagne et en Espagne,
enquêtes européennes sur des aides d’Etat illégales qui auraient
bénéficié à Apple (en Irlande) ou à Facebook (au Luxembourg)…
 Cécile Ducourtieux (Bruxelles, bureau européen) Correspondante à Bruxelles

http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/04/15/bruxelles-accuse-google-d-abus-de-position-dominante_4615967_3234.html

REAZIONE:COSI COME AI TEMPI DI MONTI COMMISARIO ANTITRUST
DELL’UNIONE EUROPEA LA NUOVA ERA NON HA APOGGIATO LE SANZIONI A
MICROSOFT PERCHE ERA UN ATTACO ALLA NUOVA ERA PER SCOPI POLITICI,OGGI
NON APOGGIA QUESTA AZIONE DELL’UNIONE EUROPEA.ECCEDE LA PUNIZIONE DEL
MOTORE DI RICERCA E IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI PRETENDENDO ANCHE
PUNIRE GLI ASPETTI CONCETTUALI SCIENTIFICO-TECNICI E LA SUA VISIONE DEL
MONDO PER LA QUALE  GOOGLE E’ AVANGUARDIA ,QUANDO SI RIFERISCE A ABUSO
DI POSIZIONE DOMINANTE ANCHE “DEL MOBILE:”domination, sur la recherche
en ligne, le mobile, le traitement des données personnelles de manière
générale”
NO,SUL MOBILE GOOGLE E’ AVANGUARDIA E NON ABUSATORE DI UN BEL NIENTE.
OVVIAMENTE NELL’UE IL NEOLIBERALISMO NON POTEVA NON FARE SENTIRE LA SUA VOCE.
PER QUANTO RIGUARDA ALLE RICERCHE,LA PUBBLICITA E IL TRATAMENTO DEI
DATI PERSONALI NON RIGUARDANO DIRETTAMENTE ALLA NUOVA ERA NEI SUOI
ASPETTI CONCETTUALI MA ALLA PARTE AMMINISTRATIVA ED ECONOMICA E HO GIA
FATTO SAPERE LA MIA OPINIONE RIFIUTANDO LA RISOLUZIONE DELLA FTC USA NEL
2013 COSA CHE IL SENATO AMERICANO STA RIVEDENDO ATTUALMENTE ALLO STESSO
MODO CHE IL PARLAMENTO FRANCESE.
ANCHE SULLE TASSE MI SONO ESPRESSO A LUNGO CONSIDERANDO IL SISTEMA
IDEATO DAL SIGNOR SMITH CENTRALIZATO NELL’IRLANDA E BRUXELLES UNA
DEVIAZIONE DEI PROFITI DELLA NUOVA ERA VERSO IL NEOLIBERALISMO.
CONDANNO ANCHE CON VEEMENZA E NON CONDIVIDO QUESTO APOGGIO DI
MICROSOFT ALL’ATTACO DELL’UNIONE EUROPEA VERSO ANDROID:OLTRE A DIFENDERE
IL SUO MOTORE  DI RICERCA BING,FINIREBBE PER FAVORIRE GLI USURPATORI
DEL GOVERNO GOLPISTA ITALIANO DI RENZI E I SUOI TELEMACI CHE STANNO
PORTANDO AVANTI CON L’AUSPIZIO DI MICROSOFT LE INIZIATIVE DEL
“DIGITALVENEZIA” E ALTRE DEL GENERE.
.
-E COSI SU LA REPUBBLICA,TITOLARE:
L'antitrust Ue accusa Google   video   "Abuso di posizione dominante"
L’antitrust Ue accusa Google video “Abuso di posizione dominante”
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Dalla privacy alle tasse: tutti i fronti aperti in EuropaRischia multe per 6 miliardi di dollari di E. AVESANI e S. COSIMI

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sabato 28 marzo 2015

IL FARO EST DELLA NUOVA ERA,LA BANCA DELL’EXPO SHANGAI?

INTRODUZIONE:VI LA RICORDATE L’EXPO DI SHANGAI?

http://cianciminotortoici.blogspot.com/2010/05/la-nuova-era-viaggia-alla-fiera-di.html

VEDI ADESSO UNA SERIE DI NOTE AL RIGUARDO:

19 MARZO 2015:MERCATI ASIATICI,IL FARO EST DELLA NUOVA ERA
.
-SU THE WASHINGTON TIMES:
Obama umiliato quando i migliori alleati si affrettano a unirsi ala banca per lo sviluppo della Cina
Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia aderiscono a Pechino come  Australia, Corea del Sud
L'amministrazione Obama è stato scettico Infrastructure asiatica proposto Investment Bank dall'inizio, sostenendo che potrebbe rivelarsi superfluo e potrebbe minare gli standard di prestito su temi come tutela dei lavoratori e dell'ambiente. (Associated Press)
L’amministrazione Obama all’inizio è stato scettica verso la proposta dell’Infrastructure Asiatic Investment Bank sostenendo che potrebbe rivelarsi superfluo e potrebbe minare gli standard dei prestitI su temi come tutela dei lavoratori e dell’ambiente. (Associated Press) di più>
By David R. Sands – The Washington Times – Mercoledì 18 marzo 2015

La battaglia di volontà tra Pechino e Washington su una banca di sviluppo sponsorizzata dalla Cina per l’Asia si sta trasformando in una disfatta, e l’ amministrazione Obama si è trovata isolata e imbarazzata quando i suoi migliori alleati si sono sfilati questa settimana per partecipare al proposto Infrastructure Asiatic Investment Bank .
In quello che un analista ha soprannominato un “disastro diplomatico” per gli Stati Uniti, la Gran Bretagna divenne il primo grande alleato europeo a firmare come membro fondatore della banca d’investimento con sede a Shanghai, si è unito rapidamente la Francia, la Germania e l’Italia, che ha respinto pubblici e privati avvertimenti provenienti dagli Stati Uniti circa l’impatto potenziale della banca su standard dei prestito globali e la competizione che potrebbe fornire alle istituzioni esistenti come la Banca Mondiale dominata dagli Stati Uniti .
Lussemburgo, un importante centro finanziario globale, ha rivelato questa settimana che avrebbe firmato anche. La Cina inoltre sta anche corteggiando l’Australia e la Corea del Sud, due dei più stretti alleati asiatici dell’America,per aderire prima della scadenza 31 marzo. Un servizio stamp sudcoreano ha riferito Mercoledì che Seoul lo ha preso l’offerta “seriamente in considerazione”.
La ragione per la fuga precipitosa è chiaro:il mercato della Cina con il suo enorme tesoro di denaro da investire ha portato a ignorare eventuali preoccupazioni espresse dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e del Dipartimento di Stato su che Pechino sara proprietario della meta del capitale della banca.
“In poche parole, se voi parlate, si dispone di una quota,” Thomas Koenig, un analista di politica della Camera di commercio dell’Unione Europea ha detto al servizio di trasmissione tedesca Deutsche Welle.
Con 32 paesi a bordo e di più attesi nei prossimi giorni, i media statali cinesi hanno iniziato a gongolare per il fallimento della amministrazione Obama a raccolta anche ei suoi più stretti alleati e partner commerciali per evitare la Infrastructure Asian Investment Bank . Essi hanno rilevato che i funzionari degli Stati Uniti hanno a lungo tenuto conferenze in Cina, ora la seconda più grande economia del mondo,per prendere una “stakeholder” ruolo più attivo negli affari economici globali, ma poi ha cercato di minare la banca d’investimento quasi dal momento che presidente cinese Xi Jinping galleggiava l’idea di un fondo di sviluppo asiatico durante un viaggio in Indonesia nel mese di ottobre del 2013.
“Benvenuti Germania! Francia Benvenuti! Benvenuti l’Italia! “, Il funzionario cinese Xinhua News Agency ha scritto in un commento pubblicato Mercoledì.
“Nonostante una petulante e cinico Washington,”sempre più grandi paesi si stanno unendo, il commento ha osservato. “Tenendo uva acerba sul AIIB l’America sembra isolata e ipocrita.”
I funzionari cinesi hanno notato Mercoledì che l’Infracstrutture Asian Investment Bank sarà all’ordine del giorno del vertice diplomatico dei top cinese, giapponese e sudcoreano il Sabato a Seul. Il Ministro delle Finanze Cinese Shi Yaobin ha detto ai giornalisti a Pechino che gli Stati Uniti sarebbero ancora benvenuti come socio fondatore.

Dicendo che le esigenze di finanziamento delle infrastrutture in Asia,stimato pressa poco di $ 700 bilioni di dollari all’anno,non siano coperti da istituzioni come la Banca mondiale e la Banca asiatica di sviluppo, la Cina sta mettendo metà delle iniziali 50 miliardi dollari di finanziamento previsto nel lancio dell’ Infrastructure Asiatic Investment Bank . India, un altro alleato degli Stati Uniti, è il secondo più grande investitore,insieme ad un gruppo di paesi in via di sviluppo dell’Asia e del Medio Oriente,che hanno rapidamente firmato.
L’ amministrazione Obama è stato scettica dell’idea fin dall’inizio sostenendo che la banca proposta potrebbe rivelarsi superflua e potrebbe minare gli standard di prestito su temi come tutela dei lavoratori e dell’ambiente.La grande partecipazione della Cina ha anche sollevato bandiere rosse e i funzionari degli Stati Uniti hanno detto che la banca avrebbe favorito le priorità economiche e strategiche di Pechino.
Scontro sul peso
Alla base del dibattito pubblico è stato un chiaro scontro tra Washington e Pechino sul ruolo leader dell’infrastruttura finanziaria del mondo istituita in gran parte dagli Stati Uniti sulla scia della seconda guerra mondiale e ancora in gran parte dominato negli alti ranghi dagli Stati Uniti, Europa e funzionari giapponesi .
“Siamo cauti circa la tendenza verso l’acomodarsi costante di Cina , che non è il modo migliore per coinvolgere una potenza in ascesa”, ha detto un funzionario non identificato USA sul quotidiano Financial Times dopo la notizia che la Gran Bretagna si sarebbe unito alla banca.
Le potenze in crescita come Cina,Brasile e India hanno espresso una montate frustrazione su una proposta di revisione del Fondo Monetario Internazionale per ripristinare i diritti di voto in modo da riflettere la nuova gerarchia mondiale bloccata perche l’ amministrazione Obama nel Congresso dominato dai repubblicani non e’ stata in grado di passarla.
Gli analisti dicono che i funzionari cinesi hanno abilmente cercato di venire incontro alle preoccupazioni su che i membri del Infrastructure Asian Investment Bank saranno disegnate in uno scontro di potere. Durante una visita in Australia, il mese scorso, Zhou Qiangwu,un uomo di punta gli sforzi di vendita di Pechino, ha osservato che l’Infrastruttura Asian Investment Bank sarà gestito da un segretariato multinazionale e utilizzERA la stessa struttura di gestione della Banca Asiatica di Sviluppo e la Banca Mondiale .
La banca proposta “seguira la prassi internazionale e dara massima attenzione alle questione dell’impatto ambientale e il reinsediamento” ha detto,e anche con forti garanzie contro la corruzione.
Il segretario al Tesoro Jacob Lew ha cercato di moderare la linea degli Stati Uniti contro l’Infrastructure Asian Investment Bank in una testimonianza a Capitol Hill questa settimana, insistendo sul fatto che l’obiettivo primario dell’amministrazione quello di garantire che la banca non ha di minare gli standard di prestito.
“Spero che prima che gli impegni definitivi sono fatti chi presta il proprio nome a questa organizzazione farà in modo che il governo sara appropriato”, ha detto Lew.
Ma la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno detto questa settimana che è stata la “decisione sovrana” di ogni paese sull’opportunità di partecipareo meno alla banca.
Mr. Lew ha riconosciuto che il primato Occidentale di lunga data degli Stati Uniti nella sfera finanziaria globale è stata sfidata da Cina e altre potenze emergenti, che non possono condividere le priorita di Washington.
“I nuovi giocatori stanno sfidando la leadership degli Stati Uniti nel sistema multilaterale”, ha dichiarato Lew, implorando per il passaggio del pacchetto di riforma del FMI. “La nostra credibilità internazionale e l’influenza sono minacciati.”
Ma gli analisti privati ​​sostengono che la credibilità e l’influenza hanno preso grande successo dalla fretta per aderire all’Infrastructure Asian Investment Bank .
C. Fred Bergsten, membro senior presso la Peterson Institute for International Economics basata in Washington, ha scritto questa settimana che l’ amministrazione Obama ha fatto un errore enorme cercando di minare la banca, non solo non riuscendo a convincere gli alleati a stare fuori, ma anche rafforzando le voci di Pechino,che sostengono che gli Stati Uniti stanno cercando di mantenere la Cina verso il ribasso.
“L’ostilità degli Stati Uniti rafforza i cinesi che ritengono che la strategia degli Stati Uniti è quella di contenere e reprimere”, ha scritto, “in modo da aumentare, piuttosto che diminuire la prospettiva di un comportamento cinese non cooperativo.”
Sul Financial Times,Gideon Rachman ha detto questa settimana che la saga “si sta trasformando in una debacle diplomatica per gli Stati Uniti”
“Con la creazione e quindi con la perdita di una lotta di potere con la Cina “, ha detto,” Washington ha inviato un segnale non intenzionale sulla deriva del potere e l’influenza nel 21 ° secolo. ”
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Chi l’Autore

David R. Sands
David R. Sands
Cresciuto nel nord della Virginia, David R. Sands ha ricevuto una laurea presso l’Università della Virginia e un master presso la Scuola Fletcher di Diritto e diplomazia presso la Tufts University. Ha lavorato come giornalista per diverse pubblicazioni di Washington-area di lavoro prima di entrare al The Washington Times.
Ai tempi, il signor Sands ha coperto numerose argomenti, tra cui il commercio internazionale, banche, politica …
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REAZIONE:NON BISOGNA RICORDARLO,QUESTO NON E’ NEOLIBERALISMO,LA CINA E’ UN PAESE CHE SI HA CONVERTITO ALLA NUOVA ERA.ED E’ SIGNIFICTIVO CHE LA SEDE DI QUESTA BANCA SIA SHANGAI DOVE SI E’ SVOLTO QUELLA IMPORTANTE EXPO.
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-APPENDICE:SU LA REPUBBLICA:
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Ft: “L’Italia nell’Asian Infrastructure Investment Bank voluta da Pechino”

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L’Italia aderisce all’Istituto fondato dalla Cina per attrarre investimenti in infrastrutture, in competizione con la Banca Mondiale di Washington e l’Asian Development Bank sponsorizzata dagli Usa. Il Tesoro: “Vogliamo diventare membri fondatori”

17 marzo 2015
Ft: "L'Italia nell'Asian Infrastructure Investment Bank voluta da Pechino"
L’incontro a Pechino per presentare l’AIIB, presente il presidente cinese Xi Jinping (reuters)
LONDRA – Dopo la Gran Bretagna, il cui passo ha irritato profondamente gli Stati Uniti, anche l’Italia ha accettato di entrare a far parte della Asian Infrastructure Investment Bank. Con lei la Fracia e la Germania. La AIIB è l’istituto finanziario promosso dalla Cina per costituire – secondo gli Usa – un’alternativa alla Banca Mondiale di Washington e all’Asian Development Bank, sponsorizzata dall’America.
La notizia è stata rivelata dal Financial Times e confermata poi da un comunicato ufficiale del Tesoro, secondo il quale Berlino, Roma e Parigi “vogliono diventare membri fondatori dell’AIIB”.
Nella ricostruzione del quotidiano della City, l’istituto, voluto con forza da Pechino, è visto come fumo negli occhi dagli Usa. Washington, scrive il Ft, ha fatto di tutto per evitare che nazioni occidentali entrassero nella Aiib. L’istituto, fondato a Pechino lo scorso anno, punta ad attrarre investimenti in infrastrutture in settori come trasporti, energia e telecomunicazioni in tutta l’Asia.
Tra i Paesi della regione, ma rimasti finora fuori dalla AIIB, si contano Giappone, Corea del Sud e Australia. A Canberra, però, il premier Tony Abbott ha fatto sapere che a breve farà una scelta finale.
Anche Seul potrebbe rivalutare il suo no all’ingresso nella AIIB, scrive il Financial Times. Mentre il Giappone, insieme agli Usa il maggior ‘azionista’ della Asian Development Bank, ne resterà fuori, anche per l’accesa rivalità storica con Pechino, alimentata negli ultimi anni dalla contesa sulle isole Senkaku (per Tokyo) Diaoyu (per Pechino).
La AIIB, scrive il Financial Times che cita fonti Ue, avrà a disposizione un bilancio di 50 miliardi di dollari. “La decisione dei Paesi Ue – sottolinea il Ft – rappresenta una significativa sconfitta per l’amministrazione Obama, secondo la quale i Paesi occidentali avrebbero avuto una maggiore influenza sulla nuova banca se tutti insieme ne fossero rimasti fuori”.
L’iniziativa dell’AIIB, “lanciata dal presidente (cinese) Xi Jinping è uno degli elementi di una “offensiva più ampia di Pechino per creare nuove istituzioni economiche e finanziarie che ne accresceranno l’influenza internazionale”.
Washington ha accolto con apparente neutralità la notizia, riferita dal Financial Times, che dopo la Gran Bretagna anche Italia, Francia e Germania hanno aderito alla ‘Asian Infrastructure Investment Bank’, l’istituto finanziario promosso dalla Cina per costituire un’alternativa alla Banca Mondiale di Washington e alla ‘Asian Development Bank’, sponsorizzata sempre dall’America.
Il responsabile del desk Asia-Pacifico del dipartimento di Stato,  Daniel Russel da Seul, ha chiarito che i dubbi Usa sulla AIIB restano ma, ha aggiunto, ogni singola nazione è libera di aderire al progetto: “Ogni governo può fare le proprie scelte (sul fatto che) il modo (migliore) per raggiungere i propri obiettivi sia quello di entrare a far parte (di AIIB) prima che i termini dell’accordo sia chiariti o se sia quello di aspettare per vedere quali saranno i risultati una volta che la banca avrà iniziato ad operare”.
Il riferimento è alla scadenza del 31 marzo, fissata da Pechino, per i Paesi che intendono aderire all’AIIB con la status privilegiato di membri fondatori e non di semplici componenti, in caso di ingresso dopo la fine del mese.
http://www.repubblica.it/economia/2015/03/17/news/ft_l_italia_nell_asian_infrastructure_investment_bank_voluta_da_pechino_-109693865/?ref=HREC1-3

-APPENDICE 2:ALTRE VISIONI DELL’ARGOMENTO SU
Mercopress - South Atlantic News Agency
-PRIMA NOTA:
Mercoledì, Marzo 18 2015 – 08:14 UTC
Principali economie dell’UE annunciano piani di aderire a  banca di sviluppo liderata dalla Cina, nonostante avvertimento degli USA

Francia, Germania e Italia il Martedì hanno annunciato l’intenzione di aderire al AIIB banca di sviluppo guidata da cinesi,il cui disegno porta preoccupazione a Washington che vede l’istituzione con scetticismo. I tre paesi europei vogliono “diventare membri fondatori della Asian Investment Bank Infrastructure (AIIB)”, hanno detto in una dichiarazione.

Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che il suo paese con l'Italia e la Francia "vuole portare la nostra lunga esperienza ... per aiutare la banca a costruire una solida reputazione". 
Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che il suo paese con l’Italia e la Francia “vuole portare la nostra lunga esperienza … per aiutare la banca a costruire una solida reputazione”.
Il 50 miliardi di dollari AIIB è stato sponsorizzato da Pechino come un modo di finanziare lo sviluppo regionale, ma è visto come un potenziale rivale alle istituzioni statunitensi, come la Banca mondiale.
Il 50 miliardi di dollari AIIB è stato sponsorizzato da Pechino come un modo di finanziare lo sviluppo regionale, ma è visto come un potenziale rivale alle istituzioni statunitensi, come la Banca mondiale.

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I 50 miliardi di dollari dall’AIIB e’ stato festeggiato da Pechino come un modo di finanziare lo sviluppo regionale, ma è visto come un potenziale rivale alle istituzioni statunitensi, come la Banca Mondiale.
Washington, Tokyo e Seoul hanno rifiutato di diventare membri fondatori – ma entro una settimana,le quattro maggiori economie europee hanno segnalato l’intenzione di aderire. Gran Bretagna il Giovedi ha annunciato le sue ambizioni di essere il primo paese occidentale ad aderire alla banca, in una mossa per rafforzare le relazioni con la Cina
Rispondendo alle segnalazioni dell’interesse europeo per la banca, il portavoce cinese del ministero degli Esteri Hong Lei ha detto: “Accogliamo con favore i paesi ad aderire al AIIB come membri fondatori potenziali.”
“Il AIIB è un’istituzione di investimento multilaterale aperto e inclusivo”, ha detto il portavoce, aggiungendo che “la partecipazione dei paesi al di fuori della regione intensificherà l’ampia rappresentatività del AIIB.”
Cina e altri 20 paesi hanno firmato un memorandum d’intesa per stabilire la banca con sede a Pechino nel mese di ottobre.
In una conferenza stampa congiunta con il cinese il vice-premier Ma Kai il Martedì a Berlino, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che il suo paese con l’Italia e la Francia “vuole portare la nostra lunga esperienza … per aiutare la banca a costruire una solida reputazione”.
Vogliamo dare un contributo allo sviluppo positivo dell’economia asiatica, in cui le aziende tedesche partecipano attivamente”, ha detto.
Ma la mossa di Europa è stata accolta con un avvertimento di cautela dagli Stati Uniti.
Il segretario al Tesoro Jacob Lew ha detto che la preoccupazione principale di Washington era se la banca avrebbe di “aderire al tipo di standard elevati che le istituzioni finanziarie internazionali hanno sviluppato”.
“Sarà a  proteggere i diritti dei lavoratori, dell’ambiente e intende affrontare i problemi di corruzione in modo appropriato?
Il nostro punto a tutti insieme è che chiunque si una avra le esigenze di chiedere quelle domande in via preliminare e spero prima che gli impegni definitivi sono fatti perche chi presta il proprio nome a questa organizzazione farà in modo che il governo è appropriato”, ha detto Lew Congresso.
Gli europei ritengono che, essendo all’interno della AIIB essi saranno meglio in grado di garantire che gli standard di governance siano alti.
“La Germania vuole anche che il AIIB raggiunge gli elevati standard della Banca Mondiale e di altre istituzioni finanziarie regionali,” una fonte vicina al governo tedesco ha rivelato. “Stiamo agendo sul principio che possiamo farlo meglio con una cooperazione costruttiva nella elaborazione di tali norme”.
http://en.mercopress.com/2015/03/18/eu-main-economies-announce-plans-to-join-china-led-development-bank-despite-us-warning
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-SECONDA NOTA:

Mancata approvazione riforme FMI mette “la credibilità degli Stati Uniti a rischio” Lew avverte Congress

La credibilità degli Stati Uniti è a rischio se il Congresso non riesce ad approvare Fondo monetario internazionale di quote e di governance delle riforme, il segretario al Tesoro Jacob Lew ha avvertito il Martedì. Per più di due anni, il Congresso degli Stati Uniti ha impedito le riforme 2010 del FMI da entrata in vigore.

'La nostra continua incapacità di approvare le quote e della governance del FMI riforme sta causando altri paesi, tra cui alcuni dei nostri alleati, a mettere in discussione il nostro impegno per il Fondo monetario internazionale', ha detto Lew
‘La nostra continua incapacità di approvare le quote e della governance del FMI riforme sta causando altri paesi, tra cui alcuni dei nostri alleati, a mettere in discussione il nostro impegno per il Fondo monetario internazionale’, ha detto Lew

“Criticamente, stiamo cercando l’approvazione del Congresso della quota FMI e riforma della governance”, ha detto Lew un’audizione della Camera dei rappresentanti del comitato dei servizi finanziari, secondo il testo preparato. “La nostra credibilità internazionale e l’influenza sono minacciati.”
Gli Stati Uniti sono l’unico paese membro con potere di veto sulle decisioni più importanti del FMI. Le riforme dovrebbero dare più peso ai poteri dei mercati emergenti, come la Cina, e di raddoppiare le risorse finanziarie permanenti del Fondo.
Questo impasse ha sollevato le ire della Cina e di altri paesi che potrebbero beneficiare di una struttura di potere più rappresentativo dell’economia globale attuale.
“Le riforme proposte metteranno finanze del FMI sulla base più stabile nel lungo termine, contribuire a modernizzare la struttura della governance del FMI, e conservare una forte leadership americana nel plasmare l’istituzione”, ha detto Lew.
“La nostra continua incapacità di approvare le quote e della governance del FMI riforme sta causando altri paesi, tra cui alcuni dei nostri alleati, a mettere in discussione il nostro impegno per il Fondo monetario internazionale e altre istituzioni multilaterali che abbiamo lavorato per creare e che avanzano importanti degli Stati Uniti e gli interessi economici e di sicurezza globali . ”
Lew ha osservato che il ritardo di riforma stava spingendo poteri dei mercati emergenti per creare le proprie istituzioni finanziarie multilaterali parallele. I BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – hanno annunciato la propria banca di sviluppo nel 2014, e la Cina recentemente ha portato al lancio di un’istituzione separata, Infrastructure Asian Investment Bank.
“Le riforme del FMI dovranno contribuire a convincere le economie emergenti a rimanere ancorati nel sistema multilaterale che gli Stati Uniti ha aiutato a progettare e continua a guidare”, ha detto Lew.
Il bilancio proposto dall’amministrazione Obama l’anno fiscale 2016 include l’aumento dell’impegno finanziario del FMI.
http://en.mercopress.com/2015/03/18/failure-to-approve-imf-reforms-puts-credibility-of-the-us-at-risk-lew-warns-congress
REAZIONE:GLI ADERENTI ALLA BANCA CINESE NON SONO POTENZE EMERGENTI MA DI PRIMO ORDINE E QUINDI LA MANCANZA DI CREDIBILITA NO RISULTA DELLE MANCATE RIFORME PER FARE IN MODO CHE  POTENZE EMERGENTI INCIDANO SUL FMI,MA DALLA CELERITA CON CHE QUESTI IMPORTANTI PAESI SI SONO INTEGRATI ALLA BANCA CINESE RICONOSCENDO COSI UNA NUOVA ERA DELL’ORDINE FINANZIERE MONDIALE.

-TERZA NOTA:NUOVA ERA MIRACOLATA
Lunedi, March 16 2015 – 10:25 UTC
Il Rego Unito visto dalla parte sbagliata in una disputa US/Pechino sopra una banca di sviluppo cinese

Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per l’offerta del Regno Unito di diventare uno dei membri fondatori di una banca di sviluppo spallegiata dai cinesi. Il Regno Unito è la prima grande economia occidentale a presentare domanda di adesione della Asian Investment Bank Infrastructure (AIIB) nonostante il fatto che gli Stati Uniti hanno sollevato dubbi in merito all’impegno della banca agli standard internazionali in materia di governance.
"Ci saranno momenti in cui abbiamo un approccio diverso", un portavoce del primo ministro David Cameron ha detto circa il rimprovero rara dagli Stati Uniti.
Ci saranno momenti in cui abbiamo un approccio diverso”, un portavoce del primo ministro David Cameron ha detto circa il raro rimprovero dagli Stati Uniti.
Il AIIB, che è stato creato nel mese di ottobre da 21 paesi, guidati da Cina, finanzierà progetti di energia, dei trasporti e delle infrastrutture asiatici.
Il AIIB, che è stato creato nel mese di ottobre da 21 paesi, guidati da Cina, finanzierà progetti di energia, dei trasporti e delle infrastrutture asiatici.
Stati Uniti vedono lo sforzo cinese come uno stratagemma per diluire il controllo degli Stati Uniti del sistema bancario, e ha convinto alleati regionali come l'Australia, la Corea del Sud e Giappone di rimanere fuori della banca.
Stati Uniti vedono lo sforzo cinese come uno stratagemma per diluire il controllo degli Stati Uniti del sistema bancario, e ha convinto alleati regionali come l’Australia, la Corea del Sud e Giappone di rimanere fuori della banca.
“Ci saranno momenti in cui abbiamo un approccio diverso”, un portavoce del primo ministro David Cameron ha detto circa il raro rimprovero dagli Stati Uniti.
Il AIIB, che è stato creato nel mese di ottobre da 21 paesi guidati da Cina e finanzierà progetti di energia, dei trasporti e delle infrastrutture asiatici. Il Regno Unito ha insistito che avrebbe chiesto alla banca di aderire a severe procedure bancarie e di sorveglianza. “Pensiamo che sia nell’interesse nazionale del Regno Unito”, ha detto il portavoce del primo ministro Cameron.
Pippa Malmgren, ex consigliere economico del presidente Usa George W. Bush, ha detto alla BBC che il castigo pubblico dagli Stati Uniti alla mossa potrebbe essere una sorpresa.
“Non è normale per gli Stati Uniti di pubblicamente rimproverare gli inglesi”, ha detto, aggiungendo che l’attenzione degli Stati Uniti sulla politica interna in questo momento avrebbe potuto portare alla supervisione.
Tuttavia, il portavoce di Cameron ha detto che il cancelliere George Osborne ha discusso la misura con il suo omologo statunitense prima di annunciare la mossa.
In una dichiarazione che annuncia l’intenzione del Regno Unito di aderire alla banca, Osborne ha detto che l’adesione AIIB in fase di fondazione creerebbe “un’opportunità senza pari per il Regno Unito e l’Asia ad investire e crescere insieme”.
La speranza è che l’investimento nella banca darà alle società inglesi l’opportunità di investire in mercati in più rapida crescita al mondo.
Ma gli Stati Uniti vede lo sforzo cinese come uno stratagemma per diluire il controllo degli Stati Uniti del sistema bancario, e ha convinto alleati regionali come l’Australia, la Corea del Sud e Giappone di rimanere fuori della banca.
In risposta alla mossa il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Patrick Ventrell, ha dichiarato: “Crediamo che qualsiasi nuova istituzione multilaterale dovrebbe incorporare gli elevati standard della Banca Mondiale e le banche regionali di sviluppo.”
“Sulla base di molte discussioni, abbiamo dubbi sul fatto che l’AIIB incontrerà questi standard elevati, in particolare relative alla governance, e la tutela ambientale e sociale”, ha aggiunto
I paesi membri fondatori della AIIB hanno concordato i parametri di base che determinano la struttura del capitale della nuova banca sarebbe relativo prodotto interno lordo.
Esperti bancari hanno stimato che, se preso alla lettera, questo darebbe alla Cina una partecipazione del 67% nella nuova banca.
Questo è significativamente diverso dal Development Bank in Asia, che ha una struttura simile alla Banca Mondiale ed è stato in esistenza dal 1966. Lì, le quote di maggioranza sono controllate dal Giappone e dagli Stati Uniti.
http://en.mercopress.com/2015/03/16/uk-caught-on-the-wrong-side-in-a-us-beijing-dispute-over-chinese-development-bank
REAZIONE:LA MANCATA ADESIONE DELL’AUSTRALIA,COREA DEL SUD E GIAPPONE NON SI HA CONCRETATO.
I DUBBI SULLA GOVERNANZE,SUGLI STANDARD DEI CREDITI DEL LAVORO E LA TUTELA AMBIENTALE SONO SOLO UNA BOUTADE DI OBAMA CAMPATI PER ARIA.MEGLIO E’ NON PRENDERLI SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE.
BENE IL REGNO UNITO:LA PREDICA CONTRO LE “DEVIAZIONI” NEOLIBERALI DI CAMERON CHE IN CINA LI HA PORTATO PIU DI UN MAL DI TESTA(INDUSTRIA FARMACEUTICA TRA ALTRI)(1)E GLI ULTIMI RIFIUTI ELETTORALI IN GB A VANTAGGIO DI CHI HA APOGGIATO LA NUOVA ERA,HANNO PRODOTTO QUESTE CORREZIONI:IN BUONA ORA.LA NUOVA ERA PUO FARE MIRACOLI.
(1)IO SONO FAVOREVOLE ALL’USO PER PARTE DEL CORPO MEDICO DELLE PRESCRIZIONI CON IL NOME CHIMICO GENEREICO DEL MEDICAMENTO MA SOLO PER MOTIVI DI OTTIMIZAZIONE DELL’ASSISTENZA AL MALATO,E QUESTO NON SIGNIFICA CHE IO SIA CONTRARIO ALLE MULTINAZIONALI DEL MEDICAMENTO,ANZI HO SEMPRE LAVORATO BENISSIMO CON LORO.E ANCORA,QUESTI SONO L’AVANGUARDIA DELLA RICERCA E CREATORI DI “NUOVI GENERICI” CHE ARRISCHICONO I VADEMECUM NAZIONALI DEI RIPETTIVI PAESI,E OVVIAMENTE MIGLIORANO ANCHE L’ASSISTENZA MEDICA.CERTO,LA CORRUZIONE VA PENALIZATA OVUNQUE,ANCHE NEI GRANDI LABORATORI DEL MEDICAMENTO.MA IN QUESTO SENSO IO PUNTEREI I MIEI FRECCIE ANCHE SU CERTI ISTITUZIONI DELLA RICERCA MULTINAZIONALI,A VOLTE ANCHE FARMACEUTICA,CHE DOPO ISTALLATI “RAFREDDANO” SUBITO GLI SCOPI POLITICI E TECNICI CON QUI SI SONO INSEDIATI,DEVIANDO I LAVORI A FINALITA INCONFESSABILI.

-QUARTA NOTA:
-SU THE WASHINGTON TIMES:
Australia, ultimo alleato degli Stati Uniti firma con la nuova banca di sviluppo cinese
Nonostante le preoccupazioni di Washington i sostenitori della banca continuano a crescere

LED IN: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a sinistra, stringe la mano con il presidente cinese Xi Jinping nel corso di una cerimonia di benvenuto per il vertice Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) presso il Centro Congressi Internazionale di Yanqi Lake, Pechino, Cina Martedì 11 novembre, 2014. (AP Photo / Ng Han Guan) (Associated Press)
LED IN: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a sinistra, stringe la mano con il presidente cinese Xi Jinping nel corso di una cerimonia di benvenuto per il vertice Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) presso il Centro Congressi Internazionale di Yanqi Lake, Pechino, Cina Martedì 11 novembre, 2014. (AP … continua>

By David R. Sands – The Washington Times – Martedì 24 marzo 2015

Australia,ha spostato un grande passo avanti per diventare l’ultimo alleato degli Stati Uniti a resistere l’amministrazione Obama e firmare come membro fondatore del proposto Infrastructure Asian Investment Bank della Cina, secondo la stampa.
Il Sydney Morning Herald ha riferito Martedì che l’australiano Gabinetto ha votato per invertire la sua precedente posizione e firmare un memorandum d’intesa per la fine del mese per partecipare alll’iniziativa di 100 billioni di dollari, la metà dei quali saranno finanziati con capitale iniziale fornito da Pechino .
Il AIIB , concepito per contribuire a finanziare le enormi esigenze di finanziamento delle infrastrutture di economie in espansione dell’Asia, ha provocato un braccio di ferro tagliente tra gli Stati Uniti e la Cina – che la Cina sembra essere vincente facilmente.


VEDI ANCHE: disastro diplomatico: Obama umiliato da corsa alleati ad unirsi nuova banca della Cina


Nonostante le riserve degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia e altre potenze europee annunciato la scorsa settimana che avevano accettato di diventare dei “soci fondatori” AIIB , con gli esperti dicendo che il richiamo della Cina con vaste riserve di capitale e di peso commerciale globale ha chiaramente superato le procupazioni di Washington.
Quasi tre dozzine di paesi, soprattutto in Asia e Medio Oriente,hanno previsto l’adesione alla AIIB come membri inaugurali, e molti analisti regionali sostengono che la Corea del Sud, un altro stretto alleato degli Stati Uniti asiatico, anche firmera prima della scadenza del 31 marzo.
Funzionari degli Stati Uniti hanno avvertito sia privatamente che pubblicamente che il AIIB potrebbe minare le organizzazioni internazionali occidentali finanziarie essistenti come la Banca mondiale e la Banca asiatica di sviluppo . Funzionari del Dipartimento del Tesoro hanno detto che ci sono dubbi sul nuovo AIIB , dominato dalla Cina , sull’osservanza degli stessi standard in materia di corruzione, del lavoro e delle norme ambientali come fanno gli organismi esistenti.
Una preoccupazione non detto per molti nel governo degli Stati Uniti è che la Cina potrebbe usare la sua influenza come ispiratore, paese ospitante e principale investitore nel AIIB per promuovere i suoi obiettivi politici e strategici nella regione.
Ma Pechino sostiene che il AIIB è necessario per soddisfare l’enorme bisogno di ponti, strade e altre infrastrutture che non vengono soddisfatte da istituzioni multilaterali esistenti. I funzionari cinesi dicono anche che il governo degli Stati Uniti è da tempo sollecitato Pechino a prendere un ruolo come parte interessata  più attivo nell’economia mondiale, ma ora sta cercando di bloccare gli sforzi della Cina per farlo.
Il supporto per la banca è arrivato insieme con una velocità sorprendente, dopo che il presidente cinese Xi Jinping lanciato l’idea per la prima volta durante un viaggio in Indonesia nel mese di ottobre del 2013.
Cina , India (un altro membro fondatore della banca) e altre economie emergenti anche dicono che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale sottostimano il loro crescente potere, e che è il Congresso degli Stati Uniti che sta bloccando un pacchetto di riforma del FMI destinato a riequilibrare i rapporti di forza globale .
La Banca Mondiale è stato tradizionalmente gestita da un Americano, il FMI da un europeo e la Banca asiatica di sviluppo da un cittadino giapponese.
Anche alcuni analisti americani hanno detto che gli sforzi degli Stati Uniti per impedire la AIIB di decollare hanno dimostrato sia inefficace e controproducente. Sia per la Corea del Sud e l’Australia , la Cina negli ultimi anni è diventato il singolo più grande importatore e esportatore di mercato, il che rende difficile per i due paesi tenersi fuori dalla AIIB per tempo indeterminato.
E i funzionari della sede a Manila dell’Asian Development Bank ( ADB ) hanno segnalato questa settimana che non hanno visto l’iniziativa Cinese come una sfida per la missione dell’ADB.
Il Presidente dell’ADB Takehiko Nakao ha dichiarato all’Associated Press Martedì che la  banca Cinese potrebbe essere un potenziale partner piuttosto che un rivale, e che i funzionari delle due organizzazioni sono già in consulenza su come rendere la nuova banca più efficace.
“Penso che possiamo complementarci a vicenda”, ha detto Nakao sulla ADB e AIIB .
La Cina si dice che stia offrendo concessioni per aumentare il numero di paesi che aderiranno come soci fondatori, tra cui rinunciare a qualsiasi diritto di veto per le decisioni dell’AIIB. Pechino ha anche detto che la banca sarà disciplinata da un segretariato multinazionale.
Jin Liqun, segretario generale del comitato organizzatore della costituzione della banca in Cina, ha detto in un forum di Pechino durante il fine settimana che AIIB tenterà di prendere decisioni di investimento con il consenso unanime.
Anche se la Cina ha mantenuto l’invito aperto a Washington , negli Stati Uniti non si prevede di rispettare la scadenza del 31 marzo per diventare uno dei membri fondatori.Il Ministro delle finanze giapponese Taro Aso ha detto che Tokyo è stato anche “non pronto” a impegnarsi per l’adesione di questo mese, a seconda del servizio di stampa Reuters.
Ma c’erano segni freschi Martedì che un altro alleato degli Stati Uniti può essere per rompere fila: funzionari canadesi hanno confermato che stavano seriamente considerando di entrare, anche se David Barnabe, un portavoce del Dipartimento di Finanza in Ottawa, ha detto che i colloqui possano prendere “diversi mesi.”

Copyright © 2015 Washington Times, LLC. Clicca qui per il permesso di ristampa
REAZIONE:QUESTO E’ NUOVA ERA,LA CINA SI HA CONVERTITO ABANDONANDO IL TRANSFORMISMO,ADOTTANDO LE LIBERALIZAZIONI E RIFIUTANDO IL NEOLIBERALISMO,ANCHE SE C”E’ ANCORA MOLTA STRADA DA PERCORRERE E RIFORME DA FARE.
LA CREDIBILITA DI OBAMA SERIAMENTE INDEBOLITA DENTRO E FUORI FRONTIERE.
L’EUROPA VA RISPETTATA.
PD:GIAPPONE IN SE NON HA ADERITO?CHERCHEZ LA FEMME(CHERCHEZ LE NEOLIBERALISME).MA IN QUANTO PAESE GUIDA DELLA ADB HA ESPRESSO PARERE CONCILIANTE CON LA BANCA CINESE.SONO COSE DIVERSE.

-13 APRILE 2015:ATTUALIZAZZIONE:
IL FARO ASSIATICO DELLA NUOVA ERA,”IL PONTE VIA UKRANIA EST” E LA CINA DI SHANGAI:L’ALTRO OCCIDENTE-SU LE MONDE, Blogs:

← Ne nous réjouissons pas trop vite d’un euro faible. C’est le dollar qui est fort
(← Non dobbiamo essere compiacenti con un euro debole. È il dollaro che è forte)

6 avril 2015, par Georges Ugeux

La Chine secoue le monde des banques de développement et met les Etats-Unis en échec.


Shanghai, 31 mars 2015
La clôture de la liste des membres fondateurs de l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) aujourd’hui est une remarquable victoire pour son initiateur : la République Populaire de Chine. A travers le monde, les besoins d’infrastructure ne peuvent être couverts exclusivement par des capitaux nationaux ou des financements privés. L’objet et l’ambition de l’AIIB sont parfaitement légitimes et utiles.
La Chine ne se contentera pas d’un strapontin dans le développement de l’Asie.
Les institutions de Bretton Woods créées à la fin de la seconde guerre mondiale ont attribué aux pays occidentaux (l’Amérique du Nord et l’Europe occidentale) la part du lion et le contrôle sans mélange du Fonds Monétaire International et de la Banque Mondiale ainsi que des banques régionales de développement.
Les tentatives de la Chine et de l’Inde de voir leur importance économique reconnue par une augmentation de leurs quotas ont été accueillies avec la sympathie et un refus poli des grands occidentaux.
La nomination de Christine Lagarde à la tête du Fonds Monétaire International a été une démonstration de cette situation qui se justifie par le fait que ce sont les Occidentaux qui sont les bailleurs de fonds. Les pays émergents n’ont pas été capables de produire un candidat de consensus et la candidature du Gouverneur Agustin Carstens de la Banque centrale du Mexique n’a pas empêché l’Europe de conserver la direction générale qu’elle détient depuis 1946. Qui plus est, personne n’a osé s’opposer à la France, malgré le fait que cette succession était le résultat des errements de Dominique Strauss-Kahn.
La Chine aurait pu présenter un candidat, et ne l’a pas fait. Elle avait déjà conclu qu’il n’y a avait rien à espérer d’institutions dont la représentativité était à tout le moins anachronique. La seule manière pour elle était de tenter d’entrer en force dans le club des banques de développement.
L’Europe avait elle-même créé depuis longtemps sa banque de développement, la Banque Européenne d’Investissement à Luxembourg. Lorsqu’il s’était agi de la Banque Africaine de Développement à Abidjan, les pays occidentaux ont eu la part du lion en raison des besoins de capitaux qui les pays africains ne pouvaient pas rencontrer. La Présidence est africaine. La Banque Interaméricaine de Développement, même si elle est située à Washington, est présidée par le représentant d’un pays latino-américain.
L’Occident ne sera pas le fer de lance du développement de l’Asie.
Il existe une Banque Asiatique de Développement à Manille qui est, contrairement aux apparences, dominée par le Japon qui en assure la présidence.
La Chine, troisième économie mondiale a donc décidé de remettre les pendules à l’heure. Pour ceux qui l’auraient oublié, au Boao Forum de 2013, le Président Xi Liping a fait un discours sans ambiguïté. Nous sommes sortis de cette salle de conférence avec un message clair : la Chine entend assurer son leadership en Asie et a clairement fait savoir qu’elle n’accepterait pas que certains pays perturbent sa paix (il visait la Corée du Nord) et prendrait les moyens nécessaires pour établir ce leadership.
La Chine a mis sur pied en Asie une institution de développement qui sera son outil pour les financements asiatiques.
Les pays occidentaux en ordre dispersé et les Etats-Unis en déroute.
La réaction américaine a été aussi ridicule qu’impérialiste. Comment la Chine osait-elle mettre en question et faire sécession en créant sa propre banque internationale? Cette erreur diplomatique et économique des USA lui coute cher.
Non seulement, les Etats-Unis ont accueilli l’initiative chinoise avec une rhétorique hégémonique qui ignore le changement des économies mondiales, mais ses propres alliés les ont lâchés.
C’est par l’allié le plus proche, la Grande Bretagne que la première salve est venue. Le Royaume Uni n’était pas prêt à se laisser marginaliser par la Chine en Asie : « if you cannot beat them, join them », dit le dicton. Elle a annoncé la première sa candidature comme membre fondateur de l’AIIB. Plusieurs pays occidentaux ont suivi. La France et l’Allemagne se sont jointes du côté européen.
Face à cette réaction en ordre dispersé, 21 pays asiatiques avaient déjà signé un protocole en octobre 2014. Le Japon a préféré garder sa prééminence de la BAD. La « trahison » la plus douloureuse pour les Etats-Unis a été la décision de la Corée du Sud, qui doit son existence et sa défense aux USA : elle ne pas prendre le risque d’être marginalisée par la Chine, notamment face à la Corée du Nord. Le pire est cependant la demande de Taiwan, qui commerce abondamment avec la Chine, et ne doit son existence qu’aux Etats-Unis.
« Tu quoque fili mi » clame César à Brutus qui l’assassine. Les Etats-Unis doivent se sentir trahis mais c’est leur impérialisme qui les a aveuglés. Quant à l’Europe, elle a manqué une occasion historique de se positionner collectivement face à l’Asie comme un partenaire économique collectif. La Chine a réussi, comme elle le fait systématiquement, à traiter avec les pays européens en ordre dispersé.
Vu de Shanghai où je passe la semaine, Xi Liping sourit…Il a réussi à isoler les Etats-Unis même de ses plus proches alliés.

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A propos de l’auteur

La finance au-delà des mythes et des mystificateurs : le blog de Georges Ugeux, PDG de Galileo Global Advisors, une banque d’affaires internationale a New York. De 1996 a 2003, il a été Executive Vice President International du New York Stock Exchange. Il donne un séminaire à la Columbia Law School sur les systèmes bancaires et financiers européens. Il est également l’auteur de La trahison de la finance, chez Odile Jacob.

http://finance.blog.lemonde.fr/2015/04/06/la-chine-secoue-le-monde-des-banques-de-developpement-et-met-les-etats-unis-en-echec/

REAZIONE: DISSENTO IN PARTE SULLA VISIONE DI QUESTO ANALISI ,QUESTA CINA NON E’ LA CINA DEL COMUNISMO ORTODOSSO MA UNA NUOVA CINA CONVERTITA ALLA NUOVA ERA DOPO CHE HA ABANDONATO IL TRANSFORMISMO E ADOTTATO LE SUE LIBERALIZAZIONI E RIFORME.
DISSENTO CON L’AUTORE CHE OCCIDENTE SI SIA “SENTITO MARGINALIZATO” DI QUESTO SVILUPPO ASIATICO VOLUTO DALLA CINA CON QUESTA BANCA AIIB,E LA PROVA E’ L’ADESIONE DI GB(1),FRANCIA,GERMANIA.E ANCHE IN CHIAVE OCCIDENTALE DOBBIAMO VEDERE QUELLA DI COREA DEL SUD E TAIWAN.E LA MENZIONE ALLA “PAX-CINESE” C’ENTRA PIU TOSTO CON IL DIFFERENDO CON IL GIAPPONE E LE ISOLE CONTESE CHE LA COREA DEL NORD PIU ALINEATA CON LA RUSSIA CHE CON LEI.
ALLORA,ALTRA CINA E ANCHE “ALTRO OCCIDENTE”.
DA TEMPO INDIETRO IN QUESTE PAGINE PARLO DEL FARO OCCIDENTALE DELLA NUOVA ERA PUNTATO VERSO L’ASIA E IL “PONTE EUROASIATICO”,QUINDI MALGRADO QUESTO PONTE “FACCIA CAPO ALLA CINA”,SEMPRE PONTE E’.
DA TEMPO INDIETRO DI PROPOSITO DEL CONFLITTO UKRANIANO E LE TENSIONI FRA OCCIDENTE E LA RUSSIA PARLO DI EMARGINARE IL COLPO DI KIEV,RICONOSCERE LE REPUBBLICHE DI DONESTK E LUGHANS DEMOCRATICAMENTE FORMATE,E LO FACCIO  CON QUESTO APELLO:”L’OCCIDENTE NON SIA IL FAR WEST”.E BENE DAL MOMENTO DELLA FORMAZIONE DI QUESTA BANCA “SINO-OCCIDENTALE”,LO SVILUPPO DELL’ASIA  CAPEGIATO  DALL’OCCIDENTE DEGLI STATI UNITI DI OBAMA(UN “NON-NUOVA ERA” MA NEOLIBERALE),CIO’E’ IL FAR WEST DEL PACIFICO USA,DOVRA ESSERE “PENSIONATO” E CONDIVISO CON QUESTO “ALTRO OCCIDENTE”.(2)
IL CAMMINO PIU CORTO FRA DUE PUNTI E LA LINEA RETTA:SE OCCIDENTE SENZA OBAMA FA PARTE DI QUESTA BANCA DI SVILUPPO PERCHE PARLARE DI UNA SUA ESCLUSIONE?NO,L’ESCLUSO E’ OBAMA E IL SUO FAR WEST CHE ORA DOVRA CONDIVIDERE L’EGEMONIA ECONOMICA IN ASIA E IL PACIFICO CON “ALTRO OCCIDENTE.O GB,FRANCIA E GERMANIA NON SONO IN OCCIDENTE?
E SE QUESTA BANCA,NATA NELLA SHANGAI DI QUELLA EXPO DI SUCCESSO,E’ UNA BANCA “SINO-OCCIDENTALE” PERCHE PARLARE DI UNA CINA “CHE NON SI CONTENTA DI ESSERE UN “strapontin dans le développement de l’Asie.”MA NO,LO “STRAPONTIN”SI CHE C’E,LUI STESSO SI DELATA.QUESTO “STRAPONTIN”,PRIMA DEI SUCESSI DELL’UKRANIA DOVEVA PASSARE PROPIO DA LI,E LA CINA AVEVA AFITTATO UN VASTO TERRITORIO DOVE COSTRUIRE INFRASTRUTTURE PER LA PRODUZIONE INDUSTRIALE:PERCHE QUESTO “STRAPONTIN” ORA NON POTREBBE PASSARE DA “DONESTK E LUGHANS”?
ALLORA,OCCIDENTE C’E NELL’AIIB,E LO STRAPONTIN ANCHE,MAGARI CON UN FLUSSO DI CIRCOLAZIONE INVERSA,PERO TUTTAVIA “STRAPONTIN” E’.CHI NON C’E’ E’ OBAMA,E’ LUI LO SCONFITTO,NON USA.NON A CASO I REPUBBLICANI,GIA IN CAMPAGNA ELETTORALE PARLANO CON UN CERTO COMPIACIMENTO DI QUESTA SCONFITTA DI OBAMA,E NON A CASO LA CINA HA INVITATO ANCHE USA E GIAPPONE(CHE DOPO TUTTO HA DATO UNA “MEZZA ADESIONE” DAL POSTO DELLA SUA PRESIDENZA DELLA BANCA DELLO SVILUPPO ASIATICO,BAD)A FORMARNE PARTE:CHI SA SE DOPO LE PROSSIME ELEZIONI L’AMERICA NON VOGLIA ENTRARE,DOPO TUTTO NESSUNO DEVE DIMNTICARE CHE DOBBIAMO PROPIO A UN REPUBBLICANO USA L’APERTURA DI OCCIDENTE ALLA CINA,QUEL RICHARD NIXON COLPITO DAL WATERGATE DEMOCRATICO.
ANCORA,SE QUALCUNO PENSA CHE QUESTA BANCA SIA QUALCOSA DI NUOVO SBAGLIA:GIA AI TEMPI DI SARKOZY E’ NATO IL G20 PROPONENDOSI UN NUOVO ORDINE ECONOMICO MONDIALE CON L’ABBANDONO DEL NEOLIBERALISMO E L’INGRESSO DELLE ECONOMIE EMERGENTI FRA QUI LA PROPIA CINA.LUI STESSO ACENNA A QUESTO QUANDO CI DICE CHE OBAMA HA REAGITO CON “une rhétorique hégémonique qui ignore le changement des économies mondiales”.CHI SA QUESTA BANCA NON SIA LA LOGICA TERMINAZIONE DI QUEL PROCESSO DOPO CHE LE ISTITUZIONI BANCARIE GLOBALI CAPEGGIATI DALL’USA DEL NEOLIBERALE OBAMA,L’EUROPA E IL GIAPPONE HANNO NEGATO IL SUO INGRESSO IN POSTI DI DECISIONE PIU INFLUENTI.

INSOMMA,LA AIIB E’ LA VITORIA DELLA NUOVA ERA,DELLA SUA VISONE DEL MONDO E LA SUA PREDICA CONTRO IL NEOLIBERALISMO,ED E’ LA SCONFITTA DI QUESTO E ORA OBAMA NEL SUO FAR WEST OLTRE PACIFICO,IN ASIA DOVRA CONDIVIDERE L’EGEMONIA FINANZIARIA CON “L’ALTRO OCCIDENTE”.
HO LA SENZAZIONE CHE QUESTO ANALISI ZOPPICHI DELLA GAMBA SINISTRA E SENTIMENTI ANTI-AMERICANI E POCO C’ENTRI L’ANTI-IMPERIALISMO,IL “TRADIMENTO” E L’ISOLAMENTO USA(UNA NOSTALGICA RETORICA DA GUERRA FREDDA),MA PIU TOSTO LA SCONFITTA DEL NEOLIBERALISMO E LA VITTORIA DELL’EGEMONIA DELLA NUOVA ERA.
E MEGLIO SE IN QUESTO “ALTRO OCCIDENTE ” “NON C’E L’EUROPA DELL’UNIONE EUROPEA ANCORA TROPPO INFLUENZIATA DAL NEOLIBERALISMO COME SI STA VEDENDO NEI FATTI DELL’UKRANIA.NON OSTANTE OBAMA DOVRA PRENDERE NOTA E RISPETTARE L’EUROPA E….LA DEMOCRAZIA.

VEI QUESTA NOTA NELLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE SUL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI”:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-203.html
.
(1)LA GRAN BRETAGNA HA BUONE RAGIONI PER DISSENTIRE CON OBAMA.VEDI LA SEGUENTE NOTA:

”LA MALVINA NO ES ARGENTINA”(“IL MIO REGNO E’ DI QUESTO MONDO”)
Mercopress - South Atlantic News Agency
Giovedi, Aprile 9th 2015 – 07:01 UTC

Stati Uniti dovrebbero sostenere il diritto degli Islanders Falkland ‘ alla autodeterminazione al Vertice delle Americhe Per Luke Coffey e Nile Gardiner, Ph. D. (*)
L’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) terrà il settimo Vertice delle Americhe a Panama City, Panama, il 10-11 aprile 2015. In passato, il Canada è stato solo nel sostenere il diritto degli isolani Falkland ‘ alla autodeterminazione nell’OAS.
Questo vertice sarebbe una buona occasione per l’Amministrazione Obama di abbandonare il suo sostegno per le chiamate di Argentina per i negoziati con il Regno Unito sul futuro delle isole Falkland e sostenere il diritto all’autodeterminazione degli isolani. Questa non è solo una questione di autodeterminazione, ma anche di rispetto della sovranità nazionale e sostenere la relazione speciale con il Regno Unito.
Le isole Falkland nell’Atlantico meridionale sono uno dei 14 territori britannici d’oltremare. Come tutti gli altri territori d’oltremare britannici, le Isole hanno scelto di non essere completamente indipendente, ma solo all’autogoverno.
Non c’è mai stata una popolazione indigena sulle isole Falkland. Nessuna prova
archeologica indica che chiunque viveva o anche visitato le isole prima che sono stati avvistati e risolti dagli europei. I britannici hanno sostenuto West Falkland e “tutte le isole vicine” per il re Giorgio III nel 1765. Questa è l’affermaazione più antica e continua della sovranità delle isole Falkland. Il Regno Unito ha amministrato e mantenuto un insediamento sulle isole Falkland ininterrottamente dal 1833. Oggi, alcuni Falkland Islanders possono rintracciare le loro famiglie a nove generazioni.
Per mostrare al mondo la loro preferenza, gli Islanders Falkland hanno tenuto un referendum popolare nel marzo 2013. L’affluenza alle urne è stata del 92 per cento, con il 99,8 per cento del voto per rimanere come un territorio d’oltremare britannico.
L’autodeterminazione è un diritto fondamentale. E ‘il diritto di ogni persona a controllare come si è governato e al quale dà la sua fedeltà. Come tale, l’autodeterminazione è un diritto naturale che è strettamente legato ad altri diritti umani, come la libertà di stampa, libertà di religione, la libertà di parola e la libertà dal potere arbitrario. L’autodeterminazione è riconosciuta come un diritto della Carta delle Nazioni Unite, l’articolo 15 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’articolo 1 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, e dell’articolo 1 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali .
Nel 1946 le Nazioni Unite hanno convenuto che le isole Falkland sono un-non autonomo Territorio (NSGT). L’ONU ha anche chiarito che gli abitanti di tutte le NSGT hanno il diritto di autodeterminazione. Dal momento che le isole Falkland è una NSGT, essi hanno il diritto di autodeterminazione.
Gli Stati Uniti prende spesso posizione su dispute territoriali, apparte affermando che essi dovrebbero essere risolti in modo pacifico e senza intimidazioni, minacce, o l’uso della forza.
Per quanto riguarda la disputa sulle isole Falkland, l’Argentina ha chiaramente fallito a vivere in quel modo. Essa ha invaso le isole nel 1982 e da allora ha intrapreso una campagna di intimidazioni e minacce.
Purtroppo, gli Stati Uniti non hanno compiuto questa norma sia perché si è schierato con la posizione di Argentina di chiamare per colloqui sulla sovranità delle isole. La posizione britannica è che dopo la guerra del 1982 e il referendum 2013 tenutO dagli Islanders Falkland non c’è niente di cui parlare. Nel corso degli ultimi quattro anni, gli Stati Uniti hanno ripetutamente invitato l’Argentina e la Gran Bretagna a negoziare lo status dell’isola Falkland. Questo non è lo stesso che nessuna posizione sulla controversia. Con la scusa di neutralità, gli Stati Uniti si hanno fatto eco della posizione di Argentina.
Ad oggi il Dipartimento di Stato non riconosce l’esito del referendum di marzo 2013 che rappresenta la legittima volontà dei Islanders Falkland per determinare il proprio futuro.
Nel OAS, il Canada è l’unico paese che sostiene pubblicamente i Islanders Falkland. Alcuni paesi sudamericani simpatizzano in privato con l’idea che gli isolani godano di un diritto di autodeterminazione, ma rifiutano di dirlo pubblicamente. La stragrande maggioranza dei membri dell’OAS sostengono l’affermazione di Argentina per le isole.
Ogni anno l’OAS passa una risoluzione sulle isole Falkland chiedendo l’Argentina e il Regno Unito di negoziare. Ogni anno Canada vota contro la risoluzione e gli Stati Uniti si astiene. In questo caso, l’astensione è un voto di sostegno per l’Argentina. L’evento più recente è stato nel mese di giugno 2014, quando l’Assemblea Generale dell’OEA ha approvato una risoluzione che dichiara “la necessità per i governi di Argentina e Regno Unito di riprendere,al più presto, i negoziati per la controversa sovranità, con lo scopo di trovare una soluzione pacifica per questa disputa prolungata. “Mentre la delegazione statunitense rimase in silenzio, Canada ha fatto la sua posizione pubblicamente chiara affermando” solo gli abitanti delle Falklands / Malvinas hanno il diritto di decidere il proprio futuro “.
Durante il sesto Vertice delle Americhe nel 2012 tenutasi a Cartagena, in Colombia, l’OAS ha evitato la questione delle isole Falkland. In realtà, il presidente argentino Cristina Fernández de Kirchner avrebbe lasciato il vertice presto in segno di protesta contro la mancanza di sostegno regionale per i crediti di Argentina nelle Falklands. Con il montare degli scandali politici e di una economia in mancanza a casa, il presidente Kirchner prevede di fare tutto quanto sia in suo potere per sollevare la questione delle Isole Falkland al prossimo Vertice delle Americhe a distrarre l’opinione pubblica nazionale.
Gli Stati Uniti hanno nulla da guadagnare da placare l’Argentina, che è un bullo regionale per fianchegiare i regimi anti-americani autocratici. Gran Bretagna, al contrario, è il più stretto alleato degli Stati Uniti. Dovrebbe essere un principio cardine della politica estera statunitense che gli USA tratta i suoi amici migliori di quelli che si schierano con i suoi nemici dichiarati. Gli Stati Uniti dovrebbero:
• Invitare gli isolani Falkland al prossimo vertice. Gli Stati Uniti dovrebbero unirsi al Canada nel sostenere il diritto delle Falkland Islanders all’autodeterminazione al prossimo Vertice delle Americhe.
• Supporto all’autodeterminazione. Gli Stati Uniti dovrebbero riconoscere l’esito del referendum di marzo 2013 (ed eventuali referendum successive) come espressione ufficiale e legittima della volontà degli isolani Falkland e del loro diritto di scegliere il proprio governo.
• Smettere di chiamare per i negoziati sulle Isole Falkland. La sovranità delle isole Falkland è stata decisa e finalmente risolta dalla guerra del 1982, quando le forze britanniche liberarono le isole, con la perdita di 255 militari, dopo che la giunta militare argentina ha invaso le isole, senza la minima provocazione. Non c’è nulla da negoziare sul futuro delle isole Falkland.
• Invito a porre fine alle provocazioni argentini. Le esplosioni di azioni anti-britannici in Argentina e il clima di coercizione legale del commercio e’ in contrasto con le norme di comportamento degli Stati Uniti e gli interessi politici e commerciali americani. Gli Stati Uniti dovrebbero condannare questa serie crescente di intimidazioni e minacce.
Come osservatore del Regno Unito ha detto durante la riunione annuale del 2012 del OAS: “Il futuro delle isole non è nelle mani del Regno Unito o l’Argentina, ne di altri paesi qui rappresentati in assemblea. E’ nelle mani del popolo delle Falklands. “In definitiva, gli isolani hanno il diritto intrinseco di decidere come vogliono essere governati e ai quali danno la loro fedeltà. Gli Stati Uniti è stato fondato nel 1776 su una affermazione di questo diritto. Dovrebbe compiere questo legato rispettando i desideri dei Islanders Falkland.
Luke Coffey è un Margaret Thatcher Membro nel Margaret Thatcher Centro e il Kathryn and Shelby Cullom Davis Institute for National Security and Foreign Policy,e presso The Heritage Foundation.
Nile Gardiner, PhD, è direttore del Centro di Thatcher,e l’Istituto Davis, presso la Fondazione Heritage.

Vieni Tutti Gli Altri territori d'oltremare britannici, le isole Falkland Hanno Scelto di non Essere Completamente indipendente, ma Sono di Autogoverno. Come tutti gli altri territori d’oltremare britannici, le isole Falkland hanno scelto di non essere completamente indipendente, ma sono di autogoverno.
Per mostrare al Mondo la Loro preferenza, Gli Islanders Falkland Tenuto referendum delle Nazioni Unite nel marzo 2013. L'affluenza alle urne has been del 92%, con il 99,8% del voto di rimanere venire BOT ONU Per mostrare al mondo la loro preferenza, gli Islanders Falkland tenuto un referendum in marzo 2013. L’affluenza alle urne è stata del 92%, con il 99,8% del voto di rimanere come un BOT
US Prende Spesso Posizione su controversie territoriali, Oltre affermando Che Essi dovrebbero Essere risolti in modo pacifico e senza intimidazioni, minacce, o l'uso della forza. US prende spesso posizione su dispute territoriali, oltre affermando che essi dovrebbero essere risolti in modo pacifico e senza intimidazioni, minacce, o l’uso della forza.
OGNI anno l'OAS passa Una risoluzione Sulle Falklands chiedendo Argentina e Regno unito per negoziare.  OGNI anno Canada vota Contro la risoluzione e stati uniti si astiene. Ogni anno l’OAS passa una risoluzione sulle Falklands chiedendo Argentina e Regno Unito per negoziare. Ogni anno Canada vota contro la risoluzione e Stati Uniti si astiene.
Il vertice delle Americhe avviene Aprile 10/11 a Panama City, e il presidente americano Barack Obama e il leader Altri Hanno Confermato la Partecipazione Il vertice delle Americhe avviene Aprile 10/11 a Panama City, e il presidente americano Barack Obama e altri leader hanno confermato la partecipazione

http://en.mercopress.com/2015/04/09/u.s.-should-back-the-falkland-islanders-right-of-self-determination-at-the-summit-of-the-americas
REAZIONE:MAI PRIMA ABBIAMO VISTO UNA ESPRESSIONE COSI CHIARA E FIRME DELLA GRAN  BRETAGNA PRESSO GLI STATI UNITI AL RIGUARDO DELLE FAULKLAND E LO DOBBIAMO SENZA DUBBIO ALLA VICINANZA DELLE ELEZIONI DI MAGGIO IN GRAN BRETAGNA,ALLO STESSO MODO DELL’ATTUALE SCALATION NEL DETERIORO DEL RAPPORTO CON LA ARGENTINA CON AZIONI LEGALI DI QUESTA PRESSO ORGANISMI INTERNAZIONALI E IL CRESCENTE RAFORZAMENTO ARMAMENTISTA SULL’ISOLA PER PARTE DELLA GRAN BRETAGNA E DELL’ARGENTINA SPALLEGIATA DALLA RUSSIA.MA FORSE SI E’ ARRIVATO A QUESTO PUNTO PER LA CATTIVA GESTIONE DEL CONFLITTO PER PARTE DI CAMERON DOVE HA TESSUTO DIPENDENZE CON FORZE NEOLIBERALI CONTRASTANTI DEGLI INTERESSI DELL’ARGENTINA NELLA REGIONE.
LI MANCA DIRE CHE LA GB IN VISTA DELLA SUA DENUNCIA DI SPINTE MILITARISTE ARGENTINE IN QUANTO PAESE DELLA NATO NON HA MAI INVOCATO IL TRATTATO DI MUTUA DIFESA FRA I SUOI MEMBRI IN CASO DI AGRESSIONE DI UN PAESE NON INTEGRANTE DELLA DIFESA ATLANTICA.
NELLA REGIONE SOLO CANADA E AUSTRALIA,MEMBRO DEL MERCOSUR,LA APOGGIANO:OGGI LATINOAMERICA FORSE NON E’ PIU MATURA PER RISOLVERE DA SOLA I SUOI GUAI,SE MAI LO E’ STATO,MA IN FUTURO QUESTA POLITICA DI ALLENZE CON FORZE REGRESIVE MEDIEVALI IMPOPOLARI E RESISTITE NELLA REGIONE LATINOAMERICANA PRODOTTO DELLA TESTARDAGINE DI CAMERON POTREBBE COSTARLI PIU DOLORI DI TESTA DI QUANTO NE HA AVUTI FINO ADESSO, FRA QUI IL BLOCCO MONOLITICO ISPANOAMERICANO E CARAIBICO ALL’INGRESSO A PORTO DELLE SUE NAVI DI GUERRA.E FORSE CONSEGUENZE NON SOLO IN ISPANOAMERICA.

-VEDI QUESTA NOTA NELLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE SUL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI”:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-332.html

(2)L’ESPRESSIONE “FAR WEST”,CREDO NON CI SIA BISOGNO CHIARIRLO,HA IL DOPPIO SENSO FIGURATO E REALE:OBAMA CONTINUA A GOVERNARE PER DECRETO E LO FA DA QUASI 8 ANNI CON DUE PROCEDURE PER ABUSO DI POTERE NEL CONGRESSO.
IN QUESTI GIORNI SI HA LANCIATO LA CAMPAGNA MA OBAMA NON CAMBIA VETANDO LEGGI DEL PARLAMENTO.E IL CNDIDATO PRESIDENZIALE PER IL 2016 DEL SUO PARTITO SOLO OGGI HA LANCIATO LA SUA INTENZIONE DI FARE CORSA ELETTORALE.
QUALCOSA DI SIMILE SUCCEDEVA CON CAMERON CHE E’ STATO ELETTO SENZA MAGGIORANZA MA IN QUESTI GIORNI SONO IN CAMPAGNA PER MAGGIO.
DIVERSA E LA SITUAZIONE DELLA FRANCIA,IL SOLO PAESE OCCIDENTALE DOVE LA VOLONTA POPOLARE VIENE RISPETTATA ASSOLUTAMENTE.LA GERMANIA VOTA,LA MERCKEL HA PERSO PERO SI LA CAVA PER RICEVERE INCARICHI.NESSUNA FORZATURA  DELLA COSTITUZIONE IN GERMANIA NE IN GB.

-EPILOGO:E NESSUNO DEVE DIMENTICARE CHE E’ STATO LA GRAN BRETAGNA A CEDERE ALLA CINA IL TERRITORIO DI OLTRE MARE HONG KONG.

VEDI ANCHE IL PROSSIMO POST SU QUESTO STESSO BLOG:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2015/04/google-e-antitrustio-vittima-di.html
.
-ILLUSTRAZIONE:L’INCONTRO DI DUE MONDI:
.
1-IL GRANDE VIAGGIO DI MARCO POLO

2-GENGIS KHAN

3-INCONTRO TRA MARCO POLO E KUBLAI KHAN

-VEDI QUESTA PAGINA NELLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE DEL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI”:

http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-195.html

 

SPAZIO REALE:DOTT.CIANCIMINO/24

NUOVA ERA E SILICON VALLEY

13 FEBRAIO 2015:

-2 NOTIZIE,2 VITTORIE,SICILIA E CALIFORNIA 2 REGIONI “LIBERATI” NUOVA ERA
.
-NOTIZIA 1,SU LA REPUBBLICA:
.
Repubblica.it
.
Muos di Niscemi, il Tar: pericoloso per la salute, stop ai lavori
.
Muos di Niscemi, il Tar: pericoloso per la salute, stop ai lavori
.
Accolti i ricorsi di Legambiente e associazione No Muos, rigettati tutti gli altri
di FRANCESCO PATANE
I giudici della prima sezione del Tar di Palermo hanno accolto i
ricorsi presentati dal comitato regionale di Legambiente e del comitato
No Muos contro la realizzazione del Muos, il sistema di comunicazioni satellitari della marina statunitense in
fase di ultimazione in Sicilia. Secondo i giudici il sistema sarebbe
pericoloso per la salute dei cittadini. La sezione presieduta da
Caterina Criscenti ha pubblicato oggi il dispositivo che origina dalla
riunione dei cinque ricorsi presentati negli ultimi cinque anni.
———————
Torri e antenne fino a 150 metri: il Muos è ultimato
Navigazione per la galleria fotografica

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Si tratta dei ricorsi con cui il Comune di Niscemi aveva chiesto
l’azzeramento delle autorizzazioni rilasciate oltre tre anni fa dalla
Regione per la costruzione dell’impianto satellitare (dichiarato
improcedibile), quello del ministero della Difesa contro la revoca delle
autorizzazioni e la sospensione dei lavori voluta dalla Regione lo
scorso 29 marzo 2013 e il conseguente risarcimento (rigettati) quelli di
Legambiente e dell’associazione No Muos Sicilia, in cui si chiedeva
l’annullamento del provvedimento del 24 luglio 2013, con il quale la
Regione revocava i provvedimenti di revoca(la famosa retromarcia di
crocietta)delle
autorizzazioni ambientali del 29 marzo 2013. Il tribunale ritiene
che le installazioni americane siano pericolose per la salute pubblica
perché superano la soglia di attenzione delle emissioni
elettromagnetiche. Dichiarato inammissibile l’intervento
dell’associazione dei Consumatori – Cittadini europei.
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Antenne a tappeto e parabole ecco il Muos visto dall’alto
Navigazione per la galleria fotografica
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Sembrano quasi innocue, immerse tra le sedici gigantesche antenne
radio che dall’alto ricordano i misteriosi disegni nel terreno
attribuiti agli alieni: le tre parabole del Muos di Niscemi, il super
radar satellitare della Marina statunitense, sono pronte per
l’installazione e secondo quanto annunciato da fonti militari, entro un
anno saranno in funzione. La stazione si trova all’interno di un
impianto di comunicazioni militari attivo a Niscemi fin dal 1991. Ora il
presidente della Regione ha chiesto e ottenuto dal ministro della
Difesa Mauro l’impegno a monitorare attraverso apposite centraline il
livello di emissioni, pena una nuova revoca dell’autorizzazione. I
comitati No Muos restano sulla linea dura e continuano la protesta
contro l’impianto (Foto di Alessandro Puglia da Google Earth)
.
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/02/13/news/muos_di_niscemi_il_tar_pericoloso_per_la_salute_stop_ai_
lavori-107224126/?ref=HREC1-15#gallery-slider=71585924

-NOTIZIA 2,SU IL MESSAGERO:
Il Messaggero
Messaggero Digital
Obama nella Silicon Valley ma i big lo snobbano:sale la tensione con i giganti del web
.
.
L’idillio tra Barack Obama e la Silicon Valley sembra essere
davvero finito. Il Datagate e lo strascico di polemiche che ne è seguito
hanno lasciato il segno. Probabilmente anche a livello personale, visti
i nomi di coloro che hanno snobbato l’arrivo del presidente americano
in California: da Mark Zuckerberg a Marissa Mayer (numeri uno di
Facebook e Yahoo!), passando per Larry Page ed Erich Schmidt (i due top
manager di Google).Eppure Obama arriva all’Università di Stanford
proprio per per incontrare di persona i big del web e dell’alta
tecnologia “made in Usa”, per smorzare le recenti tensioni e tentare di
riallacciare una proficua collaborazione su temi caldi come la lotta al
terrorismo e quella ai cyberattacchi.
In particolare l’azione degli hacker sta diventando sempre più una
minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa, con milioni di cittadini
depredati di dati e informazioni personali. Vedi i recenti attacchi alle
reti di giganti bancari come JpMorgan o della grande distribuzione come
Target. Per non parlare del terremoto e dell’imbarazzo provocato dalla
“cyber-offensiva” contro la Sony Picture. Per fermare tutto ciò il
presidente americano chiede aiuto ai giganti della tecnologia. E firma
un decreto che promuove la cybersicurezza e la privacy attraverso un
maggiore scambio di informazioni tra governo e aziende.Ma quando Obama
interviene davanti alla comunità della Silicon Valley e poi, in forma
privata, si incontra con i rappresentanti dei principali gruppi che
danno vita a quella comunità, non può non notare le pesanti assenze. Tra
i big solo Tim Cook di Apple è al suo fianco. Una presenza non da poco,
visto che la casa di Cupertino negli ultimi giorni si è confermata
l’azienda più ricca del mondo, superando un valore di 700 miliardi di
dollari in termini di capitalizzazione di mercato: mai nessuno così
nella storia, e un grande spot per la ripresa dell’America di Obama.Ma
dalla Casa Bianca ammettono l’esistenza di tensioni, anche con la Apple.
Da una parte c’è l’amministrazione, che vuole si continui a garantire
l’accesso ai dati raccolti dai colossi della Silicon Valley. Dall’altra
parte ci sono questi ultimi, che stanno adottando sistemi sempre più
sofisticati per criptare tali informazioni, in modo da renderle
inaccessibili a Fbi e 007 della Cia o della Nsa. Vedi i nuovi sistemi
operativi di Apple (iOs8) e di Google (Android), che di fatto
impediscono alle stesse aziende di sbloccare smartphone o tablet. Un
braccio di ferro, dunque, destinato a durare per molto tempo.E a
inasprirsi, visto che la Casa Bianca starebbe lavorando a un
provvedimento teso a fermare o almeno limitare l’uso, appunto, di codici
criptati da parte di Apple, Google e altre aziende. Così l’alleanza tra
Casa Bianca e aziende hi-tech, che – annota il New York Times – ben
prima di Obama ha permesso agli Usa di vincere la guerra fredda e di
combattere il terrorismo, rischia adesso di finire in frantumi. Proprio
col presidente che più di ogni altro aveva strizzato l’occhio alle nuove
tecnologie e al modello Steve Jobs.

Venerdì 13 Febbraio 2015, 20:17,© RIPRODUZIONE RISERVATA
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REAZIONE:2 IMPORTANTI NOTIZIE,2 IMPORTANTI VITTORIE DELLA NUOVA ERA
CHE COSI MOSTRA I SUOI MUSCOLI(C’E L’HA ANCHE)E LA PORTATA DEL SUO
POTERE E LA SUA INFLUENZA:

-SICILIA:AVEVO MENZIONATO NEI GIORNI SCORSI NEL POST ANTERIORE
PARLANDO SULL’UKRANIA,SULLA GERMANIA DELLA MERCKEL,ANGELA E SUL MARE
NOSTRUM,IL TRADIMENTO DI CROCIETTA ALL’AUTONOMIA SICILIANA.SI FA
GIUSTIZIA:SODISFATTO PER LA NOSTRA AUTONOMIA,SODISFATTO PER LA SALUTE
UMANA,SODISFATTO PER IL MARE NOSTRUM,SODISFATTO PER LA NUOVA ERA E
SODISFATTO PER UNA EFFICACE LOTTA AL TERRORISMO:MONTI,SCONFITTO, E’
PERICOLOSO,E NON SOLO PER LA SALUTE.

2-CALIFORNIA:LA CALIFORNIA E’ UNO STATO SINGOLARE NEGLI STATI
UNITI.AVEVA GIA NELL’ULTIMA ELEZIONE DIMOSTRATO LA SUA INDIPENDENZA
QUANDO SULLA SCIA DI HOLLYWOOD AI TEMPI DI REGAN SI HA DISCOSTATO DELLA
PARTITOCRAZIA NAZIONALE POSTULANDO ALLA GOVERNAZIONE IL CAPO DI UNA
AZIENDA DELLE TELECOMUNICAZIONI,HAWLET AND PACKARD.LO AVEVA FATTO GIA AI
TEMPI DI REAGAN QUANDO HOLLYWOOD PRENDENDO SU DI SE LO STATO HA PORTATO
ALLA PRESIDENZA REAGAN CHE HA FINALMENTE SCONFITTO IL COMUNISMO E IL
TERRORISMO AD ESSO LEGATO.PUO FARCELA ANCHE OGGI,PERO OBAMA ………..
INSOMMA QUESTA NOTIZIA UNISCE DUE IMPORTATNTI REGIONI AUTONOME DELLA
EGEMONIA NUOVA ERA,2 IMPORTANTI VITTORIE SUE,ANCHE PER UNA EFFICACE
LOTTA AL TERRORISMO.

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-APPENDICE:IL GIORNO DOPO
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-TITOLARE LA REPUBBLICA:
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L'appello di Obama ai big dell'hi-tech "Serve Grande Alleanza anti-hacker"
L’appello di Obama ai big dell’hi-tech
“Serve Grande Alleanza anti-hacker”
Defezioni eccellenti (Google, Facebook, Yahoo! e Oracle) al meeting presidenziale alla Stanford University di PAOLO PONTONIERE
APPENDICE,GLOBALIZAZIONE E MERCATO SI,SICUREZZA NO
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-STESSA NOTIZIA SU LE MONDE:
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-SU LE MONDE,Pixels:
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Cybersécurité : Barack Obama tend la main à la Silicon Valley méfiante

Le Monde.fr | 13.02.2015 à 22h27 ,Mis à jour le 13.02.2015 à 22h39 | Par Martin Untersinger 
.
 Barack Obama à l'université de Standford, lors d'un sommet sur la cybersécurité, le 13 février.
Barack Obama a poursuivi son offensive sur le thème de la
cybersécurité en paraphant, vendredi 13 février, un décret incitant les
grandes entreprises à mieux partager les informations dont elles
disposent sur les cyberattaques. Il a signé ce texte à l’occasion d’un
forum organisé à l’université de Stanford par la Maison Blanche pour
renforcer la coopération entre les entreprises et le gouvernement.
Le décret prévoit la mise en place d’organisations destinées à
recueillir et à mettre à disposition les informations permettant de
contrer des attaques, à la fois entre entreprises, mais également avec
le gouvernement. L’idée est qu’une entreprise victime d’une attaque
puisse prévenir d’autres entreprises afin d’éviter que ces dernières
soient piratées à leur tour.

Partage d’informations

Le texte définit « une série de normes communes afin que le
gouvernement puisse partager des informations classifiées plus
facilement, et faciliter la transmission aux entreprises de ces
informations, nécessaires pour leur protection »,
a expliqué Barack Obama dans un discours à l’université de Stanford.
Il a aussi rappelé l’omniprésence des attaques : « Des
entreprises américaines sont visées, leurs secrets commerciaux, volés,
leur propriété intellectuelle, bafouée. Ces attaques détruisent aussi
des emplois. C’est aussi une menace sur l’économie américaine. »

« Le gouvernement ne peut pas tout faire seul, a-t-il poursuivi.
Mais le secteur privé non plus, car le gouvernement possède les
informations les plus fraîches sur les cybermenaces. Il faut que nous
travaillions ensemble, comme de vrais partenaires. »

C’est le département de la sécurité nationale (ou DHS, pour
Department of Homeland Security) qui sera à la manœuvre, et non l’Agence
de sécurité nationale (NSA), pourtant responsable de la défense des
intérêts du pays sur les réseaux, mais dont l’image a été écornée par
les révélations d’Edward Snowden.
Echaudée par le piratage dévastateur de Sony Pictures,
l’administration Obama avait déjà présenté, en janvier, un projet de loi
sur le sujet. Ce texte donnerait aux entreprises une immunité juridique
en contrepartie du partage des informations avec les autorités. En
l’absence de majorité au Congrès pour Obama, les négociations
s’annoncent très complexes.
Le texte reposant en grande partie sur le volontariat,
l’administration aura besoin du soutien des géants de la Silicon Valley
et des grandes entreprises technologiques américaines. Si Obama peut
compter sur Intel, Apple ou American Express, présents à Stanford, ce
sera plus compliqué dans le cas de Microsoft, Google, Facebook ou
Yahoo!, qui ont tous les quatre boudé l’invitation du président.

Des géants du Web méfiants

Ces sièges vides – même si ces trois entreprises ont finalement
envoyé leurs responsables de la sécurité – sont symptomatiques du
désamour entre la Silicon Valley et Barack Obama, qui avait pourtant pu
compter sur leur soutien pour son élection, en 2008, et sa réélection,
en 2012.
Deux sujets ont depuis tendu ces relations : les révélations d’Edward
Snowden, d’abord, sur la surveillance menée par la NSA, qui ont été
très dommageables pour ces entreprises, notamment hors des frontières
américaines. Même si certaines révélations mettaient directement en
cause les grandes entreprises américaines du Web, d’autres montraient
que les espions américains n’hésitaient pas à s’attaquer à la sécurité
de ces mêmes entreprises pour arriver à leurs fins.
Depuis, elles ont mené un combat plus ou moins public pour réformer
les textes qui encadrent les activités de la NSA, et jugent trop
cosmétiques les changements apportés par l’administration, alors que
dans le même temps un texte qui avait leur soutien a échoué à être
adopté au Congrès.
Ensuite, certaines des nouvelles fonctionnalités mises en place par
Apple et Google ont été très sévèrement critiquées par des hauts
fonctionnaires, notamment du FBI. Ces derniers ont par exemple accusé
l’iPhone de devenir le « téléphone préféré des pédophiles ».
Ces entreprises craignent que le gouvernement, au motif de la lutte
contre le terrorisme, n’interfère dans leur volonté de chiffrer les
données de leurs utilisateurs afin de les mettre hors de portée des
espions américains, un sujet crucial pour remporter des marchés à
l’étranger.
Barack Obama a d’ailleurs souligné à plusieurs reprises l’importance
de la protection des donnes personnelles dans son discours. « Lorsque les gens utilisent Internet, ils ne devraient pas à avoir à renoncer à leur vie privée », a-t-il par exemple déclaré, tout en annonçant également un projet de loi sur la protection des données des consommateurs
. Martin Untersinger Journaliste au Monde

En savoir plus sur
http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/02/13/cybersecurite-barack-obama-tend-la-main-a-la-silicon-valley-mefiante_4576356_4408996.html#DmUREHl2MFEQh5M4.99

REAZIONE:IL TEMPO,CHE E’ GENTILUOMO,PASSA E METTE LE COSE A
POSTO:SILICON VALLEY,CALIFORNIA E GLI IMPORTANTI DELLE TELCOMUNICAZIONI
CON LA NUOVA ERA HANNO DETTO NO A OBAMA.NO A SACRIFICARE I MERCATI E LA
GLOBALIZAZIONE PER UNA SICUREZZA INNEFICACE.ALLORA,IN DEFINITIVA NEL
MONDO DELLE TELCOMUNICAZIONI PER OBAMA NE SICUREZZA NE MERCATI.NON C’E’
FIDUCIAL,TUTTI CON LA NUOVA ERA.

-VEDI LA PUBBLICAZIONE ORIGINALE SUL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI”:

http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-190.html

-E VEDI ANCHE CUA:
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*25 GENNAIO 2015:TERRORISMO,RESPONSABILIZARE I BIG DEL WEB
.
-SU LE MONDE:
Pixels
https://i1.wp.com/s1.lemde.fr/medias/web/ff8ef5bbd028f0cb2e10d2a33680c134/img/textes/pixels_baseline.png
Terrorisme : Cazeneuve veut « responsabiliser » les géants du Web
Le Monde.fr | 20.01.2015 à 16h45 , Mis à jour le 20.01.2015 à 18h51 | Par Morgane Tual 
Abonnez-vous à partir de 1 € Réagir ClasserPartager facebook twitter google + linkedin pinterest
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VIDEO CANCELLATO
« Responsabiliser les acteurs de l’Internet » : c’est le
message qu’a martelé Bernard Cazeneuve, mardi 20 janvier, au Forum
international de la cybersécurité à Lille, quelques jours après les
attentats qui ont frappé la région parisienne. « Ils doivent avoir un rôle de vigilance », a précisé le ministre de l’intérieur :

« Quand je vois sur certains réseaux sociaux des propos
qui sont de véritables appels à la haine, de l’antisémitisme mais aussi
de l’islamophobie, je me demande, pourquoi laisser ces phrases qui
blessent ? »

Bernard Cazeneuve avait annoncé la semaine dernière qu’il se rendrait « prochainement » aux Etats-Unis pour « sensibiliser » les grands opérateurs d’Internet comme Google, Facebook ou encore Twitter.

« EMBRIGADEMENT »
Actuellement, ceux-ci suppriment les contenus contraires à la loi ou à
leurs conditions d’utilisation, sur demande des autorités ou après
signalement des internautes. Mais cela peut parfois prendre du temps.
Qui plus est, certains contenus, comme cette vidéo appelant à commettre
des attentats en France, ne vont « pas à l’encontre des standards de la communauté [Facebook] » et restent donc en ligne.
Le 13 janvier, Manuel Valls avait demandé à Bernard Cazeneuve de faire des propositions « dans les huit jours » sur le contrôle d’Internet et des réseaux sociaux, « plus que jamais utilisés pour l’embrigadement, la mise en contact et l’acquisition de techniques permettant de passer à l’acte ». Pourtant, la radicalisation des frères Kouachi et d’Amedy Coulibaly n’était pas passée par le Web.
BLOCAGE DES SITES

Lors du prochain conseil des ministres, mercredi, Bernard Cazeneuve
devrait présenter une série de mesures. Il a déjà fait savoir que le
décret d’application prévoyant le blocage administratif des sites
faisant l’apologie du terrorisme serait publié dans les prochains jours.
Cette mesure fait partie de la loi antiterroriste adoptée en
novembre, qui permet d’imposer aux fournisseurs d’accès à Internet de
bloquer ce type de sites, sans avoir recours à un juge, comme c’était
auparavant la règle. Un dispositif contesté, qu’il est relativement aisé
de contourner.
Lire : L’impossible et controversé blocage des sites Internet djihadistes
Bernard Cazeneuve, accompagné de son homologue allemand, Thomas de Maizière, a aussi jugé « nécessaire que [la] riposte soit commune, européenne, internationale »
face à l’activité en ligne des groupes terroristes. Depuis les
attentats, environ 1 300 piratages de sites ont été revendiqués par des
islamistes radicaux et 25 000 messages haineux ou soutenant les
attentats ont été signalés sur la plate-forme Pharos, a affirmé le
ministre.
DES MESURES CONTESTÉES

Le détail des mesures proposées ne sera communiqué que mercredi, mais
le ministre de l’intérieur a déjà affiché un objectif : renforcer la
coopération entre les organismes de surveillance d’Internet et de lutte
contre la criminalité en ligne des différents pays, comme l’Agence
nationale de la sécurité des systèmes d’information en France, chargée
de la protection de l’Etat et de ses infrastructures.
Un positionnement qui fait frémir certains défenseurs des libertés
numériques, qui dénoncent le risque d’instauration d’une censure dans le
cadre d’un combat pour la liberté d’expression.
Des critiques dont Bernard Cazeneuve se défend. Ces mesures ne sont pas là « pour faire qu’Internet soit moins un espace de liberté » mais, pour lui, « l’éthique de la responsabilité doit s’appliquer à cet espace de liberté ».
Lire : Facebook précise pourquoi, et comment, il censure des photos et messages litigieux
Morgane Tual
Journaliste au Monde

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En savoir plus sur
http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/01/20/terrorisme-messages-haineux-cazeneuve-veut-responsabiliser-les-geants-du-web_4559817_4408996.html#2B8vh4Xcx71fvHcy.99
-APPENDICE SULLO STESSO SITO:
Cybercriminalité : Cazeneuve veut renforcer la coopération avec les géants du Web

Le Monde.fr | 20.01.2015 à 18h48,,Mis à jour le 20.01.2015 à 18h55

Durée : 01:20  |  Images : AFP
En marge d’un forum sur la cybersécurité qui se tient à Lille, le
ministre de l’intérieur, Bernard Cazeneuve, a évoqué mardi 20 janvier le
besoin, urgent à ses yeux, de renforcer la coopération internationale
et, en particulier, avec les géants du Web, face à la cybercriminalité
et au cyberterrorisme.

En savoir plus sur
http://www.lemonde.fr/pixels/video/2015/01/20/cybercriminalite-cazeneuve-veut-renforcer-la-cooperation-avec-les-geants-du-web_4559993_4408996.html#9DfKKp4ddCmzHdOU.99

-VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONEORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/5738.html

-VEDI ANCORA:
4 GENNAIO 2015:ABOLIRE LE APP

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Terrorismo, Cameron mette  nel mirino WhatsApp & co "Accesso governativo alle app che criptano contenuti"
Terrorismo, Cameron mette nel mirino WhatsApp & co
“Accesso governativo alle app che criptano contenuti”,di SIMONE COSIMI
REAZIONE:”ENTRATE NEL MIO COMPUTER E GUARDATE I MIEI
FAVORITI,VIOLATI LA MIA PRIVACY,IO VI LO PERMETTO” E’  IL FONDAMENTO DI
QUESTO BLOG DEI “FATTI INTERNI”.E VI FACCIO VEDERE TUTTO QUANTO CAPITA
SOTTO I MIEI OCCHI SUL MIO SCHERMO.QUINDI NON HO NESSUNA OBIEZIONE ALLE
INTENZIONI DI CAMERON.E NON LA HO MEN CHE MENO PER QUESTA APP CHE ALTRO
NON E’ CHE UNA “APLICAZIONE”(PERMETTETEMI LA RIDONDANZA) DEL MIO
CONCETTO INTEGRATIVO,RIUNENDO VARIE SERVIZI MESSAGISTICI IN QUESTO
CASO.ANZI,LA NUOVA ERA ABOLIREBBE NON SOLO QUESTA MA TUTTE LE APP,SONO
SOLO UN MODO DI SFRUTTARE,RAGGIRARE LO SPIRITO SENZA FINE DI LUCRO DI
QUESTE PUBBLICAZIONI E SOLO IN POCHE SONO VERAMENTE UTILI,ANZI SOLO UNA
E’ PROPIZIATA DALLA NUOVA ERA:QUELLA GROSSA APP CHE PERMETTE ALL’UTENTE
ACCEDERE DIRETTAMENTE SENZA L’INTERVENIONE DI TERZI AI SERVIZI DI
TRASPORTO(AL TAXI ED ALTRI).E PENSO CHE CON QUESTO COINCIDO CON LE
RICHIESTE DI SICUREZZA DI CAMERON E HOLLANDE IN QUESTO CASO.
-LA NOTA COMPLETA SU LA REPUBBLICA:
Terrorismo, Cameron mette nel mirino WhatsApp & co: “Accesso governativo alle app che criptano i contenuti “
In un incontro con i vertici della sicurezza nazionale, e in
vista delle elezioni generali di maggio, il premier britannico attacca
gli strumenti, da Telegram a Snapchat, che non consentono il controllo
ai servizi segreti: “Possono essere utilizzati dai terroristi”. Se non
si adegueranno alle richieste rischieranno di essere vietati,di SIMONE COSIMI

13 gennaio 2015

Terrorismo, Cameron mette nel mirino WhatsApp & co: "Accesso governativo alle app che criptano i contenuti " 

David Cameron (a sinistra) con il presidente francese François Hollande (lapresse)

DOPO lo choc della scorsa settimana con gli attentati di Parigi,
l’Europa sembra marciare in ordine sparso rispetto alle strategie da
adottare per aumentare il livello di sicurezza nei Paesi membri. E
mentre molti governi chiedono di rivedere alcuni punti del trattato di
Schengen, rischia di finire sotto tiro la privacy dei cittadini del
Vecchio continente, sottoposta a nuove restrizioni.

Il primo a formulare una proposta chiara è stato il premier
britannico David Cameron, che deve anche guardare alle prossime elezioni
politiche in programma il prossimo 7 maggio: il piano, lanciato ieri
nel corso di un incontro con i massimi vertici della sicurezza
nazionale, è bloccare tutti quei servizi che non garantiranno un accesso
diretto ai servizi segreti, certo dietro mandato. Vale a dire, in altre
parole, sospendere le app che non forniscano una “backdoor” per aprire
quando necessario una finestra su ciò che si scrivono i milioni di
utenti. Su tutte quelle che criptano i contenuti come le applicazioni di
messaggistica più diffuse. La testa va subito a WhatsApp, che ha
iniziato a proteggere i contenuti dallo scorso novembre e ha appena
annunciato di aver varcato la soglia di 700 milioni di utenti nel mondo.

Un’ondata, quella sulla stretta alle comunicazioni online, che sembra
essere dunque ripartita dopo l’attacco alla redazione del settimanale
Charlie Hebdo e ai sanguinosi fatti dei giorni successivi. Anche se la
direzione, nonostante i fallimenti accumulati negli anni dalle agenzie
internazionali e svelati da Julian Assange prima ed Edward Snowden dopo,
sembra ancora essere quella di un indiscriminato controllo di massa.
Nonostante tutto. Cameron, nello specifico, ha detto che se i Tory
vinceranno la tornata di maggio – in cui 47 milioni di elettori dovranno
eleggere la nuova Camera dei Comuni – gli strumenti di comunicazione
criptata via internet potrebbero essere vietati se non sarà garantito in
qualsiasi momento accesso ai servizi segreti. Si tratta infatti,
secondo il primo ministro inglese, di applicazioni che potrebbero essere
utilizzate dai terroristi. Non basta: è solo un tassello di una più
ampia “riforma” che punta a spingere gli operatori telefonici e gli
internet provider a memorizzare una maggior quantità di dati e
informazioni sulle attività in rete dei cittadini, inclusi i messaggi
scambiati via social network. Sarebbe la completa e definitiva
applicazione del cosiddetto Draft Communications Data Bill, meglio noto
come Snooper’s Charter.

“Dobbiamo forse autorizzare mezzi di comunicazione che, molto
semplicemente, non è possibile leggere?” si è chiesto Cameron
riferendosi – pur senza mai citarle esplicitamente – ad applicazioni
come quella acquistata l’anno scorso da Facebook ma anche Snapchat, il
programmino tanto amato dai giovanissimi, Skype, Google Hangouts,
Telegram, Viber, Bbm e molti altri. Anche se, a onor del vero e al di là
delle decisioni del Parlamento britannico, il livello di sicurezza di
queste app lascia spesso a desiderare.

Lo ha raccontato di recente uno studio della Electronic Frontier
Foundation, che le ha messe sotto la lente in base a una serie di
parametri come la revisione del codice o la sicurezza dei messaggi già
spediti. Ne sono usciti bene solo alcuni sistemi spesso poco noti ai più
come ChatSecure/Orbot, Silent Phone, Jitsi/Ostel e TextSecure. Quelli
più diffusi, tranne iMessage e Facetime di Apple e Telegram, se la
passano in generale peggio: criptano i messaggi in transito e
garantiscono frequenti verifiche del codice ma sul resto non soddisfano
gli standard di sicurezza. Per esempio in molti casi il provider può
accedere ai messaggi, le conversazioni archiviate non sono protette e
così via.

Tornando a Cameron, la risposta alla domanda che si poneva è stato un
sonoro “No, non dobbiamo lasciare questi servizi incontrollati”. E ha
aggiunto: “Gli attacchi parigini hanno dimostrato le dimensioni del
rischio che abbiamo di fronte e la necessità di poteri forti da
assegnare all’intelligence e alle agenzie di sicurezza”. Già lo scorso
novembre Facebook era finito sotto attacco in Gran Bretagna per aver
rifiutato di fornire notizie specifiche su due individui che nel 2013
avevano ucciso un soldato di Sua maestà.
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REAZIONE:NATURALMENTE CHE NON COINCIDO CON QUESTA OPINIONE DI LA REPUBBLICA
-QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:

-APPENDICE:SE PER MOSTRA BASTASSI UN BOTTONE……(IL GIORNO DOPO SU THE WASHINGTON TIMES):
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Trasferimento Federale di rifugiati somali stressa il wellfare della Minnessota,e fa temere terrore

– The Washington Times – Martedì 24 febbraio 2015

Il Dipartimento di Stato ha contribuito a spostare decine di migliaia di profughi dal paese africano devastato dalla guerra di Somalia a Minnesota, dove possono usufruire di alcuni dei programmi di welfare e di beneficenza più generosi d’America.

Ma lo sforzo puo avere la conseguenza non voluta di creare una enclave di
immigrati con alto tasso di disoccupazione che stia sfondando la rete
di sicurezza dello Stato e la creazione di un ricco bacino di
potenziali obiettivi di reclutamento per gruppi terroristici islamici.


Nell’anno fiscale che si è concluso nel mese di settembre Minnesota ha
accolto 1.118 rifugiati somali che arrivano direttamente da Africa, la
maggior parte di loro senza legami familiari allo stato, secondo Statistiche del  Dipartimento di Stato.

Complessivamente più di 30.000 somali vivono nello stato del Midwest
che comprende la più grande concentrazione della nazione di immigrati
somali, secondo i dati del censimento degli Stati Uniti.

Molti dei rifugiati si stabilirono nei pressi delle Twin Cities nello stato di  Minneapolis soprannominato la “piccola Mogadiscio” in riferimento alla capitale della Somalia .
Questa popolazione è anche nel mirino di organizzazioni terroristiche islamici come lo Stato Islamico(IS) e di al-Shabab, un gruppo basato nella Somalia che ha legami con al Qaeda, secondo i funzionari degli Stati Uniti.

Tra i somali-americani basati in Minnesota somali-americani convertiti all’Islam o
rifugiati somali, ci sono state numerose condanne per diversi livelli
di collaborazione con gruppi terroristici islamisti oltre a segnalazioni di combattimenti con al-Shabab e altri gruppoi islamici.


Domenica, al-Shabab ha fatto un avvertimento in un video di propaganda su un
attacco contro centri commerciali in tutto il mondo, tra cui il Mall
of America in Minnesota. Al -Shabab ha rivendicato l’attacco terroristico al centro commerciale Westgate in Kenya due anni fa, che lasciato 67 morti.


“Abbiamo sicuramente visto i video del terrore di assunzione finalizzate e mirate direttamente ai giovani qui in Minnesota
soprattutto all’interno della comunità somala”, ha detto Kyle Loven, un
portavoce dell’FBI a Minneapolis .
“Stanno andando dietro giovani insoddisfatti,coloro che sono isolati. Noi non possiamo entrare nello specifico ma siamo stati impegnati in importanti indagini dal 2007 e continuano ad esserci. “

La maggior parte della popolazione somala del Minnesota ha iniziato come
rifugiati legali attraverso un programma amministrato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti attraverso l’Ufficio della Popolazione, i Rifugiati e la Migrazione.


Minnesota è stato selezionato tra gli stati della nazione per il
trasferimento in primo luogo a causa delle sue offerte di aiuti robusti e il numero di organizzazioni caritative che
operano all’interno dello stato con cui i Dipartimento di Stato contratta.


“Minnesota è eccezionale in molti modi, ma è la cosa più vicina negli
Stati Uniti ad un vero stato democratico sociale”, ha detto Ahmed
Samatar, professore di studi internazionali a Macalester College di St.
Paul.


“Questo si traduce in modo che i rifugiati somali sono stati ricevuti qui perche
sono stati in un ambiente sicuro,con alloggio, istruzione, sanità, forse
anche un po ‘di reddito minimo per sostenere fino a che non possono
stare in piedi sulle proprie gambe.
Questo è tutto fornito da Minnesota “, ha detto il signor Samatar, che ha monitorato il programma per rifugiati del Dipartimento di Stato.

Fuori Alaska, Minnesota spende più per basso reddito di persona sul
benessere pubblico di qualsiasi altro stato negli Stati Uniti, secondo
un rapporto del Centro per l’esperimento americano, un think tank
situato in Minneapolis .
La relazione ha rilevato che lo stato di Minnesota spende in media pari a sussidi assistenziali di quasi $ 4.000.

Oltre ai suoi sussidi di welfare generosi, Minnesota ha anche una serie
di organizzazioni di beneficenza con contratto con il Dipartimento di Stato come Servizi sociali Luterani ,Caritas e World Relief Minnesota.

Le organizzazioni decidono di aiutare i rifugiati somali a imparare
l’inglese, avere l’assistenza sanitaria, trovare un alloggio e
gradualmente imparare ad adottare gli Stati Uniti come un casa.

Il Dipartimento di Stato
non ha specificamente detto perché Minnesota è stata selezionata
all’inizio del suo programma di trasferimento dei rifugiati somali solo h detto :
“posizioni di reinsediamento sono scelti per una serie di fattori, tra
cui le comunità in cui un rifugiato ha una famiglia o legame sociale, in
cui l’agenzia di reinsediamento locale ha la necessaria conoscenza
della lingua e dei servizi sociali, e dove sono disponibili posti di
lavoro in modo che i rifugiati possano iniziare la transizione verso
l’autosufficienza “, ha detto Larry Bartlett, direttore del programma di
ammissione degli Stati Uniti per i rifugiati, in una dichiarazione al
Washington Times.

Anche se Minnesota ha un buon mercato del lavoronnon sembrano essersi tradotto in posti di lavoro per i rifugiati somali.
Ufficio di Stato demografo del Minnesota segnala che solo il 41 per
cento degli uomini somali stanno lavorando e il 54 per cento delle
donne somale sono impiegati cio che significa che molti possono contare su
sussidi dello stato per sopravvivere, e questi sono più suscettibili per essere attirati dagli
estremisti.


“Sembra lecito ritenere che se non stanno lavorando stanno
probabilmente ricevendo prestazioni sociali pubbliche,” ha dichiarato
Peter Nelson, direttore delle politiche pubbliche presso il Centro di
Experiment americano.

“Più problematico, gli uomini somali non funzionano stanno chiaramente non
integrandosi così quanto potevano con la società e questo  potrebbe alimentare
che vengano radicalizzati e reclutati per combattere con lo Stato
islamico.


Minnesota ha iniziato a vedere che i rifugiati somali si riuniscono nel loro
stato nei primi anni 1990 dopo la guerra civile somala che ha portato
milioni di persone a fuggire in campi profughi, soprattutto in
neighoring di Kenya, che ha anche un campo profughi soprannominata “Piccola
Mogadiscio” vicino al suo capitale Nairobi.

L’ONU ha lavorato con il Dipartimento di Stato
per ottenere posti per i rifugiati  che a sua volta ha collaborato con il
Dipartimento di Homeland Security e Dipartimento di Salute e Servizi
Umani, per prendere la decisione finale.


Oggi, oltre ad essere assegnato lo stato, più somali stanno arrivando a
Minnesota dopo aver brevemente essere trasferiti ad altri stati perche
la maggior parte vogliono vivere dove c’e’ una comunità somala stabilita 
indipendentemente dal Minnesota di intemperie o posizione senza sbocco
sul mare.

Altri grandi popolazioni somale risiedono nel Maine, intorno alla regione di Seattle e in Columbus, Ohio.
“Minnesota ha una molto grande e relativamente nuova comunità somala in modo da avere una prima generazione dei giovani somali che sono ingggiati perché non hanno ancora sperimentato il meglio dell’America e
hanno ancora qualcosa per il loro paese “, ha detto Oren Segal,
direttore del Centro di ADL su estremismo.

“E quindi sono maturi per reclutatori di terroristi online, che dicono:
‘Vieni e lottare per la vostra patria, qualcosa in cui credi,’ perché
non hanno ancora assimilato l’America.”

In effetti, l’FBI ha notato un flusso costante di islamisti video -recruitment specificatamente destinati a popolazione somala del Minnesota, ha detto che l’FBI Mr. Loven.
“L’FBI in Minneapolis
ha fatto con il Procuratore Uniti e stanno stabilendo un forte
programma di collegamento all’interno della comunità somala per cercare di lavorare con le organizzazioni civiche interessate e le persone che
hanno un disagio generale dove la loro popolazione è stato preso di mira,
“Mr. Loven detto.

“I video e la messaggistica online sta prendendo di mira chiaramente
giovani all’interno della comunità somala ed è una sfida per le forze
dell’ordine per determinare chi sarà spostato in azione con questi video.”

Dal 2008, ben 40 uomini di Minneapolis hanno aderito a gruppi islamici dopo essere stati attirati da jihadisti attraverso i social media, i funzionari federali dicono.
L’anno scorso un giovane americano di nome Douglas McAuthur McCain è morto in Siria lottando per lo Stato islamico. McCain è stato reclutato in Minnesota, dove viveva.

Nel 2009, un altro giovane di Minnesota, Troy Kastigar ha un video
di reclutamento per al-Shabab, prima di essere ucciso in lotta per il
gruppo terrorista in Somalia .
Kastigar e McCain si pensa di essere stati amici.
Nello stesso anno un uomo somalo che ha lasciato Minneapolis si è unito al-Shabab e si è fatto esplodere in un attentato suicida a un consolato etiope in Somalia , uccidendo 24 persone.
Nel tentativo di assimilare la loro popolazione di rifugiati e scoraggiare islamici
sforzi di reclutamento il governatore Mark Dayton ha ampliato i
programmi di diritto dello Stato, anche se rimane mamma stato a fare le spese.


“Lo stato del Minnesota riceve finanziamenti attraverso il Dipartimento
federale della Sanità e dei Servizi Umani, Ufficio di rifugiati
reinsediamento per promuovere il reinsediamento di successo e
l’integrazione dei rifugiati in Minnesota,” ha detto un portavoce del
Dipartimento dello stato dei servizi umani.

“L’Ufficio Programmi rifugiati del Dipartimento Minnesota of Human
Services amministra i fondi federali di collaborazione con diverse agenzie
della comunità in tutto lo stato per fornire vari servizi ai rifugiati che
hanno meno di cinque anni nel paese.

La programmazione comprende i servizi sociali, servizi per l’impiego,
servizi per gli anziani e programmi dopo-scuola per i giovani. “


Tuttavia, le questioni politici dell’accoglienza dei rifugiati nello stato sono sul filo del rasoglio con il supporto delle misure anti-terrorismo degli Stati Uniti e la costruzione di una società civile in Somalia che è crollato in una società di clan regionali con un governo quasi inesistente nel corso degli ultimi 20 e rotti anni.

  Per esempio, Merchants Bank ha fermato i trasferimenti di denaro per la Somalia
di questo mese a seguito di un ordine di cessazione rilasciata dall’Ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti
del Comptroller of Currency.


Il Tesoro degli Stati Uniti e i Commercianti sono preoccupati perche non potevano
adeguatamente dimostrareche  tutto il denaro che viene collegato dagli Stati
Uniti stava andando a fonti legittime all’estero, e non a gruppi
jihadisti.

Sens. Amy Klobuchar e Al Franken
, entrambi democratici, hanno inviato una lettera al Segretario di
Stato John Kerry cercano un incontro per forgiare un “piano di
emergenza” che affronti la carenza di servizi di trasferimento di
denaro affidabili che i somali possono utilizzare per inviare denaro in
patria  quando il movimento ha causato un tumulto in Minnesota.


“Ci sono stati effettivamente 20 atti d’accusa nei confronti delle
persone che partecipano al-Shabaab, già nove condanne negli ultimi due
anni, e alcuni rinvii a giudizio recenti che coinvolgono quelli
reclutati per andare a combattere con” lo Stato islamico, ha detto la
signora Klobuchar in una dichiarazioneper  rispondere alla Mall of America
minaccia.

“Così sappiamo questo è un vero problema nella nostra comunità. Ma i somali nella nostra comunità, che servono in carica elettiva, sono al lavoro nelle imprese. Fanno parte di un tessuto di vita della comunità e anche parte della soluzione “, ha detto.

Oltre alle forze dell’ordine evitando alla comunità somala di
costruire cavi terroristicii  Minnesotani hanno anche loro il benvenuto
sulle loro panini titolarità, con i programmi di assistenza in denaro e
buoni alimentari dello Stato, alle stelle negli ultimi anni.


Il numero di adulti e bambini somali che hanno partecipato al programma
di assistenza in denaro alla famiglie del Minnesota ha saltato 34 per
cento dal 2008 al 2013 secondo le statistiche dello stato.

Allo stesso modo, la partecipazione assistenza alimentare del Minnesota
è aumentato del 98 per cento, a 17.300 adulti e bambini, che non
include i somali nati negli Stati Uniti, nello stesso arco di tempo.


L’anno scorso, a causa del flusso di giovani somali, il distretto
scolastico di Minneapolis ha iniziato il suo programma di NABAD – un
acronimo che significa “pace” in somalo – volto ad aiutare i bambini
somali che meglio assimilano al sistema educativo degli Stati Uniti.


Il programma, che è stato ampliato a otto classi lo scorso anno,
insegna inglese, fornisce un aiutante classe di lingua somalo necessario per un anno prima che i bambini partecipare a una classe
regolare.

E lo Stato sta facendo di più per iscriveri più immigrati somali nei suoi scambi di salute Obamacare, soprannominato MNsure.
Molti residenti del Minnesota, che non sono coperti, ma vogliono
l’assicurazione sanitaria sono i genitori, le donne e gli immigrati
somali consapevoli di assistenza sanitaria universale nel loro paese
d’origine, secondo la ricerca MNsure.

Nel complesso, il numero di somali reinsediati nello stato è più che triplicato in quattro anni, secondo statistiche idel Dipartimento di Stato.E con l’aumento dei profughi arriva più di un rischio di radicalizazzione per la comunità, gli esperti dicono.

“La questione dell’essere giovane somalo portato in queste
organizzazioni terroristiche è enorme,ma penso una cosa che viene
spesso ignorata,un sacco di giovani americani che non fanno parte
della comunità somala stanno anche rispondendo a queste chiamate
specifiche”(ndr:dei terroristi), ha dichiarato Segal di AD.

“La comunità in Minnesota è stata particolarmente colpita,alcuni sono
senza dubbio stati con lavaggio del cervello dalla propaganda destinati a
loro.”
Copyright © 2015 The Washington Times, LLC.   
 –
Chi l’Autore

Kelly Riddell
Kelly Riddell è un giornalista investigativo del Washington Times.

Prima di entrare in The Times, Kelly era un giornalista con base a
Washington per Bloomberg News per sei anni, che copre l’intersezione tra
affari e politica attraverso una varietà di battute a base di
industria.

Recentemente ha coperto la maggior parte della tecnologia, dove i suoi
rapporti erano compresi tra sicurezza informatica a politici del
Congresso.

Prima di entrare in Bloomberg, era un consulente di gestione …
REAZIONE:QUESTA SI CHE E’ BELLA………..

-VEDI ANCORA QUEST’ALTRA:

*7 GENNAIO 2015:RIVELAZIONE SHOCK
.
-SU THE WASHINGTON TIMES:

FILE - In this Sept. 18, 2007 file photo, the flags of member nations fly outside of the United Nations headquarters in New York. Since the U.N. was born from the ashes of World War II, it has grown from 51 members to 193. As it approaches its 70th anniversary next year, the world body is hobbled by bureaucracy, politics and an inability among its five most powerful members to agree on many things.  (AP Photo/Mary Altaffer, File)
The UN protects more terrorists
By George Landrith

Read more: http://www.washingtontimes.com/#ixzz3O9mkm7y4
Follow us: @washtimes on Twitter

TRADUZIONE:FILE – In questo file photo 18 settembre 2007, le bandiere
dei paesi membri volano al di fuori della sede delle Nazioni Unite a
New York. Dal momento che le Nazioni Unite è nata dalle ceneri della
seconda guerra mondiale, è cresciuto da 51 membri a 193.Mentre si
avvicina al suo 70 ° anniversario il prossimo anno, l’organismo mondiale
si trova zoppicando dalla burocrazia, la politica e l’incapacità tra i
suoi cinque membri più potenti a mettersi d’accordo su molte cose. (AP
Photo / Mary Altaffer, File)
L’ONU protegge più i terroristi
da George Landri

Read more: http://www.washingtontimes.com/#ixzz3O9mTjszd
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-LA NOTA COMPLETA:
Casa,Opinione,Commento
L’ONU protegge più i terroristi
FILE - In questo file photo 18 Set 2007, le bandiere dei paesi membri volano al di fuori della sede delle Nazioni Unite a New York. Dal momento che le Nazioni Unite è nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale, è cresciuto da 51 membri a 193. Come si avvicina al suo 70 ° anniversario il prossimo anno, l'organismo mondiale è zoppicando dalla burocrazia, la politica e l'incapacità tra i suoi cinque membri più potenti a d'accordo su molte cose. (AP Photo / Mary Altaffer, File)
FILE – In questo file photo 18 Set 2007, le bandiere dei paesi
membri volano al di fuori della sede delle Nazioni Unite a New York. Dal
momento che le Nazioni Unite è nata dalle ceneri della seconda guerra
mondiale, è cresciuto da … more>

By George Landrith – – Martedì 6 gennaio 2015
I terroristi di tutto il mondo si impegnano in violenza e crudeltà in
modi così scioccanti e orribili che la maggior parte di noi trovimo
difficile da comprendere. Gli americani stnno ancora annaspando sul
massacro inimmaginabile di bambini delle scuole in Pakistan e la presa
di ostaggi in Australia prima di poter venire a patti con le
decapitazioni insensate di americani in Iraq e in Siria all’inizio di
questo autunno. Terroristi islamici sedicenti fatto tutti questi atti.
Non sorprende allora che il popolo americano in numero considerevoli
ritengono che l’adozione di misure aggressive per rispondere a questi
terroristi è necessario. Un sondaggio del Washington Post pubblicato il 16 dicembre ha rivelato che il 59% degli americani sostengono le misure adottate dalla CIA in seguito al 9/11.
Ma non è la visione della cosiddetta folla illuminata. Questi
politici professionali responsabili della politica estera,sia in patria che
all’estero,pensano esattamente il contrario. Considerate le recenti
osservazioni dell’ex Segretario di Stato Hillary Clinton a Georgetown,
in cui ha spiegato che per quanto riguarda i terroristi, è meglio
“comprendere e per quanto psicologicamente possibile, entrare in empatia
con la loro prospettiva e punto di vista.”
A quanto pare questo è esattamente la prospettiva che e’ stata presa
dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite per quanto
riguarda l’indagine in Sri Lanka per abusi commessi contro il gruppo
terroristico, l’ LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eeiam).
Il LTTE ha massacrato migliaia di civili innocenti nel corso di un
periodo di 25 anni. Il conteggio dei morte è troppo esteso per
elencarlo. Esso comprende una dozzina di membri del parlamento dello Sri
Lanka e l’assassinio sanguinoso del presidente dello Sri Lanka
Ranasinghe Premadasa, in un bombardamento particolarmente
raccapricciante che ha anche provocato la morte di altre 10 persone, tra
cui la maggior parte delle guardie del corpo del presidente e diversi
aiutanti stretti.
Ma le depravazioni dello LTTE non può essere spiegata con numeri da
soli. Essi hanno brutalizzati civili dentro e fuori il governo. In
diversi attacchi particolarmente feroci, hanno invaso i piccoli villaggi
agricoli nel cuore della notte e con machete colpito a morte donne e
bambini mentre dormivano per terra. Quando gli abitanti si 
risvegliarono sono fuggiti ma i terroristi del LTTE erano in agguato per
raggirare quelle fuga.In uno di questi strage hanno massacrato un
intero villaggio di 146 persono. In altri attacchi il LTTE esplose bombe
in aree commerciali, su autobus e treni, e nei luoghi di culto.
Riconoscendo che e’ l’unico modo per porre fine a questi attacchi
cancerose sulla vita dei cittadini dello Sri Lanka, il governo ha
intrapreso una campagna per sradicare il LTTE e infine lo ha sconfitto nel 2009. Quando finì il conflitto la nazione e il mondo
collettivamente hanno firmato in rilievo . Anche le Nazioni Unite hanno
applaudito la loro sconfitta.
Ma questo era ieri. Oggi una nuova campagna ha iniziato a resuscitare
gli obiettivi e le rimostranze dello LTTE e sembra che l’ONU ha
aderito “alll empatico”.
Dall’inizio dell’anno la Commissione delle Nazioni Unite per i
diritti umani ha avviato un’indagine per verificare se le denuncie del
LTTE di trattamento ingiusto durante il conflitto sono giustificate. In
altre parole sono stati gli sforzi di successo per liberare Sri Lanka
della presenza tossica della LTTE troppo duri?
In un processo segnato più da errori e gravi errore di valutazione,
l’indagine su Sri Lanka è tutta una farsa. I rapporti dei media indicano
che molti dei ricorsi individuali di violazioni dei diritti umani
mancano di una reale giustificazione. Gli individui che sostengono gli
abusi sono senza nome e stranamente anche le persone che li hanno
esaminati sono quasi impossibile di verificare il nome.
In altri casi i media hanno dato grande attenzione al profilo dei
rifugiati dello Sri Lanka in cerca di asilo politico nel Regno Unito che
ha detto che erano stati bruciati con bacchette di metallo caldo. Ma
quando il Home Office del Regno Unit ha esaminato gli individui
sono stati trovati ad avere atti di autolesionismo. Queste conclusioni
non hanno ricevuto quasi l’attenzione dei media, come le false
affermazioni originali.
E anche con l’empatia unilaterale dato al LTTE , l’ONU non può
nemmeno implementare un processo trasparente per svolgere la sua
indagine. Insieme con l’accettazione dei reclami provenienti da fonti
anonime, hanno trascurato le accuse che i ostenitori del LTTE e gruppi
troppo zelanti dei diritti umani stanno offrendo pagamenti alle persone a
farsi avanti per ostacolizzare la creazione di qualsiasi tipo di
processo neutrale per consentire al governo dello Sri Lanka di
rispondere alla prove.
Nel mondo alla rovescia di politici stranieri internazionali, i
terroristi sono al centro di simpatia e preoccupazione, mentre le
nazioni devastate da essi sono chiamati fuori per approvazione.
Da che parte si è dentro?
George Landrith è il Presidente di Frontiers of Freedom.
http://www.washingtontimes.com/news/2015/jan/6/george-landrith-un-protects-more-terrorists/&usg=ALkJrhiXztZmpl0hdWPA6Gb-xHFPfIdWuw
(TRADUZIONE AUTOMATICA ONLINE MIGLIORATA)
REAZIONE:SCUSA….NON HO CAPITO,EMPATIA COI TERRORISTI?E’ TROPPO.LA
HILLARY NON HA IMPARATO DA BENGHASI?:VIA SUBITO BAN KI MOON.RIVEDERE I
MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA.
PER QUANTO RIGUARDA ALLA DOMANDA FINALE SI RISPONDE DA
SOLA:TERRORISTI E NEOLIBERALI MOLTE VOLTE,TROPPE,STANNO DALLA STESSA
PARTE.
-VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI “FATTI INTERNI”:
.
-E VEDI ANCHE CUA:

 -APPENDICE,21 FEBRAIO 2015:ECCO COSA NON E’ NUOVA ERA NELLA SILICON VALLEY
.
-SU LE MONDE:
Pixels


L’antipolitique, péché originel de la Silicon Valley
.

Spécialiste de l’histoire intellectuelle des nouvelles
technologies, Fred Turner déplore le mépris qu’affichent les géants du
Web pour le politique. Leurs valeurs inspirées de la contre-culture des
années 1960 traduisent un froid conservatisme.

Le Monde.fr | 19.02.2015 à 15h19 , Mis à jour le 20.02.2015 à 12h12 | Propos recueillis par Marc-Olivier Bherer

Historien des idées, Fred Turner consacre ses recherches à
l’impact des médias de masse et des nouvelles technologies depuis la fin
de la seconde guerre mondiale aux Etats-Unis. A travers deux ouvrages
largement remarqués,
Aux sources de l’utopie numérique, (C/F éditions, 2012), puis The Democratic Surround,
(University of Chicago Press, 2013, non traduit), il a mis au jour
l’histoire intellectuelle du Web et des nouvelles technologies. Il y
décrit les valeurs qui continuent d’accompagner le développement des
nouvelles technologies et l’influence culturelle qu’elles ont acquise.

Professeur au département de communication à l’université
Stanford (Californie), Fred Turner observe notamment le mépris dans
lequel est tenu le politique par les acteurs de l’informatique.

Dans les années 1960, les hippies convergeaient vers San
Francisco pour y vivre en marge de la société. Aujourd’hui, cette ville
attire des geeks prêts à monétiser la moindre ligne de code. Comment
s’est opérée cette transformation ?

Une filiation directe existe entre ces deux groupes. Le mouvement
néo-communaliste, comme je l’appelle en référence à ses idéaux de vie en
commune, a en effet profondément inspiré le monde de l’informatique.
Leur ambition était de changer le monde, mais très marqués par la guerre
du Vietnam, ils se méfiaient de l’Etat, qu’ils assimilaient au complexe
militaro-industriel. Il n’y avait pas chez eux d’ambition politique,
comme c’était le cas dans l’autre courant de la contre-culture
américaine, plus proche de Mai 68.
La commune devait permettre de cultiver et partager un même état
d’esprit, libéré des injonctions de la bureaucratie. Et ainsi, par
cercles concentriques, petit à petit, cette communauté de valeurs
pourrait s’étendre et changer le monde. Cette idée était au cœur de la
contre-culture qui était florissante à San Francisco dès 1967.

La réalisation personnelle constituait le second pilier de cette
utopie. L’individu était incité à s’affirmer et se construire au sein de
cette commune, notamment par la création d’une petite entreprise,
investie dans l’économie durable, ou par la prise de LSD pour arriver à
une forme d’éveil spirituel.
Les néo-communalistes nourrissaient enfin un fort intérêt pour la
technologie, notamment les systèmes stéréo, que chacun pouvait apprendre
à transformer et à adapter en fonction de ses désirs.
Cependant, au début des années 1980, ce rêve s’était évanoui. Les
communes des années 1960 s’étaient effondrées. La guerre du Vietnam ne
s’était pas terminée avant 1972, et l’Etat était toujours aussi
puissant. Pour un personnage comme Stewart Brand, créateur en 1968 de
l’emblématique Whole Earth Catalog, qui visait à donner « accès
aux outils » pour une vie plus respectueuse de l’environnement et en
parfaite autonomie, l’échec était cuisant.
L’informatique est pourtant un outil qui émerge rapidement à partir de la fin des années 1970.
Oui, Stewart Brand a trouvé dans l’informatique le moyen de se réinventer. La lecture du livre du journaliste Steven Levy, The Hackers,
fut une grande source d’inspiration pour lui. Paru en 1984, cet ouvrage
est le premier à décrire la culture hacker. Stewart Brand va s’inscrire
dans ce mouvement dans l’espoir de réaliser la communauté de
consciences dont rêvait la contre-culture. L’informatique en serait le
véhicule. Stewart Brand organise la première conférence de hackers en
1984 à San Francisco. L’événement ne réunit pas que des mordus
d’informatique, mais aussi des hommes d’affaires, ainsi que d’anciens
membres de la contre-culture.
Ces gens ne se connaissaient pas et venaient de milieux différents,
ils ont malgré tout passé trois jours ensemble au bout desquels ils
parlaient un langage commun. Les hackers sont à la mode, les branchés
connaissent et utilisent les nouvelles technologies qui fourniront un
modèle économique inédit.
Ces idées ont toujours cours. De la Silicon Valley émane aujourd’hui
un discours selon lequel chacun peut s’affirmer et se réaliser grâce au
réseau informatique. Devenir riche ou changer le monde sont une seule et
même chose, la possibilité en est offerte à tous grâce aux nouvelles
technologies. Ces valeurs sont désormais à ce point répandues que l’on
en oublie leur origine
———————————–

“Devenir riche ou changer le monde sont une seule et même chose”
————————————-

Pouvez-vous nous donner un exemple de la manière dont se vit aujourd’hui cette contre-culture informatique ?
Le festival Burning Man, fondé en 1986, en est l’une des principales
incarnations. Il s’agissait à l’origine d’un événement relativement
anonyme qui se déroulait sur une plage à San Francisco où une silhouette
en bois était enflammée. Aujourd’hui, près de 50 000 personnes y
participent tous les ans. Une ville temporaire est construite pour
l’occasion dans un désert du Nevada, chacun est invité à se déguiser et à
réaliser un projet artistique. Ce festival est très populaire dans la
Silicon Valley et à San Francisco, à tel point qu’il est déjà arrivé à
Google de fermer ses portes pour permettre à ses salariés d’y
participer. Eric Schmidt a notamment été embauché comme PDG de Google
parce qu’il assiste à Burning Man.
C’est un endroit clé pour la diffusion et la réactualisation des
valeurs de la contre-culture. Les projets artistiques sont très portés
sur la high-tech, des gens y travaillent toute l’année avant de
l’achever dans le désert, puis d’aller danser au son de la musique
électronique déversée à Burning Man.
Comment les idées de la contre-culture se manifestent-elles dans les technologies que nous utilisons tous les jours ?
La contre-culture souhaitait le partage d’une même sensibilité, de
mêmes énergies, de mêmes ondes afin de réorganiser la société grâce à
ces puissances invisibles. Aujourd’hui, nos ordinateurs réalisent cette
vision en ce qu’ils permettent de faire circuler de l’énergie et de
l’information, et ainsi de mettre en relation presque tous les habitants
de la planète. Mais surtout, la croyance aux pouvoirs bienfaisants de
ces technologies est largement répandue. Kevin Kelly, l’un des
cofondateurs du magazine Wired et de Whole Earth, y voit même l’œuvre de Dieu. Selon lui, Dieu a choisi de nous lier les uns aux autres par l’entremise de ces technologies.
Un idéal néo-communaliste prend forme et voit dans le réseau de
distribution de l’information un moyen pour contourner l’appareil
politique et bureaucratique, et ainsi en arriver à une communication
sans médiation. Cette idéologie est bien présente chez Google.
Maintenant il faut se poser la question de savoir si cette entreprise
exerce vraiment un pouvoir bienveillant. Je ne le crois pas. Mais
Google arrive tout de même à profiter d’une image positive. C’est ce qui
permet à ses patrons de trouver la sympathie de nombre d’internautes
lorsqu’ils s’opposent à l’adoption de lois plus strictes pour encadrer
Internet.
Les premières utopies informatiques ont-elles cherché à
prévenir les problèmes aujourd’hui suscités par les nouvelles
technologies ?

Non. Le déni était déjà courant dans les communes des années
1960-1970. Sous couvert d’amour libre, d’ouverture absolue à l’autre,
d’égalité, ces groupes étaient incroyablement conservateurs. Car le
contrôle social, affranchi de la bureaucratie, se fait grâce au charisme
des uns, au conformisme social des autres. Les communes que j’ai
étudiées étaient dominées par des hommes blancs issus de la classe
moyenne supérieure. Il y avait très peu de mixité ethnique, non du fait
d’une volonté claire en ce sens, mais plutôt un conformisme qui rejetait
la différence, avec des réflexions du genre, « humm, ces gars-là sont pas cool…
». Les femmes étaient reléguées au rôle traditionnel de mère devant
s’occuper des tâches ménagères et ne prenaient pas part aux discussions
importantes que menaient les hommes.
Aussi lorsque ces mêmes hommes viennent aujourd’hui nous parler des
progrès apportés par la technologie, il faut aussi entendre leur déni
des tensions générées par les services qu’ils proposent. Cette attitude a
une utilité pour eux, il permet de continuer de s’imposer dans un
univers où la concurrence est très rude, la Silicon Valley.
Revenons à Google. Le menu à la cafétéria est extraordinaire,
cependant, le personnel de cette dernière est très mal payé. Il se
trouve qu’il est majoritairement latino. La plupart ne peuvent pas se
payer une assurance santé. Est-ce que Google aborde la question des
classes sociales ou raciale ? Est-ce que Google promeut une répartition
plus équitable de la richesse ? Non. Certes, la plupart des grandes
entreprises font de même, peu importe le secteur, mais leurs patrons ne
mettent pas autant d’énergie à se présenter comme des idéalistes occupés
à changer le monde.
Votre plus récent ouvrage traite de la période qui précède
les années 1960. Une avant-garde intellectuelle s’interrogeait déjà sur
l’interaction entre communication et technologie, mais, à la différence
de la contre-culture, le projet qu’elle développe est profondément
politique. Pouvez-vous nous en dire plus ?

Dans les années 1930 et 1940, la crainte du fascisme s’est emparée
des Etats-Unis. Il n’était pas perçu uniquement comme un système
politique, mais aussi comme un système social et médiatique. La conquête
du pouvoir par Hitler s’appuyait, selon plusieurs intellectuels
américains, sur sa maîtrise des médias de masse. Ces nouveaux outils
empêchaient de penser, comme on le croyait alors, et exerçaient un
pouvoir de fascination qui nous amenait à obéir, à se conformer, en
captant notre attention. Le cinéma demandait à la foule de s’asseoir le
visage tourné vers un seul écran. Le journal retenait aussi regard, la
radio notre attention, sans possibilité d’échapper à l’autorité qu’ils
exerçaient. Les mass media semblaient donc être dans le prolongement du fascisme.
La Commission pour le moral national (Committee for National Morale),
qui donnait des conseils à la présidence en matière de propagande pour
s’assurer de la solidarité de la population envers l’effort de guerre,
était très soucieuse de ces enjeux. Elle rassemblait certains des plus
grands chercheurs en sciences sociales de l’époque, ainsi que des
artistes issus du mouvement Bauhaus. Ces gens imaginèrent des modèles de
représentation qui devaient permettre de lier des images en préservant
le principe d’égalité, sans tomber dans le piège d’une médiatisation
hiérarchisée propre au fascisme.
A leurs yeux, le sujet démocratique se distinguait par sa capacité à
exercer des choix. Pour le préserver de la menace fasciste, ils ont donc
cherché à inventer des modèles médiatiques qui lui correspondent et qui
soient davantage ouverts aux alternatives, à la collaboration. Les
idées développées par ce groupe se diffuseront ensuite dans les années
1950 et 1960 dans les arts et la propagande. Et de là, ils ont rejoint
l’ère psychédélique et ont préparé cette idéologie qui promet une
communauté de consciences.
Remarquons cependant qu’aujourd’hui le réseau n’est plus pensé comme
un outil pouvant créer des dispositions démocratiques chez l’individu.
On le dit plutôt « social », en référence à Facebook, notamment. Le
social est devenu l’endroit de collaboration où le soi peut s’affirmer.
Et c’est maintenant la dimension politique qui est rejetée pour les
mêmes raisons que l’on rejetait le fascisme dans les années 1930-1940,
parce qu’il considérait comme étant purement hiérarchique,
bureaucratique et poussant au conformisme.
Aujourd’hui la technologie ne cesse d’accroître son emprise
sur nos vies. Cette difficulté a-t-elle été pensée dès les débuts de
l’informatique ?

Oui, dès les années 1940, cette tendance s’installe. A l’époque, le
fondateur de la cybernétique, Norbert Wiener, prédit que les systèmes
d’information pourront bientôt modeler l’ensemble des comportements
humains et robotiques. Voilà des machines capables de tout, dit-il. Dans
les années 1960, les néo-communalistes font un pas de plus et estiment
que la technologie n’est pas qu’une machine, mais un mode de vie.
———————————————-

“Dans les années 1960, les néo-communalistes estiment que la technologie n’est pas qu’une machine, mais un mode de vie.”
———————————————

Ce rappel m’amène à faire un constat sur la situation actuelle, deux
choses me semblent tout à fait inédites dans l’histoire de la
technologie. D’une part, l’arrivée de sommes d’argent colossales. Les
systèmes désormais en place se déploient à l’échelle de la planète et
permettent d’accumuler des milliards. D’autre part, l’Etat se montre
hautement préoccupé de ces questions. Dans les années 1960-1970, l’Etat
se moquait de ce que faisaient les néo-communalistes. Aujourd’hui,
l’Etat se montre prêt à suivre l’ensemble des interactions humaines,
puis à les modéliser, à des fins, dit-on, de sécurité. Des entreprises
privées peuvent en faire dans le but d’amasser des milliards. L’argent
et le pouvoir ont pris le dessus.
A San Francisco, on voit apparaître un nouveau phénomène social, le «
brogrammer » [jeu de mot entre « bro », de « brother », frère, ou mec,
en argot américain et programmeur], le programmeur informatique macho
qui est là pour faire du fric. Mais peut-être faut-il y voir la
traduction d’une tendance déjà présente chez les néo-communalistes. Le
troll, qui envenime le Web aujourd’hui avec ses remarques faites dans le
seul but d’offenser et d’intimider, était déjà présent dans les
communes. Les femmes, cibles par excellence des trolls, étaient déjà
régulièrement humiliées dans ces communes, où le pouvoir était imposé
par insinuation, comme cela se fait aujourd’hui en ligne.
Les valeurs cultivées dans la Silicon Valley sont-elles en train de changer ?
Je ne peux pas dire. Les idéaux des années 1960 sont adaptés à la
réalité contemporaine. Mais nous assistons à des transformations rapides
que l’on ne sait pas toujours interpréter. Certains secteurs d’activité
disparaissent, de nouvelles façons de travailler et de se déplacer
émergent. Par ailleurs, il faut aussi accepter le fait que le Web est un
phénomène mondial, il ne peut donc pas y avoir une seule façon de voir
Internet.
——————————————

“Auparavant, mes étudiants me jugeaient trop pessimistes. Depuis l’affaire Snowden, ils me trouvent trop optimistes.”
—————————————–

Je remarque cependant une chose. Mes étudiants à Stanford ont changé.
Auparavant, ils me jugeaient trop pessimiste. Depuis l’affaire Snowden,
ils me trouvent trop optimistes.
Vous êtes très critique à l’égard des idéaux des années 1960-1970. Quels en ont été les apports positifs ?
L’insistance mise sur les différents modes d’être a permis
l’expression d’identités plus variées. Les mouvements des droits
civiques et des gays ont grandement profité de ce pluralisme. D’autant
qu’il a été traduit dans des textes de loi. Quant aux réseaux sociaux,
ils ne sont employés pour le moment qu’à des fins d’expression
personnelle, sans que l’on prenne soin de retranscrire dans la loi les
valeurs que l’on y défend. Le danger est donc de croire que les
conversations menées sur les réseaux sociaux sont de la politique, ce
qu’elles ne sont pas sur ces plateformes.

 Marc-Olivier Bherer

Journaliste au Monde

http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/02/19/l-antipolitique-peche-originel-de-la-silicon-valley_4577534_4408996.html
REAZIONE:LA NUOVA ERA SI DICHIARA ESTRANEO A QUESTO
“ECLETTICISMO”.NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LE IDEE DEGLI ANNI SESSANTA
E LA CONTRO-CULTURA NATURALMENTE,NE CON IL DESTINO ATTUALE DI QUELLI
MOVIMENTI.(BASTA VEDERE IN QUESTE PAGINE LE MIE OPINIONI SULL’OPERATO DI
EIRIC SMITH)(1)
LA NUOVA ERA NON FA POLITICA MA NON E’ ANTI-POLITICA,LA NUOVA ERA NON
E’ FILOSOFIA,NE IDEOLOGIA E NON E’ RAPRESENTATA DA NESSUN MOVIMENTO
SOCIALE.NON FA NE MENO PROSELITISMO E NON PRETENDE CADERE IN GRAZIA DI
NESSUNO.LA NUOVA ERA E’ SOLO LA VISIONE DEL MONDO DEL PENSIERO
SCIENTIFICO A SE STANTE.
E SE LA NUOVA ERA SEMBRA CONTESTUALE CON QUELLE IDEE DELLA
COMUNICAZIONE DIRETTA PRESCINDENTE DEGLI APPARATI POLITICI E BUROCRATICI
SARA PERCHE QUESTO E’ CON-NATURALE ALLA SUA ESSENZA
SCIENTIFICO-TECNOLOGICA E QUALSIASI SOMMIGLIANZA A IDEE  HIPPIES DEGLI
ANNI ’60 IN AMERICA O QUELLE DEI MOVIMENTI DEL MAGGIO FRANCESE DEL ’68,O
ALTRE DELLA CONTRO-CULTURA E’ SOLO COINCIDENZA.
(1)VEDIAMO UN PO’ PIU:SE I CULTORI DELLE IDEE DEGLI ANNI ’60 E I SUOI
INSEGUITORI ATTUALI(GEEK)FOMENTASSERO LA NUOVA ERA ERIC SMITH NON
SAREBBE MAI STATO ACETTATO NE MESSO ALLA TESTA DI GOOGLE CHE RAPRESENTA
L’AVANGUARDIA DELL NUOVA ERA.QUESTO IN PARTENZA,MA COSA HA SUCCESSO
DOPO?:SEMPLICE,QUELLI  CULTORI E CONTINUATORI DELLE IDEE DELLA
CONTRO-CULTURA DELLA SILICON VALLEY E DI GOOGLE,APPLE E ORA ANCHE
MICROSOFT COME TUTTI,TUTTI QUELLI CHE FANNO TELECOMUNICAZIONI SI SONO
CONVERTITI ALLA NUOVA ERA.E LA PROVA DI QUESTO L’ABBIAMO FACILMENTE:OGGI
ERIC SMITH E’ STATO SEPARATO DELLA PARTE CREATIVA DI GOOGLE E NOMINATO
AD UNA CARICA SIMBOLICA DOVE SI OCCUPA SOLO DELLA PARTE ECONOMICA,DELLE
FINANZE INSOMMA.E IN QUESTO SENSO SI HA RIVELATO UN GRANDE FAUTORE DEL
NEOLIBERALISMO PER QUI PIU CHE UN PRODOTTO DELLA CONTRO-CULTURA SI
COMPORTA COME UN AGENTE DELLA CONTRO-RIFORMA.
SE SILLICON VALLEY,LA CALIFORNIA E LE TELECOMUNICAZIONI IN GENERE
HANNO DECISO CONVERTIRSI ALLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA,COME E’
SUCCESSO CON LA CINA,HONG KONG,UKRANIA ORIENTALE E TANTI ALTRI OPERATORI
HIGH TECH STATATALI O PRIVATI GLOBALMENTE,BENVENUTI SIANO.
.

PD:COSI COME NON SI DEVE TRANSFORMARE GIACOBINI IN GIRONDINI,IN AMERICA NESSUNO PRETENDA CONFONDERE LIBERALS(E/O NEOLIBERALI)CON LIBERALI.

-VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTIINTERNI.
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-192.html

16 MARZO 2015:ATTUALIZAZZIONE

*13 MARZO 2015:LA NUOVA ERA GLOBALE DOMINA EGEMONICA
-SU LA STAMPA:

L’america insegna: si può risorgere

Meglio tardi che mai. Lunedì scorso l’industria della tecnologia
americana ha scalato un picco storico, rimarginando una ferita enorme
per i mercati e confermando il suo ruolo come uno dei motori
dell’economia mondiale: il Nasdaq, l’indice di borsa che ospita Apple,
Microsoft, Google e Facebook, è ritornato al di sopra dei 5000 punti per
la prima volta in quasi 15 anni. Sembra un numero come un altro, e non è
nemmeno un record, ma attenzione alle date. La prima e ultima volta che
il Nasdaq …continua
Francesco Guerrera
REAZIONE:LA STAMPA NON METTE TUTTA QUESTA NOTA ONLINE,QUINDI NON
POSSO OFFRIRVILA COMPLETA MA BASTA QUESTO BRANO PER CAPIRE IL
MESSAGIO:L’IMPORTANZA DELLA NUOVA ERA.
APPLE(1),MICROSOFT(2),GOOGLE(3) E FACEBOOK(4) SONO TUTTE AZIENDE CHE
ATTUALMENTE DEVONO IL SUO SUCCESO INTERAMENTE ALLA NUOVA ERA E I SUOI
CONCETTI AL DI FUORI DEI QUALI NULLA SI CREA,SI FABBRICA O SI VENDE.IL
NASDAQ IL SUO INDICE IN BORSA QUOTA AL DI SOPRA DELL’ORO E IL
PETROLEO,BISOGNA AGGIUNGERE PIU?
L’INDUSTRIA DELLA TECNOLOGIA AMERICANA DELLE TELCOMUNICAZIONI E
L’AMERICA TUTTA PRIMA O POI DOVRA FARE QUESTO RICONOSCIMENTO ALLA NUOVA
ERA,A ME E ALLA SCIENZA E  CULTURA EUROPEA.(NON ALL’UNIONE EUROPEA).

-ANESSO:PER CAPIRE TUTTO BASTA DARE UNA OCCIATA COMPLESSIVA SUL MIO BLOG DELLE AGGIORNAMENTI DELLE RIPERCUSSIONI PUBBLICHE DELLA MIA OPERA,CLICCA.
 http://cianciminotortoici.blogspot.com
IN MODO PARTECOLAREGGIATO ALCUNI POST DI QUESTO BLOG:
 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/08/legemonia-assoluta-della-nuova-era.html
(1)-APPLE:
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https://docs.google.com/document/d/1aKXwZxLJOfUlVefwVRzQNWTV6mElR3hwo_flBTcd_wI/pub
https://docs.google.com/document/d/1aKXwZxLJOfUlVefwVRzQNWTV6mElR3hwo_flBTcd_wI/preview
(2)MICROSOFT:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/04/dominio-egemonico-assoluto-della-nuova.html
 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/02/egemonia-assoluta-della-nuova-erala.html
 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2013/10/avviso-urgente-ai-lettori-sindacato.html
 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2013/01/le-buggie-del-consensoe.html
 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2013/04/eppur-si-muove-galileo-di-fronte-al.html
(3) GOOGLE:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2010/01/apoteosi-dellegemoniala-nuova-era.html
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/05/ex-googleora-vi-racconto-la-nuova-era.html
 http://cianciminotortoici.blogspot.com/2011/08/e-se-sta-cosa-la-dice-luigoogle.html
(4)FACEBOOK:IO SONO L’INVENTORE DI TWITER E DI TUTTI I SOCIAL NETWORK,DI TUTTE LE RETI.QUESTO E’ IL MOTIVO PERCHE NON SONO CONESSO A NESSUNA RETE,IO HO LA MIA PROPIA RETE:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2009/03/buona-pasqua-2009.html
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2010/04/new-media-e-non-social-mediagrazie.html
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2010/02/obama-e-il-corrierele-notizie-che-non.html

MI SAREBBE IMPOSSIBILE ELENCARE TUTTI GLI SCRITTI SULL’ARGOMENTO,SI DOVREBBE LEGGERE LE MIE PUBBLICAZIONI COMPLETE,MA FONDAMENTALMENTE SONO NEI MIEI DUE BLOG “RIPERCUSSIONE PUBBLICA DELLA MIA OPERA” E “FATTI INTERNI” CHE POTETE TROVARE IN QUESTI LINK:
http://cianciminotortoici.blogspot.com
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-201.html
http://spaziorealedottciancimino.over-blog.com/2015/04/faites-internes-1-continuation-331.html
-VEDI QUESTO SCRITTO NELLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE  SUL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/6263.html

EPILOGO:PENSO SIA UN RICONOSCIMENTO GIUSTO E DOVEROSO E IN OGNI CASO MEGLIO CHE I BENEFICI DELLA NUOVA ERA VADANO A FINIRE NELLE TASCHE DEI NEOLIBERALI,TERRORISTI,GOVERNI GOLPISTI O POCO DEMOCRATICI E  NELLE TROPPO GENEROSE RIDISTRIBUZIONI SANIATARIE E NON SOLO DI OBAMA VERSO MALVIVENTI ISPANICI E IMMIGRATI DI TUTTI I COLORI.

-APPENDICE:

-23 MARZO 2014:CON IL NOBEL IN MENTE
Blogs

Rustom Ghazaleh sanctionné pour son opposition au rôle des Iraniens en Syrie ?

2 mars 2015
L’administration américaine, meilleure amie de l’Etat Islamique et de l’Iran
Firas KONTAR
citoyen Franco-syrien
A quoi joue l’administration américaine ? Commet-elle des erreurs de
jugement répétées concernant la situation en Syrie et en Irak ?
Firas Kontar
Firas Kontar
Après quatre années de massacres continus, surgissant de nulle
part, le Secrétaire d’Etat américain John Kerry a abattu, il y a une
semaine, une carte aussi inattendue que cynique : “Il faudra bien
négocier avec Bachar al-Assad”. Cette déclaration surprenante nous
rappelle la proposition faite par ce même John Kerry, au lendemain du
massacre chimique de la Ghouta de Damas, le 21 août 2013. Il avait alors
proposé, en échange du renoncement de la communauté internationale à
sanctionner le régime de Bachar al-Assad, que la Syrie déclare et
remette à l’Organisation pour l’Interdiction des Armes Chimiques (OTAC)
la totalité de son arsenal chimique. Depuis lors, en dépit de ses
engagements, le régime ne s’est privé d’utiliser ni son arsenal d’armes
létales – missiles, bombes-barils, bombes à fragmentation… -, ni ses
bombes au chlore, considérées elles aussi comme des armes chimiques,
ni l’arme de la privation de nourriture imposée à toutes les localités
qui refusent de se soumettre, et ce malgré une décision de l’ONU
(Résolution 2139 du 22 février 2014) concernant l’entrée et la
distribution de l’aide alimentaire.
Comment pouvons-nous expliquer dans ces conditions que la première
puissance au monde souhaite négocier avec un petit dictateur couvert de
sang ? Les Etats-Unis sont-ils vraiment contraint de négocier avec
Bachar al-Assad, et qu’ont-ils à y gagner ?
La “faiblesse des éléments modérés de la rébellion” serait la
principale cause de ce revirement. C’est oublier que cette faiblesse est
la conséquence directe d’un soutien très limité de la part des “Amis du
peuple syrien”, Américains en tête, qui n’ont quasiment rien fait
depuis le début du conflit pour équiper et structurer l’Armée syrienne
libre. Le manque de moyens a poussé à la radicalisation une partie de la
rébellion. Un certain nombre de rebelles qui avaient pris les armes ont
rejoint l’Etat Islamique, qui, lui, dispose de véritables moyens. Pour
autant, devons-nous nous en remettre à Bachar al-Assad comme le propose
l’administration américaine ? Contrairement aux idées reçues, la
rébellion modérée continue d’avancer sur plusieurs fronts, notamment
autour d’Alep, où les positions sont consolidées et où la rébellion
grignote du terrain à l’Etat Islamique et au régime.
Autre point essentiel, Bachar al-Assad ne tient plus aujourd’hui que
par le soutien des Iraniens. Il n’a jamais été aussi faible qu’à
présent. Quatre années de guerre et de défections, y compris la fuite
d’un premier ministre en exercice, ont considérablement affaibli son
régime, son armée et ses services de renseignement. Il suffit de
connaître un peu la situation sur le terrain pour savoir que, si
al-Assad continue de contrôler aujourd’hui une partie – un peu moins de
la moitié… – du territoire de son pays, il le doit uniquement à la
présence de miliciens chiites irakiens, du Hezbollah libanais et des
réfugiés afghans transférés en Syrie par l’Iran. Profitant de la misère
des derniers, les mollahs iraniens les ont embauchés pour une
bouchée de pain et ils les envoient participer à une guerre qui n’est
pas la leur, uniquement pour soutenir leurs alliés syriens.
La majorité des frontières syriennes ne sont plus contrôlées par le
régime. Penser que les services de renseignement occidentaux peuvent
lutter contre le terrorisme en renouant avec les services de Bachar
al-Assad, c’est se bercer d’illusions. Les règles du jeu ont changé
depuis l’époque où le régime syrien collaborait – non sans réserve et au
coup par coup – avec l’Occident après la guerre d’Irak. La porte
d’entrée des réseaux djihadistes dans ce pays se trouvait
alors en Syrie. Damas recrutait, formait et armait ces combattants. Elle
les contrôlait et elle s’en servait comme monnaie d’échange. La
libération par le régime de milliers de djihadistes, au début
de la révolution, était destinée à effrayer l’Occident. Elle a contribué
à renforcer leurs réseaux, loin du contrôle et de la surveillance du
pouvoir en place. La perte du contrôle des frontières et les défections
dans l’armée et les services de sécurité ne permettent plus à Bachar
al-Assad de prétendre lutter contre le terrorisme islamiste, qu’il n’a
d’ailleurs cessé de renforcer, non seulement à travers les libérations
massives de djihadistes, mais également par ses bombardements
qui ménagent l’Etat islamique pour se concentrer sur l’Armée libre et
sur les zones civiles. Enfin, pouvons-nous sincèrement imaginer que
Bachar al-Assad pourra gagner la guerre qu’il a déclarée à son peuple ?
Toute une génération de Syriens a grandi, au cours des quatre années
écoulées, avec le rêve de poursuivre et de conduire à son terme la
confrontation dans laquelle le régime les a entraînés. La multiplication
des victimes, qui se comptent aujourd’hui par centaines de milliers,
n’a fait qu’apporter de nouveaux combattants aux rangs de la rébellion
et des groupes djihadistes. Bachar al-Assad n’est plus un
facteur de stabilité, si tant est qu’il l’ait jamais été. Il incarne le
chaos qu’il avait promis dès le début du soulèvement.
Pourquoi, dès lors, remettre en selle un régime tyrannique à l’agonie ?
Il faut comprendre le changement de stratégie prôné par l’équipe
d’Obama. Pour assurer, en 2011, dans des conditions de sécurité
satisfaisante le retrait d’Irak de l’armée américaine, Washington a
trouvé dans l’Iran un élément de stabilité régionale, les monarchies du
Golf n’étant plus les alliés inconditionnels de l’administration
américaine. A travers le premier ministre irakien, le chiite Nouri
al-Maliki, l’Iran est devenu le véritable maître de l’Irak. La politique
sectaire et fortement discriminatoire de leur protégé a jeté tout un
pan de la société irakienne en direction de l’Etat islamique. Tout
suggère que les Etats-Unis s’apprêtent à agir de la même façon en Syrie,
où Bachar al-Assad n’est guère plus aujourd’hui que le “chargé
d’affaires” des mollahs iraniens sur le territoire syrien. Ce
n’est donc pas par hasard que, dans son rapport annuel remis récemment
au Sénat américain, James Clapper, directeur du Renseignement national, a
préconisé de retirer l’Iran et le Hezbollah de la liste des menaces terroristes. Les Américains espèrent ainsi faire d’une pierre deux coups : déléguer la lutte contre Da’ech
à l’Iran et parvenir à un accord sur le nucléaire iranien. La zone
d’influence iranienne s’étendrait donc de la Méditerranée à la frontière
pakistanaise. Cette hégémonie et le contrôle des axes pétroliers et
gaziers amèneraient l’Iran à renoncer à poursuivre  l’acquisition de la
bombe nucléaire. La présence et la menace iranienne sur la région
permettraient aux Américains de continuer à vendre massivement aux
monarchies pétrolières du Golf les produits de leurs industries
militaires…
Tout le monde le sait : faire de l’Iran le gendarme du Moyen-Orient
ne réglera en rien les problèmes. L’administration Obama n’est pas
stupide. Mais elle pense que, si le conflit risque de durer entre
chiites et sunnites, les risques de le voir déborder et affecter les
Etats-Unis restent minimes. Surtout en contrepartie des avantages
attendus de cette situation : un prix du pétrole au plus bas, des ventes
massives d’armes et matériels militaires, et un accord sur le nucléaire
iranien.
La souffrance des peuples et leur droit à la liberté, à la dignité et
à l’autodétermination n’intéressent pas Barack Obama. Ils
n’intéressaient pas davantage son prédécesseur George Bush. Mais lui, au
moins, n’avait pas à défendre une image de Prix Nobel de la Paix…
http://syrie.blog.lemonde.fr/2015/03/22/ladministration-americaine-meilleure-amie-de-letat-islamique-et-de-liran/
REAZIONE:CONNIVENZA CON IL TERRORISMO?
 –
3 APRILE 2015:ATTUALIZAZIONE

2 APRILE 2015:MOUS,GIUSTIZIA RESTITUISCE L’AUTONOMIA SICILIANA
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
Muos, procura di Caltagirone sequestra l’impianto satellitare americano
Il Tar aveva accolto il ricorso presentato dai No Muos contro
l’antenna Usa. Il provvedimento per violazione del vincolo paesaggistico
di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale
sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare
Muos, procura di Caltagirone sequestra l'impianto satellitare americano
No Muos, attivisti sulle antenne: “Persa una battaglia, non la guerra”
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“Anche la procura ci difende. E’ la notizia che aspettavamo, rende
giustizia a chi ha lottato in questi anni per fermare il Muos, sono
contento e anche i cittadini di Niscemi lo sono”, dice il sindaco di
Niscemi, Franco La Rosa dopo il sequestro dell’impianto. “Abbiamo sempre
riposto fiducia nella magistratura, un pò meno nella politica, a cui
chiediamo di fare passi indietro, bloccare il Muos e trasferirlo in una
zona senza abitanti. Al posto dell’impianto satellitare spero che venga
realizzato un ecomuseo delle Scienze, che attragga turisti qui a
Niscemi”. Poi riferendosi alla manifestazione nazionale il programma il 4
aprile a Niscemi, il sindaco dice: “Sarà una giornata di festa,
passeggeremo nella Sughereta, respirando i profumi della natura”.

-VIDEO SOSPESO:Muos, le antenne in funzione dopo la sentenza e la rabbia degli attivisti

Sulla realizzazione del Muos e sul pericolo per ambiente e salute
degli abitanti della Sicilia sud-orientale da anni sono in corso
polemiche, con posizioni assolutamente contrastanti. Da Sigonella
l’ufficio stampa stazione aeronavale della marina Usa fa sapere di
“prendere atto della decisione della Procura” ribadendo che “ogni nostra
azione avviene nel pieno rispetto della normativa italiana” e
“augurando una rapida risoluzione del contenzioso per garantire un
efficace sistema di comunicazione finalizzato alla difesa”. I militari
statunitensi ribadiscono “la piena disponibilità alle autorità e al
territorio per qualunque chiarimento” e ricordano come “ripetuti studi
effettuati dalle autorità sanitarie italiane competenti hanno dimostrato
l’assenza di rischi ambientali e alla salute collegati a questa
installazione”.

Muos, no alle antenne: le donne “bruciano” Obama e Renzi

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Il sequestro della struttura è
invece “la notizia che attendeva” il sindaco di Niscemi, perché, spiega,
“rende giustizia a chi ha lottato in questi anni”. E lancia una
proposta: “al posto dell’impianto satellitare venga realizzato un
ecomuseo delle Scienze”. Il comitato ‘Mamme no Muos’ si dice
“entusiasta” e invita “i politici che fino ad oggi sono scesi a
compromessi a farsene una ragione: è pericoloso ed abusivo”. Per il
sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno, il “provvedimento rende
giustizia alle ragioni del territorio Il presidente della commissione
Ambiente all’Ars, Giampiero Trizzino (M5s) sollecita Crocetta a
“inchinarsi alla legge”. Secondo Erasmo Palazzotto (Sel), il sequestro
del Muos “sancisce il fallimento della politica dei governi nazionali e
regionali”. Per il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, dimostra che
“ancora una volta l’autorità giudiziaria fa quello che avrebbero dovuto
fare il ministero dell’Ambiente e la Regione Siciliana”.
.

REAZIONE:LA GIUSTIZIA RESTITUISCE L’AUTORITA  ALL’AUTONOMIA SICILIANA
CHE CROCIETTA AVEVA CALPESTATO SOTTOMETTENDOSI ALLA LOBY DI ROMA ALLORA
GESTITA DAL PRO-LEGHISTA MONTI.NE PIU,NE MENO.

LE BUGGIE DEL CONSENSO(E…LA STORIA LA SCRIVONO I “VINCITORI”)-4ta PARTE

PROVIENE DI CUA:

http://dottciancimino.bloog.it/le-buggie-del-consensoela-storia-la-scrivono-i-vincitori-3da-parte.html

-ATTUALIZAZZIONE:

*10 NOVEMBRE 2014:L’INVENZIONE DELLO SMARTPHONE

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

Ibm Simon, 20 anni fa il primo smartphone

L’Ibm Simon Communicator è nato il 16 agosto 1994 ed è universalmente conosciuto come il primo smartphone.

Venduto in 50 mila unità, è stato il primo cellulare a includere in un unico device le caratteristiche di un telefono e quelle di un Pda.

Per festeggiare i 20 anni di questo telefono con touchscreen, un esemplare originale è stato fotografato all’interno del Museo della Scienza di Londra.

Il Simon a confronto con un iPhone.

Altre immagini del Simon prese dalla Rete.

http://www.corriere.it/foto-gallery/tecnologia/mobile/14_agosto_15/ibm-simon-20-anni-fa-primo-smartphone-593b7c5c-249c-11e4-a121-b5affdf40fda.shtml

REAZIONE:OGNI TANTO LA STORIA DEGLI INVENZIONI DELLA NUOVA ERA TORNA A RIPETRSI.QUESTA VOLTA TOCCA AL PRIMO SMARTPHONE E NON IL PRIMO CELLULARE.FERMO RESTANDO CHE IL PRIMO SMARTPHONE E’ STATO ESSIBITO ALLA FIERA SMAU DI MILANO E COMPORTAVA L’INTEGRAZIONE DI UN KIT DI MEDICINA,NON HO RIFERIMENTI SU QUESTO “PRIMO SMARTPHONE MA POCO IMPORTA,E’ SEMPRE ISPIRATO AI MIEI CONCETTI(E CUA LE DATE SONO CONCORDANTI) E NON OCORRE PARLARE SU QUESTO “PRIMO”.

ALLORA,LA MIA RISPOSTA SU QUESTI “INVENZIONI” E’ LA STESSA,DI SOPRA.E C’E’ ANCHE LA FRANCIA CHE MI DA RAGIONE:

– SU LE MONDE;Vidéos:
En 1947, certains prédisaient déjà le développement des smartphones

Le Monde.fr | 10.09.2014 à 16h35

Durée : 04:07  |  Images : INA

Tourné il y a près de soixante-dix ans, ce reportage d’anticipation imaginait déjà l’omniprésence des écrans dans notre société. Des utilisateurs les yeux rivés sur leur appareil mobile, des voitures équipées d’un écran, des journaux sur tablette… les faits évoqués au siècle dernier ne sont pas sans faire penser à une certaine réalité, à l’heure de la sortie des nouveaux iPhone d’Apple.

http://www.lemonde.fr/revue-du-web/video/2014/09/10/en-1947-certains-predisaient-deja-le-developpement-des-smartphones_4485305_3164287.html

VEDI ANCHE QUESTO:

VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE INIZIALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:

http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuation-165.html

3 GENNAIO 2015:IL GIORNO DOPO,CACCIA ALLA DATA DEL PRIMO CELLULARE

Repubblica.it

La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni

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1

La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni

La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni. È stata fatta in Uk il primo gennaio 1985 su rete Vodafone. Michael Harrison, il figlio di Sir Ernest Harrison, ex Presidente di Vodafone, fu il primo a mettere il sistema alla prova chiamando il padre per gli auguri di mezzanotte del 1° gennaio 1985. Il telefono utilizzato per l’impresa fu un Transportable Vodafone VT1 (nella foto), che pesava cinque chili e aveva un’autonomia di conversazione di circa 30 minuti. 31 dicembre 2014
2
La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni
 
Harrison, che aveva lasciato la festa di Capodanno per effettuare la chiamata, ricorda che la linea non presentava disturbi. Quando Sir Ernest rispose al telefono, Michael gli disse: “Ciao papà, sono Mike. Questa è la prima telefonata in assoluto mai fatta su una rete commercial mobile”. Il primo prodotto venduto da Vodafone fu il VM1 nel 1985 (foto). Si tratta di un telefono, utilizzabile e installabile solo in auto, dal peso di 5 chili. Costava 1.475 sterline che, calcolando il valore attuale, equivalgono oggi a 5.300 euro.31 dicembre 2014
3
La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni
 
Il primo telefono realmente “portatile” è stato il Motorola 8000 X, uscito negli Usa nel 1983 (Motorola aveva già realizzato nel 1973 il primo telefono cellulare portatile della storia) e due anni dopo in Uk. Pesava “solo” otto etti e costava 2.995 sterline, l’equivalente di 10.500 euro odierni. Era il telefono utilizzato da Michael Douglas nel film Wall Street del 1987.  31 dicembre 2014
La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni
Il Mitsubishi Roamer è stato uno dei primi telefoni cellulari giapponesi. La batteria si trovava di lato e non dietro l’apparecchio, forse per dargli la possibilità di essere infilato meglio in una valigetta 24 ore.

31 dicembre 2014
5
La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni
Il Nokia Cityman 1320 del 1987 è stato il primo portatile dell’azienda finlandese. Quando uscì costava 1.950 sterline, un anno dopo 600. 31 dicembre 2014
6
La prima chiamata cellulare commerciale compie 30 anni
Il Motorola Micro-Tac del 1989 è stato il primo telefono con lo “sportellino”. La sua particolarità era avere un’antenna estraibile che però era solo un pezzo di plastica senza nessuna utilità. La vera antenna era interna. Quella finta fu messa solo per soddisfare il desiderio dei consumatori.  31 dicembre 2014
.
.
REAZIONE:QUANDO VORRANNO FINIRLA I PUBBLICISTI CON LA RICERCA DELL’IMPOSSIBILE?DOPO PUBBLICATA LA NOTA CHE VEDETE SOPRA LA REPUBBLICA INSISTE ALLA RICERCA DEL CORNO D’ORO DA DOVE SPLENDE L’ARCOVALENO.E TORNA SUL CELLULARE ALLA RICERCA DI ORIGINI E PRIMATI DI DUBBIOSO VALORE E PER LO PIU FANTASTICATE A TAVOLINO.QUESTO STABILIMENTO DI UN “PRIMO INVENTORE” APPARTIENE SOLO ALLA PROPAGANDA,E FORSE CON SCOPI POLITICI,ESSENDO ESTRANEA ALLA SCIENZA E ALLA SUA SERIA E RISPONSABILE “ERMENEUTICA”.CAPISCO CHE NON TUTTI POSSANO CAPIRE LO SPIRITO  SCIENTIFICO CHE SI MUOVE CON DISCREZIONE FIN CHE LA CREAZIONE NON VIENE MATERIALIZZATA,E DOPO SOLO COMUNICATA AI SUI PARI INCURANTI DEL GRANDE PUBBLICO,MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE DOBBIAMO CEDERE AI  PUBBLICISTI CHE SPESSO TRASCURANO LA VERITA.TUTTO QUANTO DETTO PRIMA IN QUESTO POST DI PROPOSITO DEL SIGNOR MARTIN COOPER E LE “SUE INVENZIONI” DOVREBBE SERVIRVI D’INSEGNAMENTO PERO……
BENE PER QUANTO RIGUARDA QUESTA PUBBLICAZIONE ECCO LA VERITA:
1-A SCOPO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO VERA O NO POCO IMPORTA QUESTA PRIMA CHIAMATA COMMERCIALE SU RETE TELEFONICA MOBILE,PERO QUELLA DATA,DIFFICILE DI VERIFICARE,NON E’ ESSATTA.AVREBBE DOVUTO ESSERE POSTERIORE.E PURTROPPO QUELLA RETE NON COSTITUISCE QUELLO CHE OGGI CONOSCIAMO COME UNA “NETWORK”.
2-IL PRIMO TELEFONO CELLULARE MOBILE COSI COME LO CONOSCIAMO OGGI NON E’ STATO MOTOROLA,NE QUELLO DEL ’73(GIA SAPETE PERCHE E NON ABBONDERO SULL’ARGOMENTO)NE QUELLO DELL ’83.SONO DATE FALSE FANTASTICATE A TAVOLINO CON SCOPO POLITICO,E NON SEMPRE DI POLITICA AZIENDALE.IL FILM DI MICHEL DOUGLAS WALL STREET  DELL’87 NON SERVE A SCOPO PROVATORIO,E TANTO MENO SCIENTIFICO.CASO MAI POTREBBE ESSERE VEROSIMILE QUELLA DATA DEL ’89.
3-IL PRIMO CELLULARE MOBILE COSI COME LO CONOSCIAMO OGGI,SE VOLESSIMO GIUDICARE DA QUESTE DATE FORSE SAREBBE STATO IL NOKIA.NON ABBIAMO EVIDENZE E ORMAI POCO IMPORTA.PERO SE COSI FOSSE C’E’ UN DETTAGLIO NON TRASCURABILE:NOKIA HA MANCATO DIRE CHE SI HA INSPIRATO AI MIEI CONCETTI,QUINDI IL VERO CREATORE CHE LO HA CONCEPITO  SONO IO E NOKIA SOLO  LO HA MATERIALIZZATO,NON “INVENTATO”.CONCEZZIONE CHE NON RIVINDICO PIU DI TANTO PERCHE LA NUOVA ERA COME SAPETE  SI BASA SOPRATUTTO SULLO SMARTPHONE E NON SOLO SUL CELLULARE.PERO LA VERITA NON DEVE ESSERE TRASCURATA.
4-IL MITSUBISHI NON SO COSA CI STA A FARE IN QUESTO “RANCKING” MA LA SUA INCLUSIONE NELLA “CACCIA ALLA DATA” E’ LA DIMOSTRAZIONE PALESE CHE DI CORSA PROPAGANDISTICA SI TRATTA.CORSA CON PRIMIZIE FANTASTICATE A TAVOLINO DA PUBBLICISTI POCO SERIE E SENZA SCRUPOLI.
11 GENNAIO 2016:VITTORIA
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-SU LA REPUBBLICA:

Dopo Nokia, si dissolve anche lo storico marchio Motorola

Entro l’anno una parte del suo nome – Moto – sarà solo quello della linea di fascia alta dei dispositivi Lenovo, colosso cinese proprietario del marchio. Eppure nel ’73 aveva creato il primo cellulare portatile
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08 gennaio 201
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Dopo Nokia, si dissolve anche lo storico marchio Motorola
Motorola StarTac 

SEMBRA un secolo fa ma è passato poco più di una decina di anni da quando Nokia e Motorola dominavano nel settore del cellulari. Adesso il primo di questi due storici marchi della telefonia mobile, Nokia, non esiste più almeno così com’era prima. La divisione mobile dell’azienda finlandese è stata acquistata e poi “mangiata” da Microsoft, mentre Motorola – forte soprattutto negli Stati Uniti – sta vivendo una fine più un po’ più articolata e alla fine del suo nome sopravviverà almeno il prefisso. Lenovo, che due anni fa comprò il marchio da Google, ha preso la sua decisione: entro la fine del 2016 sui dispositivi non comparirà più la dicitura Motorola ma solo “Moto”. Un passaggio non da poco. Chi non ricorda il mitico Star Tac, il primo cellulare a conchiglia della storia, o il sottilissimo e stiloso Razr? Non erano solo dei telefoni, ma anche status symbol. Che hanno vissuto la loro stagione di gloria prima di lasciare il campo all’invasione degli smartphone.

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Motorola si spegne: addio ai cellulari che hanno fatto la storia
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“Il marchio Motorola sarà eliminato gradualmente e ci focalizzeremo su Moto”, ha spiegato Rick Osterloh, Chief Operating Officer di Lenovo, durante un intervento al Ces, la più grande fiera dell’elettronica che si tiene in questi giorni a Las Vegas. Il manager ha spiegato che l’azienda sta unificando i suoi business relativi alla telefonia, raggruppandoli sotto l’unico marchio Lenovo. Nasceranno quindi due linee: ‘Moto’ destinata ai prodotti di fascia alta e ‘Vibe’ per quelli di fascia medio-bassa.

Motorola ha una storia lunga e gloriosa. Nata negli Stati Uniti negli anni Trenta, l’azienda inizialmente realizzava apparecchi radio. Poi dette un grosso impulso al settore dei computer producendo micro-processori anche per Apple e Olivetti. Ma la popolarità la deve ai telefonini, avendo di fatto creato il primo cellulare portatile. Che venne realizzato nel 1973 dall’ingegnere americano Martin Cooper. Non era esattamente un telefonino visto che era grande quasi come una scatola di scarpe. Si chiamava DynaTac. Ai ‘brick phone’, grandi come dei mattoni, seguirono poi altri modelli più piccoli e leggeri come il MicroTac e lo StarTac, molto diffusi tra gli anni Ottanta e Novanta. “Hello, Moto”, a un certo punto era la suoneria che si sentiva riecheggiare ovunque.

Poi, dopo tanti successi, la discesa. A gennaio 2011 Motorola Inc. è stata divisa in due società distinte, Motorola Solutions e Motorola Mobility. Quest’ultima è stata venduta a Google pochi mesi dopo per la cifra di 12,5 miliardi di dollari. A sua volta il colosso del web l’ha ceduta a Lenovo nel 2014 per 2,9 miliardi di dollari. Lenovo, il primo produttore di pc al mondo, a novembre ha registrato le prime perdite in sei anni. A influire sui conti, secondo gli analisti, hanno pesato il forte calo del mercato dei computer e anche l’acquisizione di Motorola. Da qui, forse, la decisione di rimodulare la sua strategia in ambito “mobile”.

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REAZIONE:VITTORIA PER 3:
1-PER NOKIA
2-PER MOTOROLA
3-PER LA QUASI DEFINITIVA SCOMPARSA DEI PC.DOMINA IL MOBILE,LA NUOVA ERA.
TUTTO QUESTO DIMOSTRA CHE L’OPINIONE DELLA NUOVA ERA CONTA.E COME.E ANCHE CHE QUESTA DOMINA EGEMONICA GLOBALMENTE ED E’ INARRESTABIE E INCONTESTABILE.MA……LA STORIA NON LA SCRIVONO I PERDENTI.LE BUGGIE NON PASSANO.
11 GENNAIO 2016:VITTORIA
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-SU LA REPUBBLICA:
Dopo Nokia, si dissolve anche lo storico marchio Motorola
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Entro l’anno una parte del suo nome – Moto – sarà solo quello della linea di fascia alta dei dispositivi Lenovo, colosso cinese proprietario del marchio. Eppure nel ’73 aveva creato il primo cellulare portatile
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08 gennaio 2016

Dopo Nokia, si dissolve anche lo storico marchio Motorola
Motorola StarTac 

SEMBRA un secolo fa ma è passato poco più di una decina di anni da quando Nokia e Motorola dominavano nel settore del cellulari. Adesso il primo di questi due storici marchi della telefonia mobile, Nokia, non esiste più almeno così com’era prima. La divisione mobile dell’azienda finlandese è stata acquistata e poi “mangiata” da Microsoft, mentre Motorola – forte soprattutto negli Stati Uniti – sta vivendo una fine più un po’ più articolata e alla fine del suo nome sopravviverà almeno il prefisso. Lenovo, che due anni fa comprò il marchio da Google, ha preso la sua decisione: entro la fine del 2016 sui dispositivi non comparirà più la dicitura Motorola ma solo “Moto”. Un passaggio non da poco. Chi non ricorda il mitico Star Tac, il primo cellulare a conchiglia della storia, o il sottilissimo e stiloso Razr? Non erano solo dei telefoni, ma anche status symbol. Che hanno vissuto la loro stagione di gloria prima di lasciare il campo all’invasione degli smartphone.

Motorola si spegne: addio ai cellulari che hanno fatto la storia

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“Il marchio Motorola sarà eliminato gradualmente e ci focalizzeremo su Moto”, ha spiegato Rick Osterloh, Chief Operating Officer di Lenovo, durante un intervento al Ces, la più grande fiera dell’elettronica che si tiene in questi giorni a Las Vegas. Il manager ha spiegato che l’azienda sta unificando i suoi business relativi alla telefonia, raggruppandoli sotto l’unico marchio Lenovo. Nasceranno quindi due linee: ‘Moto’ destinata ai prodotti di fascia alta e ‘Vibe’ per quelli di fascia medio-bassa.

Motorola ha una storia lunga e gloriosa. Nata negli Stati Uniti negli anni Trenta, l’azienda inizialmente realizzava apparecchi radio. Poi dette un grosso impulso al settore dei computer producendo micro-processori anche per Apple e Olivetti. Ma la popolarità la deve ai telefonini, avendo di fatto creato il primo cellulare portatile. Che venne realizzato nel 1973 dall’ingegnere americano Martin Cooper. Non era esattamente un telefonino visto che era grande quasi come una scatola di scarpe. Si chiamava DynaTac. Ai ‘brick phone’, grandi come dei mattoni, seguirono poi altri modelli più piccoli e leggeri come il MicroTac e lo StarTac, molto diffusi tra gli anni Ottanta e Novanta. “Hello, Moto”, a un certo punto era la suoneria che si sentiva riecheggiare ovunque.

Poi, dopo tanti successi, la discesa. A gennaio 2011 Motorola Inc. è stata divisa in due società distinte, Motorola Solutions e Motorola Mobility. Quest’ultima è stata venduta a Google pochi mesi dopo per la cifra di 12,5 miliardi di dollari. A sua volta il colosso del web l’ha ceduta a Lenovo nel 2014 per 2,9 miliardi di dollari. Lenovo, il primo produttore di pc al mondo, a novembre ha registrato le prime perdite in sei anni. A influire sui conti, secondo gli analisti, hanno pesato il forte calo del mercato dei computer e anche l’acquisizione di Motorola. Da qui, forse, la decisione di rimodulare la sua strategia in ambito “mobile”.

REAZIONE:VITTORIA PER 3:

1-PER NOKIA

2-PER MOTOROLA

3-PER LA QUASI DEFINITIVA SCOMPARSA DEI PC.DOMINA IL MOBILE.

TUTTO QUESTO DIMOSTRA CHE L’OPINIONE DELLA NUOVA ERA CONTA.E COME.E ANCHE CHE QUESTA DOMINA LE TELECOMUNICAZIONI,E NON SOLO,EGEMONICAMENETE GLOBALMENTE. ED E’ INARRESTABILE ,INCONTESTABILE.

EPILOGO:MA LA STORIA NON LA SCRIVONO I PERDENTI.LE BUGGIE NON PASSANO.

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VEDI LO STESSO POST ANCHE CUA:

1-FRANCIA:

2-BELGIO   http://cianciminotortorici.skynetblogs.be/archive/2010/12/23/merry-christmas-and-happy-new-year-buone-festivita-joyex-noe.html
3-CANADA:
-SU “OVER BLOG” DI QUEBEC http://spaziorealedottciancimino.over-blog.com/le-buggie-del-consenso-italien

LE BUGGIE DEL CONSENSO(E…LA STORIA LA SCRIVONO I “VINCITORI”)-3za PARTE

PROVIENE DI CUA:

http://dottciancimino.bloog.it/le-buggie-del-consensoela-storia-la-scrivono-i-vincitori-continuazione.html

26 APRILE 2014:EPILOGO
-ATTUALIZAZZIONE SU MICROSOFT
VITTORIA E EGEMONIA ASSOLUTA DELLAA NUOVA ERA SULLE TELECOMUNICAZIONI.LE SEGUENTE DUE NOTE SU “LA STAMPA” VI FARANNO CAPIRE PERCHE:
-NOTA 1:SCOMPARE DISSOLTA NOKIA
https://i2.wp.com/www.lastampa.it/common/img/lastampatop2.gif
Economia
22/04/2014-tecnologia
Nokia cambia nome
Nasce Microsoft mobile
Dopo l’acquisizione da parte del colosso di Redmond

Con la chiusura dell’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, che sarà finalizzata a giorni dopo l’annuncio a settembre scorso dell’operazione da quasi cinque miliardi e mezzo di euro, il colosso di Redmond si appresta a cambiare nome al produttore finlandese di telefonini
Con la chiusura dell’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, che sarà finalizzata a giorni dopo l’annuncio a settembre scorso dell’operazione da quasi cinque miliardi e mezzo di euro, il colosso di Redmond si appresta a cambiare nome al produttore finlandese di telefonini. Secondo indiscrezioni riportate dal blog Mashable, lo storico marchio Nokia sarà sostituito dal brand «Microsoft Mobile». La transazione, secondo quanto comunicato da Nokia, si chiuderà entro il 25 aprile.Il «cambio» di nome per Nokia emerge da una nota scoperta dal sito «NokiaPowerUser» e riportata dal blog americano. L’azienda finlandese l’avrebbe inviata ai suoi fornitori di servizi e componenti per dispositivi. Li informa appunto che «Nokia Corporation» cambierà in «Microsoft Mobile» alla chiusura della transazione col colosso a stelle e strisce.
Ieri con un comunicato la compagnia di Espoo aveva annunciato che la vendita della sua divisione «Dispositivi e Servizi» a Microsoft sarà formalmente completata entro 25 aprile. La chiusura dell’accordo era slittata il mese scorso per un esame prolungato dell’operazione da parte delle autorità asiatiche.
http://www.lastampa.it/2014/04/22/economia/nokia-cambia-nome-nasce-microsoft-mobile-HXzSplvh7gBMIYRFiN27bI/pagina.html
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+ Microsoft assediata dalla concorrenza ora punta su tablet e telefoni
-NOTA 2:Tecnologia,10/07/2013

Microsoft assediata dalla concorrenza ora punta su tablet e telefoni


NEW YORK
Qualcuno la chiama rivoluzione. Ma quella che Steve Ballmer, numero uno di Microsoft, si appresta ad annunciare assomiglia più a una «drammatica ristrutturazione» della casa fondata da Bill Gates, nella speranza di rilanciare il colosso di Redmond assediato dalla concorrenza.
L’obiettivo è puntare sui nuovi settori che si stanno rivelando più produttivi, sulla scia del successo di Surface e di Windows Phone 8, così da dare filo da torcere ai gruppi americani e asiatici nel campo dei software per tablet, degli smartphone e anche dei videogame. Insomma, la sfida ad Apple, Samsung, Sony o Google si appresta ad essere lanciata. E ad essere sacrificati dovrebbero essere alcuni dei segmenti più tradizionali in cui opera Microsoft, considerati oramai rami secchi che impediscono all’azienda di svilupparsi e rinnovarsi con le dovute energie.

Insomma, una vera e propria svolta, più volte annunciata da Ballmer ma finora sempre rinviata, che dovrebbe portare ad un cambio di pelle del marchio. Per ora circolano solo voci. Ma secondo quanto riporta il sito specializzato AllThingsDigital, il futuro della società verrà reso noto questa settimana – molto probabilmente giovedì – in coincidenza con la Conferenza annuale di Microsoft organizzata a Houston, in Texas, per la quale è prevista la partecipazione di oltre 16.000 persone, tra cui partner e rivenditori.

Secondo i rumors, i cambiamenti che saranno annunciati da Ballmer punteranno soprattutto a concentrare l’attività di Microsoft nel settore dei servizi e in quello dei dispositivi: computer, tablet, telefonini di ultima generazione. E poi la Xbox, in continua evoluzione per stare al passo con la Playstation della Sony ed altri concorrenti.

Si punterà a rafforzare questi settori sia per quel che riguarda i prodotti rivolti ai singoli consumatori sia per quel che riguarda prodotti e servizi da fornire alle imprese, con l’obiettivo di non rimanere schiacciati nella lotta per conquistare sempre più quote di mercato nel settore hi-tech.

Atteso anche un giro di poltrone ai vertici del gigante informatico, con alcuni manager del gruppo che dovrebbe salire ed acquistare maggior potere. Sono quelli che dovranno guidare la svolta, come il presidente di Skype (acquistata da Microsoft nel 2011) Tony Bates, il capo di Windows Phone software Terry Meyerson e il numero uno di Windows Julie Larson-Green. (Ansa)
http://www.lastampa.it/2013/07/10/tecnologia/microsoft-assediata-dalla-concorrenza-ora-punta-su-tablet-e-telefoni-wGqN5NhKmes42IHUck9L4N/pagina.html?exp=1

IL MIO COMMENTO:
SULLA PRIMA NOTA VEDIAMO CALARE IL SIPARIO AD UNA SFIDA FASULLA CHE NON AVREBBE MAI DOVUTO ESSISTERE,CIO’E’ QUELLA CHE VEDEVA CONTENDERE DUE PRESUNTI “INVENTORI DEL PRIMO TELEFONO MOBILE”:LA SFIDA ERA TRA MOTOROLA CHE HA TRATTATO SUPERARE LA GENIALITA DI GRAHAM BELL POSTULANDO AL SIGNOR MARTIN COOPER COME PRESUNTO INVENTORE DEL PRIMO TELEFONO MOBILE,IL COSIDETTO CELLULARE ALLUDENDO ALLA MODALITA DEL MEZZO ELETTROMAGNETICO DI TRASMISSIONE DELLE ONDE,DA UNA PARTE;E DI FRONTE,NELL’ALTRA PARTE SI TROVAVA NOKIA CHE CI VOLEVA FARE CREDERE LA STESSA ROBA.AVETE LETTO IN QUESTE PAGINE LA  MIA LUNGA LOTTA PER SMONTARE QUESTE DUE BUGGIE,PRIMO QUELLA DI NOKIA QUASI SIN DALL’INIZIO DI QUESTI PUBBLICAZIONI,E DOPO QUELLA DI MOTOROLA E COOPER SU CHI NON DEVO INSISTERE.
COME SI E’ CONCLUSA QUESTA SFIDA?CON UN NULLA DI FATTO PERCHE MOTOROLA E’ STATA AQUISTATA DA GOOGLE E DOPO “SMONTATA” E NOKIA DA MICROSOFT E ADESSO ANCHE “SMONTATA”.
SE QUALCUNO HA VOLUTO,ERRONEAMENTE,VEDERE IN QUESTA SFIDA UNA LOTTA FRA EUROPA E USA E’ RIMASTO ANCHE DELLUSO PERCHE PRIMO LA SIDA E’ DIVENTATA IN UN CONFRONTO FRA QUESTI DUE COLOSSI DELLE TELECOMUNICAZIONI,GOOGLE AVANGUARDIA DELLA NUOVA ERA SIN DALL’INIZIO E MICROSOFT ORMAI COMPLETAMENTE RICONVERTITA AD ESSA PER LA FORZA DEI FATTI, E POI ENTRAMBE SONO STATE ASSORBITE DALLA NUOVA ERA..E APPUNTO DI QUESTO CI PARLA LA SECONDA NOTA.
INSOMMA CON LA SCOMPARSA DI MOTOROLA E NOKIA E CON LA CONVERSIONE DI MICROSOFT DOPO LA RETIRATA DI BILL GATES E BALMER SOLO RESTA IN CAMPO UN SOLO PROTAGONISTA VITTORIOSO :LA NUOVA ERA  CHE DOMINA PER COMPLETO IN MODO EGEMONICO LE TELCOMUNICAZIONI.E NON E’ POCO DIRE.
DIREI CHE E’ UN FENOMENO APOTEOSICO:HA CAMBIATO IL MONDO IN TUTTI I SENSI,UNA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA,TECNOLOGICA,INDUSTRIALE,SOCIO-CULTURALE E POLITICA DI PORTATA STORICA.
26 APRILE 2014:NOKIA FINITA,L’INDIANO COMPLETA L’ASSIMILAZIONE
-SU BBC:
BBC News Azienda
25 Aprile 2014 Ultimo aggiornamento alle 11:29 ET
Microsoft e Nokia,completano l’affare dell’unione di telefonia mobile

Telefono cellulare Nokia sul tablet
La vendita vedrà la fine della produzione di telefoni cellulari da Nokia.

Microsoft ha completato l’acquisizione di Nokia in un business di telefonia mobile per 5.44bn di euro ($ 7,5 miliardi; £ 4,5 miliardi).
L’accordo tra le due aziende avrebbe dovuto essere completata all’inizio di quest’anno, ma è stata ritardata l’aprovazione per un intoppo  nelle normative.
La vendita vedrà la fine della produzione di telefoni cellulari da Nokia.
“Oggi diamo il benvenuto nella nostra familia a Nokia dispositivi e servizi business”, ha detto l’amministratore delegato di Microsoft Satya Nadella.
“Le funzionalità di telefonia mobile e le attività che portano avanzeranno la nostra trasformazione.”
La società finlandese si concentrerà ora sulle reti, servizi di mapping e lo sviluppo tecnologico e licenze.
Due piante Nokia resteranno al di fuori l’accordo – una unità di produzione a Chennai, in India, oggetto di un congelamento dei beni da parte delle autorità fiscali indiane, e la pianta Masan in Corea del Sud, che prevede di chiudere.
L’ex amministratore delegato di Nokia Stephen Elop è diventato vice presidente esecutivo del gruppo di dispositivi Microsoft, responsabile di smartphone Lumia e tablet, telefoni cellulari Nokia, Xbox hardware, Microsoft Surface, e Perceptive Pixel (PPI) prodotti.
Più su questa storia
Altri sviluppi

*Guadagni di Microsoft battono le stime,24 aprile 2014, BUSINESS
*Nokia lancia il primo telefono Android,24 febbraio 2014, TECNOLOGIA
*Nokia Microsoft affare ottiene l’approvazione,19 nov 2013, BUSINESS
*Microsoft di acquistare Nokia unità cellulari,3 Settembre 2013, BUSINESS
*Nokia e Microsoft – vincitori e vinti, Settembre 2013, TECNOLOGIA

Da altri siti di notizie
*Japan Today :Nokia, Microsoft Compila 7,5 miliardi di dollari in affare su cellulare,3 ore fa
*Albawaba: E ‘ufficiale: era di Nokia  finisce con l’aquisizione per parte di Microsoft in 7,5 miliardi dollari ,5 ore fa
*Philippine Daily Inquirer: Nokia, Microsoft Compila $ 7.5b cin affare su ellulare ,5 ore fa
*Outlook India Microsoft acquisisce ricevitore Nokia n un  Business di  7,2 Bn di dollari,,7 ore fa
*SiliconValley.com Nokia vendita a Microsoft completata,13 ore fa
http://www.bbc.com/news/business-27163667

REAZIONE:VITTORIA FINALE DELLA MIA PREDICA,DISSOLTA E ASSIMILATA NOKIA ORA LEGATA A MICROSOFT.
-VEDI QUESTO SCRITTO NELLA PUBBLICAZIONE INIZIALE  SUL POST  DEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
18 LUGLIO 2014:ATTUALIZAZZIONE

-MICROSOFT,APROFONDISCE LA CONVERSIONE  NUOVA ERA

-SU LA STAMPA:Economia

7/07/2014

Microsoft taglia 18 mila posti di lavoro

La riduzione rappresenta il 14% dell’organico e sarà realizzata in un anno
E dopo l’annuncio l’azienda apre in borsa a passo rapido: +3,5 per cento

AP

Microsoft taglia 18.000 posti lavoro, il 14% della sua forza complessiva, in quella che è la più drastica cura dimagrante della sua storia. Obiettivo cambiare cultura e diventare più agile in linea con la nuova filosofia dell’amministratore delegato, Satya Nadella, che vuole Microsoft più orientata in avanti al mobile e al cloud. I tagli riguarderanno soprattutto Nokia, dove saranno eliminati 12.500 posti, ovvero la metà dei dipendenti Nokia assorbiti da Microsoft.

La riduzione, superiore alle attese, avverrà in un anno e costerà a Microsoft 1,1-1,6 miliardi di dollari. La riorganizzazione delle attività prevede anche lo stop della produzione di telefoni Nokia basati su Android, introdotti all’inizio dell’anno e che si ponevano in diretta concorrenza con quelli Microsoft. «Cambiare è difficile ma è necessario» afferma Nadella in una email ai dipendenti, ribadendo la necessità di introdurre una nuova cultura nella società.

Nadella è il terzo amministratore delegato della storia di Microsoft e la sua decisione di tagliare mostra come non tema di rompere con il passato e i suoi predecessori. Per Nadella si tratta anche di un test per verificare se la fiducia conquistata con dipendenti e investitori sia sufficiente a consentirgli di portare avanti la sua strategia. Gli investitori chiedono da tempo a Microsoft una svolta per tenere il passo con gli altri colosso tecnologici. Wall Street plaude a Nadella e spinge il titolo Microsoft, che arriva a guadagnare il 2,9%.

«Le nostre ambizioni sono ampie e deve esserlo anche il nostro desiderio di cambiare ed evolvere la nostra cultura» ha detto Nadella la settimana scorsa in un memo dipendenti nel quale la parola “cambio” è stata usata 14 volte. la forza lavoro di Microsoft è cresciuta negli ultimi anni da 89.000 dipendenti nel 2010 a 127.000 con l’acquisizione di Nokia. Morgan Stanley stima che una riduzione della forza lavoro del 10% si traduca per Microsoft in 2,4 milioni di dollari in meno di spese operative annuali e in aumento dell’utile per azione di 20 cent.

http://www.lastampa.it/2014/07/17/economia/microsoft-taglia-mila-posti-di-lavoro-b2ti4CgAerRRmLZEmxwZLN/pagina.html

REAZIONE:COSA DIRE?SI AVVIA DEFINITIVAMENTE VERSO IL MOBILE.SCOMPARE NOKIA.QUESTA E” INTERAMENTE ORMAI,UNA AZIENDA PARTE DELLA NUOVA ERA A PIENO TITOLO.

-APPENDICE:ANALISI DELLA NOTIZIA SU LE MONDE:

8 juillet 2014, par Jérôme Marin

Pourquoi Microsoft licencie 18.000 salariés

Jamais dans son histoire Microsoft n’avait procédé à un plan social aussi lourd: 18.000 emplois supprimés, soit 14% de sa main d’oeuvre. Annoncée depuis plusieurs jours dans la presse américaine, cette restructuration, présentée officiellement jeudi 17 juillet, a cependant surpris par son ampleur. Et a ravi les financiers de Wall Street: sur un marché en forte baisse, l’action de Microsoft a gagné 1%, pour clôturer la séance à son plus haut niveau depuis 14 ans.

“Il est important de noter que nous éliminons des postes dans certains domaines, mais que nous en ajoutons dans d’autres, plus stratégiques”, a souligné Satya Nadella, le directeur général de l’éditeur du système d’exploitation Windows. Nommé en février, il a remplacé Steve Ballmer, l’ami du cofondateur Bill Gates, en poste depuis janvier 2000 mais poussé vers la sortie. Le nouveau patron imprime depuis petit à petit sa marque. Et rompt avec l’héritage de son prédécesseur.

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A LIRE EGALEMENT
La rapide reconversion de Steve Ballmer
L’ancien patron de Microsoft n’est resté inactif bien longtemps. Il est le nouveau propriétaire des Los Angeles Clippers, rachetés pour 2 milliards (…)

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RESTRUCTURER NOKIA

Plus de deux-tiers des licenciements toucheront la branche téléphonie mobile de Nokia, dont le rachat par Microsoft pour 7,2 milliards de dollars (5,3 milliard d’euros) a été entériné fin avril. Cette acquisition, voulue par M. Ballmer, avait fait grimper les effectifs de la société de Redmond à 127.000 personnes, soit quasiment autant qu’Apple et Google réunis. “Une restructuration de Nokia était inévitable”, assure Norman Young, analyste chez Morningstar.

Sur les 27.000 anciens salariés du groupe finlandais, 12.500 ne seront pas conservés. “Il s’agit d’éliminer les doublons en matière de fabrication, de conception et d’ingénierie”, indique M. Young. Microsoft va ainsi réduire la voilure dans plusieurs centres de développement, notamment en Finlande, patrie de Nokia, et aussi fermer une usine en Hongrie.

Mais M. Nadella est allé plus loin, “ce que M. Ballmer n’aurait probablement pas fait”, selon M. Young, en ne limitant pas la restructuration aux équipes de Nokia. 5.500 licenciements supplémentaires, soit 5% des effectifs pré-acquisition, toucheront l’ensemble de la société. C’est légèrement moins que les 5.800 postes détruits en 2009, qui constituaient jusque-là le plus important plan social de l’histoire de Microsoft. Le dirigeant entend notamment réduire les couches de management, avec pour objectif de “devenir plus agile et d’agir plus rapidement”.

VIRAGES RATÉS

Microsoft, qui reste extrêmement rentable – avec plus de 22 milliards de dollars de profits attendus au titre de son exercice fiscal qui s’est conclu le 30 juin -, n’est pas le seul pionnier américain de l’informatique à réduire sa main d’oeuvre: 50.000 emplois supprimés chez Hewlett-Packard, 12.000 chez IBM et 5.000 chez Intel.

“L’industrie change à un rythme effréné. Vous ne pouvez plus conserver les mêmes méthodes qu’il y a cinq ans”, explique Al Gillen, du cabinet d’études IDC. Lourd, bureaucratique, organisé en silo ne communiquant pas ensemble, Microsoft n’a été assez réactif face aux évolutions du marché. Pendant trop longtemps, ses efforts ont d’abord cherché à protéger Windows et la suite bureautique Office, plutôt que de s’adapter aux nouveaux usages. “Quand vous occupez une position hégémonique, comme cela était le cas de Microsoft, il est facile de retarder les évolutions”, estime M. Gillen.

Par conséquent, la firme a raté de nombreux virages stratégiques, à commencer par le mobile. Quand Apple dévoile son iPhone, elle ne voit pas la révolution venir. Dans un discours désormais célèbre, M. Ballmer assure alors que le smartphone échouera. L’ancien patron balaie ensuite les chances de réussite d’Android, le système d’exploitation mobile de Google. Microsoft ne prend pas le virage et doit depuis courir derrière ses rivaux. L’an passé, sa part de marché dans le domaine des smartphones n’était que de 3,2% selon le cabinet Gartner. Sur le marché des tablettes, il est encore plus inexistant.

SE FOCALISER SUR SES FORCES

Face à des concurrents beaucoup plus souples, osant davantage prendre des risques, l’éditeur a manqué d’autres évolutions. Sur la recherche et les services en ligne, il a été dépassé par Google. Dans le cloud computing, l’informatique dématérialisée, il a laissé l’initiative à Amazon. “A chaque fois, la réponse de Microsoft a consisté a investir massivement pour tenter de rattraper le retard, indique M. Young. Microsoft semble aujourd’hui prêt à davantage se focaliser sur ses forces plutôt que d’essayer à tout prix de combler ses faiblesses”.

Dans un courrier électronique adressé la semaine passée aux salariés, M. Nadella avait ainsi entériné sa rupture stratégique avec M. Ballmer. Celui-ci voulait transformer Microsoft en société de “terminaux et de services”, deux domaines où elle est en retard. C’est cette philosophie qui avait justifié le lancement des tablettes Surface puis le rachat de Nokia. Le nouveau directeur général veut lui devenir une entreprise de “productivité et de plates-formes”, deux de ses atouts qui doivent constituer sa porte d’entrée dans le cloud et le mobile.

CHANGEMENT DE CULTURE

Depuis son arrivée, M. Nadella n’a ainsi pas hésité à bousculer les lignes. Il souhaite provoquer un “changement de culture” et “s’adapter à la réalité du marché”. Fin mars, il avait ainsi donné son feu vert au lancement d’Office sur iPad, longtemps repoussé par M. Ballmer. “Nos applications et services doivent être disponibles partout”, justifiait-il à l’époque. Quelques jours plus tard, il rendait Windows gratuit pour les smartphones et les tablettes, pour mieux rivaliser avec Android. “Des décisions jusque-là impensables”, estime M. Gillen.

“Rien n’est exclu”, assurait la semaine dernière M. Nadella. “Les organisations changeront, des acquisitions seront réalisées, les responsabilités évolueront, de nouveaux partenariats seront formés, les vieilles traditions seront remises en question, nos priorités seront ajustées, de nouvelles compétences seront bâties, de nouvelles idées émergeront, de nouvelles embauches seront réalisées et les procédures seront simplifiées”, listait-il. Les salariés de Microsoft seront fixés sur ces changements le 22 juillet, à l’occasion de la publication des résultats annuels.

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A LIRE EGALEMENT
Pour changer Microsoft, Satya Nadella « n’exclut rien »
Dans les faits comme dans les mots du nouveau directeur général, c’est une véritable révolution que vit et va vivre le groupe de Redmond (…)

http://siliconvalley.blog.lemonde.fr/2014/07/18/pourquoi-microsoft-licencie-18-000-salaries/

REAZIONE:QUALCUN MALINTENZIONATO HA VOLUTO VEDERE NELLA RISTRURAZIONE DI NADELLA UNA SPECIE DI “CONQUISTA CULTURALE” DI NOKIA SU MICROSOFT:”ROMA VINCE LA GUERRA CONTRO GRECIA MA NON LA PACE”.QUESTI SONO GLI STESSI CHE HANNO DIFUSSO LA NOTIZIA CHE NOKIA AVEVA INVENTATO IL PRIMO CELLULARE E VOLEVANO PROPALARE ANCHE UNA SFIDA DELLE HIGH-TECH EUROPA-USA.

RESTA CHIARO CHE NIENTE DI QUESTO E’ VERO,CHE NOKIA NON HA INVENTATO IL PRIMO CELLULARE,NE ESSISTEVA UNA LEDEARSHIP DI NOKIA SUL MOBILE:LO SCOPO DELLA RISTRUTTURAZIONE E’ COLAMARE IL DIVARIO FRA MICROSOFT E GOOGLE L’AZIENDA AVANGUARDIA DELLE TELECOMUNICAZIONI IN APPLICAZIONE DEI  MIEI CONCETTI E DELLA MIA LOTTA PER LA DIFUSSIONE DELLA NUOVA ERA GLOBALE.NON A CASO L’AQUISTO DI NOKIA PERMETTERA RIVALIZZARE CON ANDROID CHE ALTRO NON E’ CHE IL PRIMO SISTEMA OPERATIVO PER MOBILI CREATO DA GOOGLE SEMPRE IN APPLICAZIONE DEI MIEI CONCETTI.RESTA CHIARO DUNQUE CHE IN QUESTO CONTESTO L’INTENZIONE DI NADILLA E’ PROFONDIZZARE L’ERA DEL MOBILE,CIO’E’ DELLA NUOVA ERA A FAVORE DEL “TUTTO CONNESSO” E NON GIA COME VOLEVA BALMER,SMENTITA LA SUA PROFEZIA, SCARTARE AD ESS SMARTPHONE E TABLET,I SUPPORTER SIMBOLI DELLA NUOVA ERA,QUELLA DEL MOBILE,CREATI A ISPIRAZIONE DELLE MIE CONCEZZIONI.SE VUOI,DETTO CON ALTRE PAROLE ,VISTO L’ANDAMENTO ATTUALE DEI MERCATI MONOPOLIZZATI DAI PRODOTTI ISPIRATI ALLE MIE CONCEZZIONI DEL MOBILE,IL RIVALE DA CONTENDERE E’ GOOGLE E NON TANTO APPLE E SAMSUNG,CHE DALTRONDE HANNO ANCHE ISPIRATO I SUOI PRODOTTI E SERVIZZI DALLE MIE RIFLESSIONI E CONCETTI.

RESTA CHIARO CHE NOKIA SCOMPARE ASSOLUTAMENTE:FUORI I SUOI IMPIEGATI,FUORI LA SEDE DI FINLANDIA,FUORI LA SUA FILOSOFIA.E COSI FUORI ANCHE I GRANDI BUGGIARDI SCONFITTI.GRAZIE NADELLA E LA NUOVA MICROSOFT PER AVERE CREDUTO A ME E QUESTE PREDICHE.GRAZIE E…ATTENTI AL LUPO.

-16 AGOSTO 2014:ATTULIZAZZIONE

MICROSOFT IN EUROPA:BOICOTTEARE IL DIGITAL VENEZIA

15 AGOSTO 2014:LA GENERAZIONE TELE(VIZIO)IN AZIONE
-SUL CORRIERE DELLA SERA:
Garante delle comunicazioni

 Rapporto Agcom, Boldrini «Il digital divide è la nuova diseguaglianza»
Il presidente della Camera ha parlato prima di una relazione che mostra solo segni negativi, dagli investimenti per la banda larga ai ricavi del settore mobile,di Martina Pennisi

1 Tecnologia

Dopo Digital Venice, è la volta della presentazione alla Camera della relazione annuale del Garante delle Comunicazioni, altro tassello che compone il puzzle del digitale nostrano e dà importanti indicazioni sull’approccio futuro. In particolare, è stata la presidente della Camera Laura Boldrini ad aprire l’evento sottolineando la necessità di stabilire, anche in occasione del semestre europeo di presidenza italiana, “nuove regole” per non rimanere sotto lo scacco di altri Stati o di colossi del settore. Dopo aver citato i temi di neutralità della Rete, privacy dei dati e odio online, Boldrini ha parlato dell’importanza di “ridurre il divario digitale che rappresenta il nuovo volto della vecchia disuguaglianza” e ha invitato a non “trascurare il pluralismo dei media” in nome “dell’attenzione richiesta alla Rete”. In linea l’intervento del presidente dell’Autorità Angelo Cardani, che ha ricordato la recente introduzione del regolamento per la tutela del diritto d’autore online, ed è entrato nel merito delle nuove aree in cui andare a dettare, anche livello europeo, legge: fra le priorità il rapporto fra i cosiddetti Over The Top, i vari Google o Skype, e gli operatori tradizionali di telecomunicazioni che devono sottostare a “regolamentazione ex ante”, le politiche legate allo spettro radio tenendo conto “dei crescenti fabbisogni della banda larga mobile per sostenere lo sviluppo dell’Internet delle cose” e il ruolo dell’Agcom in materia di Big Data e Open Data, tornando sulla privacy su cui si è soffermata la presidente Boldrini. E ancora, condizioni di utilizzo delle applicazioni e tutela dei minori.

Tutti i comparti in calo

I dati della relazione, soffermandosi sul comparto digitale e tlc (qui il resto), sono caratterizzati dal segno meno, sia in termini di ricavi degli operatori sia in termini di investimenti per la realizzazione di banda larga e ultra larga. Flessione, in questo secondo caso, del 5,4%, con il meno 9,8 della rete mobile che pesa in modo particolare, da leggere in considerazione della ripresa attesa durante l’anno in corso. Il mobile si distingue in negativo anche per un riduzione dei ricavi che, a differenza dello scorso anno, è nettamente superiore rispetto a quella registrata per la rete fissa: -11,2% e -6%. Sono in calo tutte le categorie considerate, con il 18,4% del traffico voce che si fa sentire particolarmente. Scivolano anche i ricavi dei servizi dati, -3,3%, anche se aumentano le Sim connesse alla Rete, da 31,3 milioni a 32,7, e il traffico, +7%. Continuano a crollare gli sms, -25% a beneficio di Whatsapp e simili, e si confermano con un rialzo del 13% gli introiti legati ai servizi di accesso e navigazione a Internet. C’è attesa, nella relazione, per la rivoluzione del pagamenti mobili a cavallo dell’Nfc, tecnologia sulla quale si basano le offerte lanciate da Telecom e Vodafone per perfezionare le transazioni avvicinando lo smartphone al Pos. Sempre per quello che riguarda il mobile, a farla da padrone è Telecom Italia con 32,2% del mercato delleSim, in crescita rispetto al 33,1 del 2012. Crescono anche Wind (23), H3G (10) e gli operatori mobili virtuali, presenti sul 5,4% delle Sim. In calo solo Vodafone, 29,4% di schedine a fronte del 30,2 dell’anno precedente. A cambiare gestore nel corso del 2013 sono stati 16 milioni di italiani. Nel campo della banda larga si registra invece per la prima volta il calo della quota di mercato di Telecom sotto il 50%. Nel primo trimestre 2014 si attestava al 49 tondo tondo.
15 luglio 2014 | 12:57,© RIPRODUZIONE RISERVATA
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http://www.corriere.it/tecnologia/mobile/14_luglio_15/rapporto-agcom-boldrini-il-digital-divide-nuova-diseguaglianza-be0744f2-0c0c-11e4-b3f9-bc051e012a1f.shtml

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REAZIONE:A CONTO DI PIU
1-LA NUOVA ERA NON RICONOSCE A LAURA BOLDRINI NE A NESSUN INTEGRANTE DI QUESTO “GOVERNO” GOLPISTA NESSUNA COMPATIBILITA CON LA NUOVA ERA:NE CON LA SUA ESSENZA,NE CON LA SUA VISIONE DEL MONDO.
2-IL DIGITAL DIVIDE E’ UN ARGOMENTO GIA DISCUSSO E LAUDATO IN QUESTE PAGINE E NON TORNERO SU ESSO.BASTA DIRE CHE IN REALTA NON ESSISTE NESSUN DIGITAL DIVIDE,E SE MANCANZA DI COPERTURA ADLS C’E’ E’ DOVUTA SOLTANTO ALLA MANCANZA DI CONCORRENZA,CIO’E’ ALLA MANCANZA DELLE DOVUTE LIBERALIZAZZIONi E RIFORME CHE  HANNO PROMESSO E MAI COMPIUTO SIA BERLUSCONI,CHE MONTI,CHE RENZI.
3-NON ESSISTE NESSUNA CONTRAPOSIZIONE “PLURALISMO DEI MEDIA” E “L’ATTENZIONE RICHIESTA DALLA RETE”:LA NUOVA ERA E’ QUELLA DELL’INTEGRAZIONE DEI VECCHI MEDIA,QUELLI DELLA TELEVISIONE E RADIO TRADIZIONALI FRA ALTRI,ALLA RETE.I NUOVO MEDIA (NON I SOCIAL MEDIA VOLUTE DA OBAMA),QUELLI CHE FUNZIONANO NELLA RETE,SONO I SOLI MEDIA ESSIETENTI.PRETENDERE ALTRO SIGNIFICA SOLO CONVALIDARE IL PATTO SEGRETO FRA RENZI E BERLUSCONI PER SALVARE I SUOI MEZZI TRADIZIONALI LE QUI ONDE APPARTENGONO ALLO STATO DOVE DEVE RESTITUIRLI.IL SISTEMA GIUDIZIARIO AVEVA PROMESSO FARLO E DEVE COMPIERE O METTERLI SOTTO ACCUSA.
QUESTE PAROLE DELLA BOLDRINI CHE PRETENDE MISCONOSCERE I NUOVI MEDIA UNIVERSALMENTE ACETTATI E ADOPERATE SONO LA PROVA PALESE CHE IL PATTO SEGRETO CON MEDIASET ESSISTE E SI ADEGUANO ALLE PRETESE DI QUESTA MAL CHIAMATA GENERAZIONE “TELEMACO” CHE VUOLE “ADOSSARSI” ALLA NUOVA ERA IN ITALIA.SONO COSE DIVERSI,SONO INCOMPATIBILI E GLI OPERATORI NUOVA ERA SAPRANNO SMONTARE QUESTO ENGENDRO POLITICO DELLE LARGHE INTESE:
TELE-VIZIO ALTRO CHE TELEMACO SONO.VIA.FUORI DELLA NUOVA ERA GIA INSEDIATA IN ITALIA.UN ESSMPIO?:ALTRI GIOVANI CHE IN AMERICA HANNO ADERITO ALLA NUOVA ERA DOVREBERO ESSERE LO SPECCHIO A GUARDARSI,VITTORIA CLINTON,LA FIGLIA DI HILLARY E’ FRA I PIONIERI DEL GIORNALISMO DEI NUOVI MEDIA DOVE LAVORA.ESSITONO E NON SONO QUELLI DI BERLUSCONI.
4-I DIRITTI DI AUTORE ONLINE DI QUI PARLA QUESTO ANGELO CARDINI NON ESSISTONO:VA TUTELATA LA “PROPIETA INTELLETUALE” E NON UN MUCCHIO DI PROCEDURE BUROCRATICI CHE ALTRO CHE CARTA STRACCIA NON SONO.

NON ESSISTE NE MENO QUESTA CONTRAPOSIZIONE FRA GLI OPERATORI DELLA NUOVA ERA (GOOGLE,MICROSOFT,APPLE,ECC) E “OPERATORI TRADIZIONALI.O PER DIRLA CON LE SUE PAROLE “fra i cosiddetti Over The Top, i vari Google o Skype, e gli operatori tradizionali di telecomunicazioni”.NE CONTRADIZIONE ESSISTE FRA “le politiche legate allo spettro radio” E QUELLO “dei crescenti fabbisogni della banda larga mobile”,”per sostenere lo sviluppo dell’Internet delle cose”.L’HO SPIEGATO SOPRA,SONO TUTTI UNO E OGGI SI PARLA SOLO DI “NUOVI MEDIA”.
-APPENDICE:MICROSOFT,TENTATIVA  DI USURPAZIONE NEL “DIGITAL VENEZIA”
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-SU CORRIERE DELLA SERA:Sette giorni di innovazione in Laguna
Digital Venice, la strategia digitale europea e il semestre italiano
Al premier Renzi e al commissario Kroes è stato consegnato il documento Restart Europe. Attesa per sapere chi sarà il direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale
di Martina Pennisi
Tecnologia
La tavola rotonda Restart Europe (foto da Twitter)
La tavola rotonda Restart Europe (foto da Twitter)
shadow

Venezia – I giovani spesso arrivano prima, soprattutto se si parla di digitale. Così è avvenuto a Venezia, dove 161 innovatori provenienti da 24 Paesi hanno animato il primo giorno di Digital Venice, settimana lagunare di eventi dedicati alla strategia digitale europea. L’evento clou sono gli interventi di Matteo Renzi e Neelie Kroes. Il presidente del Consiglio e il vice-presidente della Commissione europea firmeranno la cosiddetta Carta di Venezia per provare a fissare i punti attorno cui costruire la politica digitale europea che caratterizzerà il semestre di presidenza italiana appena iniziato. Anche per l’Italia potrebbe rivelarsi una giornata cruciale: Renzi dovrebbe annunciare il nome del direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale, ente a cui spetta la concretizzazione di norme e decreti in materia. Nelle ultime ore sono calate le quotazioni di Stefano Quintarelli, deputato di Scelta Civica e in quanto tale in possibile conflitto con il ruolo, mentre appare un’ipotesi plausibile quella di Alessandra Poggiani, padrona di casa qui a Digital Venice.
Il premier e la riunione con i Big della tecnologia


Il premier Renzi con il ministro Madia in vaporetto a Venezia (da Instagram)

Il premier Renzi con il ministro Madia in vaporetto a Venezia (da Instagram)
Aperte anche le partite del Digital champion, figura che deve rappresentare la spinta innovativa del Paese, e del presidente del Comitato d’indirizzo, altra gamba di cui il tavolo digitale nostrano ha bisogno per stare in piedi. “Sono nodi da sciogliere in fretta; scelte cruciali per assicurarsi che l’orientamento politico sia declinato in maniera coerente”, dichiara al Corriere della Sera il sottosegretario con delega alle politiche europee Sandro Gozi. Dei temi caldi sul tavolo comunitario, invece, Renzi e Kroes hanno parlato a porte chiuse con colossi del settore come Huwaei, Samsung, Microsoft, Facebook, Google e Amazon. Dalle opportunità, con una spinta del Pil di 5 punti percentuali, alle sfide, tassazione dei colossi americani e neutralità della Rete su tutte. L’Italia e Matteo Renzi, che del digitale ha sempre fatto una bandiera per ora più sventolata che issata, hanno l’opportunità di farsi portatori del cambiamento di passo. Abbiamo, è il Censis ad averlo calcolato, tutto da guadagnarci: il ritardo attuale ci costa 10 milioni di euro al giorno. 3,6 miliardi all’anno, per citare una cifra che fa ancora più impressione. Senza (economia) digitale è difficile ripartire.
Il documento di Restart Europe
I giovani startupper di Restart Europe, così si chiama l’evento di lunedì, più che da questi numeri sono partiti dalle loro priorità nei campi di economia, smart city, lavoro, democrazia ed educazione. Il documento redatto a fine giornata è stato consegnato a Renzi e Kroes per affiancare le necessità dei colossi già presenti sul mercato a quelle delle nuove leve. Si propone la creazione di un quadro normativo unico a livello comunitario per le imprese innovative gestibile attraverso una piattaforma online. E si riceve, contestualmente, il plauso del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Berretta: “Senza mercato unico il milione di posti di lavoro atteso dalle startup rimane un miraggio”, ha commentato. Per incoraggiare gli investimenti di Venture capital, al momento dieci volte meno consistenti di quelli statunitensi, la carica dei 161 ha pensato a incentivi fiscali per gli sforzi privati e a fondi per l’economia digitale. Per ogni euro investito da un privato, ad esempio, la Bce potrebbe mettercene uno di tasca sua. Le città potrebbero invece beneficiare di una carta d’identità europea con cui accedere ai servizi fisici e digitali senza limite alcuno nel Vecchio Continente.
Attesa per il direttore di Agid
Per l’Italia si tratta di un discorso particolarmente attuale, essendo il decreto per l’identità digitale in rampa di lancio e in attesa dell’intervento dell’Agid, che sta a sua volta aspettando il nuovo direttore. Mentre l’Italia aspetta, insomma, la giovane europa sogna di correre. Sempre nelle metropoli digitali, potrebbero essere utili delle ricompense per i cittadini e le istituzioni virtuosi e un sistema di recensioni sui servizi offerti. Pensando al lavoro, invece, si spazia dal ‘reverse internship’, stage dei dipendenti delle aziende nelle startup per sporcarsi le mani con la cultura dell’innovazione, a un fondo pensione pan-europeo che incoraggi gli spostamenti dei lavoratori e alleggerisca gli oneri delle aziende che vogliono assumere all’estero.
Amministrazione digitale
L’amministratore delegato di Microsoft Italia – a cui si deve l’organizzazione di Restart Europe – Carlo Purassanta vede di buon occhio le contaminazioni tra realtà consolidate e nascenti soprattutto nell’ambito di ricerca e sviluppo: “Più dell’80% delle imprese fa ricerca in un una sorta silo separato da tutto il resto. È un approccio troppo vecchio, bisogna entrare in una modalità di innovazione collaborativa”. Tornando alle proposte, il rapporto ideale con i vertici è quello che si risolve in un clic: governi e amministrazioni pubbliche dovrebbero ‘arrendersi’ alla democrazia partecipativa e a pubblicare e discutere su apposite piattaforme spese e processi decisionali. Il cittadino deve aver accesso a un unico portale per ottenere informazioni, dialogare con gli amministratori e ottenere documenti o indirizzi. Per dare una spinta all’educazione bisogna invece partire dagli insegnanti e fornire loro piattaforme aperte per aggiornarsi e condividere le competenze su un nuovo tipo di didattica. Gli istituti, oltre a ospitare corsi di programmazione fin dalle elementari, devono anche essere messi in condizione di acquistare dispositivi tecnologici in modo consapevole. Insegnare alle scuole, quindi. Formare le aziende con le startup, come detto in precedenza. Il digitale che arriva prima. Anche a Venezia, in attesa della lista delle priorità dei grandi, è andata così.
8 luglio 2014 | 10:24,© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/14_luglio_08/digital-venice-strategia-digitale-europea-semestre-italiano-98af2896-0676-11e4-addf-a4fb93907d37.shtml


REAZIONE:NATURALMENTE,NON BISOGNA DIRE CHE LA NUOVA ERA VEDE DI MAL OCHIO QUESTA AMBIZIOSA INIZIATIVA DI MICROSOFT IN COLLABORAZIONE CON UN GOVERNO GOLPISTA COME QUELLO DI RENZI,PIAGATA DI BUONE INTENZIONI CHE PERO RESTA SOLO UNA ESPRESSIONE DI DESIDERIO.IL FATTO CHE PER L’INCONTRO  SIA STATA SCELTA LA CITTA DI VENEZIA E’ LA PROVA PALESE CHE SI TRATTA DI UN INTENTO DI UISURPAZIONE DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA .RISULTA CHIARO CHE MICROSOFT NON HA IMPARATO LA LEZIONE DELLA NUOVA ERA CHE DOPO QUEL CONCORSO DOVE HA RESPINTO LE MIE TESI AL RIGUARDO HA FINITO PER SMORONARSI E SCOMPARIRE.ORA CHE LI HA ADOTTATE CCONVERTENDOSI ALLA NUOVA ERA CON QUESTE INIZIATIVE TORNA A ZOPPICARE CON LA STESSA PIETRA:NULLA DI QUANTO PROIETTATO SOPRA ANDRA A BUON PORTO,RESTA SOLO COME DETTO PRIMA,UNA ESPRESSIONE DI DESIDERIO DI UN MUCCHIO DI “BUONE INTENZIONI” CHE ALTRO NON FANNO CHE CERCARE DI USURPARLA.SI VEDE DIETRO L’INIZIATIVA LA MANO DI BILL CLINTON,IL NEOLIBERALE PARRINO POLITICO DI RENZI.SOSPETTO  CHE MICROSOFT DA ORA IN AVANTI TORNERA A PERDERE TERRENO FRA I BIG DELLA TECNOLOGIA.LA NUOVA ERA LI RITIRA OGNI FIDUCIA E INVITA AI SUOI  OPERATORI A BOICOTTEARE QUESTE INIZIATIVE:IL GENIO INNOVATIVO NON SI AQUISTA IN FARMACIA.INUTILE INSISTERE IN QUESTA VIA.

DUE PAROLE ANCORA:

-QUANTO DETTO SOPRA PRIMA E’ ANCHE VALIDO PER QUESTO INCONTRO DELLA GENERAZIONE TELE-VIZIO.

2-RENZI E I SUOI NON DURERANNO AL GOVERNO E LE AUTORITA DELLA COMMISIONE EUROPEA PARTECIPANTE SARANNO CAMBIATI  UNA VOLTA NOMINATE QULLE NUOVE USCITI DAL RECENTE VOTO,QUINDI QUESTE INIZAITIVE MICROSOFT AVREBBE DOVUTO FARLI NEL MARCO DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA E CON CHI CORRISPONDE,CIO’E’ AVREBBE DOVUTO ASPETTARE CHE SIANO MESSE IN CARICA LE NUOVI AUTORITA.E IL FATTO CHE SI SIANO AFRETTATI A FARE L’EVENTO DIGITALE A VENEZIA E’ UNA MOSTRA DI QUANTO SIANO CONSAPEVOLI DELLA FORZA E PORTATA  DELLE VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA IN EUROPA,E QUINDI DI QUANTO FRAGILE SIA QUESTA INIZIATIVA.
3-”I giovani startupper di Restart Europe” ALTRO NON SONO CHE QUESTA GENERAZIONE TELE-VIZIO.(A)
4-A PURASSANTA LO SI VEDE OSSESIONATO DAL PROCESSO INNOVATIVO E LA RICERCA E QUINDI SI FA ECO DELL’ESPERIENZA DI MICROSOFT CHE L’HANNO PORTATA AL FALLIMENTO COME AVANGUARDIA DELLE TELECOMUNICAZIONI E “vede di buon occhio le contaminazioni tra realtà consolidate e nascenti soprattutto nell’ambito di ricerca e sviluppo”:IN MICROSOFT NON C’E STATA NESSUNA “CONTAMINAZIONE” FRA “REALTA CONSOLIDATE E NASCENTI”,DOPO CHE GOOGLE HA ACCOLTO LE MIE TESI SCIENTIFICI RESPINTI DA MICROSFT IN AVANTI LA REALTA DI QUESTA AZIENDA E STATA SOLO QUELLA DELLO SMORONAMENTO CONTINUO(INSIEME AL SISTEMA PC FISSO)FINO ARRIVARE AD OGGI ASSOLUTAMENTE SMORONATA A MANO DEL MOBILE.PENSAVO CHE LA CONVERSIONE ALLA NUOVA ERA FOSSE GENUINA PERO—–
“INNOVAZIONE COLLABORATIVA?.RIPETO,IL GENIO INNOVATIVO NON SI COMPRA IN FRMACIA E MICROSOFT NON SEMBRA AVERE UNO SPECIALE FIUTO NEL TROVARLO:”CIO CHE NATURA NON DA LA NUOVA ERA NON IMPRESTA”.I GIOVANI TELEMACI SONO CONTAMINATI SI MA DALLA CULTURA DEI MEZZI TRADIZIONALI E QUINDI SONO CONDANNATI AL FALLIMENTO IN ANTICIPO,NELLA NUOVA EUROPA DELLA NUOVA ERA NON PROSPERERANNO.
IL SETTORE PATTISTA DEL PARTITO DEMOCRATICO NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE PROVA AD USURPARE LA NUOVA ERA:CI AVEVA PROVATO DALEMA,HA FALLITO MISERAMENTE E SCOMPARSO DELLA SCENA POLITICA,NON SARA MEGLIO IL FUTURO DI RENZI.
(A)TENTATIVA DI DOPPIAGGIO E INVERSIONE “TECNICA”?:
IL SISTEMA OPERATIVO DELLA MIA NETBOOK (PIATTAFORMA MOBILE QUINDI)CHE ADOPERO IN ITALIA E UN  “WINDOWS STARTER”.
COME VOI SAPETE LE AREE DI ATTIVAZIONE DEI PRODOTTI CONNESSI GLOBALMENTE ALLA RETE INTERNET SONO DIVISI IN 4 AREE CHE CORRISPONDONO A DIVERSI CONTINENTI.IL MIO SISTEMA OPERATIVO,STARTER PERO, E’ DI ATTIVAZIONE SOLO IN LATINOAMERICA,ANCHE SE DOPO PUOI USARLO OVUNQUE.
NE QUANDO SONO IN ITALIA NE QUANDO SONO IN LATINO AMERICA IL MIO “STARTER” E’ USATO DA ALTRI CHE DA ME,E TANTO MENO DA QUESTI “giovani (STAR)tupper di Restart Europe”.
TRANNE CHE PER QUALCHE RIPARAZIONE TECNICA IL MIO NETBOOK E’ DI USO ASOLUTAMENTE PERSONALE,RISERVATO E PRIVATO.

IFrame

-APPENDICE 2:NADELLA,INIZIA MALE
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-SU  LE MONDE,Blogs
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18 juillet 2014, par Jean-Baptiste Jacquin
Microsoft: Des paroles… et des actes
Satya Nadella, directeur général de Microsoft (n.bhupinder-CC BY 2.0)
Satya Nadella, directeur général de Microsoft (n.bhupinder-CC BY 2.0)
J’ai une bonne et une mauvaise nouvelle, par laquelle voulez-vous que je commence ? Ce dilemme de cour de récréation se pose rigoureusement dans les mêmes termes pour les chefs d’entreprise.
Satya Nadella, le nouveau directeur général de Microsoft, a lui aussi été obligé de trancher. Dans un e-mail adressé, le 10 juillet, aux salariés du groupe américain de logiciels, le successeur de Bill Gates et de Steve Ballmer a promis « un changement de culture ».
Mercredi 16 juillet, M. Nadella a eu l’occasion de préciser sa « vision stratégique » pour le groupe dont il a pris les rênes en février. Dans une de ces grand-messes dont les multinationales ont le secret, il s’est retrouvé seul sur une estrade, face à plusieurs milliers de « partenaires » de Microsoft, venus du monde entier pour cinq jours.
Tel une rock-star, il a fait son Bercy, à Washington ! Un discours enthousiaste d’une heure, sans notes, arpentant la scène dans un costume sombre, chemise grise ouverte.
Un vrai bonheur
« Nous sommes dans un monde plus global où 3 milliards de personnes ont un terminal connecté à Internet, où plus de 200 milliards de capteurs et de terminaux seront en circulation en 2020. S’il n’y a pas le cloud [l’informatique à distance], il n’y aura pas d’expérience globale possible. C’est une opportunité extraordinaire. »
M. Nadella définit un nouveau credo pour Microsoft : « Le mobile d’abord, le cloud d’abord. » « Tout cela va représenter une explosion des dépenses dans les technologies de l’information. »
« C’est l’une des raisons pour lesquelles être dans cette industrie est un vrai bonheur. Il n’y a pas un secteur de l’économie, de l’industrie ou de la vie des gens où les logiciels et les objets fonctionnant avec des logiciels ne sont pas un élément essentiel. »
Etre capable de galvaniser une salle fait partie des talents exigés d’un grand patron. C’est pourquoi M. Nadella ne s’est pas arrêté là. Il en est venu au rôle que pouvait jouer « l’entreprise dans laquelle [il] a passé toute [sa] vie d’adulte ». Il a 47 ans et y travaille depuis vingt-deux ans.
Accomplir davantage
« Nous sommes l’entreprise et l’écosystème qui vont bâtir la productivité et les plates-formes pour ce monde du mobile first cloud first (…) Nous allons permettre à chacun et à chaque organisation de la planète de faire plus, d’accomplir davantage. C’est notre mission, c’est dans notre âme, c’est ce que nous allons faire. »
Le lendemain, jeudi, il annonçait la suppression de 18 000 postes dans le groupe. Une décision dont personne n’avait anticipé l’ampleur. La mauvaise nouvelle risque fort d’éclipser la bonne sur « les opportunités formidables ».
La veille encore, M. Nadella expliquait que l’une de ses principales tâches était de « rechercher comment permettre aux salariés de Microsoft de donner le meilleur d’eux-mêmes ». A chacun sa méthode.

http://ecobusiness.blog.lemonde.fr/2014/07/18/microsoft-des-paroles-et-des-actes/

À propos de Jean-Baptiste Jacquin

Je suis arrivé au Monde en 2011 où j’ai fait partie pendant deux ans de la rédaction en chef emmenée par Erik Izraelewicz. Je suis désormais chroniqueur économique. Cela fait 25 ans que je suis la vie des entreprises en tant que journaliste. Je suis passé par Les Echos, L’Expansion et La Tribune.
REAZIONE:QUESTO NADELLA NON E” QUELLO CHE LA NUOVA ERA SI ASPETTAVA,QUALCOSA HA CAMBIATO DOPO LA NOMINA E QUINDI INIZIA CON MAL PIEDE.

-15 SETTEMBRE 2014:ATTUALIZAZIONE
3 SETTEMBRE 2014:IN OGNI MODO VI RACCONTO CHE NOKIA HA SCOMPARSO
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-SU LA STAMPA:Stop a Nokia,Microsoft abbandona il marchio
Il nome sarà eliminato in favore di Lumia

1/09/2014
ROMA
Microsoft eliminerà, per finalità di marketing, l’uso dei marchi Nokia e Windows Phone dai suoi telefonini, in favore del brand Lumia. La notizia sarebbe contenuta in un documento aziendale intercettato dal sito GeeksOnGadgets . «Come parte della nostra transizione graduale – si legge nella nota interna – elimineremo il nome del produttore dalle referenze del prodotto» durante la campagna promozionale in vista della stagione natalizia. Nelle promozioni Windows Phone sarà sostituito da Windows.
Il passaggio da Windows Phone a Windows a fini di marketing è in realtà già presente. Negli ultimi spot del Lumia 930, ci si riferisce al sistema operativo di Microsoft chiamandolo solo Windows, e stessa cosa accade nella reclame del One M8 di Htc e in quelle dei Lumia 530, 730 e 830.
La mossa potrebbe spiegarsi con l’intenzione di Microsoft di unificare i sistemi operativi su cui girano pc, telefoni, tablet e la console Xbox. «Snelliremo la prossima versione di Windows, da tre sistemi operativi ad uno solo, integrato, per schermi di tutte le dimensioni», aveva annunciato nel luglio scorso l’ad di Redmond, Satya Nadella. «In passato avevamo più squadre al lavoro sulle diverse versioni di Windows, ora ne abbiamo una con un’architettura comune. Questo ci consente di creare l’Universal Windows Apps». (Ansa)

http://lastampa.it/2014/09/11/tecnologia/stop-a-nokia-microsoft-abbandona-il-marchio-rfoSss3VtA5v3Ku68ShKDP/pagina.html


REAZIONE:IL DIGITAL VENEZIA DELLA GENERAZIONE TELE-VIZIO NON HA DECOLLATO NE DECOLLERA MAI MA NOKIA,CHE PRETENDEVA AVERE INVENTATO IL CELLULARE E CHE C’E’ CHI LO VOLEVA INALZARE ALLA PUNTA DI LANCIA EUROPEA DI UNA SFIDA TECNOLOGICA EUROPA-USA,NON ESSISTE PIU.QUELLO DEL TITOLO.

27 OTTOBRE 2014:ATTUALIZAZIONE NADELLA

-GLI ERRORI CONTRO NADELLA

10 ottobre 2014 Ultimo aggiornamento alle 17:55 ET
Consigli su ‘karma’ di Satya Nadella: ‘deplorevole e scorretto’
BBC News Washington, DC
CEO di Microsoft Satya Nadella.
CEO di Microsoft Satya Nadella detto che le donne dovrebbero fare affidamento sul “karma” per aumenti di stipendio
Quando sei un altoparlante ad una “celebrazione delle donne in computing”, non è probabilmente una buona idea per fare off-the-bracciale osservazioni su come le donne dovrebbero fidarsi “il sistema” per dare loro la paga che meritano.
Questa è la lezione CEO di Microsoft Satya Nadella ha imparato nel modo più duro il Giovedi.
«Non è proprio di chiedere per il rilancio, ma conoscendo e avendo fede che il sistema sarà effettivamente vi darà il diritto alza come si va avanti”, ha detto Nadella durante un’intervista sul palco.
“Perché questo è un buon karma. Essa tornerà perché qualcuno sta andando a sapere che è il tipo di persona che voglio avere fiducia,” ha detto
Dato che si trattava di una conferenza di settore tecnologia, osservazioni controverse del sig Nadella apparsi su Twitter e altri siti di social media praticamente nel momento in cui sono state pronunciate. Al mattino stavano facendo i titoli nazionali.
Il commento che ne risulta è la roba di Microsoft pubbliche relazioni incubi.
“Nadella raggiunto questo coinvolgimento emotivo offrendo il consiglio più deplorevole e scorretto delle donne sul posto di lavoro dal momento che Joan Holloway ha detto Peggy Olson di indossare qualcosa che ha mostrato le caviglie cari”, scrive Nitasha Tiku sul blog di tecnologia Valleywag, riferendosi al televisore programma di Mad Men, che raffigura la cultura ufficio nel 1960.
Al tempo, Laura Stampler scrive: “Differenziale retributivo di genere si scese Prendete un corso accelerato da Etiquette Academy di CEO di Microsoft Satya Nadella Per Polite signore giovani:?. Sorriso bella e non essere così sconveniente, per chiedere un urto stipendio Dopo tutto , un rilancio è un po ‘come un corteggiatore di sesso maschile, e se si perseguono, si potrebbe semplicemente guidare via “.
Anche se la parte “karma” del discorso di Nadella ha guadagnato più attenzione, Stampler riserva le sue parole più taglienti per “il sistema” che il signor Nadella dice che si prenderà cura delle lavoratrici.
. “Purtroppo, quel sistema che Nadella vuole le donne a mettere tutta la loro cieca fiducia in esse fornisce solo 78 centesimi per dollaro di ciò che gli uomini guadagnano E se guardiamo più da vicino le donne Nadella è stato specificamente rivolgeva, la realtà è piuttosto triste: un divario retributivo tra i sessi esiste ad ogni livello di Stem [scienza, la tecnologia e la matematica] posti di lavoro. Nella Silicon Valley, gli uomini con i gradi del bachelor guadagnano il 40% in più rispetto ai loro omologhi di istruzione femminile, ”

Una donna cammina di fronte a un segno di Microsoft su Washington campus della società.
Secondo Microsoft, solo il 30% dei dipendenti sono donne

Lei continua a dire che alcune aziende tecnologiche hanno anche approfittato del presupposto che le donne sono pagate meno. Racconta la storia del fondatore di start-up Evan Thornley, che ha detto all’inizio di quest’anno che un vantaggio di donne che assumono è che il loro stipendio è ancora “relativamente a buon mercato rispetto a quello che avremmo mai dovuto pagare qualcuno meno bene di un genere diverso” .
Come l’indignazione cresceva, il sig Nadella ha fatto marcia indietro tardo pomeriggio di Giovedi, tweeting : “. Era re inarticolato come le donne dovrebbero chiedere per elevare la nostra industria deve chiudere divario retributivo di genere in modo un rilancio non è necessaria a causa di un pregiudizio.”
Egli ha ribadito l’idea un’ora più tardi in una e-mail ai dipendenti , dicendo che crede che uomini e donne dovrebbero avere parità di retribuzione a parità di lavoro.
“Ho risposto a questa domanda completamente sbagliato”, scrive. “Senza dubbio, appoggio pienamente i programmi di Microsoft e del settore che portano più donne in tecnologia e chiudere il divario di retribuzione. Credo che uomini e donne dovrebbero avere parità di retribuzione a parità di lavoro.”
Che non vola per Nicole Kobie del PC Pro Blog, però. Si ricorda che il sig Nadella, come amministratore delegato di una delle 10 più grandi aziende tecnologiche al mondo, ha una capacità unica nel settore per chiudere il gap – e non è da tweeting su di esso.
“Vuoi chiudere il divario di retribuzione Ecco cosa fare:? Esaminare gli stipendi delle donne e degli uomini a Microsoft in lavori analoghi”, scrive. “Ritiene ci sembrano essere un divario No. Impressionante;? Emettere un comunicato stampa su come sei meravigliosa, ma se c’è un divario di retribuzione Fix it li Pagare di più.?.».
In realtà, pochi giorni prima del discorso, Microsoft ha rilasciato i dati sulla sua diversità personale. Rivista Time Charlotte Alter utilizza quei numeri a dimostrare che a Microsoft, come molte aziende di tecnologia, un divario di retribuzione non è l’unica discrepanza tra uomini e donne.
“La leadership di Microsoft è solo il 17,3% di sesso femminile” , scrive . Allo stesso tempo, “donne costituiscono meno del 30% di tutta l’azienda nel suo complesso.”
Grazie alle osservazioni del suo CEO, Microsoft improvvisamente è diventato il bambino del manifesto per ciò che i critici vedono come un problema più grande di retribuzione disparate nel settore della tecnologia e non solo. Con i riflettori fissato sul gigante informatico, vedremo se ha un buon karma sinistra.
(In Michea Luxen)
CITAZIONI(“Start Quote):

1-Quel sistema che Nadella vuole le donne a mettere tutta la loro cieca fiducia in loro fornisce solo 78 centesimi al dollaro di ciò che guadagnano gli uomini “

magazine Laura Stampler Tempo

2-Appoggio pienamente i programmi di Microsoft e del settore che portano più donne in tecnologia e colmare il divario di retribuzione “

Satya Nadella CEO, Microsoft

http://www.bbc.com/news/blogs-echochambers-29578265

-APPENDICE

10 ottobre 2014 Ultimo aggiornamento alle 08:19 ET
Nadella di Microsoft si dispiace per i commenti salariale delle donne

Satya Nadella, CEO di Microsoft
Il boss di Microsoft, Satya Nadella, ha chiesto scusa per le osservazioni che ha fatto consigliare alle donne di non chiedere un aumento di stipendio, ma di avere “fiducia nel sistema”.In una conferenza per celebrare le donne nella tecnologia, ha suggerito che le donne non chiedono un aumento era “buon karma”.Le osservazioni hanno suscitato indignazione e il sig Nadella ha ora chiesto scusa. In una e-mail al personale , ha detto che ha risposto alla domanda “completamente sbagliato” e “cuore” programmi per colmare il divario di retribuzione supportato.
Alla conferenza, chiamata la Festa Grace Hopper di Donne in Informatica, ha detto: «Non è proprio di chiedere per il rilancio, ma conoscendo e avendo fede che il sistema sarà effettivamente vi darà il diritto solleva come si va avanti.
“Perché questo è un buon karma. Essa tornerà perché qualcuno sta andando a sapere che è il tipo di persona che voglio fidarmi”, ha detto.
‘Inarticolati’L’intervistatore durante l’evento, Maria Klawe, presidente di Harvey Mudd College e direttore di Microsoft, subito in disaccordo con lui. Invece, ha suggerito le donne fanno i compiti sui livelli salariali e poi pratica chiedendo aumenti salariali.
I commenti hanno causato un furore su Twitter e il signor Nadella poi twittato che era “disarticolato” nella sua risposta su come le donne dovrebbero chiedere un aumento di stipendio.
Questo è stato poi seguiti con una e-mail al personale in cui ha detto:. “Maria mi ha chiesto quale consiglio vorrei offrire alle donne che non sono confortevoli per chiedere aumenti salariali ho risposto a questa domanda completamente sbagliato.
“Senza dubbio, appoggio pienamente i programmi di Microsoft e del settore che portano più donne in tecnologia e colmare il divario di retribuzione. Credo che uomini e donne dovrebbero avere parità di retribuzione a parità di lavoro.
“E quando si tratta di consulenza di carriera su come ottenere un rilancio quando pensi che sia meritato, il consiglio di Maria era il consiglio giusto. Se pensi di meritare un rilancio, si deve solo chiedere.”
Indiano di nascita Signor Nadella è diventato amministratore delegato all’inizio di quest’anno, prendendo il posto di Steve Ballmer.

Più su questa storia
http://www.bbc.com/news/business-29571754

REAZIONE:CERTAMENTE QUESTO E’ UN ERRORE DEPLOREVOLE DI NADELLA MA IO NON SONO PER LA DISCRIMINAZIONE POSITIVA DELLE DONNE,NON LI FAREI MAI QUESTO PREGGIO DI TRATTARE LE DONNE COME DIVERSI,DEVONO GUADAGNARSI IL SUO POSTO E STIPENDIO CON LE STESSE REGOLE DEGLI UOMINI.PERO NADELLA NON DEVE TRATTARE LE DONNE MICROSOFT COME QUELLI DELLA INDIA,IL KARMA NON CENTRA.
QUINDI NON CHIEDERO LA SUA DIMISSIONE PER QUESTA GAFFE E FOSSE IO NON MI PREOCUPERI NE MENO DI MANDARE QUELLA MAIL.
ALTRI ERRORI SONO PIU GRAVI E MERITANO UN RIPENSAMENTO DELL’AZIENDA,L’HO GIA SPIEGATO:NO AL DIGITAL VENEZIA.
PER QUESTO SI,VIA L’INDIANO,SIA AMMINISTRATORE DELEGATO QUELLO VOLUTO DALLA FORD.

 

-VEDI QUESTO SCRITTO NELLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE SUL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faitesi-nternes-1continuation-155.html

giovedì 30 ottobre 2014

NOKIA,MICROSOFT E “MICROSOFT LUMIA,”RIVOLUZIONE SECOND HAND”

-SU LA STAMPA:

,economia
Microsoft pensiona i cellulari col marchio Nokia
La rivoluzione dell’ad Satya Nadella lascia l’amaro in bocca ai vecchi clienti
REUTERS
Un cellulare prodotto da Nokia

3/10/2014

Addio a Nokia e Windows Phone. Microsoft dà il via alla rivoluzione dei suoi cellulari, sostituendo lo storico marchio finlandese: gli smartphone si chiameranno infatti Microsoft Lumia e non più Nokia Lumia com’erano conosciuti fino a poco tempo fa. Il colosso di Redmond nei mesi scorsi aveva lasciato intravedere cambi all’orizzonte e ora li rende ufficiali. Il nuovo corso si aprirà dalla Francia, il primo Paese che inizierà a usare Microsoft Lumia anche per gli account Facebook e Twitter. Poi seguiranno tutti gli altri Paesi. La rivoluzione non segnerà però la fine di Nokia, che continuerà a esistere come società separata senza piu le attività di smartphone e concentrata sulle mappe e l’infrastruttura delle reti.L’operazione di Microsoft, con l’addio alla scritta Nokia, si inserisce nel cambio di rotta impresso dall’amministratore delegato, Satya Nadella, che ha annunciato di recente un forte taglio dei posti lavoro, meno 18.000 unità di cui 12.500 proprio in Nokia. Per Microsoft il cambio di nome rappresenta – secondo alcuni osservatori – una scommessa: Nokia è infatti un nome popolare, soprattutto nei mercati emergenti, e vanta un elevato livello di fedeltà fra i suoi clienti..http://www.lastampa.it/2014/10/23/economia/microsoft-manda-in-pensione-i-cellulari-col-marchio-nokia-zErJSjYT7L3YHRg3Sg15MO/pagina.html;jsessionid=F60D67CD7D4731EA87B8BE9FF79D3B48.REAZIONE:RIVOLUZIONE?FORSE PRETENDE ESSERLA,MA CASO MAI POLITICA E NON TECNOLOGICA,E TANTO MENO NUOVA ERA.VI SPIEGO:WINDOWS PHONE NON E’ NESSUNA CREAZIONE RIVOLUZIONARIA DI MICROSOFT PERCHE E’ SOLO STATO IL SEGNO DI UN FALLIMENTO,IL FALLIMENTO DELLA POLITICA INNOVATIVA DI MICROSOFT A MANO DELLA NUOVA ERA VANGUARDATA DA GOOGLE CHE AVEVA ACCOLTO I MIEI CONCETITI SCIENTIFICI.INFATTI WINDOWS PHONE FU LA RISPOSTA DI “SECOND HAND” ALLA CREAZIONE E LANCIO NEL MERCATO DI NEXUS ONE,IL PRIMO SMARTPHONE CON IL SISTEMA OPERATIVO PER MOBILI, L’ANDROID.ERA IL PRIMO TELEFONO MOBILE CHE CREAVA MICROSOFT  ED E’ STATA “LA SVOLTA DEL FALLIMENTO” POICHE FINO ADESSO SOLO OPERAVA CON LA VECCHIA INTERNET SUL PC FISSO.MICROSOFT ERA IL CONIGLIO CHE CORREVA DIETRO LA CAROTTA DI GOOGLE.(1)DI NOKIA LUMIA COSA DEVO DIRVI?NOKIA PRETENDEVA ESSERE L’INVENTORE DEL CELLULARE E CAPEGGIARE UNA SFIDA EUROPEA AGLI STATI UNITI E PER L’APPUNTO CONTRO GOOGLE:TUTTE BUGGIE,E COME SI HA DIMOSTRATO NOKIA NON AVEVA INVENTATO  UN BEL NIENTE E FINALMENTE ASSORVITA DA MICROSOFT SCOMPARSI.PERO MICROSOFT O PIU TOSTO BILL GATE HA CEDUTO A DELLE PRESSIONI ERRONEE E HA DECISO “IMPRESTARLI” IL COGNOME “LUMIA” DEL VECCHIO NOKIA AAL SUO NUOVO E “RIVOLUZIONARIO” “MICROSOFT LUMIA”,PER CUI LO MANTIENE IN VITA.IMPRESTITO CHE AVVIENE ALLO STESSO TEMPO CHE TRAMITE IL DIGITAL VENEZIA FA UNA ALLENAZA EUROPEA CON IL GOVERNO GOLPISTA DI RENZI,E QUESTO TRAMITE L’ASEM CON LA CINA COMIUNISTA,E IL TUTTO PER CONTRASTARE IL TANDEM GOOGLE-FRANCIA-CANADA O IL TANDEM UNIONE EUROPEA-CANADA.INSOMMA COME VEDETE E’ UNA RIVOLUZIONE DI “SECOND HAND” CASO MAI LO FOSSE,E’ UNA RIVOLUZIONE POLITICA “TOUT COURT” E NON TECNOLOGICA NE SCIENTIFICA(LO AMMETTE IL CINESE ALLA RIUNIONE DELL’ASEM),O PER DIRLA PIU CHIARA E’ UNA PRETESA RIVOLUZIONE CATO-COMUNISTA TRAMITE IL CHIERICHETTO GOLPISTA RENZI E L’ASEM CON CINA COMUNISTA.
INVITO VIVAMENTE AI CONSUMATORI E SIMPATIZZANTI NUOVA ERA A EVITARE L’AQUISTO DI QUESTO “PRESTANOME” “MICROSOFT LUMIA” E COMBATTERE LA RIVOLUZIONE CATO-COMUNISTA RENZI-MICROSFT-CINA, CON QUELLA PARTE DELLA CINA CHE VITTIMA DI CONTRADIZIONI INTERNE DOPO L’ULTIMO CONGRESSO ALBERGA ANCORA  IN SE IL SEME DELLA “CONTRORIVOLUZIONE” TRANSFORMISTA ANTI NUOVA ERA VOLENDO ANNIENTARE LE LIBERALIZAZZIONI E RIFORME FIN QUI FATTE.LO STESSO CHE AVEVA FATTO PUTIN CON DIMITRIV MEDVEDIEV,KIEV CON UKRANIA,CAMERON CON NICK CLEIGH,BERLUSCONI CON BERSANI,NIETANYAU CON TUPZI LEAVNI,LA MERCKEL CONTRO LA NUOVA GROSSE KOALITION E OBAMA CON IL DIPARTIMENTO DI STATO.-VEDI ANCHE CUA:
http://cianciminotortoici.blogspot.com/2013/04/eppur-si-muove-galileo-di-fronte-al.html(1)VEDI LINKS

http://cianciminotortoici.blogspot.com/2010/01/apoteosi-dellegemoniala-nuova-era.html

http://cianciminotortoici.blogspot.com/2010/04/apogeoegemonia-e-dominio-della-nuova.html

Pubblicato da a 10/30/2014 05:16:00 PM

19 NOVEMBRE 2014:ATTUALIZAZIONE

“PER CAPIRE LA CADUTA DI NOKIA”,VEDI CUA:

http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/per-sapere-tutto-sulla-sconfitta-di-nokia.html

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CUA DIAMO PER FINITA LA VICENDA  NOKIA:E’ PASSATO.

CONTINUA CUA,4ta PARTE:

http://dottciancimino.bloog.it/le-buggie-del-consensoela-storia-la-scrivono-i-vincitori-4ta-parte.html